CAPITOLO NOVE
Cantieri Navali, Ore 02.30 Pm
Martedì 7 Novembre
Due robusti operai stavano parlottando fra loro, ridendo sgangheratamente.
Mulder passò accanto a loro, cercando di memorizzare ogni particolare, della zona che
stava attraversando.
Aveva timore di perdersi fra quei magazzini tutti uguali e non ci teneva a fare la figura
dellidiota.
Era in ogni caso unimpresa disperata.
I capannoni della Space Eng Corporation a differenza di quello che Mulder si
attendeva, non erano affatto vicini, ma sparpagliati lungo tutta larea portuale.
La fame che gli martoriava lo stomaco, gli consigliava di soprassedere, di rinviare la
ricerca almeno fino a che non avesse mangiato qualcosa.
Ma quando Fox fu sul punto di dargli ascolto, notò un magazzino, proprio a ridosso del
molo, contrassegnato con il numero 23357 W.
Osservò attentamente tutti i capannoni che dominavano larea.
Brulicavano di macchine che entravano ed uscivano in continuazione, di operai che
agganciavano grosse scatole da imballo a paranchi e gru, di grossi carichi che oscillavano
a diversi metri di altezza. Tutti
tranne quello !
Era deserto, chiuso da una pesante saracinesca di metallo, nuovissima.
Si avvicinò, con finta noncuranza.
Girò per due volte, intorno allarea, cercando unentrata secondaria.
Poi vide, in fondo al lunghissimo viale che costeggiava i capannoni, una fila di auto di
lusso, limousine probabilmente, che avanzavano in fila indiana. Si fermarono parcheggiando
da un lato.
< Però...rende bene fare lo scaricatore di porto ! >, mormorò Mulder.
Tutto lo insospettiva, come un fil già visto.
Sgattaiolò dietro unenorme piramide di scatoloni di legno, in modo da avere
sottocchio tutto lo spiazzo.
Ma tutto lo inquietava
.sembrava troppo semplice
quasi che fosse stato
predisposto per distoglierlo... ma da cosa?
Notò due uomini che infilarono la scheda magnetica allinterno dellapposita
fessura, facendo aprire di scatto la serratura metallica.
Dalla pattuglia di auto di lusso, scesero una decina di eleganti signori che Mulder
riconobbe immediatamente come i ragazzi del servizio segreto o di sicurezza, che dir si
voglia.
Alcuni parlottarono con dei cellulari ed altri con radio ricetrasmittenti.
Dopo una buona mezzora, giunse un camion, completamente bianco, che parcheggiò con
agilità davanti allentrata del magazzino.
Furono scaricate delle casse metalliche, di colore azzurro cielo, con impressi da un lato
i simboli della minaccia nucleare.
Certo che, se quelle casse contenevano realmente materiale nucleare, era molto strano che
fossero scaricate lì, in una zona abitata e senza nessun tecnico specializzato che ne
dirigesse le operazioni.
E in ogni caso quei tizi stavano violando almeno una dozzina di leggi federali
sullambiente e la sicurezza.
Ma Mulder sapeva anche che se avesse scatenato tutta lartiglieria, lunico
risultato che avrebbe ottenuto, sarebbe stato quello di far sparire ogni prova.
Osservò quindi ben in silenzio, la meticolosità delloperazione.
Gli restava solo da aspettare
.
Baltimora, Stato del Maryland,
Ore 05.09 Pm, Martedì 7
La neve cadeva fittamente, offuscando la visione dal parabrezza della Ford di Scully.
Lei era raggomitolata in auto, fissando il nulla davanti a se, quasi che le fosse
possibile penetrarlo con lo sguardo.
E, in effetti, così era
dietro quella coltre bianca e gelida che si andava
depositando sul suo parabrezza, Scully poteva vedere il proprio passato.
La casa di sua madre Margaret era in fondo al viale, a meno di un centinaio di metri, ma
per lei era come fosse lontana mille miglia.
Era giunta fin lì
dopo aver letto ciò che quel dischetto nascondeva.
Si sarebbe attesa molto lavoro: qualche codice segreto, strane sigle e numeri
incomprensibili
Ed invece, una volta apparse sullo schermo del computer, quelle parole lavevano
colta di sorpresa.
Articoli di giornali, vecchi di almeno trentanni, circa il possibile sbarco a
Cuba
.foto della nave del padre
.e per ultimo, ma evidenziato meglio degli
altri
Un documento.
Era di colore giallo ocra scuro, ingiallito per via delletà, scritto fittamente con
una vecchia macchina per scrivere.
Richiesta modulo per le procedure legali di adozione
..
Adozione
.
Firmatari e richiedenti: William Scully e Margaret Scully
Data Gennaio 1964
..
La sua data di nascita
.
Ma chi avevano adottato i suoi genitori ?
Lei non aveva mai sospettato niente di simile
mai !
Melissa ? Era più grande ma
.
Bill ? Charles ?
O
.lei stessa ?
Tremò un poco e non solo per il freddo.
Era giunta sin lì, ma ora, ora che la casa della madre era vicinissima, avvertì la paura
di sapere
Sapere che anche quella immensa certezza che erano i suoi genitori, stesse per vacillare.
Che cosa potevano avere a che fare i suoi genitori con
.quelluomo ?
Possibile che la loro vita, la sua e quella di Mulder, fosse stata esaminata come sotto un
microscopio ?
Chi era quel professor Asaky
il cui nome faceva capolino come responsabile
delle procedure di adozione ed affidamento ?
Forse non le sarebbe stato difficile scoprirlo
Ma aveva paura
Paura di squarciare un velo pesante e protettivo, che magari
nascondeva chissà quali orrori e menzogne, ma era pur sempre il velo grazie al quale era
giunta fin lì
Prese il cellulare
.Mulder
.Aveva provato a chiamarlo per tutta la giornata, ma
inutilmente
.
Uscì, mentre la neve le imperlava i capelli rosso Tiziano con piccoli cristalli
finissimi.
Respirò piano
Pochi passi, Dana
percorrili
Avvertì caldo alle labbra
Una grossa macchia di sangue le macchiò il cappotto, allaltezza del bavero.
Dio, quanto le doleva la testa
.