CAPITOLO DICIOTTO

 

Cantieri navali, Washington,
Ore 09.30 Am, Venerdì 10 Novembre
Mulder si strinse nel giubbotto nero, alla disperata, quanto vana ricerca di un riparo dal freddo.
Aveva un solo desiderio, incombente…trovare sua sorella.
O per lo meno, sapere che cosa le fosse accaduto.
In passato era sempre stato bloccato dal proprio contraltare…che lo aveva guidato ad un senso di responsabilità maggiore verso se stesso e l’FBI.
Ora che Scully non era più Al suo fianco, era paradossalmente più libero di agire.
Ma curiosamente, più le ore passavano e maggiori erano le prove che sembravano inchiodarla, più Mulder sentiva che avrebbe dovuto fidarsi di lei.
Se la sera precedente, non fosse stato in preda all’alcool….
Comprese quello che provava, per lei….non aveva alcun senso, nasconderlo, adesso.
Mulder arrivò al magazzino prestabilito, accertandosi di non esser stato seguito.
Era un magazzino nuovo di zecca, che spiccava sugli altri proprio per questo, vetusti e rovinati dalla salsedine marina.
Infilò la tessera magnetica che la Covarrubias le aveva dato, ed attese.
Si accesero tre lucette rosse, cui seguì un gorgoglio moderato fino a quando divennero verdi. Poi la serratura si aprì.
Il magazzino era immerso nell’oscurità, essendo privo di finestre e senza illuminazione al neon.
La voce di Marita Covarrubias risuonò nel buio.

< Non tocchi nulla, agente Mulder…cammini in direzione della torcia. >

I suoi occhi si sgranarono alla ricerca del fascio luminoso e alla fine arrivarono ad una scala a chiocciola, posta verso la fine del magazzino.
Da lì, ad un angusto corridoio, intriso di umidità, dall’odore malsano e dalle grosse chiazze di acqua fetida e verdastra che macchiava il soffitto.
Era chiaro che stavano costeggiando il mare.
In fondo, una porta..
Lei bussò tre volte e la serratura si aprì.
La luce intensa costrinse Mulder ad un istintivo gesto di difesa.
Poi, una volta abituatosi, iniziò ad ispezionare il luogo, quasi meccanicamente.
Del resto era stato addestrato farlo e ogni qualvolta si recava su una scena del delitto, prestava attenzione ai particolari, ben sapendo che spesso valevano molto più che mille indizi evidenti.
Notò l’arredamento scialbo e scarno, segno evidente che si trattava di nulla più che un rifugio di fortuna.
Pochi libri, un pc, ed alcuni fogli…null’altro.

< Bell’ufficio…>, commentò.

La piccola porta metallica, che stava dalla parte opposta della stanza, si aprì.
Sulla soglia un uomo massiccio, dai lineamenti regolari e dalla pettinatura militare, ma nel guardarlo, l’agente dell’FBI ebbe subito chiara l’impressione che come disfatto, consumato da una tragedia interiore.

< L’agente Fox Mulder, immagino ! >

Fox annuì.
Il generale mosse la mano con rapidità, come fosse abituato f arsi capire senza troppe parole, e la Covarrubias uscì, chiudendo la porta.

< E’ opportuno che noi si stia soli….credo che lei sia qui per sapere….ma non deve dubitare di quanto le dico, anche se potesse sembrarle assurdo ! >

Mulder prese la sedia metallica, accostandola alla branda, nella quale si sedette il generale.
Intrecciò le dita, fino a far schioccare le nocche.

< Ha visto…..ha visto anche lei la tigre, vero ? >

Mulder annuì, non stupendosi affatto, per quella domanda.
Aveva imparato che erano ben poche le cose impossibili.

< Si…l’ho veduta….e credo anche di sapere che cosa significa…>

Lui annuì.

< La tigre l’ha già scelta….sta a lei vincerla o farsi divorare…>

Mulder chiuse gli occhi.

< Prima…devo sapere…..sapere che cosa è accaduto a mia sorella ! >

Osservò il grosso ventilatore che smuoveva l’aria di quella specie di cripta sepolcrale.
Braddock si schiarì la voce, parlando a fatica.

< Quello che manca è il tempo ! Lei, come me, conta poco. Dobbiamo fermarli prima che…posso fare qualsiasi cosa…persino rivoltarle contro le persone di cui più si fida ! >

< Se vuole dirmi questo….è in ritardo ! Anche Scully mi ha…tradito ! >

Disse la frase con dolore, quasi che mentisse.

< Non è così…ma deve sapere tutto con ordine, per poter capire ! >

Si ficcò la mano destra nelle profonde tasche della mimetica, cavandone un pacchetto di Morley.

< Agli inizi del 1966, come capitano dell’esercito dei marine, partecipai alla guerra in Vietnam. Verso la metà dell’anno, conquistammo un piccolo villaggio, in cui erano rimaste solo 350 persone, tutte donne e bambini.   Un fatto davvero insolito: come saprà i Vietcong, trucidavano tutti i civili, per impedire che cadessero in mano nemica…La notizia arrivò sino ai vertici del Pentagono, che proposero immediatamente una decorazione per me e la mia squadra ! Ma non appena vidi atterrare un aereo scortato, da Hanoi, capii che c’era sotto ben altro: in guerra non si manda un B.36 con a bordo due generali di divisione e qualche membro del servizio segreto, per una semplice decorazione ! Dall’aereo furono scaricate infatti delle casse, con il simbolo della Croce Rossa  internazionale. Pensai, ingenuamente che il comando provvedesse alla vaccinazione contro l’epidemia di vaiolo, scoppiata nel villaggio…ma mi sbagliavo ! >

Mulder seguì, rapito.

< Il vaiolo era mortale, nelle nostre condizioni….donne e bambini sarebbero morti in pochi giorni, se non accuditi e vaccinati in pochi giorni. Eravamo…fuori dal nostro tempo….fuori anche dalle nostre coscienze…>

Si accese la Morley.

< In realtà quelle casse non contenevano affatto del vaccino…mi fu imposto il silenzio, in cambio del mio attaccamento alla patria…>

Mulder sorrise. Proprio lui, che non riconosceva affatto la gerarchia militare, era costretto a dipendere da uno di essi, in una sorta di grottesca commedia dell’assurdo.

< Dopo…il mio interrogatorio, mi fu illustrato il mio compito: abbandonare immediatamente le operazioni militari lungo il fiume dei profumi, e con la metà dei miei uomini, restare di supporto alla squadra medica che avrebbe operato nel villaggio. In cuor mio ero riluttante, ma dovevo eseguire gli ordini !   Nei giorni successivi radunammo i civili in capanne vicine e controllabili, anche con la metà dei soldati, incendiammo con del Napalm la foresta, creando un’area di controllo… I responsabili dell’organizzazione sanitaria, iniziarono ad iniettare un siero di colore verde ai bambini al di sotto dei tre anni…Sembravano procedere con gruppi differenziati per età e sesso, e con difformi quantità del medesimo siero. Dopo alcuni giorni, avvennero dei fatti curiosi: tutti i bambini subivano desquamazione, perdita dei capelli e i loro occhi perdevano completamente la lucidità, divenendo nerissimi… Solo un gruppo, denominato Alfa, rispose bene alle inoculazioni…Su un totale di 350 civili, meno di una sessantina sopravvisse solo un mese più tardi ! >

Mulder rabbrividì.

< Generale…vorrebbe dire che…la Croce Rossa…in collaborazione con il nostro governo ed esercito, diede vita ad una sperimentazione di massa su dei civili….contagiandoli con DNA extraterrestre ? >

Braddock annuì, ben sapendo che Fox aveva compreso benissimo.

< Cremammo i cadaveri, che subivano una decomposizione più rapida del normale…ma alla fine chiesi piena luce su quanto stava avvenendo: i miei uomini erano spaventati dalle continue morti e la situazione era diventata insostenibile. Parlai con l’uomo che lei ha conosciuto come… gola profonda…>

Mulder si strinse i pugni, evitando di tremare.
Sapeva che il suo vecchio informatore, era stato coinvolto nel Vietnam in qualcosa di poco chiaro, come lui stesso gli aveva confidato….ma non credeva fino a quel punto !
Erano dunque state le conseguenze di quelle azioni tremende, a far sì che si decidesse ad aiutarlo ?

< Mi spiegarono che a Roswell, nel 1947, cadde una astronave aliena…il DNA era di quel corpo, e dopo anni di studi, si poteva procedere alla sua sperimentazione e duplicazione ! >

Mulder si piegò verso di lui.

< Lei avrebbe dovuto opporsi ! >

< Che potevo fare ? Eravamo in guerra, ed ogni mio discutere le direttive, sarebbe passato come atto di insubordinazione ! Oltretutto anche i Russi stavano…>

< Questo non significa nulla ! Non vi autorizzava certo a fare altrettanto ! Per anni avete inculcato nei media la visione di un mostro sovietico e poi vi siete sentiti in diritto di agire come loro ? >

Braddock non disse nulla. Ne mutò espressione del volto.
Era abituato a nascondere i propri demoni, qualsiasi essi fossero.

< Intende continuare a processarmi, agente Mulder ? O imbastire una bella discussione sulle disquisizioni morali ? I tempi sono cambiati…non mi chieda se in bene o in male…ma allora c’era maggior patriottismo e la politica era un qualcosa con la quale schierarsi ! Nessuno poteva discutere ciò che era giusto da ciò che era sbagliato ! Perdere il treno significava perdere la libertà…>

Mulder scosse la testa.

< O l’egemonia Americana sul mondo ! >

< Anche se fosse ? Questo mondo è libero dallo spettro comunista grazie a noi, nonostante gli errori…ora posso continuare ? >

Fox annuì, controvoglia…

< Ricevetti tutte le informazioni grazie ad una serie di memorandum "TOP SECRET".. E decisi di eseguire le direttive…del resto dovevo solo proteggere i membri dell’équipe medica…Capirono perché i soggetti Alfa erano sopravvissuti: tutti erano infetti da vaiolo ! Evidentemente il virus del vaiolo, grazie alla sua virulenza, aveva la capacità di adattare il DNA alieno al corpo ospitante ! Ha senso per lei, agente Mulder ? >

Lui annuì.

< Proprio quando i soggetti iniziarono a mutare….>

< Mutare come ? >, domandò con enfasi, Mulder.

< La loro forza fisica aumentava…il loro sangue era divenuto verde e tossico per gli esseri umani ! Oltretutto la loro struttura fisica era aumentata: in pochi giorni svilupparono una crescita simile a quella dei bambini Americani o nord Europei…Comunque non ci fu più possibile continuare… i Vietcong scatenarono una violentissima contro offensiva. Con i pochi uomini che avevo a disposizione, non avrei potuto resistere a lungo…Dal comando ricevemmo l’ordine di abbandonare il villaggio, e di proteggere i dati medici in nostro possesso a qualsiasi costo ! Ci aprimmo così una strada nella boscaglia durante la notte, con delle perdite altissime ! >

Mulder chiuse gli occhi. Non occorreva tutto il suo intuito per capire che fine era capitata a tutte le donne e ai bambini sopravvissuti, sia per mano degli americani, che dovevano far sparire le prove, sia per mano dei feroci Vietcong.

< Riuscimmo a ripartire miracolosamente, nonostante il potentissimo fuoco nemico… Il comando di Hanoi riconobbe la mia capacità nell’operazione, Ma dato che ero al corrente di troppe informazioni, fui dirottato lontano dal settore operativo, affinché potessi assumere il controllo delle operazioni in patria. Era chiaro che tutte quelle informazioni non dovevano andar perse…Conobbi suo padre, Mulder….Un uomo dai grandi principi: Dio, patria, famiglia…>