CAPITOLO UNDICI

 

J.Edgar Hoover Building, sede dell’FBI
Ore 07.57 Am. Mercoledì 8 Novembre

< Holly…faccia accomodare l’agente Scully >

Il tono apparentemente freddo di Skinner, in realtà celava un disagio palpabile.
Non aveva potuto parlare né con Fox Mulder, né con Dana Scully per tutta la giornata precedente, essendo entrambi introvabili.
Possedevano tutti i tipi di cellulari in dotazione, e li tenevano sempre spenti !
Con la morte nel cuore aveva veduto i funzionari della commissione d’indagine interna piombare gli archivi della sezione Xfiles ed acquisire documenti, scartabellando dappertutto senza la minima privacy.
Il direttore generale era introvabile, essendo a Washington per una sessione speciale circa il rigurgito d’attentati di matrice filo-araba che scuotevano il paese.
Non aveva nemmeno saputo come Scully era stata avvisata, quella mattina…l’unica notizia che aveva ricevuto consisteva in una visita di J.Grey alle sette mattutine, che lo informava circa l’intenzione di intraprendere il primo interrogatorio per quella mattina.
Scully stava compostamente seduta nella poltrona, nella sala d’attesa, proprio accanto all’ufficio che ospitava la commissione interna.
Indossava un tailleur rosso granata, dal colletto in velluto nero e reggeva sotto braccio una cartelletta bianca. Si sfiorò le calze color carne, con la punta di una biro, proprio quando Holly le disse di accomodarsi, strizzandole l’occhio.
Salutò abbastanza gelidamente e si accomodò sul lato destro della scrivania, dalla parte opposta la quale stava il vice-direttore Skinner.
La luce, alle sue spalle, che filtrava dai vetri panoramici, la rendeva simile ad una figura misteriosa.
La Grey prese subito la parola.
Aprì la propria cartelletta e guardando bene Dana negli occhi, lesse:

< Agente...Dana Katherine Scully, numero codice operativo 2317-616, nata il 23/02/64. Arruolata nell’FBI dal Marzo del 1990. Esattamente dopo due anni d’accademia a Quantico, è affidata alla sezione Xfiles, da cui è sempre stata dipendente operativa, con la sola eccezione del periodo compreso fra il Maggio ed il Novembre del 1994, periodo il quale la sezione risulta chiusa. Agente Scully….dalle sue note personali, risulta sia stata sospesa dal servizio nell’Aprile del 1995. le dico immediatamente che non ho molta simpatia per gli agenti che incorrono in sanzioni disciplinari e sarei lieta se mi spiegasse i motivi di tale decisione, presa nei suoi confronti ! >

Scully deglutì appena.

< Gli...eventi che portarono a quella decisione, signore, furono da collegarsi al ritrovamento, da parte del mio collega, l’agente Mulder, di certi documenti riservati e della sua insistenza nel tenerli celati al vice-direttore Skinner ! Io…sconsigliai, allora, l’agente Mulder nel persistere in quel suo atteggiamento, ma com’è sempre solito fare, egli si rifiutò di ascoltarmi e mi coinvolse in una propria crociata personale ! >

Skinner si spostò gli occhiali, guardandola attentamente….Che andava dicendo ?

< Intende dire, agente Scully, che il suo collega di lavoro, è abituato ad agire di sua iniziativa senza consigliarsi con lei ? >

La Grey formulò la domanda lentamente, come per dar tempo a Scully di afferrare bene il concetto e rispondere adeguatamente.

< Devo…ammettere che…l’agente Mulder, negli ultimi anni, ha operato in modo assolutamente difforme, rispetto agli standar imposti dall’FBI…e che mio malgrado, sia stata costretta a seguirlo. Anche per via del mio incarico, che come certamente saprete consiste nell’affiancarlo per dimostrare l’infondatezza delle sue teorie, ed un po’ perché è pur sempre il mio partner di lavoro e…>

Alan Summers annotò qualcosa su i propri appunti e chiese:

< Non ci è ben chiaro un particolare…lei fu assegnata alla sezione Xfiles dall’allora caposezione Scott Blevins, su sua richiesta oppure no ? >

Scully scosse la testa. Aprì la cartelletta, e porse all’uomo un documento, mentre Skinner rimase immobile, come se stesse sognando.

< Affatto ! Io ero contraria a quell’incarico, visto che come tutti gli agenti dotati di buon senso, lo consideravo nulla più che una perdita di tempo ! Ma era anche il mio primo incarico operativo, e lo ritenni nulla più che una gavetta…dolorosa ma necessaria ! >

Skinner si alzò di scatto, trattenendosi miracolosamente dall’urlare.

< Agente Scully ! E’ forse impazzita ? Si rende conto di quello che sta dicendo ? >

La Grey lanciò subito una delle sue occhiate, che avevano il potere di incenerire chiunque.

< Signor Skinner, non si intrometta di nuovo nella deposizione dell’agente Scully o mi vedrò costretta ad allontanarla dalla sala ! Quanto stiamo chiarendo è di fondamentale importanza, per la nostra indagine ! >

L’atmosfera si ricompose.
Dana stava seduta, evitando di guardare Skinner, se non di sfuggita.
Non vi era alcuna logica, in tutto questo…..
Ma stava accadendo…senza che il vice-direttore dell’FBI potesse fare concretamente qualcosa.

 

Due ore dopo

La porta della sala si aprì.
Quella prima parte d‘interrogatorio formale, come l’aveva definito Jean Grey, si era conclusa.
Walter Skinner rimase nella sala da solo, incapace di rendersi conto di quello che aveva sentito.
Dana aveva confermato tutte le accuse rivolte al collega, tanto che uno dei tre membri della commissione d’indagine si sentì in dovere di chiederle come mai avesse deciso di collaborare solo ora.
Skinner aveva cercato, in modo disperato e senza scampo, d’esortare l’agente Scully a rendersi conto della gravità delle proprie affermazioni e della situazione drammatica nella quale stava trascinando l’agente Mulder. Ma inutilmente.
Scully uscì per prima, sorridendo a Holly che le sussurrò:

< Com’è andata ? >

Evitò di rispondere.
Dietro di lei i tre membri della commissione, che uscirono in fila indiana, dopo aver controllato i propri appunti.
Dana si soffermò a guardare lo stemma dell’FBI che dominava la stanza, prima di dirigersi verso la macchinetta del caffè.
Jean Grey si affiancò, quasi furtivamente.

< Posso parlarle informalmente, agente Scully ? >

Lei annuì.

< Agente Scully…se da un lato la sua deposizione ha confermato in pieno tutti i miei sospetti circa il lavoro svolto nella sezione Xfiles, debbo onestamente farle notare come la sua condotta sia indegna di un agente federale ! In quasi vent’anni di carriera, non ho mai assistito ad una autodifesa così spudorata, per lo più ai danni del proprio partner di lavoro ! Ho letto che l’agente Mulder ha rischiato la vita per lei, quando fu rapita, agente Scully….Come abbia potuto voltargli così la faccia, è un mistero che non riesco a capire ! >

Scully abbassò lo sguardo, ma le parole le uscirono senza alcuna emozione.

< Ognuno ha dei precisi doveri, signorina Grey ! Ho semplicemente fatto ciò che dovevo, per la mia carriera ! >

La Grey storse la bocca, colta da un violento senso di fastidio.

< E’ quanto crede lei, agente Scully ! Per quanto l’esame della commissione interno sarà a lei favorevole, le garantisco che lei non avanzerà di un solo passo, in questa istituzione, almeno fino a che sarò presente ! >

< Vedremo ! >, aggiunse Dana.

La Grey si allontanò, senza nemmeno salutarla.
Non appena la porta si aprì, Skinner seppe immediatamente di chi si trattava….C’era solo una persona che poteva entrare negli uffici dell’FBI senza farsi annunziare.
L’odore acre della Morley gli diede un’ulteriore conferma.

< Che cosa vuole ? >, chiese, senza nemmeno guardarlo.

< Ho…sentito che il primo interrogatorio della commissione di indagine interna dell’FBI, non si è certo messo nella condizione che auspicava, signor Skinner ! >

Si sedette, di fronte al vice-direttore, aspirando lentamente.

< Crede che l’agente Mulder possa essere coinvolto da questi avvenimenti ? >

Skinner si alzò, afferrò la sigaretta di quell’uomo e la spense con disgusto nel posacenere.

< Non si fuma qui dentro, brutto bastardo ! >

L’uomo sorrise.

< Moderi i termini, Skinner ! O mi vedrò costretto a farle cambiare idea ! I suoi amici Scully e Mulder….>

Skinner si sporse fino sfiorare l’uomo misterioso.

< Non includa fra i miei amici l’agente Scully ! >

< E’ in errore se crede che questa operazione sia stata avvalorata da me ! E le consiglio di non scaricare così presto un elemento prezioso come Dana Scully ! >

Lo afferrò per la giacca, con dentro tutta la rabbia che aveva dovuto sopprimere in quella mattinata.

< Si levi dai piedi ! Lei sarà anche onnipotente, ma sono fisicamente in grado di mandarla al Creatore, brutto figlio di puttana ! Arriverà il giorno in cui l’agente Mulder la torchierà distruggendola, e sarà un gran giorno ! >

Smoking Man si divincolò, sistemandosi la giacca e riaccendendosi la sigaretta.

< Mulder ci serve….almeno sino a che il progetto non sarà divenuto realtà! Vedrò di sistemare le cose….ma cerchi di non forzarmi la mano……o si ritroverà in una cassa di legno pregiato, Skinner ! E le mie minacce non sono mai a vuoto ! >

Skinner lo osservò allontanarsi dall’ufficio e per la prima volta in vita sua, fu seriamente tentato di sparargli alle spalle.
Ma doveva fare altro…..era suo preciso dovere morale, proteggere l’agente Mulder, anche se contrario alle regole dell’FBI.
Doveva assolutamente avvertirlo, impedirgli di presentarsi a deporre nell’udienza di oggi, mettendolo al corrente delle accuse rivoltegli da Scully.
La sagoma esile di Holly fece capolino da dietro l’uscio.
Si schiarì la voce e sussurrò:

< Scusi il disturbo, signore...ma è arrivata una telefonata da parte della polizia di Washington. E’ necessario che lei si presenti sulla scena di un delitto ! >

Skinner gettò alla rinfusa tutti gli appunti presi durante la deposizione di Dana, cercando di autoconvincersi che tutto doveva essere affrontato con raziocinio.
Non doveva commettere alcun errore, o sarebbe stata la fine.