IL BRUTTO ANATROCCOLO.
Ovvero, delle insicurezze di una donna perfetta.

Prima di ogni altra cosa, devo ringraziare Anasilv che mi ha spronato ed ha atteso per lunghi lunghi mesi, con la stessa pazienza di Giobbe, che io finissi questo "lavoretto" invernale.

 

Esaminando Scully, il mio intento è capire se questo personaggio è un modello ideale e raggiungibile per le donne e veramente ricalcato su di esse o se, pur essendo un personaggio estremamente realistico, le dinamiche personali, consce, inconsce, sociali o intime, sono imitabili e vivibili o ne sono solo una arguta ed astuta interpretazione.
Così, l’apparizione televisiva di un’attrice come G. Anderson, che non era certo un clone di Pamela Anderson (e nemmeno parente!) e che, oltretutto, alle sue prime armi come attrice doveva anche sfidare i pregiudizi di produttori e pubblico, ha creato uno stile non facilmente imitabile.
G.A. ha dato vita ad uno stupendo personaggio. Femminile e consapevole, ma con le profonde insicurezze di ogni donna.
Ma, questo personaggio è un’autentica rappresentazione virtuale di ognuna di noi? Possiamo ispirarci? Possiamo trovare esempio e conforto o siamo solo ingannate da tutto ciò che in televisione si dice e si fa, perché noi, ahimè, non abbiamo un copione che dirige la nostra esistenza?

SCULLY E LO SPECCHIO:

Quante volte abbiamo visto S allo specchio? Scully ha paura di riflettere la sua immagine?
Non essere belli in questo mondo, porta a degli svantaggi. Quante attrici "bruttine" conosciamo? Barbra Streisand? Io personalmente mi rifiuto di giudicarla brutta, ma di certo non corrisponde ai canoni di bellezza in voga.
Si potrà obiettare che Dana Scully è bellissima. SI. Ma lei lo sa? Le importa della sua bellezza? E, davanti allo specchio, si sente come tutte noi?
In Milagro ho avuto l’impressione che S non pensasse a se stessa come ad una donna sufficientemente bella e lo scrittore, che in teoria crede di aver sondato l’animo di S, almeno in questo probabilmente ha avuto ragione. Dopo una lunga "osservazione" di un soggetto, se ne possono cogliere e interpretare correttamente alcuni atteggiamenti. Mi sono chiesta perciò, cosa D.Scully pensasse di se stessa.
Forse non è completamente conscia della sua bellezza?
Ma perché Scully non può credere di essere bella?
La prima fonte di confronto per il proprio aspetto fisico per una donna, è, sovente, la madre. La mamma di S non sembra essere stata una donna estremamente preoccupata del proprio apparire. Ovvero, non ho mai visto il suo personaggio costruito come quello di una donna ostentatamente attenta alla propria bellezza o apparenza; mentre ho visto una casa curata e "accogliente" per i suoi figli. È ovvio che se Maggy Scully ha avuto 4 figli è anche presumibile che abbia speso gran parte delle sue energie per crescerli.
È probabile che Dana abbia appreso dalla propria madre a valutare meglio l’apparenza, ossia, non come la principale virtù delle persone.
In quanto ad identificarsi nel suo aspetto fisico, questo è + difficile. Sono due tipi estremamente differenti.
Mentre scrivo, mi sovviene che, forse con una decade o due in meno, Maggy potrebbe essere esattamente il "tipo" di Mulder.
Non mi spingerò a pensare che una buona parte dell’odio verso Phoobe Green o Diana sia dovuto a questo mito di irraggiungibilità nei confronti della madre. Cosa che poi avrebbe pagato Mulder. E non lo faccio, non perché non lo credo, ma perché so che nel TF si è trattato di un caso.
È tuttavia probabile che, se Dana ha sofferto come tutti i comuni mortali, forse, del famoso complesso di Elettra (analizzato da Freud) nei confronti del padre, la madre e il suo aspetto hanno rappresentato l’immagine virtuale riflessa dallo specchio di Scully, alimentando in modo non conscio il suo sentimento di inadeguatezza. Il fatto che Mulder sembri prediligere proprio quel tipo di donna non può che aver esacerbato questo sentimento inconscio e causato un suo nuovo allontanamento da Mulder e forse anche da Maggy.
Quindi, la madre di Scully ha sia contribuito ad allontanare la percezione della bellezza come metro di valutazione indispensabile, sia ad alimentarne il sentimento di inadeguatezza.
Inoltre, Dana ha una sorella. E che sorella. Perché a me, Melissa, è sempre sembrata la classica sorella che si ama molto "da grandi", ma con la quale non è stato facile avere un rapporto da adolescenti. Immaginiamo Dana e Melissa adolescenti? Mi sembra che nella fanfic post Small potatoes, Irati lo faccia benissimo. Dana era quella che si sedeva davanti in macchina e Melissa quella che stava dietro a "pomiciare" con i ragazzi.
Confrontarsi con una ragazza che vuole sentirsi ribelle, speciale e misteriosa, non è facile per nessuno, specialmente per chi, come Dana era dotata di un’intelligenza notevole e di passione per le cose e le persone.
Ripenso al mazzo di fiori che S porta sulla tomba della sorella alla fine di Piper Clip: è un mazzo stupendo, su cui la telecamera si sofferma e, credo, non a caso; questo mazzo di fiori definisce Melissa: una creatura esotica e accogliente, esuberante e delicata, come il colore delle rose fucsia di questo mazzo. E il paragone con la Scully di allora, specialmente confrontata anche con ciò che vedremo dal cancro in poi, è lampante. DS sembra un fiore non ancora sbocciato, sembra che non abbia ancora trovato la giusta nuance e la giusta forma e si stia ancora assestando nella sua femminilità.
Tuttavia S non ha vissuto una adolescenza solitaria, anche se non sappiamo quasi nulla degli amori adolescenziali di Scully, a parte quel certo Marcus di cui sentiamo parlare in SP.
E di sicuro, non vorrei dipingere Scully come una donna repressa sessualmente.
Posso però immaginare difficoltà e frustrazioni abilmente nascoste dalla passione per la scienza.
Da qui si spiega la lunga sfilza di uomini "orribili" che danno sicuramente sfogo ad altre insicurezze, ma anche a questa. Probabilmente Dana pensava che uomini più grandi e intellettualmente "forti" potessero passar oltre al suo aspetto fisico e arrivare alla sua intelligenza. E credo lo abbiano anche fatto. E qui sta il problema. Perché non c’era niente su cui passar sopra!
Di certo, la bellezza di Scully, ossia di Gilly, non è del tutto canonica.
È una donna bassa (pure io, ma le analogie si ferman tutte qua) in un mondo dove l’altezza premia. Lo sa Scully e forse anche Gilly, di cui comunque ora non parliamo.
Le sue scelte affettive più mature, però lasciano un po’ sconcertati: ossia, a me non sconcerta tanto Jack Willis che è già un enorme passo avanti rispetto all’orribile Daniel, del quale è arrivato dopo, ma proprio Daniel e la situazione familiare sottesa a questa scelta sentimentale.
Sono le scelte di una donna che pensa di poter essere interessante e di essere fisicamente accettabile, forse anche carina, ma non di essere bella o sexy o attraente. Sono, questi, due uomini che soddisfano soprattutto il suo approccio col potere e con l’intelletto. Ma, onestamente, non è possibile non pensare che Scully si sia sentita enormemente lusingata dalla scelta di questi due uomini, scelta che deve aver alimentato una maggiore sicurezza nel suo aspetto, subito censurata, però, dagli errori sottesi in quelle due relazioni.
Poi arrivò Mulder: posso immaginare cosa potesse significare per una donna come Scully vivere accanto ad uno come Mulder. Non c’è bisogno che spieghi com’è Mulder, vero?
Questo individuo bellissimo, vestito così bene, alto sexy, molto sexy, con voce,occhi, mani e mente incredibili.
Che Mulder fosse un uomo desiderabile ce lo hanno fatto capire in tutte le salse.
Un uomo del genere porta qualunque donna, a meno che non sia aliena, a chiedersi se è abbastanza bella o sexy tanto da poterlo attrarre o da poter stare al suo fianco senza sfigurare.
Non credo di esagerare; probabilmente è una operazione inconscia o quasi, della nostra mente e in questo non c’è nulla di male o di anomalo.
Posso, quindi, immaginare, che Scully abbia dovuto confrontarsi, anche per ciò che riguarda l’aspetto esteriore, con un sentimento di inadeguatezza, abilmente celato dalla sua grandissima capacità intellettuale e dal suo comprendersi con Mulder.
Ma, che Dana si sentisse minacciata o inadeguata, ci è dato vederlo ogni volta che una qualunque donna, compresa la quasi simpatica Sheila, gravita nell’orbita del suo compagno. Non voglio costruire troppe strutture addosso ad un personaggio a cui, forse, non è mai stata voluta dare un’impronta di questo genere, ma è quello che è sembrato a me.
Il gioco intellettuale con Mulder non era forse soltanto "intellettuale" e, forse, potrebbe anche essere stato il modo in cui Scully devia l’attenzione di Mulder su una parte di sé che lei ritiene più forte ed adeguata, rispetto alla bellezza fisica.
Detto in parole molto povere: innamorata o non ancora innamorata di Mulder, Scully credeva di non essere abbastanza bella e attraente per Mulder.
Le donne con cui si paragonava e che sembravano piacere a lui, la facevano sentire come un brutto anatroccolo, qualcuno per cui lui non avrebbe potuto applicare la parola "sexy". E, per una donna è estremamente frustrante. E ancora di più se la donna vive costantemente la presenza di questo uomo così preponderante e attraente. Che questo sentimento giocasse anche nella ribellione di NA, credo po ssa essere accettabile. Che giocasse in tutta la vicenda Diana, anche se a livelli più consci e insieme ad altri fattori, mi sembra sia palese.
Grazie a Dio, vediamo modificarsi l’aspetto esteriore di Scully, che, finalmente, trova nelle 3/4 stag. Una sua linea e un modo di proporsi decisamente più affascinante. OK, Gilly ha cambiato sarta ed è dimagrita dopo parto e allattamento, ma noi possiamo vedere questo come una evoluzione ed una ricerca di stile di Scully, che a quel punto, per un qualunque osservatore, diventa il perfetto ed armonico contraltare di Mulder.
Ma quando si arriva a Milagro, finalmente, come viene detto nell’episodio, Scully riconosce e riafferma se stessa come una donna attraente e ancora finalmente, credo smetta di provare quell’assurdo sentimento di inadeguatezza che provava verso il partner.
E arrivata ad A.T. può affrontare con sicurezza anche questo aspetto del suo passato, non avendo più bisogno di conferme intellettuali o fisiche, riaffermando la propria femminilità e la propria bellezza come valore aggiuntivo di ciò che già ha dato a coloro che ha amato.

IN UN MONDO DI MASCHI

Ovvero, Scully può essere un esempio realistico di comportamento sociale?
Se Dana Scully è stata amata da ogni spettatore di XF è anche perché ha costruito col suo personaggio un atteggiamento verso il lavoro che tutti ammirerebbero e che tutti vorrebbero imitare.
E questo, in riferimento a come S si approccia al lavoro, ai colleghi, alle vittime e ai potenti.
Tuttavia, in un particolare episodio le sentiamo dire che non è facile essere una donna in un mondo di maschi.
Strisciando sottile, come un’anaconda in una palude mentre punta alla preda, ecco apparire una delle più profonde paure di Dana Scully: sono una donna! Quanto dovrò pagare per questo?
Credo di poter personalmente affermare che in questo, Scully rappresenta molto bene la società americana, così pure come qualunque società dove una donna può svolgere un lavoro indipendente.
Nei primi episodi, di DS si può vedere soprattutto l’ambizione di chi desidera raggiungere il successo, compiacendo i propri superiori, mostrandosi collaborativa con i colleghi, ma senza alcuna falsa piaggeria, perché in Scully intuiamo subito una profonda onestà.
Il momento del dialogo tra M e S al motel, nel Pilot, è sicuramente ciò che ha destato l’attenzione e attanagliato milioni di spettatori (me compresa) ed è proprio in quel dialogo che la personalità di Scully è svelata agli spettatori. Nonostante l’ambizione e il desiderio di emergere anche all’interno dell’FBI, riconosciamo in lei la curiosità verso il proprio lavoro e anche la pietas che la contraddistinguerà rispetto a molti altri agenti (vedi, per esempio, Colton).
Tornando alla nostra domanda:
Cosa condividiamo con Dana Scully? Non siamo forse nate, tutte noi, in un mondo di maschi?
Scully è vissuta nella più classica delle situazioni "maschiliste": l’esercito. Il padre, amorevole, ma severo le ha insegnato insieme alla madre, ad essere forte e a non sentirsi inferiore a nessuno. Tanto forte e indipendente che, quando se ne è presentata l’occasione, da sola e contro il parere di tutti ha scelto una carriera che ha portato di nuovo S a confrontarsi con una micro – società quasi prettamente maschile, l’F.B.I. (è noto che J.E. Hoover fosse misogino tanto quanto Barbablù), come se il mondo della medicina non le offrisse abbastanza stimoli, sufficiente battaglia, come se la troppa accettazione per DS fosse sintomo di debolezza. E come se il bisogno di affermare se stessa davanti al padre, alla madre e ai fratelli, fosse divenuto un imperativo irrinunciabile.
E cosa avrebbe spinto Scully a diventare ciò che è diventata? Quale fascino ha esercitato l’essere un agente dell’FBI su di lei?
Poiché ci proponiamo di capire se S è un personaggio che ci può rappresentare, si deve partire dalla realtà che ci circonda.
Una cosa che mi è sempre più evidente è il gran numero di donne e ragazze che frequentano corsi di auto difesa, arti marziali, boxe e simili. Perché lo fanno? Oltre all’amore per lo sport, è chiaro il desiderio di imparare a difendersi. Siamo oneste: siamo tranquille fino in fondo quando usciamo sole, la sera o quando dobbiamo affrontare sole, lunghi viaggi? E voi non vorreste avere una pistola in borsetta?
Così, Scully, che sceglie di entrare nell’FBI anche quando ha una ottima carriera come medico davanti a sé, risponde a questa esigenza di auto protezione e di forza. Chi ha un’arma è in posizione avvantaggiata rispetto a chi non ce l’ha, in un rapporto di aggressione/potere. Così, la forte indipendenza espressa da una donna come Scully, trova il suo spazio più adeguato in una istituzione dove può dimostrare di essere tanto brava quanto un maschio, tanto intelligente quanto qualunque altro, se non di più.
La professionalità, il saper fare, le conoscenze e tutto ciò che fa di una persona un bravo professionista sono qualità che Scully possiede nella massima misura. Le sue capacità e la sua professionalità si rafforzano col passare del tempo e con l’esperienza acquisita agli XF; cambia però, la prospettiva "Scullyana" del la lavoro.
Non più interessata a compiacere i suoi superiori e a realizzare le sue ambizioni, o meglio, non soltanto questo, Scully trova la sua massima realizzazione nella ricerca della verità. Questa ricerca l’ha portata ad estremi di sofferenza insospettabili, a perdite inimmaginabili e così ciò che prima era importante, si riflette poi nella sua vita come un’immagine sfocata e priva di senso.Ciò che conta è la verità e l’onestà.
Al pari di lei, il suo collega è un paria nella società lavorativa. UN agente brillante, un genio del profiling che improvvisamente rinuncia ad avanzamenti di carriera, a prestigio e credibilità per amore della verità, della ricerca di essa. Il percorso è simile a quello che poi compirà Scully. Lei si legherà sempre di più a lui anche per questa somiglianza di intenti, di ideali. Dana trova in Mulder il suo Santo Graal. Ma, Mulder è un maschio. E anche nella disparità coi colleghi la cui la sorte non è così avversa, è avvantaggiato.
Scully e lui col passare del tempo si trovano in posizione inversa rispetto all’inizio, perché è lei quella che più si espone, che più rischia. Quante volte abbiamo visto Scully in posizione "scomoda" davanti ai superiori, per salvare Mulder, e poi abbiamo visto lui cavarsela con non più di una paternale? Quante volte è Scully ad essere cercata per la sua competenza e quante volte Mulder? Non è forse naturale sentirsi frustrate professionalmente ed umanamente, davanti ad un simile genio dell’intuizione? E specialmente quando gli si è alla pari.
Scully deve provare se stessa molte e molte volte e, semplicemente perché è una donna. Mulder l’irriverente rampollo prodigo dell’F.B.I, paria deriso perché spettrale trova sempre la porta non serrata a chiave, anche quando gli viene sbattuta in faccia. Scully deve lottare per impossessarsi della stessa chiave. Eppure, qualcosa la mantiene umana, passionale completamente diversa dal vice direttore Cassidy, donna rigida e ottusa (Fight the futur e The Beginning). Credo sia per le motivazione che si addicevano sopra: pietas, curiosità, onestà, rettitudine, verità.
E Mulder.
Meditare sulle ragioni più profonde che inducono una persona a fare questo non è semplice. Scully accetta il destino. Lo compie sino in fondo mantenendo la sua maschera professionale, che sappiamo bene non essere "maschera" e compie un ciclo tale che alla fine si trova ad essere esattamente nel punto privilegiato ed ammirato in cui era all’inizio del suo percorso. Scully riguadagna con gli interressi ciò che aveva perduto ed è pronta a riperderlo senza rimpianti per un valore superiore che ha più importanza di ogni altra cosa: la verità. Un altro cerchio che si chiude e prosegue all’infinito.

DANA SCULLY E DIO:

L’evoluzione religiosa di S nel corso degli episodi di XF è una delle trame fondamentali portate avanti nella serie.
Non sappiamo fin dall’inizio quali siano le credenze religiose di S, capiamo che appartiene alla religione cristiana, forse cattolica, quando la croce che porta al collo diventa il simbolo della sua stessa esistenza e della via crucis di Mulder, durante il rapimento. Sappiamo però, che S è una scienziata, che la scienza è il suo principale convincimento che, forse senza saperlo, persegue con la stessa fede con cui una persona religiosa osserva la propria religione. L’atteggiamento di S è svelato in parte dal confronto con le credenze della sorella, verso le quali è apertamente scettica, così come lo è la madre, Maggy, anche se per i motivi opposti. Tuttavia, seguire la verità della scienza impone di avere una mente aperta e in un certo senso religiosa, anche se lo scienziato chiede, e sempre dovrà farlo, una prova empirica delle proprie convinzioni; cosa questa, che non si può chiedere alla fede, per definizione stessa del termine.
Così, Scully, cresciuta in una famiglia profondamente cattolica, quando la scienza ormai le ha dato ogni possibile prova empirica della sua fallibilità e la "extra – scienza" sembra essere inefficace e fallibile come la competenza umana, ritrova o meglio recupera la fede, simboleggiata dal crocifisso che porta al collo. In Redux 2, Dana affronta la madre forse con una domanda per lei tanto sconvolgente, chiedendosi cosa ancora la lega alla fede religiosa a cui è stata educata.
Questa fede, fra l’altro, aveva comunque lasciato segni profondi se, al contrario del miscredente Mulder (che ossimoro, è?), Dana può credere alla realtà delle stigmate, o quantomeno credere in buona fede che potrebbe essere, e addirittura sperare che potessero essere vere. In quell’episodio, non troppo ben riuscito a dire il vero, Scully diventa la destinataria di un messaggio, forse celeste, a cui sembra fortemente tentata a credere, sollecitata dai segni che lei sola riesce a percepire. Che lo faccia solo per sentirsi per una volta come il suo collega è anche possibile, ma c’è, secondo me, molto si più.
A distanza di anni Scully si trova in una situazione molto simile (All Souls); questa volta la disponibilità a credere è maggiore, poiché Scully ha vissuto la sua propria passione, cioè, la malattia e il cancro che l’avrebbero riavvicinata alla fede, dandole forse, un supporto in più, ma nuove incertezze. Infatti, quando Scully, dopo il cancro, vive un riavvicinamento alla religione, come Giobbe è di nuovo messa alla prova e la sua fede testata: perde, in circostanze terribili, una figlia che non fa nemmeno in tempo ad amare. La croce di Scully, diventata un dono (di fede, forse) alla propria creatura, le è restituita vuota, privata del suo significato di amore gratuito e ormai simbolicamente legata solo alla sofferenza. Questa è stata, forse, l’immagine più crudele in tutto XF.
Scully si chiude al resto del mondo, terreno ed ultra terreno.
Allora, perché proprio Scully vede un serafino? (padre McCue, è solo invidioso di lei, non credetegli). Perché il cuore di Scully dovrebbe essere stato purificato dal dolore, come ci viene fatto intendere in Milagro, ed ecco, secondo me, il motivo per cui a Scully è attirata dal quadro della Beata. Allora, abbandonare Emily tra le braccia di un Dio che ancora comunica con lei, che ancora vuole parlarle, non è più un atto di fede, ma diventa anche, in un certo qual senso, una prova empirica dell’aldilà, per Scully ovviamente.
E questa fede, ormai, regge il confronto ed è, in un certo qual senso, confermata, dalle preghiere recitate con Albert Hostin, peraltro già spirito ultraterreno.
Così troviamo di nuovo una Scully che si aggrappa alla croce cercando conforto e supporto in Requiem, quando l’uomo a cui si è affidata scompare.
E alla fine di tutto, anche il religiosamente scettico Mulder trova nella croce di Scully un’àncora e soprattutto una religione condivisa, a conferma che Scully, ormai, ha accettato che ci sono mondi più grandi di quelli che pensa di stringere in mano. Insomma, una follia a due.

DS E FAMIGLIA

Famiglia e onore.
La famiglia Scully non ci è stata presentata nella sua interezza, ma ritengo che quello che abbiamo potuto vedere in nove anni di XF sia sufficiente per tentare una breve analisi delle relazioni familiari di Scully.
Conosciamo la famiglia Scully al funerale del padre. Ad essere precisi conosciamo i genitori di Scully poco prima, quando lei li invita per una tesissima cena a casa sua. Per il momento Scully è figlia unica e nella parte non sta nemmeno male.
Al funerale abbiamo la prima comparsa dei 2 e dico 2 fratelli, Bill e Charlie che mai più rivedremo, essendo probabilmente questi troppo furbo per ricapitare ancora dalle "nostre" parti.
Melissa, invece, è una scoperta decisamente più tarda e in altre luttuose circostanze.
Tutto quello che abbiamo appreso in 9 anni di XF sulla famiglia Scully è stato necessario per definire meglio carattere e background di Dana Scully; tuttavia, come probabilmente il personaggio richiedeva, Scully si muove in direzioni opposte e contrastanti con la famiglia stessa. Famiglia che, come spesso accade, è sia armonica che disarmonica nel suo coesistere e lasciarsi e ritornare unita.
La trama del telefilm ci lascia intuire che il padre, Bill Scully, ha svolto nella vita della figlia un ruolo predominante. Padre, amico, censore, quasi Dio.
La madre, amorevole, ma forse, troppo pressante, è comunque una costante presenza nella vita della figlia. È una donna fortissima. La vediamo mentre affronta morti e rapimenti, con il coraggio di una leonessa e, spesso, senza ricevere nulla più che poche confidenze in cambio.
Il suo rapporto con la figlia è amorevole ma distante, perché essa pur desiderandolo, non comprende appieno le scelte di Dana.
Dei fratelli, Bill, l’unico che conosciamo, è forse, l’immagine che più si avvicina al padre e, non essendolo naturalmente, riesce solo ad interpretarne la parte più retriva e noiosa. Che ami la sorella è certo, ma il suo amore, pur se incondizionato, è frenato dall’ansia di non poterla controllare come vorrebbe, e di dover rispondere a se stesso dei dolori patiti da Dana: tipico complesso da fratello maggiore. Per questo odia Mulder, poiché vede riflessa in lui la sua fallibilità.
Charlie si limita ad inviare regali, a non avvicinarsi mai all’area di W. D. C. e ad invitare madre e sorella per fine settimana coi nipoti (Home); due di essi dovrebbero essere quelli visti al funerale, ma sembrano anche troppo grandi, e ce ne deve essere uno più piccolo, con il quale Scully deve aver giocato.
Melissa, la sorella maggiore, ha una personalità veramente poco consona alla propria famiglia, pur essendo, per molti aspetti più simile alla amata/odiata madre. Dei suoi rapporti col padre non sappiamo molto, tranne forse, che non desiderava soddisfare i suoi desideri, probabilmente perché sapeva che non ci sarebbe mai riuscita. Come non pensarlo? Bill Scully non accettava che una figlia facesse il poliziotto, come poteva approvare una figlia che praticava la cristallo terapia? Con Dana è alternativamente materna, e distante, e disapprovante. Forse in questo assomiglia più di quanto non vorrebbe, al padre, da cui deve aver preso anche una certa vocazione vagabonda.
Come per ogni comune mortale, anche per Scully la famiglia ha un’influenza predominante nella vita. Essendo la sua una famiglia amorevole, nonostante le immancabili pecche, il contrasto con la mancanza di essa nella vita di Mulder attira subito l’attenzione.
Si è voluto fornire al personaggio Scully un background diverso rispetto a quello di Mulder, ma a mano a mano che la serie procede, le loro vite e le loro esperienze convergono verso un medesimo punto.
Ecco che la Dana Scully che si dispera per aver tradito la fiducia del padre, in più di una occasione, (Beyond the Sea, Anasazi), cede il posto ad una donna più matura e responsabile di se stessa, tanto da aver saputo svincolarsi da sensi di colpa e aspettative familiari.
La Dana Scully che vediamo nelle ultime serie, è una donna che soffre, ma pienamente realizzata poiché ha trovato il proprio punto d’appoggio nel compagno della sua vita. Atipico compagno, certamente. Così, la brava ragazza che si prodiga per non deludere i genitori e i fratelli, che cerca di farsi perdonare le scelte ritenute errate, pur portandole avanti senza compromessi, diventa una donna che è in grado di realizzare una sua propria famiglia, anche se inconsueta e certamente contrastante con i desideri dei familiari.
Il distacco si vede già in Christmas Carol, Emily I e II, quando Scully mostra tutto il disagio di essere ad una riunione familiare, e questo PRIMA di incontrare Emily. Le circostanze in cui si viene a trovare sono certamente insopportabili, ma scopriamo che Dana non informa la madre delle sue condizioni mediche, e scopriamo anche che in questa famiglia non si tengono i segreti, non c’è privacy. Io non lo sopporterei…
L’orgoglio di Scully le impedisce di chiedere aiuto a Mulder a cui vorrebbe, ma non riesce, inviare segnali, e il fatto che Emily poi muoia e lei non possa costruire una propria famiglia, può essere interpretato anche come segno che Scully la sta cercando nel modo sbagliato, escludendone una parte essenziale, cioè Mulder.
La morte della sorella, la disapprovazione dei fratelli colpiscono Scully più di quanto non sia stato fatto vedere. Così la madre diventa il vero nucleo familiare d’origine, il vero legame che fa di S una figlia quasi unica specialmente dopo la scomparsa di Melissa.
Il legame con Maggy è intenso ed è l’unico legame di cui Scully sembra accettare i vincoli, e questo per tutta la serie.
È interessante notare come entrambe le figlie di Maggy le somiglino in modi diversi e contrastati fra loro, ma come entrambe abbiano costruito un rapporto con la madre che si basa prevalentemente sulla "distanza", emotiva o fisica che sembra voler allontanare da sé la "disapprovazione" delle loro scelte di vita.
È sintomatico che nell’ultima serie noi vediamo Maggy molte volte e sempre nel ruolo dell’amorevole nonna: si vede che questa donna è felice per sua figlia e che ha realizzato il sogno di vederla diventare madre come lei (più o meno…) e quindi è altrettanto sintomatico che di Maggy non si sappia più nulla dopo l’adozione di William. Il ciclo vitale è stato in qualche modo interrotto e possiamo immaginare che la frattura tra madre e figlia sia diventata perciò, insanabile.
Tornando alla figura paterna nella vita di Scully, nel corso della serie ci è dato sapere quante volte Scully abbia sostituito la figura paterna con altri uomini. Questi uomini, parliamo delle relazioni importanti di Scully, sono più vecchi di lei e, in un certo senso, ritengo che Scully abbia identificato in loro anche un padre più approvante, più vicini a sé e più comprensivi di quanto potesse esserlo il capitano Scully. Non sto a disturbare Edipo, non perché non sia presente nella dinamica affettiva di Scully, ma perché non credo che sia il punto centrale nella ricerca delle sue relazioni e non voglio focalizzarmi su di esso.
A mio parere, queste relazioni si rivelano fallimentari perché Scully ha cercato la maturità affettiva in altri uomini più che in se stessa. È chiaro come sia con Willis che con Daniel la scelta di finire le storie sia stata sua; oltre ai problemi evidenti in queste relazioni, Dana non aveva potuto trovare in esse la soddisfazione interiore di cui necessitava.
Per questo ritengo che Mulder abbia rappresentato il reale punto di svolta nelle relazioni sentimentali di Scully. Questo momento è evidenziato dalla presenza di Ed Jerse al quale rivela come Mulder stia cercando di guidare la sua vita.
Dana sa che è sbagliato, ma sa sopra ogni cosa che non vuole che succeda questo anche fra lei e Mulder. Cioè, non vuole un altro padre, ma vuole un uomo di cui essere la uguale compagna. Una volta realizzato questo possiamo immaginare come la figura paterna nella vita di Scully si scarichi di tutte le tensioni emotive per restare soltanto una amorevole presenza nel ricordo.