CAPITOLO QUATTORDICI

 

Fort Worth, Stato del Texas, Ore 05.55 Am
Giovedì 20 Dicembre

Mulder si appoggiò mollemente, stordito dal caldo, alla colonnina del telefono pubblico.

< Avanti…>, disse con impazienza.

Il suono gracchiante del ricevitore sollevato, lo scosse appena.

< Guerriero solitario….>

< Byers….sono Mulder ! Il viaggio è andato bene, almeno fino ad ora….>

< Sei certo che la linea sia protetta ? Abbiamo importanti informazioni da fornirti…>

Fox diede una debole occhiata intorno.
La colonnina era quasi nascosta da cumuli d’immondizia e le persone che sostavano nella zona, avevano l’aria simile alle foto segnaletiche che Fox aveva veduto mille volte nelle stazioni di polizia.

< Stai tranquillo ! Oltretutto…questa interurbana mi costa un capitale di spiccioli…>

< Faremo presto ! Abbiamo lavorato per tutta la notte….Siamo riusciti ad avere delle informazioni da alcuni Ufologi della zona… Probabilmente l’area di contaminazione è simile a quella dei maggiori avvistamenti, che si sono avuti nella zona compresa fra Fort Worth ed il fiume Brazos…noti qualcosa di strano, lì ? >

Mulder si asciugò la fronte.
La linea sembrava disturbata, e ad ogni secondo andava peggiorando.

< Direi di si….ci sono più militari in giro che a West Point….Molte strade sono bloccate, e le comunicazioni sono irregolari…stanno sistemando tutto…>

Byers scandì la frase.

< Abbiamo degli amici, lì…..sono certo che troveranno il modo di farti arrivare dove ti interessa ! >

Byers dettò il nome, mentre la sua voce sembrava sempre più lontana e disturbata.

< Non so come ringraziarvi….>, sussurrò Fox.

< Stai attento Mulder….>

La linea cadde, lasciando Fox solo del tutto.
Sapeva che l’unica possibilità che aveva di non farsi scoprire, era fidarsi degli amici di Langly, Byers e Frohike….

< Non so che sia peggio…>, si disse.

***

Selemaya street, Fort Worth, Ore 07.09 Am,
stesso giorno
Mulder osservò la parete scrostata della sede NUFOM denominata " Loro sono qui" ed ebbe a pensare che cosa mai avrebbe detto Scully, vedendolo lì dentro.
Se la tana di Langly, Byers e Frohike era strampalata, quella sede era anche peggio.
Un enorme alieno grigio di plastica, stava appeso all’ingresso, alzando la mano a mò di saluto.
La sede era spartana, dai corridoi stretti e claustrofobici.
Ogni spazio delle pareti, era invaso da foto, disegni e ritagli di giornale.
Chiaro e scontato il tema.

< Fox Mulder ! Questo è un sogno che diventa realtà ! >

La donna, avanzando con passo verso l’agente dell’FBI, fece un radioso sorriso.
Era alta pressappoco come Scully, ed aveva capelli lunghi, di colore castano chiaro, pettinati in stile rasta.
Montava un’elegante montatura in metallo, con lenti sottili.
Vestita come una studentessa dell’università di Berkley, mostrò a Fox una stranissima
T-shirt con il volto d’un alieno che fumava una sigaretta.

< Lo dicono tutte le donne che mi incontrano….Lei si chiama ? >

Lei tolse le mani dalle strette tasche dei jeans Lewis scoloriti, che disegnavano il suo bel sedere tondo come un pennello, tendendola con entusiasmo.

< Monica…..il cognome non è importante….Ho sentito tanto parlare di lei…Ho anche letto dei suoi articoli….>

La voce divenne esitante, scossa dall’emozione.

< …sia Max…che Frohike…insomma per noi, lei è un vero eroe ! >

Fox sorrise, divertendosi per la prima volta da giorni.

< Eroe….Non ho nemmeno cinquanta dollari in tasca…Piuttosto, la diffido dal credere a tutto quello che Max Fenning o Langly, possono aver detto su di me ! >

Monica annuì, sorridendo.

< Il tempo di prendere la mia Nikkon ed arrivo…>

Mulder l’afferrò per un braccio, girandola a se, prima che svanisse in una delle tante stanzette della sede.
Notò così un grosso serpente tatuato sulla sua spalla sinistra.

< Seriamente….potrebbe mettersi in un mare di guai… L’FBI e la polizia mi danno la caccia…Se scoprissero che sta collaborando con me…>

Lei fece un’espressione risentita.

< Agente Mulder ! Credo che lei conosca bene il grado di segretezza che i governativi pongono su chi, come noi, vuole credere! Sono stata arrestata almeno una dozzina di volte, quindi….>, disse fiera, < …e poi gli amici di Langly e Frohike sono miei amici ! Mi aspetti…fuori! Stanno accadendo cose strane! >.

Mulder la guardò allontanarsi, abbastanza divertito. Certamente era differente da Scully.
Attese, passeggiando senza meta per il corridoio, per una dozzina di minuti.
Di tanto in tanto, guardava le foto appese alle pareti, commentando:

< Belle…dovrei farmene dare qualcuna….>

La donna tornò con una Nikkon professionale, appesa al collo, ed un grosso mazzo di chiavi nelle mani.
Si sporse, reggendosi con una mano allo stipite della porta, in una delle stanzette secondarie che sbucavano dal lungo corridoio.

< Vado ! Tienimi d’occhio tu, Vega…..Capito, Bill ? >

Una voce tranquilla, dall’altro capo della stanza, rispose:

< OK ! Le scatolette sono sempre pronte….Speriamo tu faccia un bel lavoro…>

Lei sorrise, guardando Mulder.

< Se sapessi con chi sono…>

Mulder prese una delle foto, staccandola con due dita e domandando:

< Posso ? >

Lei annuì, sospirando.

< Vega ? Avete un alieno da sfamare ? >

Fox formulò la domanda, mentre entrambi si dirigevano verso un orrendo camper color giallo ocra.
Era letteralmente tappezzato d’adesivi.
Sopra ad esso, un’antenna parabolica, che Fox sapeva essere del tutto illegale.
Monica gli rispose, balzando a bordo ed aprendo tutti i finestrini, cercando così di far circolare un poco d’aria in quel forno.

< E’ il nome del mio gatto…..ma secondo me è alieno…>

Mulder si sedette, ancor più divertito, nonostante la preoccupazione per Dana.
Così enormemente differente dalle auto che lui e Dana utilizzavano negli Xfiles.

< Mi dica la verità….ne ha veduti, vero ? >

Mulder si sistemò comodamente, ringraziando che lei avesse deciso di guidare personalmente quel mezzo scalcinato.

< Intende i gatti ? Non li amo molto….>

Monica sorrise. Le brillavano gli occhi.
Ancora le era difficile credere che al suo fianco vi fosse seduto Fox Mulder.

< Alieni ! Andiamo…mi ha capito benissimo…Io….noi studiamo i fenomeni extraterrestri da anni, nella zona…ho scattato migliaia di foto: iridescenze, fulmini globulari, dischi in formazione sia durante il giorno sia durante la notte…ma non ne ho mai visto uno…>

Mulder parlò lentamente, mentre il camper si dirigeva verso al periferia di Fort Worth.

< Meglio per lei…se sapesse quel che ho veduto io….credo che il suo entusiasmo per ET, svanirebbe…Lei…crede che i fulmini globulari, siano da iscriversi alla tipologia UFO ? La mia collega…>

Monica sterzò, imboccando la 617.

< Fortunata, quella donna ! Dico davvero….insomma io pagherei di tasca mia, per collaborare negli Xfiles….>

Mulder sorrise, abbassando appena lo sguardo.

< Anche Dana….la pensa così…E’ l’entusiasmo fatto donna ! >

Monica sibilò.

< La capisco bene…>

Poi, abbassando con un colpo secco del palmo della mano, il parasole , rispose:

< Credo che i fulmini globulari…siano parte del residuo del combustibile degli UFO… …forse qualche tipo di plasma a bassa temperatura di fusione o qualche nube ad ioni elettrosensibili…>

Mulder annuì.

< Una volta…io e Scully….la mia collega, discutemmo di una simile eventualità….>

Lei domandò, con entusiasmo:

< Che avete concluso ? >

Mulder fissò fuori del finestrino.

< Ci trovammo in perfetta sintonia, come sempre !

Lei crede ancor più di me, nel paranormale e negli UFO….>

Si schiarì la voce, divenendo serio.

< Mi ha detto che accadono cose strane….Ha idea di cosa ? >

Lei scosse la testa.

< So solo che da diversi giorni i militari stanno disturbando ogni genere di comunicazione. Non riusciamo nemmeno a vedere la Tv… Che sono apparsi molti reparti speciali dell’esercito e che tutte le strade, per la zona nella quale ci stiamo dirigendo, sono chiuse al traffico e che l’accesso è monitorato! Non è mai accaduto nulla di simile, di questa portata, almeno…>

Indicò fuori dal finestrino.

< Monkey abita laggiù…>

Mulder sibilò:

< Cos’è….il suo soriano ? >

< No ! E’ il mio ragazzo….insomma una specie…stiamo insieme…. Ci confidiamo tutto…ma lui è scettico…riguardo questo genere di cose! E’ proprio vero…gli opposti si attraggono ! >

Mulder annuì, in modo esagerato.

< Come no ! >

***

Presso il fiume Brazos, 7 miglia ad Ovest di
Fort Worth, Ore 08.55 Am, stesso giorno

Il camper si fermò, dopo un lungo percorso su di una strada secondaria che li immerse direttamente in un rigoglio di cactus del deserto e di vegetazione sempre verde.

< Possiamo iniziare la nostra camminata…>, disse Monica.

Mulder balzò giù dal camper, provando sollievo per l’aria appena velata d’umidità.

< Mi dica la zona….andrò da solo…>

La donna lo fissò con aria truce.

< Non mi sono fatta due ore di macchina per accompagnarla e basta! Andiamo…lei ha bisogno di me: non conosce questo deserto e della gola del fiume come me…..ed oltretutto gli strumenti costano un occhio…. Perciò si calzi il suo bello zaino e si dia una mossa ! >

Mulder s’infilò lo zaino, guardando con rimpianto la propria giacca rimasta nell’abitacolo e mormorò:

< Scully ! Che ci fai qui ? Ti credevo da qualche parte, in mezzo a questo deserto…>

Iniziarono ad allontanarsi dal viottolo.
Mulder controllò la scorta d’acqua, domandando:

< E’ un percorso che fa spesso ? >

< Tutte le volte che avvistiamo fenomeni UFO nella zona ! >

< Ve ne sono molti ? >

Monica scese, con agilità, da un’asperità scolpita nella rossa roccia del deserto.
Mulder fece altrettanto, senza apparente difficoltà.

< Siamo secondi solo all’area 51 e alla zona di Blue Ridge… In un mese, abbiamo contato sino a diciotto apparizioni…. Perché crede che i militari tengano nascosto tutto questo ? >

Mulder osservava meravigliato, il paesaggio di roccia grezza, che delimitava l’inizio del deserto.
I cactus Saguaro, alti più di due metri, con alla sommità rossi fiori spinosi.
Pruni e salvia, tanta da formare una vera e propria prateria, alla sua destra a perdita d’occhio.
E poi grosse rocce dalle forme più strane, scolpite dall’erosione della sabbia e del vento desertico.

< Se avessi modo di rispondere alla sua domanda, il mio lavoro negli Xfiles sarebbe concluso ! >.

Lei annuì.
Le riusciva difficile rimanere professionale, accanto a Fox Mulder.
N’aveva letto per migliaia di pagine internet, quasi come si legge di un eroe classico, provandone ammirazione e stima. Ora l’aveva accanto ed era difficile credere che fosse tutto vero.
Lottò, per non dire altre banalità, limitandosi ad osservare:

< La zona che c’interessa è di là dal fiume…occorre attraversarlo…Non è una buona stagione, poiché durante l’estate è quasi in secca, mentre adesso se non se ne conosce il guado, diventa pericoloso….Poi c’inoltreremo alla cima della gola…>

Mulder bevette con avidità, nonostante il sole fosse offuscato da placide nubi spesse come batuffoli di garza.

< Ha detto…che "Monkey" abita qui ? >

Lei si scostò la treccia, asciugandosi il sudore dalla fronte.

< C’è un paese fra quelle montagne ! E’ una frazione di Fort Worth….solo quelli del Texas avrebbe potuto fabbricare nascere delle case quaggiù…Comunque sembra il fulcro di quel che sta accadendo…io stessa, un paio di giorni or sono, sono dovuta scappare, per evitare che mi prendessero. E’ una cosa grossa ! >

Un improvviso rombo, sventrò il cielo.
All’orizzonte, cinque elicotteri, che stavano pattugliando la zona con un basso volo radente.
La sabbia si sollevava, con furia.

< Nascondiamoci, presto ! >, urlò Mulder.

Afferrò la donna e si gettarono a terra, accanto ad un alto cespuglio di pruni, che si conficcarono spinosi nella loro pelle.
Un sasso gli tagliò dolorosamente il braccio, mentre un altro, torturò dolorosamente il ginocchio di Monica.
Gli elicotteri si muovevano in cerchi ampi, ondeggiando.
Ora sembrava evidente che avessero individuato il motivo della loro ricerca.
E, sbucando dalla linea dell’orizzonte delimitata da una collina, apparve una giovane donna.
Fisico magro, vestiti laceri.

< Dio…ma che intendono farle ? >

Mulder evitò ogni risposta, abbassandola ancor più nell’erba.
Gli elicotteri le volarono quasi addosso, facendola cadere ai piedi della collinetta di sabbia e sassi, fin quando la sua caduta terminò contro una grossa roccia grigia.
Prima che Mulder e Monica potessero rendersene conto, una raffica di proiettili partì dalla grossa mitragliatrice montata sul lato destro dell’elicottero militare, tagliandola in due.

< No ! Dio…>, urlò Monica.

< Zitta ! Se ci scoprissero…..faremmo la sua stessa fine ! >, ammonì Mulder.

Uno dei veivoli si posò.
Tre soldati balzarono a terra. Quello che stava al centro, indossava una grossa bombola sferica, dalla quale si dipanava un lungo tubo metallico, collegato ad un lungo fucile dal manico in acciaio.
I due soldati si allontanarono un poco, sempre con gli M-16 spianati, pronti a far fuoco.
Il lanciafiamme vomitò una tremenda lingua di fuoco.

< Signore Onnipotente….>, mormorò Mulder.

I soldati osservarono il corpo carbonizzarsi, poi ritornarono verso l’elicottero.
Il tutto non durò che una decina di minuti.
Ora il rombo dei veivoli riprese assordante, poi svanirono dietro la collinetta, lesti com’erano apparsi.
Fox si mise seduto, ansimante, Monica gattoni, con il petto che pompava aria come un mantice.

<…si ! Proprio qualcosa di grosso ! >, mormorò l’agente dell’FBI.