CAPITOLO DODICI

 

Appartamento di Fox Mulder,
Alexandria, Heagl place 42-2630,
Mercoledì 8 Novembre, Ore 09.00 Am
Mulder si svegliò, dopo una nottata insonne e tormentata.
Una parte di quello che lui chiamava "istinto" lo aveva perseguitato senza tregua, e solo verso mattina si era addormentato.
Ma non appena aveva riaperto gli occhi, immediato era tornato quel pensiero: che cos’era quel che aveva veduto?
Dalla forma sembrava una grossa vasca per pesci, ma l’agente dell’FBI capì che serviva a ben altro.
Mentre formulava quella teoria, si rese conto che era più di un giorno che non aveva notizia alcuna di Scully….
Inutilmente aveva cercato di chiamarla sul cellulare….era sempre disattivato.
Dato che con gli SMS era una frana, avrebbe provato di nuovo…
Non era da lei sparire così.
Il telefono trillò.
Fece un sorriso soddisfatto…era senz’altro lei, che lo stava cercando…

< Agente Mulder ? Sono Skinner….mi raggiunga immediatamente ! >

Il suo entusiasmo andò scemando di colpo, comprendendo dal tono del superiore che la faccenda era tutt’altro che allegra.

< Signore…mi scuso per non essermi fatto sentire per tutta la giornata di ieri, ma sto seguendo una traccia importante e credo che sarebbe mia primaria importanza….>

< Le sue direttive primarie le decido io, Mulder ! E’ stato commesso un delitto. Un omicidio a Dundee Street…proprio nel palazzo adiacente al quale lei stava indagando. La polizia vuole interrogarla ! >

Mulder ebbe un brivido. Si massaggiò gli occhi e con voce tesa, domandò:

< E’…si tratta di una donna ? >

< Esatto ! La esorto a non dire altro e a raggiungermi immediatamente ! >

Vicky non aveva ascoltato il suo consiglio.
Attraversò la città per arrivare alla litoranea…in preda a mille pensieri…nessuno positivo.

 

Dundee Street, Ore 12.35 Pm

Mulder fece capolino da dietro la porta spalancata, come un fantasma.
Aveva dovuto esibire per chissà quante volte il proprio tesserino agli agenti ,che stavano effettuando le indagini di rito e posizionavano il nastro giallo con la scritta. " CRIME ZONE, LINE DO NOT CROSS "
Skinner stava in piedi, le mani infilate nel cappotto, ed osservava con disgusto le condizioni squallide dell’appartamento.

< E’ arrivato, agente Mulder ? Non le domanderò cosa ha combinato in questi due giorni…. Ha visto ? >

Indicò il letto.
Sopra ad esso giaceva un corpo esile, magro e sinuoso, che sembrava esser stato immerso in un lago di sangue.
Mulder lo guardò con una espressione indecifrabile…..era colpa sua…

< Com’è morta ? >, domandò.

Il corpulento sergente di polizia che stava pasticciando il taccuino con la propria calligrafia indecifrabile, rispose:

< L’hanno strangolata e poi le hanno spezzato il cuore con una coltellata ! Hanno voluto andare sul sicuro ! >

Mulder ne guardò il viso….con gli occhi sbarrati, come per chiedere aiuto…

< Lei è stato chiamato, agente Mulder, perché durante la perquisizione preliminare è saltato fuori un suo biglietto da visita ed una considerevole somma di denaro è stata trovata nelle mutandine della vittima ! Si chiamava….>

Skinner cercò nelle tasche il biglietto che il tenente di polizia gli aveva consegnato non appena era giunto nell’appartamento.
Mulder mormorò:

< Vicky…..>

Il vice-direttore lo guardò con aria greve.

< La conosceva ? >

< E ’forse un reato ? >

< No ! Ma si dà il caso che sulla scena di un omicidio siano state rinvenute tracce della sua presenza, e della sua conoscenza con la vittima ! Visto che lei aveva una diffida nello svolgere indagini di qualsiasi tipo, gradirei sapere perché un mio agente si trovava in compagnia di una tossicodipendente dedita alla prostituzione ! >

Mulder scosse la testa, sorridendo amaramente.
Walter Skinner era proprio il tipo sbagliato di persona con cui discutere di prima mattina.

< Non crederà che l’abbia uccisa io, vero ? >

Skinner gli si piantò davanti, bloccandolo sulla soglia.

< Non dica assurdità ! Le sto impartendo degli ordini ed aspetto che lei agisca di conseguenza ! >

< Ognuno ha le proprie amicizie, no ? Non credo che la mia vita privata sia sotto la sua giurisdizione ! >

Fu preso per un braccio.

< Ora più che mai, ogni suo gesto è sotto la mia attenzione, agente Mulder ! Si lasci aiutare… lei è solo più di quanto possa immaginare ! >

Mulder scosse appena la testa.

< Lo sono sempre stato….ma ora ho gli Xfiles….e soprattutto ho Scully ! >

Skinner si sistemò gli occhiali.

< Dobbiamo parlare…e subito ! >

Mulder annuì, poco convinto ed un poco infastidito.
Il tenente della polizia lo bloccò sulla soglia, nuovamente.

< Si presenti al commissariato del dodicesimo distretto….Necessita una sua deposizione…è una proforma, ma necessaria ! Dobbiamo sapere i suoi spostamenti ed il suo…legame con la vittima ! >

Il tenente continuò a parlare per alcuni secondi, ma Fox sembrò non udirlo.
Rimase con lo sguardo fisso, ad osservare la stanza, il disordine e quel corpo abbandonato… perché arrivava sempre dopo ?
Per sua sorella…per suo padre…forse anche per Scully ?
Skinner lo accompagnò quasi a forza, giù per le scale.
Senza dire nulla lo spinse nella propria automobile.

< Qui potremo parlare tranquillamente, agente Mulder ! >

< Che cosa vuole ? >

Skinner si sistemò gli occhiali, esitando per un solo istante.

< Domani mattina lei è stato convocato per deporre di fronte alla commissione di inchiesta disciplinare dell’FBI e….>

< Avrebbe potuto mandarmi un messaggio alla segreteria telefonica….>, aggiunse ironico Fox.

< Non faccia lo spiritoso ! Lei dovrà rifiutarsi di deporre, domani…si inventi qualsiasi cosa… ma non permetta a quegli agenti di farle una sola domanda…o sarà la sua fine ! >

Mulder si strofinò il viso.

< Facendo questo, ammetterei qualsiasi loro conclusione ! Ed io sento di essere nel giusto, signore ! >

Skinner scosse la testa.

< E’ l’unico modo che ha per salvarsi, mi creda ! Se accettasse il confronto, sarebbe confrontata la sua tesi con quella accusatoria deposta dall’agente Scully….>

Mulder trasalì.

< Che cosa ? Sta scherzando, vero ? Non penserà davvero che io possa sospettare di Scully ? >

< Deve fidarsi di me ! Sono stato presente e le giuro che ho sentito Dana Scully demolire il suo lavoro e…>

< Mi fido di Scully più che di me stesso, Skinner ! E certo più di quanto mi possa fidare di lei ! >

Skinner lo afferrò per le spalle.

< Le sto consigliando di prendere tempo…affinché possa parlare con la sua collega e capirne il gesto….>

Mulder sorrise, disgustato.

< Ho già capito qual è la questione…l’unico modo che avete per rovinarci è di metterci l’uno contro l’altra ! Ma non mi riterrà così stupido da crederle, vero ? >

Aprì di scatto la portiera e scese, incurante della neve che aveva ricominciato a cadere.
Skinner lo seguì, bloccandolo pochi passi avanti.

< Capisco come possa sentirsi…se è per poco fa….c’erano troppi testimoni…ho dovuto agire così… >

< Si tolga dai piedi…."vice-direttore" !! non so per quale ragione lei cerchi di fare tutto questo, ma ha davvero travalicato ogni limite ! Proprio Scully si meriterebbe la sua sincerità….Lei che è così idealista !! >

Skinner aprì il bagagliaio, gettando fra le mani dell’agente dell’FBI, una cartelletta grigio chiara.

< E’ il verbale della deposizione di Scully effettuata questa mattina !! Se non crede a me, crederà a quanto è riportato qui ! >

Mulder tenne fra le mani quella cartelletta, poi la gettò nuovamente nel bagagliaio dell’automobile.

< Questo documento è falso ! Domani parlerò con l’unica arma che conosco…la verità ! >

Skinner strinse i pugni, vedendo Fox che si allontanava.

< Dove crede di andare ? >

< A deporre al commissariato, no ? Non intendo fornirle altri motivi di soddisfazione, facendomi incriminare per reticenza e magari omicidio ! >

Fox si sentì scosso.
In tutti quegli anni, solo lei era stata in grado di capire il suo lavoro, passando sopra le critiche e le derisioni dei colleghi.
Senza Dana…..ebbe un brivido.
Tanta fretta, in quell’indagine. Troppa perché non la ritenesse sospetta.