CAPITOLO QUATTORDICI

 

Giovedì 9 Novembre, Ore 04.00 Am

Dana scese rapidamente le scale, avvolgendosi nel cappotto, per proteggersi dal freddo pungente del mattino.
Lei e Mulder avevano lavorato per tutta la notte, catalogando i files privati che Mulder custodiva nel proprio computer.
Era stata una notte di duro lavoro, ma lei non si sentiva stanca per nulla.
Aveva lasciato Fox disteso sul divano, raccomandandogli premurosamente di dormire un poco.
Fece pochi passi a piedi, poi svoltò dietro il palazzo che si trovava di fronte a quello in cui abitava Mulder e puntò con decisione verso una lussuosa limousine nera.
Stava parcheggiata in un angolo, con i fari spenti.

< E’ tutto come previsto! Mulder cadrà nella nostra trappola! Piuttosto…Skinner ha cercato di avvertirlo…potrebbe essere un problema! >

L’uomo dalle mani curate non mutò espressione.

< E’ un fatto marginale, ormai ! Messi fuori gioco gli Xfiles, sarà allontanato anche Skinner ! >

Dana esitò, per pochi istanti.

< C’è dell’altro ! Ha telefonato Jeremiah Smith…credo abbia informazioni importanti…che potrebbero comprometterci ! Come debbo comportarmi con lui ? Mulder mi ha incaricato di proteggerlo ! >

< Tutto….ha una soluzione ! >

Salì a bordo e l’automobile si allontanò, svanendo nella notte.
Mulder era sul divano, con i sensi che lo torturavano.
Tutto assurdo….troppo perché fosse casuale…troppe tessere che non coincidevano…
Paranoie, certo….
Se Dana sapeva dalla mattina che i documenti nella sezione Xfiles erano stati requisiti, perché aveva aspettato fino a sera per mettersi in contatto con lui ? Perché aveva tenuto il cellulare spento ?
Se era stata da sua madre, non avrebbe potuto lasciargli un messaggio nella segreteria ?
Se le avesse telefonato….
Prese il ricevitore fra le mani…..

<..non…debbo pur fidarmi di qualcuno….>, pensò.

Perché avvertiva dei brividi, quando era stato a contatto con lei ?
Scosse la testa. Doveva dormire….l’udienza era vicina.

***

J.Hedgar Hoover Building, Sede dell’FBI,
Giovedì 9, Ore 10.09 Am
 
Mentre attendeva nell’ufficio antistante a quello dell’ultimo piano, Fox si specchiò con animo inquieto. Non si era nemmeno rasato, quella mattina, ed il mancato riposo aveva lasciato un segno inequivocabile.
Oltretutto la parte razionale della sua mente eccezionale, era impegnata ad insieme di ricostruzioni tanto assurde quanto dolorose.
Il telefono di casa era fuori uso da diverse ore….ed il cellulare…sembrava funzionare a scatti….

< Venga avanti, agente Mulder….immagino sia il suo turno ! >

Mulder sorrise a Holly, cercando inutilmente di sistemarsi la cravatta, per nulla intonata con il vestito.
Superata la soglia, fu colto da un flash…

< Anche il mio turno ? >, pensò….come se…

Fece alcuni passi indietro, ma la voce decisa di Jean Grey lo bloccò.

< Agente Mulder…la commissione è da questa parte….si accomodi, prego ! >

Si sedette allo stesso posto in cui si era seduta Scully il giorno prima, inconsapevolmente.
I tre membri che aveva davanti erano nulla più che funzionari d’ufficio, che conoscevano poco o nulla del lavoro di un agente dell’FBI.

< I più pericolosi…>, pensò.

Skinner stava davanti a lui, fissandolo con espressione truce.
Mulder prese i propri appunti e tutti i documenti che aveva redatto e disse:

< Intendo fare una dichiarazione prima di cominciare, signore ! >

I tre si guardarono, parlottando fra loro intensamente.

< Agente Mulder….le permetteremo di fare la sua dichiarazione, ma dobbiamo metterla al corrente della sua posizione ! Anche se la cosa non è….del tutto regolare….vista l’insistenza del vice-direttore Skinner, lei….>

< Intendo rispondere alle vostre domande ! >, disse deciso.

Skinner si passò la mano sulla fronte, scuotendo la testa. Era la fine…
La Grey annuì e fece cenno a Mulder che poteva prendere parola.

< Quando la sezione Xfiles è stata aperta, circa sei anni fa, né io né la mia collega ci saremmo aspettati di essere così invisi dal governo e dall’FBI ! Nonostante questo, con la sola forza del nostro lavoro, abbiamo ottenuto una serie di elementi di straordinaria importanza probatoria che…>

La Grey prese la parola.

< Mi dispiace disturbarla, agente Mulder….ma qui non sono state raccolte prove, da parte della vostra sezione! Abbiamo trovato solo….rapporti vaghi e generici, conclusioni assurde… teorie e cospirazioni del tutto paranoiche! >

Mulder si aggiustò gli appunti.

< E questo che lo afferma ? Il vice-direttore Skinner ? >

< No ! E’ stata la sua collega, l’agente Scully, che ha deposto ieri, ha tracciare un quadro della sezione Xfiles ! Della sua paranoica ossessione ! >
Mulder si impietrì.
Era come se un macigno gli fosse caduto addosso, cogliendolo del tutto impreparato.

<…Scully? Vuole dire che….che l’agente Scully ha già deposto ieri ? >, chiese meccanicamente.

Skinner si aggiustò gli occhiali, evitando di guardarlo.

<…si…>, disse con una smorfia, <…L’agente Scully l’ha accusata di una totale incompetenza circa le norme del regolamento interno dell’FBI! >

La Grey prese un fascicolo, quello personale di Mulder, ed iniziò a leggerlo.

< Fox William Mulder, nato il 13 Ottobre 1961, numero identificazione operativa JTT047101111.. entra nell’accademia dell’FBI nel 1986, e dopo due anni, nei quali si distingue come miglior agente del suo corso, è promosso al rango operativo! Affidatagli la sezione Xfiles, dopo una breve parentesi collaborativa con l’agente Diana Fowley, lavora in pratica da sempre con l’agente Dana Scully ! Su di lei sono state aperte ben tre indagini formali: nel 1993, dall’allora caposezione McGrath, nel 94 e nel 95, dal vice-direttore Skinner ! Un bel curriculum….ha qualcosa da dire ? >

A Mulder sembrò che quanto avveniva, non lo riguardasse.
Si sentiva svuotato, distrutto…era incredibile !
Proprio Scully aveva deposto contro di lui…non poteva esser vero !

< Agente Mulder…ha niente da dichiarare, riguardo le accuse che inevitabilmente le indagini formali apriranno sul suo lavoro ? Sappia che questa commissione non potrà che tenerne conto, nel giudicare la sua posizione! Allora? >

Mulder si scosse, come si fosse ridestato da uno stato di trance.

< Io…io...non ero al…corrente dei recenti avvenimenti…ritenevo che il nostro….che il mio  operato fosse…..fosse in perfetta sintonia con quello dell’agente….ed avevo impostato la mia linea di difesa su questa convinzione ! Pertanto chiedo di…>

La Grey sembrò non attendere altro.

< Lei ha già dichiarato di voler rispondere a tutte le domande che le saranno poste! Non ho alcuna intenzione di perdere tempo, con la sua aria da bambino stupito! Ritiene giuste o meno, le conclusioni tratte da quelle inchieste? >

< Io…io credo che…>

La Grey sbuffò.

< Non ha alcun giudizio ? Si rimette alla nostra decisione ? >

Lui annuì. Cercava disperatamente le forze per rispondere, ma non vi riusciva.

<…dunque….mi vorrebbe spiegare il motivo che starebbe alla base dell’apertura della sezione Xfiles ? E’ vero o no, che….leggo la deposizione della sua collega…che .." alla base di tale volontà, vi sarebbe la segreta speranza di ritrovare la sorella Samantha, che l’agente Mulder crede paranoicamente esser stata rapita dagli alieni ? " Debbo dedurre che è stato "quell’incidente" a conferirle questa distorta applicazione dell’azione investigativa ? >

Mulder tremò. Avrebbe preferito affrontare Tooms con le proprie mani, piuttosto che quell’incubo.

<..io….>

< Per favore ! Sia chiaro una buona volta ! >

< Si ! Ho preso questa decisione per fini personali ! >

Skinner si alzò, di scatto, Non avrebbe sopportato di vedere Fox in quella condizione per un minuto di più.
Non chiese alcun permesso…si limitò ad uscire, con la rabbia che gli faceva tremare i polsi.
Mulder avrebbe voluto dirgli molte cose…ma pensava solo a Scully.

***

Cantieri navali, Washington
Ore 07.35 Am, stesso giorno
La neve si era mutata in pioggia e tutto sembrava affondare nella fanghiglia molliccia.
Una macchina di colore rosso amaranto, stava ferma, con il motore acceso.
Il porto era in piena attività, ma l’auto era riuscita ugualmente a defilarsi, a fianco degli stretti vicoli ricolmi di ciarpame ammuffito.
Jeremiah Smith si guardava attorno, nervoso.
Attendeva l’agente Scully, ma questo non lo tranquillizzava per nulla.
Si fidava solo di Mulder.
Vide una Ford azzurra fermarsi poco distante dal magazzino indicato, appena dietro una cunetta attraversata da una fila di binari per i treni merci.
Scese una donna minuta, ma bella, dai capelli rosso rame che si guardò attorno con aria decisa.
Portava il cappotto e sotto, lo stemma dell’FBI.
Jeremiah Smith accese e spense i fari dell’auto, per una sola volta.
Dana lo notò e si incamminò verso di lui.
Picchiettò sul vetro e quando lui lo abbassò, fece un delicato sorriso.
Salì, guardandolo.

< Agente Scully…non era meglio proseguire con la sua vettura ? >

< No ! Svolti in quel vicolo, lì a sinistra ! >

La Nissan zigzagò fra alti cassoni e casse d’ogni genere, sporche dell’odore penetrante di benzina.

< Fermo ! >

La macchina era di fronte ad un vicolo chiuso, proprio a fianco ad una incredibile pila di casse.

< Non capisco…perché fermarci qui ? >

< Lo capirà da solo ! >, disse con freddezza.

Il sibilo strisciante e caratteristico dello stiletto alieno accompagnò l’esortazione di Scully.

< No ! Non mi uccida ! >

Scully fece un lieve sorriso.
La lama affilatissima, penetrò alla base del collo di Jeremiah Smith ed uno schizzo di sangue verde sibilò, denso.
Lui cadde a ridosso del volante, con lieve rantolio.

< Avevi ragione, Smith ! Non c’è proprio niente da vedere ! >

Aprì la portiera dell’auto, guardando disgustata il cadavere che si andava sciogliendo.
Fece un profondo respiro e si allontanò.
Ora bisognava occuparsi della seconda parte del piano.

***

J.Edgar Hoover Building,
Ore 11.40 Am
 
La Grey ruppe la sua impassibile compostezza, stiracchiandosi sulla sedia.
Aveva davanti Fox Mulder, quello che ai suoi occhi, era nulla più che un alieno, nella struttura dell’FBI.
Lo riteneva solo un ostacolo, un difetto da eliminare in quella sede tanto efficiente quanto gloriosa….ma ora, vedendolo così indifeso, di fronte a quelle domande….quasi incapace di argomentare con raziocinio, sentì che la sua opinione andava mutando.
Ma non avrebbe mai permesso ai propri sentimenti di cambiare il giudizio dei fatti. Oltretutto Mulder aveva la pericolosa capacità di contagiare chiunque con le proprie fantasie.

<….è esatto dire, che lei, agente Mulder….abbia in fondo, voluto premiare una sua disperata megalomania…un suo desiderio di eccellere, forse frustrato da una competizione tanto dura, qui nell’FBI ? >

Mulder si alzò di scatto, provocando nella donna un gesto istintivo di difesa.

< Ritengo che sia inutile, da parte mia, subire questo….interrogatorio! Accetterò con serenità tutte le vostre decisioni ! Anzi, intendo anticiparvi che intendo dimettermi al più presto ! Ho chiuso, come agente dell’FBI ! >

La Grey deglutì.

< Agente Mulder ! Non si permetta mai più una reazione simile ! Intendiamo solo fare il nostro lavoro e…>

Mulder guardò fuori dalla finestra…Scully….come hai potuto ?

< Invece che perdere il vostro tempo con me, perché non comunicate al vice-direttore Skinner, chi ha deciso e promulgato questa indagine ? Per quale motivo avete piombato i miei files, se non per lo scopo di bloccare ogni mia ricerca riguardo lo sfruttamento e l’occultamento di forme di vita aliene, presenti sulla Terra ? Cosa non solo risaputa, ma anche occultata dal nostro governo ? >

La Grey sorrise. Finalmente aveva davanti il Fox Mulder che credeva, al quale aveva sacrificato notti insonni, sfogliandone il curriculum.

< Non crederà davvero alle farneticazioni che racconta, vero ? Le parlerò con franchezza, agente Mulder…Sappiamo quali gravi macchie abbiano inciso nella sua carriera, ma nessuno intende rovinarla ! Se abbandonerà gli Xfiles e dichiarerà che…>

Mulder rise. Abbassò la testa, fissandosi le scarpe.

< Scully….>, sussurrò.

Le sue guance si rigarono di lacrime fredde.

< Siete in errore, se credete che vi darò la soddisfazione di denigrare tutto ciò che ho costruito fino ad ora, facendomi richiudere in un ufficio ed ammettendo che mi manca qualche rotella! Preferisco lasciarvi il distintivo ! >

Mentre Fox era già sulla soglia, la Grey intimò:

< Non le permetto di lasciare questa udienza così ! Lei non è al di sopra della legge ! >

Uscì, senza nemmeno voltarsi.
Summers mordicchiò la biro, guardando la bella meticcia.

< E’ matto ! Non mi stupirei se domani venisse da noi, dicendo di esser stato rapito dai marziani ! O che Jimmy Carter ne ha veduto uno ! >

La Grey iniziò a riordinare i documenti, alzando le spalle.

< Almeno crede nel proprio lavoro ! Come avrà potuto fidarsi per tutti questi anni di quella… Scully ? >

Mulder scese sino alla sezione Xfiles, che sembrava morta da anni.
I sigilli chiudevano tutto ciò in cui aveva sempre creduto…la sua vita.

< Fox ! >

Si sorprese. Non rammentava quando il vice-direttore Skinner l’aveva chiamato per nome.

<Mi dispiace ! Lei ha cercato di aiutarmi ed io….non l’ho ascoltata ! >

Skinner stropicciò la bocca, con un gesto di disgusto.

< Se non avessi sentito…io stesso non….Cosa vuole fare, adesso ? >

Fox non rispose…il suo sguardo diceva tutto.

< E’ davvero finita, Mulder ? >

< Si, signore ! Non me la sento di continuare…visto come stanno le cose ! Voglio solo… poter parlare con lei….>

Incrociò il suo sguardo, temendo il peggio…non era più il Fox Mulder che aveva veduto in tutti quegli anni.

< Cosa vuole fare ? Non so per quale motivo l’agente Scully abbia…>

Abbassò lo sguardo.

< Non intendo parlare con Scully ! Non voglio vederla mai più ! Intendevo….parlare con mia sorella ! >

Skinner lo afferrò per un braccio.

< Che cosa vuol dire? Non rovini la propria vita, Fox! Lei sarà sempre se stesso, qualsiasi cosa possa accaderle! >

< Già…ma cosa sono, in realtà ? Penso di avere la giornata libera….>

Skinner non disse più nulla.
Osservò Mulder che si allontanava nel corridoio crepuscolare, mentre la sua sagoma si andava dissolvendo.