Gender OBE di Anasilv

Commento a cura di Gfelix

Chi l’ha letta, lo sa. Gender OBE non è una fanfiction convenzionale. La sua particolarità non sta tanto nei contenuti, quanto nei riferimenti. La trama è sintetizzabile in poche righe e rispecchia doverosamente il titolo attribuitole dall’autrice: Mulder e Scully si ritrovano per un giorno nei panni del proprio partner, o meglio nel corpo. Un Mulder che parla e agisce nella silhouette minuta e incredibilmente femminile di Scully, contrapposto all’anima di Dana aggraziatamente accoccolata nel fisico atletico di Mulder. Un modo per scoprire se stessi e per capire la propria metà, nella consapevolezza di essere caduti in un esperienza extra corporea, ma con la paura di non riuscire ad uscirne.

I riferimenti, non i contenuti. Perché l’intreccio è forse troppo aderente alla fabula per riuscire a catturare, ma è proprio la prevedibilità di certe scene che rende la fanfiction interpretabile sotto altri punti di vista. Anasilv ci mette del suo, e il riferimento nelle note ad una bibliografia ricca di spunti parapsicologici e di scene ispirate ad altri telefilm sembra del tutto superfluo per coloro che percepiscono i riferimenti alle note letterarie, all’impronta psicanalitica e alla seppur giustificata forzatura su cui è imperniata la storia. Una monetina caduta accidentalmente nella fontana Bartholdi, la magia, il mito secondo cui chi getta in una fontana votiva una moneta può esprimere un desidero, rendono possibile lo scambio corporeo. Le indagini di un case-file appena accennato impongono ai protagonisti di muoversi nel loro ambiente, in quello che sarebbe l’environment abituale per la persona che corrisponde al corpo nel quale sono entrati, ma che stride con l’anima che c’è al loro interno. Il tempo della storia che coincide col tempo del racconto è tipico di alcune fanfiction ed è maggiormente efficace in uno snocciolarsi di eventi che devono raccontare la quotidianità dei nostri due agenti, letti dall’occhio vigile del proprio partner che scruta, più di ogni altro, ogni movimento, azione, parola che viene rivolta al proprio collega. È questo il punto di forza della fanfiction: l’essere se stessi nei panni dell’altro. Lo scoglio più duro è probabilmente dover affrontare la realtà della vita dell’altro, nel bene e nel male. Due colleghi tacitamente innamorati, prendono a farsi i dispetti, a giocare col corpo altrui sapendo che le loro azioni si sarebbero ripercosse nella considerazione che gli altri avrebbero avuto, non di loro stessi, ma della persona rappresentata dal loro corpo. Sono l’icona di due adolescenti che sembrano non poter andar d’accordo ma perfettamente coscienti di volersi bene, di essere fatti l’uno per l’altra, di essere destinati a formare una coppia, come testimonia il finale, quando l’incantesimo viene spezzato da un atto di amore. Entra nella storia una forza esterna, il destino, o più romanticamente il fato, che al di là della fontana, al di là del mito, viene tirato in ballo da un Mulder che riflette sull’occasione riservata loro da questo destino, la possibilità di compenetrarsi, di capirsi ancora di più. Una frase riassume la morale di quella che non è una favola ma che ha tutta l’aria di aver fatto apprendere qualcosa ai nostri due adolescenti: "A volte credo che tra noi esista una specie di alchimia segreta, che compensa ogni divergenza".

Un’analisi più approfondita la meritano le scene conclusive, dove la passione e i sentimenti si fondono e nobilitano quel contrasto così spiccato fra corporeità e sfera affettiva. L’intreccio fra i corpi e le anime rende il rapporto più intenso, particolare, ricco di emozioni. L’annodarsi di una realtà così strana, contorta si contrappone all’appianarsi delle divergenze, alla sintonia, all’essere un unicum. Un effetto reso stilisticamente con una serie di ossimori, di contrasti voluti, cercati, avviluppati in una sequenza di brevi battute che, nel paragrafo conclusivo, lascia spazio alla serenità e alla distensione tipica della quiete dopo la tempesta, della risoluzione dell’enigma, dello sciogliersi dell’incantesimo.

I riferimenti al classicismo, l’inserimento dei preziosismi, rappresentati dalla citazione iniziale, la presenza della figura retorica, la scelta degli ambienti e delle spiegazioni artistiche (la Bartholdi Fountain), l’entrare nei tecnicismi (la spiegazione dei ritmi delle onde cerebrali in rapporto allo status dell’uomo) aumenta il livello culturale dell’insieme che, tuttavia, è lievemente minato da una scrittura corretta, ma puntellata dalle abbreviazioni e dai simbolismi tipici della scrittura informale e colloquiale dei nuovi mezzi comunicativi, come le chat o gli sms, dove lo spazio e il tempo devono contrarsi per rendere veloce ed efficace la comunicazione anche in spazi relativamente stretti. Una fanfiction ricca di riferimenti culturali meritava, forse, una maggiore cura dello stile e della punteggiatura, talvolta approssimativa, causata probabilmente dalle esigenze temporali dell’autrice e dal registro informale con cui vengono ingiustamente scritte le fanfiction che, a mio avviso, meritano di essere eguagliate alle altre produzioni narrative.

a cura di Gfelix