CAPITOLO DIECI


Cantieri navali, Ore 09.55 Pm,
Martedì 7 Novembre

La sera era calata, e la neve aveva ricominciato a cadere.
Mulder era semi congelato, rannicchiato in quello spazio angusto.
Ma finalmente la sorveglianza era quasi scemata del tutto.
Che cosa c’era in quei contenitori ?
Uscì, sentendo le gambe urlare per il dolore, dal proprio nascondiglio, correndo verso la parte nascosta del magazzino, compressa fra altre costruzioni industriali.
Il vicolo che correva fra di loro era largo poco meno di un paio di metri, del tutto immerso nell’oscurità.
Arrivò alla porta sul retro, spessa quanto la prima.
Si armò di un grosso cacciavite e lottò contro quella serratura per una buona decina di minuti, senza scalfirla.
Occorreva la chiave universale….
Poi, proprio mentre era indeciso se sparare alla serratura o lasciar perdere, udì dei passi in fondo al vicolo.
Venivano verso di lui.
Balzò giù dalla rampa che portava all’entrata secondaria e si appiattì contro la parete nascosta, fra le scale ed il vicolo.
Trattenne il fiato. La figura era massiccia, lo poteva comprendere pur vedendola parzialmente.
Sentì un gorgoglio, e la serratura si aprì, di scatto.
Impugnò la calibro nove si affacciò fuori. Nessuno.
Chiunque era arrivato, era all’interno.
Salì lentamente le scale, fino ad arrivare alla porta di sicurezza, lievemente aperta.
Il magazzino era immerso nel buio.
Notò solo una pila accatastata di quei contenitori bianchi, evidentemente svuotati del loro contenuto.
Esitò, prima di aprire uno…..e se fosse stata davvero una sostanza radioattiva ?
Non aveva alcuna protezione, né schermatura…
Poi, quasi per caso, la vide.
Era una struttura complessa, culminante con una sfera di plexiglas posta al centro, collegata da una miriade di tubi e cavi, moltissimi ancora sparsi sul pavimento del magazzino.
Ecco cosa contenevano quelle casse metalliche…erano pezzi, parti da assemblare…per costruire…quella cosa….
Vide la figura aggirarsi attorno, come per controllare.
Lo riconobbe…..era il killer alieno !
Ne era certo.
D’un tratto una seconda figura più minuta, sbucò dal buio.
Era decisamente più bassa, quasi quanto Scully.
Parlottarono un poco, senza che lui potesse udirli.
Sgattaiolò fuori.
Aveva sfidato la fortuna anche per troppo tempo.
Meno si sarebbero accorti di lui, meglio sarebbe stato.
Solo quando fu la di là del vicolo, ricominciò a sentirsi al sicuro.
Nessuno lo aveva seguito.
Ok aveva veduto…qualcosa. Ma cosa ?
All’interno del magazzino, il possente alieno mutaforma sorrise.

< E’ stato qui, vero ? >, disse una voce, nel buio.

< Si…signore ! >, mormorò la figura minuta.

L’uomo dalle mani curate sorrise.

< Si metta a dormire….Dana ! Domani abbiamo un lavoro che ci aspetta ! >

Lei annuì. Uscì dalla penombra e si spostò il ricciolo ribelle dietro l’orecchio.