CAPITOLO UNDICI

 

Appartamento di Dana Scully, 3170 road,
W.53/35, Annapolis, Stato del Maryland,
Ore 11.59 Pm, Mercoledì 19 Dicembre
Non appena entrò, il suo cuore fu scosso dall’emozione.
La casa di Dana…
Osservò, accendendo la luce, ogni particolare.
Guardò, con dolore, la foto di Scully e di sua madre, sul tavolo del soggiorno.
Rammentò l’ultima volta nella quale erano stati insieme, in quella casa…
L’aveva stretta a se, sentendo quanto morbida e calda fosse quella pelle…

< Dana…>, sussurrò.

Si scosse…lo doveva.
Era possibile che Scully non avesse trovato niente, che avesse nascosto le informazioni alla sezione Xfiles….insomma che li non vi fosse nulla che potesse aiutarlo nel trovarla.
Ma era l’unico appiglio al quale aggrapparsi.
Aprì, iniziando a rovistare fra i cassetti.
Mettendo in disordine l’appartamento, mormorò:

< Spero tu possa rimproverarmi…non appena ci ritroveremo…>

Proprio alla fine, dopo aver messo sottosopra la scrivania davanti al pc di Scully, notò una cartelletta colma di documenti ingialliti.
Mulder non aveva modo di sapere che si trattava di quei files che Thara aveva consegnato poco prima che gli eventi precipitassero.
Si spostò sotto la viva luce della lampada del soggiorno, leggendo.
Cifre, numeri, stati dell’Unione….
Interessante, certo…le prove che collegavano la Rauch a quel complesso meccanismo scaturito dal rapimento di sua sorella….
Ma dov’era Dana ?
Dove era stata portata ?
Con la Grey inerme e l’FBI contro, non avrebbe mai potuto saperlo.
Impossibile anche contattare Nessuno…
Udì dei passi, nel corridoio…e d’un tratto la vista si annebbiò.
Si sostenne alla scrivania, mentre i passi si avvicinavano sempre più.
Poi fu come un lampo….il paesaggio era mutato, ma non per questo Fox lo disconobbe.
Il giardino di casa, a Chilmark.
Mulder barcollò all’indietro, mentre la sua mente sembrava invasa dal dolore.
Era…aveva circa nove anni….
Samantha ed un’altra figura che la mente stava cancellando, ma, chissà perché gli appariva chiarissimo possedesse i capelli rossi, stavano sotto la grande quercia di casa.
Samantha si era tagliata….con un legno appuntito, giocando…
Vi era inciampata sopra, correndo davanti a lui…
Fox stava in piedi, ritto e stupefatto, vedendola sanguinare…..un sangue denso, vischioso, verde….

< Argh ! >

Cadde, scivolando ai piedi della scrivania.
La porta della casa di Scully si aprì e Diana Fowley lo guardò, sorpresa.

< Fox ! >, esclamò.

Mulder ebbe appena la forza di afferrare la Beretta calibro nove e di puntarla, verso di lei.

< Ferma…Diana….non…muoverti….>, sibilò a fatica.

Lei si irrigidì, alzando appena le mani.

< Stai calmo….non ho intenzione di farti del male…che ti succede ? Che fai qui ? >

Mulder riprese forza.
Si alzò, mentre tutto sembrava schiarirsi, come diradandosi da una nebbia profonda.

< Zitta…prendi la pistola e gettala ai piedi del divano…laggiù in fondo… Ti ammazzo se provi a fare qualcos’altro, capito Diana ? >

Una goccia di sangue scivolò dalla fronte di Fox.
Fowley eseguì, mettendosi da un lato, mentre lui si stropicciò le palpebre.

< Amore…cosa…? >

Mulder chiuse la porta, con un piede.

< Ti ho detto di stare zitta ! Le domande le faccio io, qui! Ne ho abbastanza della tua melliflua preoccupazione… che facevi qui ? E’ per via di quei documenti, vero ? >

< Non so di che parli ! Sono qui solo perché l’FBI aveva intenzione di requisire i files dell’agente Scully…il mio partner è in auto, ma si insospettirà se…>, ansimò.

Fox la spinse contro il divano, con un colpo duro, deciso.
Le forze tornavano, adesso…

< Tu sai dov’è Scully ! Dimmelo o ti uccido ! >

Diana Fowley lo fissò, carica d’emozione.

< Ti sbagli ! Io ti sono sempre stata amica…è quella Scully che ti ha tradito! Chi credi ti abbia venduto, al servizio di sicurezza interno del Pentagono, quando…>

La colpì, con uno schiaffo deciso, senza rendersene conto totalmente.
Diana sembrò rimbalzare nel divano, per poi fermarsi apparentemente attraversata da un tremito nervoso.
Si massaggiò il labbro, grondante sangue.

< Sei pazzo….io…>

Mulder fece scattare l’otturatore della pistola, puntandola a pochi centimetri della sua testa.

< Dov’è ? Hai pochi istanti per dirmelo…>

Diana pianse, con lacrime grosse che scesero dure dagli occhi scuri, che un tempo provocavano brividi in Fox Mulder.

< Non avrei mai creduto che saresti arrivato a fare…a farmi questo ! Dunque….>

Cercò le parole con difficoltà, come chi apprende una verità difficile da descrivere.

< …dunque l’ami a questo punto! La ami tanto da….da arrivare ad uccidermi…>

Mulder non mutò espressione, mentre il suo sangue scemava lentamente, raggrumandosi.

< Ucciderei chiunque, per Dana ! >

Fowley chiuse gli occhi….aveva sbagliato tutto…

< Io…so che Dana è stata ricoverata in un centro di quarantena presso Fort Worth, nel Texas. Credo sia stata contaminata di proposito, per studiare gli effetti della malattia… non so altro, te lo giuro ! >

Mulder si massaggiò la nuca….il cervelletto…sembrava attraversato da una scossa elettrica.

< …come puoi esporti per lei…sino a questo punto? Non capisci che lei….non potrà mai amarti come ti amo io? Crederti come ti ho sempre creduto io? >

Lui rinfoderò la pistola, prendendo fiato.
Il sudore gli imperlava la fronte….Krycek…che diavolo gli aveva fatto ?

< Non pretendo che tu capisca, Diana…nella tua vita hai solo capito ciò che ti faceva comodo…Ma questo mi fa stare meglio! Per anni mi sono incolpato del fatto che…il nostro matrimonio fosse finito, fosse un fallimento….Ma adesso capisco che è stato meglio così….soprattutto per me ! >

Aprì la porta con decisione, trovandosi di fronte un giovane agente federale, con la pistola spianata.

< Fermo ! Non muoverti ! Sei in arresto ! Diana ? Tutto bene ? >

Fowley si alzò, togliendosi il sangue con due dita.
Mulder alzò le mani, stringendo i denti e serrando le labbra.

< Mi lasci andare ! Lei non si rende conto che….>

< Zitto ! Diana, ammanettalo ! >

Lei guardò per un solo attimo il viso di Fox Mulder, dell’uomo che amava disperatamente, senza speranza.
Poi lo spinse di lato, con decisione.
Mulder scivolò a terra, proprio mentre lei si armò, puntando la pistola d’ordinanza contro il collega.
Questi esitò per un istante, facendo fuoco.

< No ! >, gridò Mulder.

Diana cadde, trapassata dalla pallottola e fece fuoco anch’essa, centrando il collega alla testa.
Rimbalzò contro la parete, macchiandola di sangue, poi si afflosciarono entrambi, come burattini senza fili.
Mulder barcollò verso Fowley…era in un lago di sangue.

< Diana…mi senti ? Devi…devi…stare tranquilla….comprimi la ferita….>

Lei scosse il capo.

< Vattene Fox….se rimarrai qui….ti arresteranno….e la ucciderai… posso solo…dirti…che ti ho sempre amato…perdonami, ti prego…>

Le accarezzò i capelli.

< ..respira piano….chiamo l’ambulanza con il tuo cellulare….>

Fowley raccolse le forze, mentre il sangue le allagava il ventre.

< ..vai…via….te né prego….non voglio…morire….con questo…sulla….coscienza…>

Mulder le afferrò la mano.
Trattenne le lacrime, per poi darle un bacio sulla bocca, colma di sangue caldo.
Diana fece un debole sorriso, ed emise un rantolo sordo, innaturale.
Ora i suoi splendidi occhi neri, apparivano spenti, fissi nel vuoto assoluto dell’oblio.
Fox le chiuse le palpebre, ritraendosi e fissando le mani sporche di sangue, del loro sangue…

< Perdonami…>, mormorò.

Arrivò in stato di catatonia, sino all’ascensore.
Presto avrebbero chiamato la polizia….
Tutto era confuso, disgustoso…
Ma c’era una meta, adesso…
Si frugò nel cappotto, con le mani sporche di sangue…i files di Scully erano con lui..
Doveva salvarla…ad ogni costo…
O morire nel tentativo.