CAPITOLO DODICI

 

Prigione militare di Bethesda,
Stato del Maryland,
Ore 10.55 Pm, Mercoledì 19 Dicembre
 
Lo spioncino si aprì, con un rumore metallico.
Bill Scully fissò senza espressione Krycek e Strughold che entrarono, insieme a due uomini con una tuta mimetica nera.

< Bill…>, mormorò Krycek.

< Non rivolgermi la parola ! Non ho niente da dirti ! Risponderò solo a domande formulate da un collegio militare o dal mio diretto superiore…>

Strughold sorrise.

< Noi siamo i suoi diretti superiori! Ci deve delle spiegazioni, riguardo al suo atteggiamento, Scully! Credevamo di poter contare su di lei….>

< Ed è così ! Sono fedele alla causa di mio padre sin dal primo giorno! Non sono un traditore ! Se quel….suo galoppino, non mi avesse fermato, avrei ucciso anche quell’impiccione di Fox Mulder….>

Krycek sorrise, sfiorandosi il braccio artificiale.

< Non era nei suoi compiti….il suo…zelo è almeno sospetto! Che intendesse eliminare un suo complice che si era spinto troppo…in là?>

Bill si alzò di scatto.

< E’ una menzogna ! Odio quel figlio di puttana ! Fosse dipeso da me…>

Krycek scosse la testa, sfiorandosi i capelli cortissimi.

< Gli ordini li impartisce il gruppo, per sua sfortuna ! >

Strughold prese la sola sedia presente, sedendosi con lo schienale puntato sul petto e facendo un rapido cenno ai due agenti del servizio di sicurezza interno, disse:

< Lei ci dirà chi le ha fornito quel vaccino per salvare sua sorella ! Dove si trova Micheal Kritsghau, o Nessuno come si fa chiamare, e per chi sta facendo il doppio gioco.. Le consiglio la massima collaborazione ! >

Bill strinse i pugni, trattenendo l’ira a fatica.

< Avete contaminato Dana ? E per quale motivo?>

< Le direttive del gruppo non sono sotto il suo vaglio, amico…>, mormorò Krycek.

Bill comprese.
Non era difficile, capire chi poteva celarsi dietro tutto questo.

< Signore…>, disse rivolto a Strughold,

<….deve ascoltarmi ! Si tratta di una messa in scena….un qualche trucco per agire contro di lei, da parte di….insomma dell’uomo che fuma ! >

Strughold parlò lentamente, ma con decisione.

< Prendetelo ! >

Bill non oppose alcuna resistenza, quando i due militari lo immobilizzarono alla branda.

< Il siero della verità ci dirà ogni cosa….detesto l’inutile violenza…>, commentò Strughold.

Uscirono nel corridoio, illuminato da una serie di luci fioche e giallognole.

< Gli crede ? >, chiese Krycek.

< Si…secondo me Bill Scully è un uomo fidato….ma mi occorre sapere chi ha scoperto il vaccino finale e subito… La cosa sta degenerando…>

Krycek non mutò espressione. Sembrava che l’argomento non lo riguardasse.

< Parla dell’epidemia ? Basterà zittire l’opinione pubblica, come abbiamo sempre fatto ! >

< Non capisce che stiamo perdendo il controllo? Troppi casi…..occorre sapere se Nessuno è implicato o meno, se Bill ci ha boicottati per salvare la sua sorellastra…o se c’è un tarlo nella nostra confraternita ! >

< Salvo che i Russi….>, mormorò Krycek, sibillino.

< In quel caso lei….sarebbe ritenuto responsabile! L’abbiamo mandata laggiù proprio per tenere sotto controllo il nostro ex alleato fuggito in Russia…>

Krycek spense la Morley che aveva tenuta accesa sino allora.
Mascherando a fatica un sorriso, udì un grido innaturale che proveniva dalla cella di Bill Scully.
Strughold entrò, per primo.

< Che avete fatto ? >, chiese seccato.

< Nulla ! Solo iniettato il siero della verità….>

< Potrebbe trattarsi di una reazione allergica…>, sibilò Krycek.

< Finitela di discutere…Occorre rianimarlo….>, esortò Strughold.

Krycek fece un debole cenno con le spalle.

< E’ lei il medico, non trova ? >

Uno dei due militari si chinò sul corpo di Bill, che aveva terminato di muoversi e tremare.

< E’ morto….il battito è assente ! >, disse, tastandogli il collo.

Strughold scosse il capo.

< Faccia fare immediatamente un’autopsia ! E preghi, Alex, che non risulti nulla di sospetto ! O lei svanirà per sempre….e davvero, questa volta ! >

Krycek continuò a rimanere immobile, come sempre.
Vide l’anziano membro dell’Enclave allontanarsi lungo il corridoio e prese il cellulare.
Uno dei due militari, chiese:

< Quali sono gli ordini, signore ? >

< Distruggete il cadavere ! >

Digitò un numero, che ben conosceva.

< Signore ? >

Smoking Man spense la Morley.

< Novità ? >

< Tutto procede secondo il piano, signore….Su Bill Scully cadranno prove che lo additeranno come collaboratore numero uno di Kritsghau…..E lui non avrà mai più il modo di….controbattere ! >

Smoking Man sorrise.

< Ben fatto….Alex ! >, disse riaccendendosi l’ennesima sigaretta !

***

Aeroporto di Washington Dc, Ore 01.45 Am,
Giovedì 20 Dicembre
L’aeroporto era affollato, nonostante l’ora.
Coppie e comitive di turisti diretti alla Florida, uomini d’affari per la costa Ovest e Fox Mulder.
L’agente dell’FBI stava seduto in disparte, nell’immensa sala d’attesa, cercando di leggere con noncuranza l’ultima edizione del Washington Post.
In realtà Mulder aveva un subbuglio di sentimenti, dentro di se.
Primo, anche per via della cronologia degli avvenimenti, il dolore per quanto accaduto a Diana Fowley.
Non aveva creduto nel suo amore, invece…
Poi il destino di Dana…
Ora che tutto andava snodandosi nella sua mente, ripensò a quanto accaduto.
Che gli stava accadendo…fin da prima che Krycek si divertisse con il suo cervello, Mulder aveva avvertito sensazioni simili all’alienazione.
Parlandone con il proprio medico, si era convinto fosse una normale reazione dovuta alle conseguenze del suo coma, ma ora sapeva che la verità era ben altra.
Si chiuse nel bagno della sala d’aspetto, bagnandosi il viso con un palmo d’acqua fredda.
L’istinto, nel quale Fox aveva fatto sempre affidamento, gli diceva che la verità era nascosta nel proprio passato, compreso anche il sogno cristallino di una presenza, di una visita nella vita di Samantha e della sua, da bimbo.
Vita che era stata attraversata anche da Dana, da Scully da bambina, n’era certo a quel punto.
Ma che cosa nascondeva ancora il suo passato, il loro passato ?
Forse rispondere a questo, avrebbe significato sapere il mistero del "Progetto", della realizzazione dello scopo primario, al quale Jeremiah Smith gli aveva accennato, una volta.
Vide lampeggiare il cellulare.

< …Mulder…>, mormorò.

< Agente Mulder…sono Frank…ha avuto fortuna? Nel suo appartamento ho trovato solo effetti personali sparsi dappertutto… Devono aver rovistato casa sua…sa il perché ? >

Mulder gettò uno sguardo all’orologio…l’aereo per Fort Worth stava per partire.

< Forse per quel che ho trovato a casa di Scully….Io…volevo cogliere l’occasione per ringraziarla di nuovo ! Non sarei mai fuggito senza di lei, da quell’ospedale! Le prometto che le darò notizia d’ogni mio progresso in quest’indagine… Sempre cercando di cautelare la sua sicurezza….>

Frank mormorò:

< Come desidera! Spero ardentemente che lei possa arrivare alla meta, agente Mulder. Non sono ancora pronto per la pensione e trovare un nuovo lavoro, alla mia età sì rivelerebbe piuttosto difficoltoso….>

Mulder fece un debole sorriso, irto di commozione.
Si appoggiò alla parete color panna chiara, digitando il solito numero.

< Guerriero solitario…>

La voce usciva distorta dagli apparecchi anti intercettazione.

< Frohike…sono Mulder ! >

< E’ salvo ! >, disse lui, rivolgendosi a Byers che stava ascoltando le comunicazioni della polizia.

< Spero tu abbia ragione ! Fra poco l’FBI si metterà alle mie costole… per fortuna a casa di Dana, ho trovato abbastanza contanti da pagarmi il volo fino al Texas….con la carta di credito sarei stato intercettato subito….>

< Mulder….la polizia di Annapolis, insieme all’FBI, ti sta ricercando per il duplice  omicidio di due agenti federali….credo sarebbe opportuno, per te, troncare subito questa conversazione ! Langly…>

Fox udì indecifrabili rumori di fondo, poi la voce da cornacchia del biondo.

< Ascolta….secondo alcuni dispacci clandestini…sembra che tutta l’area di Fort Worth sia sotto il controllo di reparti speciali dell’esercito. Ufficialmente per una virulenta forma d’epidemia del Morbo del Legionario… sii prudente….e se avessi bisogno di noi….>

Mulder uscì dal bagno, affiancandosi ad una coppia di ridenti sposini con il loro mastodontico armamentario di valige, tutte con le etichette della Florida.

< Contateci…mi manca l’ultimo numero della vostra rivista e ne ho la collezione ! >

Uscì dalla chiamata, lasciando acceso il cellulare, per poi infilarlo con destrezza in uno dei borsoni dei due sposi, intenti a baciarsi languidamente.

< Io e Dana….fra qualche decennio…>, mormorò.

Ora se qualcuno si fosse preso la briga di rintracciare il suo telefonino, si sarebbe fatto un bel viaggio nel sole della Florida, magari alle Bermuda.
Mescolandosi alla folla, arrivò all’imbarco del volo 690.
Era disarmato, senza tessera d’agente federale….come fosse nudo…
Ma meno controlli del metal detector avrebbe dovuto superare, meglio sarebbe stato.
Aveva un appuntamento con il Texas.

< Chissà com’è, in questa stagione….>, pensò.