CAPITOLO TREDICI

 

Appartamento di Fox Mulder, Hegal Place,
Alexandria, 42-2630, Ore 11.55 Pm, Mercoledì
8 Novembre 1998
 
La targhetta numero 42, sembrava star su per miracolo.
L’agente dell’FBI infilò la chiave nella toppa con esasperante lentezza.
Gli sembrò che quella giornata non avesse mai fine.
Per la prima volta comprese, quanto lunghe e noiose fossero le ore trascorse a rispondere a delle domande.
Maledì quella giornata. A che pro occuparsi di alieni, UFO….se poi tutto quel che di concreto, era stata la morte di quella ragazza ?
Non avrebbe dovuto adoperarsi di più, per proteggerla ?
Aveva imparato all’accademia, che nessuno, nemmeno un assassino, andava abbandonato a se stesso..
Ma aveva imparato anche a non identificarsi, a non sentirsi colpevole, per il male che doveva affrontare ogni giorno.
Rammentò quanto Melissa Scully gli aveva detto, tempo prima: tutto in lui sembrava crepuscolare ed oscuro.
In preda a questi pensieri, non fece caso all’aprirsi della sua porta d’ingresso.
Dana fece capolino guardandolo seduto sul divano, con il cappotto ancora indosso e lo sguardo perduto nel vuoto.

< Mulder…sono io…>

Lui sorrise.

< Scully….erano più di due giorni che non ti vedevo….stai bene ? >

La rossa fece pochi passi, poi chiuse la porta alle proprie spalle.
Gettò uno sguardo decisamente negativo verso il disordine dell’appartamento e rispose:

<…si…io…ho dormito per tutta la giornata di ieri…oggi ho fatto visita a mia madre…. >

< Non hai incontrato nessuno ? Non ti è accaduto nulla di strano ? >

Lei si sedette al suo fianco, guardandolo con incredulità.

< Cos’è…una specie di interrogatorio ? >

Mulder parlò lentamente, sia per via della stanchezza, sia per la follia di quanto andava dicendo.

< Scully…so che ti sembrerà assurdo….ma il vice-direttore Skinner ha cercato di convincermi che tu….che tu questa mattina, abbia deposto contro di me durante la commissione di indagine del FBI ! >

Scully lo fissò, come soleva fare quando Fox esternava una delle sue pazzesche teorie.

< Stai scherzando, vero ? >

Dalla sua voce si captò un tenue disagio.

< Vorrei essere in vena di scherzi…Non capisco a cosa mirasse Skinner, ma era pronto a consegnarmi un documento ufficiale nel quale era…trascritta la tua deposizione ! >

Scully fece un profondo respiro, poi mormorò:

< Non hai parlato con nessuno all’FBI di questo, vero ? >

< Non ne ho avuto il tempo…e poi non ho idea di chi potermi fidare, adesso ! Stavo indagando su qualcosa di grosso e….>

< Mulder, sono qui per dirti che la commissione di indagine, ha posto sotto sequestro tutti i nostri files….non avevo idea di chi potesse averli autorizzati ma….dopo quanto mi hai detto… credo che l’unico responsabile sia il vice-direttore Skinner ! Intende distruggerci… …ed è ad un passo dal poterlo fare ! >

Mulder si alzò di scatto.

< E’ assurdo ! Skinner ci ha sempre difesi….in ogni occasione ! Come poteva credere che noi si cadesse in un simile tranello ? Io…..tu ci capisci qualcosa, Scully ? >

Lei si alzò, accarezzandogli lentamente le mani.

< No ! Ma l’unico modo che abbiamo di uscirne è di aiutarci reciprocamente ! Prepara la tua documentazione riservata…quella che gestisci nel tuo computer di casa… Se la commissione di indagine è d’accordo con Skinner…dovremo esibire prove certe ! E batterci…>

Lui la guardò. Aveva bisogno di lei più che mai.

< Si…mostreremo a quella gente ciò che siamo ! Deporrò contro Skinner….se tu….>

Dana annuì.
La abbracciò, ritrovando quella parte di famiglia che stava rincorrendo da una vita.
Il suono del telefono ruppe la loro armonia.
Mulder rispose, guardandola….
Se….

< Signor Mulder ? Sono il direttore della " Eng Space Corporation"…debbo parlarle ! >

Fox fece cenno a Scully di avvicinarsi.

< Lei è proprio la stessa persona con cui ho parlato ieri mattina ? >

Scully cercò, con lo sguardo pieno di curiosità, di capire cosa interessasse tanto il collega, ma egli con un gesto deciso della mano, ebbe il potere di dissuaderla.

< Io non ho mai parlato con lei ! Non ho modo di spiegarle per telefono…ma debbo vederla subito, agente Mulder!>

Fox fece una smorfia di rabbia.

< Riguarda quei contenitori che ho visto in uno dei magazzini, vero ? Che cosa significa tutto ciò ? >

Il silenzio durò qualche secondo, caricandosi di tensione.

< Vedo che ha già scoperto delle cose…..ma non posso parlarle per telefono…E’ collegato a quanto abbiamo veduto in Canada ! >

Mulder fece cenno a Dana di passargli il bloch notes.

< Jeremiah Smith ? E’ lei ? Che significa questa storia ? >

< La smetta ! Io parlo da una cabina, ma il suo potrebbe esser sotto controllo…sa bene con che gente abbiamo a che fare ! Domattina, di buon ora, davanti al magazzino numero 517 ! >

Fox alzò gli occhi al cielo.

< Maledizione ! Sono bloccato da una indagine interna all’FBI…non credo mi sarà possibile…>

Scully fece un cenno deciso, indicando se stessa.

< Verrà…verrà la mia collega ! L’agente Scully ! La conosce, no ? >

Una lunga esitazione.

< Se venissi scoperto….tutto andrebbe a monte….il progetto continuerebbe…>

< Le giuro che la mia collega è assolutamente fidata ! Spero riesca a spiegarmi quanto promesso ..>

Jeremiah Smith esitò per un attimo.

< Lei è vicino alla verità….dipende tutto dalla sua volontà nel volerci arrivare….>

Riappese. Mulder e Scully si guardarono negli occhi.

<..no so cosa dirti…credo che Lowry…fosse un nome di copertura di Jeremiah Smith… ma allora chi era quel tizio che ha parlato con me ? Forse abbiamo fra le mani la ragione della mia vita e…forse posso scoprire ciò che è accaduto a mia sorella ! >

Lei lo fissò profondamente.

< Sei sicuro ? Per troppe volte abbiamo creduto di esserci vicini ed invece…>

Mulder scosse la testa.

<…non sono sicuro di niente…tranne che quello al telefono era Jeremiah Smith ! >

Scully annuì.

< Nasconderò quell’uomo in posto sicuro ! Poi vedrò di esser presente per la tua deposizione… Ora rimbocchiamoci le maniche…ci aspetta molto lavoro ! >

Fox rimase, come sempre, ammirato dalla sua forza.