CAPITOLO VENTITRÉ

 

Memorial Hospital, Washington
Ore 08.34 Pm, Venerdì 10 Novembre

Walter Skinner fece capolino nella stanza numero sette, osservando Mulder che stava seduto con la schiena contro il muro, la sedia girata, e lo sguardo fisso su Dana.

< E’ inutile che la sorvegli….da un momento all’altro l’effetto dei farmaci svanirà e riprenderà   conoscenza….>

Mulder annuì.
Il dolore era in parte scemato, consentendogli di respirare senza affanno.

< Lei non può capire…>

< Sarei lieto di farlo se mi volesse spiegare delle cose…..agente Mulder ! >

Lui prese il cd-rom, dalla tasca interna della giacca.

< Contiene delle informazioni riservate….probabilmente una mappa dei luoghi in cui il nostro governo effettua degli esperimenti con forme di vita aliene…..Voglio che lei lo renda noto….se non dovesse avere mie notizie entro trentasei ore….>

Skinner prese il dischetto.

< So che sarà inutile…ma debbo dissuaderla, dall’agire in questo modo ! Lei ha il preciso dovere morale di difendersi dalle accuse della commissione interna, e se questo cd-rom contiene quanto dice, è vitale che lo presenti come elemento di indagine ! Oltre che a se stesso….lo deve anche a lei…>

Indicò Scully, con un gesto deciso.
Fox respirò lentamente.

< Non servirebbe….le prove sarebbero negate e cancellate, magari dagli stessi organismi preposti a giudicarle ! Oltretutto non intendo coinvolgere…Dana…in questa…mia ricerca ! C’è un ultima cosa, che debbo fare, per lei….E nulla mi farà cambiare idea ! Ho scoperto…ciò che ha marcato la mia vita….e non posso rinunziarci per….>

< …potresti parlare più piano…Mulder….>

Mulder e Skinner si girarono, all’unisono.
Era la voce debole di Scully !
Mulder si alzò, incurante della fitta che quel movimento improvviso gli causò e la abbracciò.
Sentì la sua testa sul petto….e le accarezzò i capelli….Come aveva sempre sognato di fare..
Scully prese un lento respiro, mentre la testa andava snebbiandosi.
Aveva rischiato di perdere tutto….ma la realtà che la legava alla vita era Fox Mulder.
Rimasero abbracciati per molti, lunghi secondi.

<…Fox…non ti ho tradito…..non so come dirtelo…ma…>

Lui si staccò da lei, posandole dolcemente l’indice sulle labbra.

<..sssttt…Lo so….sei tu che devi perdonarmi….per aver dubitato di te ! >

La fissò, in quegli occhi verdi…che aveva incrociato tante volte, durante infinite indagini e giornate passate a discutere…

< Ti voglio bene, Dana ! >

***

Volo Washington-New York,
Ore 05.00 Am, Sabato 11 Novembre
Per tutto il breve viaggio che li separava dalla grande mela, Fox aveva osservato amorevolmente
Dana che riposava nel posto accanto al suo.
Per quanto avesse insistito, contro ogni buon senso, nel seguirlo, era ancora debilitata dai farmaci e dallo chock…anche se era del tutto guarita.
Pensò con dolore, al fatto che stava per perderla di nuovo….
Ma era giusto che lei sapesse…..che..

< Stavi dormendo ? >

La voce delicata di lei, lo distolse da quei pensieri.

< No….hai bisogno di qualcosa ? >

Lei annuì, passandosi le mani nei capelli.

< Ascolta….ci sono molte cose che mi devi spiegare…..la mia guarigione…. su quel….clone che ho veduto….su quello strano liquido verde….sangue ? Io…ho bisogno di sapere ! Anche se…ho paura della verità…>

Mulder avrebbe voluto dirle tutto….tutto ciò che aveva scoperto….
Spiegarle che le sue paure erano la conseguenza di ricordi repressi…della sua memoria cancellata…
Ma non poteva. Non le avrebbe mai creduto.

< Presto capirai….ora riposa…>

Scully sorseggiò il caffè caldo, che la hostess porse loro.
Si sentiva sempre meglio, col passare delle ore.
Guardò l’irritazione intorno agli occhi di Mulder…
La sua….era svanita del tutto.

< Forse quel liquido ha…non so….>

Si bloccò…non aveva forza di formulare una nuova teoria.

< Quando ho parlato con mamma…..>

Sorrise, con tanta gioia da piangere, quasi.
Lui ne scrutava ogni movimento.

< Cosa senti, adesso ? Cosa provi ? >, le chiese.

< Ora ? Niente ! Sono così confusa: sono felice…incredula…e preoccupata per te…per noi… ma la mia unica certezza sei tu, Mulder ! >

Afferrò la sua mano, sfiorandola…possibile che lui non capisse ?

< Ti devo dire….è una cosa che ho sempre provato….ma ho avuto come…paura di… dirtelo….è così intensa che…>

Fox le mise di nuovo l’indice sulle labbra.
Vide la luce in quegli occhi, rammentando tutte le volte in cui si era accesa.

< So di chiederti molto….ma devi tenere dentro ciò che provi ! E’ tutto così assurdo…vorrei che esistesse un’alternativa…>

Dana abbassò lo sguardo, fissando le loro mani, congiunte.

<…non è giusto che tu…continui a vivere così, Mulder ! Ad isolare la tua vita, i tuoi sentimenti….solo per inseguire un’utopia ! E’ una cosa che ti distruggerà….e che…>

Le parole divennero deboli, appena udibili, quasi che temesse di profferirle.

<…che distruggerà il mio amore per te…>

Mulder si sfiorò la lettera che aveva scritto in quelle lunghe ore in ospedale.

< Credi ai sogni, Scully ? >

< No ! Insomma….sono solo il frutto della nostra immaginazione….>

Sorrise. Non era cambiata.

< Io faccio….sempre un medesimo sogno….che ha corroso la mia vita come un cancro…Tu sei riuscita a sconfiggere il tuo…a vincere il male che avrebbe potuto ucciderti… Ora ho la possibilità di…fare lo stesso con il mio… di dimostrare che ho ragione ! >

Lei terminò il caffè, sorseggiandolo piano.

< …è tutto quello che conta, per te ? Non c’è altro ? Per noi….per noi due ? Continuerai ad inseguire i tuoi….piccoli alieni verdi ? >

Mulder le sfiorò i capelli.

< No…ho capito che….spesso la morte è l’unico traguardo, al di là…delle stelle ! >

Dana lo fissò, piena di paura.
Era come quando l’aveva lasciato nel suo appartamento….