CAPITOLO DIECI

 

Presso Fort Worth, Stato del Texas,
Ore 06.35 Pm, Martedì 18 Dicembre
Scully avvertì improvvisa, una nausea molto forte che la fece impallidire.
Si sfiorò le tempie, mentre Nessuno la osservava un poco preoccupato.
Fece un cenno con due dita, ad uno dei soldati che dividevano l’esiguo spazio dell’elicottero.
Egli si adoperò a preparare una fleboclisi.

< Che volete farmi ? >

< Non si preoccupi ! Si tratta di un normale composto salino e proteico…lei non mangia da ore e quel virus ha delimitato il suo sistema immunitario. >

Dana scosse la testa, asserendo:

< Non voglio quella roba…è solo mal d’aria…>

Nessuno evitò di rispondere, limitandosi a scoprirle il braccio sinistro e a stringerle un laccio emostatico.

< E’ di rapido effetto ! Un composto che fu applicato per la prima volta durante la guerra del Golfo….Il tempo di sorvolare la zona e di atterrare e si sentirà già meglio! >

Scully avvertì il fitto dolore dell’ago che le bucava la vena e si appoggiò alla parete metallica del veivolo.
Vomitò un poco, scusandosi.

< Si fida di me, adesso ? >, chiese l’informatore di Mulder.

< No ! Io non ho la minima idea di chi lei sia e di quali siano i motivi che la spingono ad aiutarmi ! >

Scosse la tesa….impossibile pensare di convincerla.
Dana socchiuse gli occhi, prendendo un bel respiro.
Quando li riaprì, notò che il paesaggio era cambiato drasticamente.
L’Apaches stava sorvolando una fittissima area verde, con strane costruzioni che si ergevano in coppia.
Sembravano giganteschi gusci semisferici.

< Che…cosa…>, si chiese.

Nessuno parlò lentamente.

< Lì si costruisce il futuro…un futuro terribile per tutta l’umanità ! >

Scully sentiva le forze tornare.
Concentrò allora lo sguardo su quelle costruzioni.
Erano luminescenti, probabilmente illuminate da fortissime luci al neon dall’interno.

< Si tratta di serre, vero ? Ne ho veduto qualche foto su di una rivista ortobotanica! Sono fra le serre più avanzate che esistano oggi…>

< Esatto, Dana ! Speriamo ci sia possibile atterrare…>

Scully rammentò ciò che Fox le aveva riferito, nel suo viaggio in Antartide.
In quell’occasione Fox aveva compreso l’immensa portata del "Progetto".
Le sfiorò l’idea che fosse davvero morto….
Scosse subito quel pensiero, mentre l’elicottero si abbassava lentamente.
Qualunque cosa vi fosse nascosta, fra quelle fila di campi adibiti a coltivazione e quelle serre, andava scoperto.

***

General Hospital di Washington,
Ore 09.57 Pm, Mercoledì 19 Dicembre
Mulder fissava con noncuranza la Tv.
Per chissà quante volte, aveva sbirciato fuori dalla porta della camera, sperando che i due agenti dell’FBI si distraessero.
Ma invano.
Non appena la porta si aprì e la dottoressa Monroe entrò, lui apostrofò, con la solita ironia:

< Mi dica che ho contratto la varicella….almeno sarò in quarantena ! >

Lei sorrise.

< Umorismo…è un ottimo segno! Mi dispiace per lei, ma debbo dirle che non ho la minima idea di che cosa l’abbia contaminata! E soprattutto, sono incapace di interpretare con esattezza il responso del suo encefalogramma, agente Mulder ! >

< Che intende ? >, chiese, curioso.

La dottoressa parlò, passeggiando con lentezza nella stanza.

< E’ bizzarro….leggendolo correttamente, lei avrebbe dovuto manifestare segni di… alterazione mentale e difficoltà comunicativa….Ma sembra che quello strano tracciato sia un diagramma a bassa frequenza, che non le provoca nessun effetto dannoso…>

Mulder scosse la testa.

< Ci vorrebbe Dana, qui…>

< La invito a non sottovalutare quello che le sta accadendo….Lei ha avuto uno chock profondo, che ha prodotto dei lievi danni d’origine esterna caratterizzati da scosse cloniche nel cervello…Quasi che l’attività elettrica del suo encefalo, fosse in via di trasformazione….Deve curarsi con attenzione ! E poi c’è la storia di quella cicatrice ! >

Fox si sfiorò la fronte.

< Sempre ottime notizie…>

< Dal tipo di frattura che le scalfisce l’osso frontale destro, si direbbe indotta da un trapano chirurgico… anche se non capisco l’utilità di quell’incisione ! >

< Né mai la capirà ! Fra poco mi porteranno via da qui ! >

Lei scosse la testa.

< Fino a quando non sapremo le reali condizioni della sua salute, nessuno la porterà fuori da questo ospedale ! Riposi, adesso….ah, quasi dimenticavo…c’è una persona che intende vederla ! >

< E’ una donna ? >, chiese Mulder.

< No ! Un agente federale di nome…Frank Black…lo faccio passare ? >

Mulder annuì, incoraggiato.
Frank entrò, salutando garbatamente la dottoressa, che li lasciò soli.

< Mi sembra che se la passi meglio dell’ultima volta che l’ho vista, agente Mulder ! >

< Insomma….ormai ho la prenotazione fissa, negli ospedali! Piuttosto…come mi ha trovato ? >

Frank si avvicinò, parlando lentamente.

< Lo vista…nella mia mente ! >

L’affermazione non lo disturbò più di tanto. Fox conosceva bene le capacità di Frank e non era il caso di starne a discutere.

< Come agente FBI, ho il permesso di vederla….lei deve andarsene subito da qui ! >

Fox sorrise.

< Veramente pensavo di passarci le vacanze invernali….Lei ha ragione, ma credo che la cosa si rivelerà piuttosto difficile, non trova ? >

Frank rispose, con decisione:

< Non ho idea di dove si trovi la sua collega ! Ma sento che è in pericolo ! >

Fox annuì. Non gli occorrevano certo le capacità medianiche di Frank, per capire la stessa cosa.

< Che intenzioni ha ? >

L’agente Black non disse più nulla.
Si avvicinò alla porta, picchiettando debolmente sull’uscio.
Uno dei due agenti, che stava seduto sulla scomoda sedia di metallo del nosocomio, aprendo, disse:

< Che succede ? >

< L’agente Mulder ha intenzione di fare una dichiarazione….è necessaria la presenza di due agenti che testimonino la veridicità delle sue affermazioni ! >

< A quest’ora ? >, domandò annoiato, l’altro agente che passeggiando si stava assaporando un poco di caffè caldo.

Frank uscì dalla stanza, giusto un paio di passi.

< Immagino che il vostro superiore diretto, apprenderà con soddisfazione che avete fatto confessare Fox Mulder….o sbaglio ? >

Loro si guardarono, senza dire nulla.
Poi, mentre uno entrava, l’altro stava appoggiato appena dietro Frank, con lo sguardo impastato dalla noia.
Il primo si sistemò accanto a Mulder, prendendo un piccolo registratore portatile ed attivandolo.

< Avanti, spettrale….dicci quello che ti preme e fatti una bella dormita ! >

Frank camminò, quasi senza espressione, sistemandosi sul lato sinistro della camera ospedaliera, fino a poter controllare entrambi gli agenti con un colpo d’occhio.

< Bene…io…..>, biascicò Mulder.

Frank impugnò la pistola, cavandola dalla tasca interna della giacca.

< Facciamo una bella cosetta…voi due alzate le mani e mi consegnate le vostre pistole…>

Loro si voltarono di scatto, giusto per rendersi conto che la minaccia era tutt’altro che ipotetica.

< Che fa ? E’ impazzito ? >

< Le pistole ! Andiamo….non vorrete svegliare tutti, qui dentro…>

I due agenti federali, alzarono le braccia, confusi e sorpresi.

< Nello stanzino del bagno, per favore…>

Li spinse allora all’interno, ammanettando i polsi di entrambi, dopo aver fatto scivolare la catena dietro al sifone del lavandino.

< Coraggio…..troverete il modo di liberarvi presto….>, aggiunse.

Chiuse la porta dall’esterno, inclinando davanti all’uscio anche una sedia affinché fungesse da ostacolo.

< Ora le mosse future sono le sue, agente Mulder…>

Mulder si era già alzato, barcollante, e si stava vestendo con difficoltà.
Era stordito e debole.

< La ringrazio….forse avrà chiuso come agente federale….ma le prometto che quando questa cosa si risolverà, io e Scully daremo l’anima per aiutarla ! >

Arrivò sin alla soglia, per poi voltarsi di scatto.

< Ho bisogno ancora di lei…Vada a casa mia…io credo che sia sotto sorveglianza e… Insomma, se Scully ha scoperto qualcosa, ci sono solo due posti nei quali l’avrebbe portata…Io andrò a di Dana…spero di poter capire dove l’hanno portata…>.

Uscirono insieme, camminando con naturalezza, nonostante la debolezza rallentasse Fox.
Giunsero nel seminterrato, e nuovamente Mulder si sentì in dovere di ringraziarlo.

< Io…non so come…La vita di Dana dipende da ciò che lei ha fatto oggi! Ne sono sicuro! Mi creda se le dico, che non avrei voluto si esponesse tanto ! >

Frank annuì.

< Non è stato facile nemmeno per me ! Ma sento che lei, agente Mulder, è dalla parte giusta ! >

Fox salì in auto, incerto su ciò che andava ad affrontare…poco tempo…una meta ignota… < Tutto come sempre…>, pensò.