CAPITOLO VENTI

 

Cantieri Navali, Washington, Ore 11.27 Am

Il ventilatore girava troppo lentamente, per far circolare l’aria.
Mulder ascoltava quella "confessione", sentendosi colpevole per aver, anche se indirettamente, scatenato tutto questo.

< Abbiamo effettuato esperimenti per decenni….purtroppo i risultati negativi erano la maggioranza ! Siamo stati costretti a far sparire centinaia di corpi orrendamente mutati, creature ormai mostruose, non più umane ! >

Mulder rammentò le ultime parole di suo padre, prima che fosse ucciso.

< Sentirai delle parole...ed avranno senso per te…>

< La mercanzia ! >, disse ad alta voce.

< Esatto ! Ci è stato possibile nascondere i cadaveri ovunque, grazie alla nostra ramificazione negli ospedali e nelle case di cura….>

Mulder si morse le labbra.

< Dunque mio padre avrebbe autorizzato ed organizzato tutto ciò ? >

< No…suo padre era convinto che sarebbe stato più logico seguire pochi casi, in modo specifico.. agendo a livello genetico durante la pubertà…>

Tremò.

< Mia...mia sorella ? E’ stato mio padre ad autorizzarne gli esperimenti…è questo ciò che mi vuol dire ? >

< Rammenta quando fu rapita ? Il giorno preciso, intendo ? >

Fox fissò il vuoto.

< Si…il 27 Novembre del 1973….non potrò mai dimenticarlo ! >

Braddock esitò per un poco, quasi volesse risparmiare a Mulder anche questa bugia sul suo passato.

< Io voglio sapere ! La prego…>, implorò Fox.

Il generale si asciugò due piccole gocce di sudore dalla fronte.

< Fu deciso che sua sorella, avrebbe fatto parte del numero chiuso ! Inizialmente si era parlato di lei…ma suo padre si oppose…Fu quindi Samantha a ricevere il trattamento primario ! >

Come aveva potuto ? Questo fu il pensiero di Mulder…
Come aveva potuto, suo padre, fare soffrire così lui e mamma ?

<…allora ? >, domandò con un filo di voce.

< Samantha fu rapita e i ricordi della sua infanzia cancellati ! Le inoculammo i geni presi dall’extraterrestre di Roswell….>

Fox chiuse gli occhi, trattenendo le lacrime.

< E’ viva ? Mi dica solo questo ! >

< Da…da quanto tempo conosce la famiglia Scully ? >

La domanda lo spiazzò, impedendogli di capire.

<…Non la seguo….>

Il generale Braddock si alzò e prese una serie di fogli da una voluminosa valigetta appoggiata in un angolo, accanto al letto.

< Questo documento è l’originale….avrei dovuto distruggerlo anni fa…ma il mio diretto superiore, si è sempre opposto ! >

Mulder prese fra le mani un documento ingiallito.

< E’ un certificato di adozione ! Datato….23 Febbraio 1964…la data di nascita di Scully ! E’ intestato a Margaret e William Scully….Dunque Dana sarebbe una bambina adottiva ? Che c’entra con Samantha ? >

Il generale prese la propria pistola, rigirandosela fra le mani.

< Quel documento è stato in parte falsificato ! I coniugi Scully videro ed adottarono Dana solo nei primi mesi del 1974…..Quando quell’uomo…la portò a casa loro ! >

Mulder si sedette, senza forze, sulla sedia.

< Dana non è la vera figlia dei coniugi Scully….è stata adottata pochi mesi dopo che mia sorella…oh mio Dio ! >

Mulder non poté proseguire.

< E’ così….Samantha fu seguita ed adottata dalla famiglia Scully…>

Mulder serrò le labbra.

< E’ una bugia ! Se quel che vuol farmi credere fosse vero, Dana avrebbe del DNA alieno… ed invece non ve n’è traccia in lei…>

< No ! Samantha si ammalò…almeno così mi fu detto dai medici responsabili dello studio e a suo padre ! Il DNA alieno, in lei, fu distrutto, ma la matrice si conservò, permettendo la creazione di cloni femminili del tutto uguali a sua sorella…Lei li ha veduti, no ? >

Mulder si tenne la testa fra le mani.

< Dana…è mia sorella ! E’ lei…>

Mulder aveva atteso quel momento da tutta una vita.
Ma ora, ora che dentro di se sentiva che il cuore stava parlandogli, non sapeva come ascoltarlo.
Iniziò a piangere, dapprima moderatamente, poi con maggior forza, come aveva fatto in una chiesa, anni prima, davanti alla foto di Samantha.
Solo, come sempre aveva affrontato la sua vita.
Il generale Braddock non disse nulla, rispettoso del dolore di Fox Mulder.
Da un uomo di guerra come lui, ci si sarebbe attesi disprezzo, per le lacrime.
Ma aveva capito, ancor più dopo la morte del figlio, che il dolore maggiore è quello che si cela dentro il proprio animo.
Ora Fox Mulder aveva superato vent’anni di delusioni e false speranze.
Fuori ricominciò a nevicare, piano.