CAPITOLO VENTUNO

 

Memorial Hospital Di Washington,
Ore 09.45 Am, Venerdì 10 Novembre
Walter Skinner prese con estrema delicatezza la borsa, contenente gli effetti personali di Dana Scully.
Ebbe come il timore di poterla, in qualche modo, ferire….Il suo stato, la sua condizione di salute precipitata in modo drammatico, lo costrinsero a rivedere quanto aveva pensato di lei, nelle ultime ore…
Vide dei foglietti scarabocchiati in fretta…insieme ai soliti oggetti che si tengono nella borsetta di qualunque donna…
Una scritta: CRSMU…Una sigla.
Pensò, perplesso a quando mai aveva sentito o annotato una sigla simile, nel proprio lavoro…
Comprese che quella sua idea andava approfondita.
Si infilò il foglietto in tasca e si allontanò, di qualche passo.
La porta di servizio si aprì, quasi che avesse atteso che il vice-direttore dell’FBI si allontanasse.
Il medico si appoggiò alla parete, parlottando con Smoking Man.

<…esigo delle spiegazioni…Lo stato medico…le condizioni di salute generali dell’agente Scully, sono così…fuori dalla norma che…>

Lui aspirò lentamente, incurante dei divieti, la propria Morley.

< Le diciamo quanto deve sapere ! Si faccia da parte, dottore…>

Il killer alieno sbucò dalla medesima porta, con la solita espressione di ghiaccio.
Guardò all’interno della stanza, e fece un debole cenno con la testa all’indirizzo dell’uomo misterioso.

< Proceda ! >

Furono soli, all’interno della stanzetta…il solo rumore che teneva loro compagnia, era quello del computer.
L’uomo che fuma entrò dopo un lieve ritardo.

<…riguardo a quel testimone ? >

Smoking Man si trattenne dall’accendere una nuova sigaretta.

<…il dottor Barkely avrà…uno spiacevole incidente…rincasando dopo il suo turno di lavoro ! Salvala ! Tu sai quanto sia importante…Dana Scully, per il progetto finale ! >

L’alieno annuì.
Le pose i polpastrelli sulla fronte, premendo appena.

***

Cantieri navali, Washington, Ore 12.00 Pm

Mulder si sentiva morire, dentro…
Aveva dubitato di Scully…di sua sorella ! L’aveva accusata…probabilmente ingiustamente..
Come avrebbe potuto rimediare a ciò che aveva fatto ?
Guardò il generale con aria sofferente.

< Debbo sapere una cosa…assolutamente ! Quella fotografia, quel movimento intorno al magazzino…l’inchiesta e la deposizione di Scully…di mia sorella…contro di me….Era stato tutto orchestrato per distruggere gli Xfiles, vero ? >

< Non potevano permettere che lei venisse a sapere la verità….deve mettersi in contatto con del personale esperto, che sappia farle capire ciò che una complessa sequenza del DNA significa ! Purtroppo io non conosco questa parte del progetto….ma se saprà capire questo…>

Gli porse un cd-rom di colore rosso rubino, estraendolo dalla tasca centrale della mimetica.
Fox annuì….avrebbe fatto qualsiasi cosa pur…di rivederla !
Era stato….era tutta colpa sua !
Il generale gli bloccò la manica, mostrandogli la pistola.

< Voglio solo una cosa, in cambio di tutto questo….mi uccida ! >

Mulder scosse la testa.

< Io…non posso farlo ! Non posso ucciderla così…>

< Deve ! Ha veduto quel sogno, no ? Quella tigre, che la sta cercando, mi ha braccato per tutta la vita…lo facci almeno per mia moglie…Non mi costringa al disonore del.. suicidio…>

Mulder afferò l’arma…poi la rimise nella fondina.

< Io…non posso, la prego ! >

< Allora ci penserò io ! >

Dana Scully stava con le braccia tese, le gambe larghe, e la pistola spianata.

***

Memorial Hospital di Washington,
Ore 12.25 Pm, Venerdì 10 Novembre
 
Skinner uscì lentamente, dalla sala di attesa.
Odiava gli ospedali e il doverci tornare per due volte, in così breve tempo, non lo rallegrava.
Temeva che….Se Scully fosse…
Un giovane medico, diverso da quello con cui il vice-direttore dell’FBI aveva parlato in mattinata, gli si fece incontro, stringendogli la mano.

< Vice-direttore Skinner ? Ho…una buona notizia, per lei ! >

Skinner si bloccò, quasi fosse uno scherzo…

< L’agente Scully ? >, chiese con un filo di voce.

< Esattamente…è uscita dalla crisi allergica…le sue condizioni sono migliorate rapidamente… E’ stata fortunata: il CNGE ha individuato l’agente patogeno che l’ha colpita e…>

Skinner scosse la testa, incredulo.

< Debbo…vederla…>

< Non ora…è sotto sedativi…sta riposando e non la riconoscerebbe…. Fra l’altro…..>

Mostrò due lastre, appena uscite dalla TAC.

< Che cosa significa ? >

Il medico mise le lastre controluce.

< Vede questa…piccola cavità….qui, all’altezza dello sfenoide ? >

Skinner si tolse gli occhiali.

< Parla del suo tumore ? Lo conosco già, purtroppo e…>

Il medico fece un grande sorriso.

< Non vi è alcuna traccia di tumore, nella lastra ! Il piccolo vuoto è colmato da una normale emorragia interna, che non preme su alcuna zona pericolosa ed è in continuo regresso… Insomma…è guarita ! >

Skinner trattenne il respiro….era…

< Come…come lo spiega ? Come può essere ? >

Il medico allargò appena le braccia.

< Miracoli…a volte accadono…>

Skinner si sedette, senza dire più nulla.
Non sapeva se erano state le sue preghiere a far si che ciò accadesse….ma gli piacque pensarlo.

***

Cantieri Navali, Washington, Ore 12.25 Pm

Dana stava al centro della stanza tenendoli entrambi sotto tiro.
Mulder si mosse piano, mentre il generale Braddock fissava il tutto con aria assente.
La guardò…identica a Scully….come una goccia d’acqua.

< Cos’è, agente Mulder ? Non hai mai visto una donna con la pistola ? >

Lui deglutì, scuotendosi.

< Come…come mi hai trovato…? >

Lei rispose, sorridendo:

< Fatichi a rendertene conto, vero ? Ma io sono proprio la Dana Scully che conosci… Il prodotto del suo DNA…ora la tua presenza mi impone di eliminarti….L’uomo che stai proteggendo è un traditore ! >

Mulder osservò la distanza che lo separava dal clone…troppa perché potesse agire in tempo.
L’unica speranza era cercare di distrarla, farla parlare…
Notò, con la coda dell’occhio, che il generale Braddock, stava muovendo la mano lentamente, verso un grosso libro, ai bordi della branda.

< Scommetto che non saprai uccidermi…non ne sarai capace…perché sei come Dana…e se sei come lei, proverai le stesse identiche emozioni che ci legano…>

< Zitto ! Non cercare di confondermi ! Io sono la vera Scully…solo io…. Quella che….insomma colei a cui tieni tanto, è in ospedale…E’ stata contaminata con il mio sangue…morirà ! >

Mulder stinse i pugni.

< Che le hai fatto, maledetta ? >

Il libro, scagliato con forza dal generale, colpì il clone al viso.
Lei barcollò, sparando disordinatamente in tutte le direzioni.
Mulder si gettò a terra, facendo fuoco per due volte.
Il primo colpo centrò Dana ad un fianco, il secondo alla fronte.
Fu spinta indietro, dalla forza dirompente dei proiettili.
La pistola rotolò rumorosamente sul pavimento.
Mulder si mise in piedi, guardando quel corpo…un lieve sibilo di quel sangue verde gli cancellò il timore di aver sbagliato…di averle sparato…
Si voltò, vedendo il generale appoggiato mollemente alla parete. con il petto che grondava sangue.

< Generale….deve farsi medicare…subito ! >

< No…è giusto così….ucciso da uno dei mostri che ho contribuito a creare…. come in un film di serie B ! Ma stia attento…non è…>

Chiuse gli occhi, lentamente.

< Cosa…>, domandò Fox.

< Voleva dire che non sono affatto morta, Mulder ! >

Scully stava davanti a lui, il viso ricoperto di sangue verde.
Fece pochi passi e lui avvertì subito il tremendo bruciore agli occhi.
Trattenne il respiro.

<Sei uno stupido, agente Mulder ! Posso ucciderti con le mie stesse mani…>

Fox si ritrovò afferrato per la camicia e catapultato contro il muro, con una tale forza, da far vibrare le pareti.
Cadde a terra, mentre il dolore gli attraversava il corpo.
Solo lo stiletto…poteva eliminarli…
Ora quella imprudenza, frutto di tutta quella tensione, gli sarebbe costata la vita.
Un calcio sembrò perforargli lo stomaco.
Tutto diventava confuso, lo chock prendeva il sopravvento….
Sentì lo scatto dell’otturatore sopra la testa.

<…non….ora…non ora che…l’ho ritrovata…>, biascicò.

Il sangue alieno colava accanto a lui, bruciando il pavimento.
Esitò…lottando con se stessa.

< Perché…perché non riesco a spararti….maledetto….>

Mulder cercò, invano di rispondere.
Ogni arto doleva…il respiro mancava….
Lo stiletto sibilò improvviso.
Scully si trovò una mano massiccia sulle labbra, mentre la lama acuminatissima, le trapassava la nuca sino a fuoriuscire dalla gola.
Cadde a terra, mentre il sangue verde sgorgava a fiotti.
Emise un tetro rantolio profondo, e cercò, con un ultimo movimento, di sfiorare la mano di Mulder.
Poi il sangue iniziò a corroderla.
Mulder si spostò a fatica, cercando di allontanarsi dal liquido che altrimenti lo avrebbe intossicato mortalmente.
Il killer alieno stava al centro della stanza, lo stiletto sporco di sangue verde…..
Mulder ne vide appena la sagoma, prima di svenire.