CAPITOLO DICIANNOVE

 

Washington, cantieri navali,
Ore 10.55 Am, Venerdì 10 Novembre
 
Il generale Braddock sorseggiò un gelido bicchiere di whisky.
Mulder si era alzato, passeggiando un poco, per poter rompere un poco la tensione.

< Stavo…pensando a mia moglie…Avrei voluto spiegarle molte cose…ma la morte di mio figlio…..E’ accaduto da poco ! >

Mulder lo fissò.

< Mi dispiace! >

< Lei dovrebbe conoscerla…una donna tanto decisa e sicura di se ! Pensi che la prima volta che la conobbi, fu lei ad insistere per offrirmi da bere…non ho mai potuto dirle nulla…ma certe sere… mentre mi svegliavo e la vedevo accanto a me…provavo una tale vergogna…Per via di tutte le menzogne che ero costretto a dire…>

Terminò di bere.

< Mi scusi…credo che lei sia più interessato ad altre questioni…>

Mulder si risedette. provando un senso di disagio immenso….stava frugando nei ricordi di un uomo, e la cosa non gli piaceva per nulla.

< Dunque…suo padre era da poco stato assunto nel Dipartimento di Stato… E ci trovammo in piena sintonia circa le azioni da eseguire. Divenni comandante di quelli che lei definirebbe folcloristicamente…"uomini in nero "…Ora era vitale che l’operazione… che il progetto andasse in porto senza lasciare alcuna traccia ! Fu per questo, che screditammo chiunque sostenesse avvistamenti, contatti e tesi, circa l’esistenza di forme di vita extraterrestri…Coordinammo la CIA, L’FBI, i servizi segreti militari…. Il nostro lavoro fu enorme! Ogni nostro piano era vagliato da un ristretto numero di persone.. un consiglio dei dodici…un enclave di uomini preparati e decisi ! Catalogammo ogni vaccinato a partire dalla fine degli anni 50 ad oggi…>

Mulder fissò il soffitto, disfatto dal caldo afoso e dalla gravità di quelle rivelazioni. Rivelazioni che aveva sempre fatto sue, ma che trovavano una tremenda conferma.

***

Memorial Hospital di Washington,
Ore 09.35 Am, Venerdì 10 Novembre
 
Walter Skinner entrò con passo deciso.
La chiamata ricevuta, l’aveva scosso, ma egli si mostrò, come sempre, imperturbabile.
Avvicinò il primario, intento a compilare un modulo.

< Ah…è lei, signor Skinner ? >

Il vice-direttore mostrò il tesserino, con gesto meccanico.

< Si tratta dell’agente Dana Katherine Scully…il suo corpo è stato rinvenuto proprio nel parcheggio…circa mezz’ora fa……>

< In che condizioni è ? >

Riprovò, improvviso, l’affetto per quella donna.

< Venga con me ! >
Si inoltrarono lungo i labirintici corridoi dell’ospedale, fino ad arrivare alla sala rianimazione.
Scully stava su un lettino, con indosso solo un camice color verde acqua. Una macchina monitorava la sue condizioni.
I suoi occhi erano tumefatti, colorati da una potentissima reazione allergica, irritante.
Il dottore bloccò Skinner sulla soglia.

< E’…stata colpita da una violentissima reazione allergica ad un virus…Il suo sistema sanguigno si è ispessito, rallentando il flusso di sangue al cervello…Non è stata esposta in modo mortale, ma….>

< Ma ? >, domandò risentito, Skinner.

<…dalle lastre è emerso che l’agente Scully è afflitta da un tumore rino-faringeo, a livello dello sfenoide…in stadio avanzato. Le sue condizioni di salute sono molto precarie…e la sua debolezza immunologica rende difficile qualsiasi tipo di trattamento antivirale ! >

Skinner annuì, con un filo di voce.

< Lo sapevo…..>

< Purtroppo non ho possibilità di intervento, non conoscendo affatto il tipo di virus che l’ha colpita….dato che la cosa sembra essersi manifestata qui, abbiamo attivato il centro per il controllo delle malattie….ma anche nella migliore delle ipotesi, occorrerebbero dei giorni, per capire cosa le è accaduto e preparare dei contro vaccini….>

Skinner la vide, piccola e sperduta in quel letto silenzioso.

< Che mi sta dicendo, dottore ? >

Il medico parlò piano.

< Di non farsi troppe illusioni….>

Skinner non disse nulla…..al diavolo ciò che aveva veduto. Se aveva imparato una cosa, negli Xfiles, era che tutto era possibile…E quella era pur sempre Dana Scully !!

< Vorrei che Fox Mulder fosse qui…>, disse con un filo di voce.