CAPITOLO OTTO


J.Edgar Hoover Building, sede dell’FBI
Ore 12.55 Pm, Martedì 7 Novembre


Walter Skinner stava seduto alla destra della scrivania, con la propria corporatura possente.
Osservò l’intera superficie dell’ufficio all’ultimo piano nel quale era indetta la riunione, sistemandosi gli occhiali con nervosismo.
Aveva cercato di contattare Mulder e Scully, ma non aveva trovato nessuno.
Purtroppo qualcun altro era arrivato.
I tre membri della commissione investigativa dell’FBI, due uomini ed una donna, erano rinchiusi nell’ufficio dalla prima mattina.
Skinner aveva saputo tutto da poco e la cosa l’aveva fatto infuriare.
Tutto rapido…troppo per le normali velocità burocratiche.
Attese con impazienza, finche la porta si aprì e finalmente i tre, preceduti dalla donna, entrarono.

< Con il dovuto rispetto….mi avete convocato da più di mezz’ora ! Ho un mio lavoro da svolgere e…>

La donna si sedette al centro, aprendo le serrature a scatto della sua ventiquattrore.

< Signor vice-direttore…mi scuso per il ritardo, ma quale presidente della commissione disciplinare, ho voluto analizzare il caso nella sua complessità ! Capirà, quanto me, che mettere due agenti dell’FBI sotto accusa è un atto grave, che richiede la prudenza necessaria ! Pertanto, lo scopo delle nostre domande è quello di acquisire nozioni  sull’operato dei due agenti e decidere di conseguenza. mi presento: Sono Jean T. Grey. Questi sono i miei collaboratori: il direttore dei servizi interni Alan Summers, e il vice-direttore di Quantico, Bob Parker ! >

Skinner non mutò espressione. Anche se preliminare, quell’indagine “formale”, aveva mobilitato tre pezzi da novanta dell’FBI, e gli scopi erano più che chiari.
Jean Grey era una donna sui quaranta, straordinariamente intrigante, per chi aveva modo di conoscerla nel tempo libero.
I suoi capelli nerissimi, raccolti da una lunga treccia ed il colore olivastro della sua pelle, rivelavano la sua origine meticcia.
Il suo corpo era allenato dalla corsa, dall’aerobica, e dal nuoto, e dimostrava almeno una decina di anni in meno. Amava leggere e visitare mostre fotografiche e la pittura moderna.
Ma nel lavoro, lasciava trasparire una scorza militaresca poco raccomandabile.
Rimase sempre neutra, senza alcuna emozione visibile.

< Non creda di potermi blandire con il suo fine politichese, signorina Grey ! Sono formalmente contrario a questa indagine, perché condotta intempestivamente e senza alcuna possibilità di difesa, da parte dei miei due agenti ! Due ottimi agenti ! >

Lei rimase fredda e neutra.

< Signor Skinner….è sua facoltà, presentare un esposto sull’operato di questa commissione ! Ma credo che prima dovrebbe vederci all’opera, no ? O debbo maliziosamente pensare che che la sua reazione denoti una paura di fondo ? Non è che teme per la propria carriera, signor Skinner ? >

I due partner non fecero altro che riordinare i fogli, consci di come J.Grey svolgeva il proprio lavoro.
Walter Skinner era un uomo possente e severo.
Prima di tutto con se stesso.
Aveva fatto rapidamente carriera nell’FBI, ed esclusivamente per i propri meriti.
Aveva un rispetto cieco per ciò che il bureau rappresentava, ed era convinto che quella fosse la sola scelta perfettamente adatta al proprio carattere, che l’FBI rappresentasse il meglio della sua vita.
Da quando aveva la giurisdizione sull’ufficio Xfiles, il suo rapporto con Fox Mulder era stato contrastante.
In fondo ammirava quell’agente, dotato di un talento straordinario, ma faticava a capirlo fino in fondo…era la sua nemesi, poiché avrebbe messo in discussione quella struttura, quell’istituzione praticamente ogni volta che poteva.
Il suo carattere era molto più simile a quello di Scully.
Quella donna, coraggiosa e forte, minuta e dolce, probabilmente sentiva lo stesso battito al cuore, non appena guardava lo stemma dell’FBI…

< Posso…credere alle vostre buone intenzioni….ma spesso proprio queste sono causa di scopi opposti a quelli che ci si prefigge ! E’ mia facoltà, il proteggere gli agenti che dipendono dalla mia direzione, e farò quanto in mio potere per farlo con Mulder e Scully ! Ma devo sapere se anche la mia posizione è in discussione ! >

La donna fece un gesto ai colleghi e guardando Skinner, aggiunse:

< Domani convochi qui l’agente Scully ! Le dico subito che la sua posizione non la esclude da possibili ripercussioni se venisse alla luce un suo possibile coinvolgimento circa l’operato illecito cui sono accusati gli agenti Mulder e
Scully ! Il mio compito è quello di ficcare il naso in quello che è stato fatto in questi quattro annui e le giuro che rivolterò il loro lavoro come un guanto, se sarà necessario ! >

Skinner fece una smorfia.

< Non credo ci sia altro da aggiungere…>, disse disgustato e teso.

< Infatti ! Può andare ! >.

La voce di Jean Grey non mutò per nulla.