CAPITOLO QUATTORDICI

 

San Pietroburgo, Russia,
Ore 08.09 Pm, Mercoledì 19 Dicembre
La neve, spessa e vorticosa come solo la neve russa sa essere, ricopriva gli anonimi tetti della sede del palazzo del KGB.
Il colonnello Sebenko sorrise, picchiettando la stilografica d’oro sulla cartelletta sistemata davanti.
L’uomo dalle mani curate, aspirò la Morley, con nervosismo.
Il colonnello formulò la domanda, sorridendo in modo inquietante.

< Dunque….lei si dice assolutamente sorpreso dell’epidemia che negli ultimi giorni, sta interessando alcune zone della Russia ! Ne sembra al corrente che una certa… Dana Scully…risulti guarita dall’infezione aliena ! >

L’uomo dalle mani curate gettò uno sguardo agli agenti della sicurezza che stavano acanto a lui.
Era chiaro, nonostante non tradissero alcuna emozione, quali intenzioni li animavano.

< Non so che dire….Non ho la minima idea di come siano riusciti a produrre il vaccino…>

Sebenko tracciò una riga su di un foglio di carta.

< Vedrò di darle qualche lume….Sembra evidente, che il suo ex alleato…Alex Krycek, prima di fuggire negli Stati Uniti, ci abbia fatto dono del contagio finale…. Ora, segua il mio ragionamento…sarò sospettoso, ma credo che lei sia in combutta con lui, proprio per sperimentare l’epidemia in un luogo lontano dal suolo americano ! >

Lui si alzò, scuotendo il capo.

< Affatto ! Dopo il loro tradimento, sono fedele alla vostra causa ! Ammetto…d’aver sbagliato nei confronti di Krycek, ma è anche vero che qualcuno qui lo ha aiutato a fuggire in America ! Lo scopra e saprà chi è la spia…>

< Non mi dispensi alcun ordine, prego ! >, mormorò sibillino.

Si alzò, passeggiando con lentezza.

< Mi spiace…ma la ritengo poco credibile ! >

L’uomo dalle mani curate, spense la sigaretta con rabbia.

< Mi crede tanto pazzo da scatenare l’invasione senza alcun vaccino? Non ci tengo a diventare….cibo per i nuovi nati!>

Il colonnello mosse appena due dita.

< Strano che lei si preoccupi di un lontano futuro ! Da mio punto di vista, ha maggiori problemi di tipo personale, cui pensare ! E’ in arresto ! >

L’uomo dalle mani curate non disse ne fece nulla.
Comprese, mentre i due ufficiali del KGB gli si stringevano accanto, che il suo tempo era finito.
Disse solo, prima di venir condotto fuori e da lì verso il nulla in cui le prigioni russe sapevano far sparire chiunque:

< Lei è in errore ! Sta condannando il genere umano, con questa mossa!>

La porta si chiuse ed il colonnello Sebenko rimase solo, smettendo si passeggiare.
Sorseggiò una buona vodka, notando una volta in più, quanto fossero grezzi gli americani nella scelta del loro Whisky.
Poi compose un prefisso internazionale ed attese.

< Ci sei ? Informa chi di dovere….tutto è sistemato…aspettiamo solo il vaccino, adesso! I patti erano questi…la vita di quell’uomo per la salvezza dei nostri concittadini! >

La voce sibillina di Krycek, esitò un istante, prima di rispondere:

< Perfetto ! Lui sarà soddisfatto ! Il vaccino vi arriverà al più presto! Dasvidania! >

Riappese, massaggiandosi il braccio artificiale.

***

Presso Fort Worth, Stato del Texas, Ore 08.19 Pm
Martedì 18 Dicembre
La potente luce alogena del veivolo sul quale, suo malgrado, Scully era costretta a rimanere, strappava la fitta oscurità verso Fort Worth.
Il vento teso, spirava in direzione opposta a quella dell’elicottero.

< Coraggio….>

La voce netta e sicura dell’informatore di Mulder, ebbe il potere di inquietarla ancor di più.
Si sentiva debole e stanca.
Da quando era stata dimessa, non aveva fatto altro che scorrazzare su quell’elicottero e stava bruciando dalla sete.
Fissò con nausea incombente, i riflessi violacei del fiume sotto di loro.
D’un tratto l’Apaches fu scosso da un brusco scossone.
Perse quota, provocando al mal d’aria di Scully, una sensazione simile alla morte.
Avvertì lo stomaco in gola.

< Che succede ? >, domandò con un fil di voce.

Il pilota si voltò, muovendo il casco grigio come la testa abnorme di un insetto.

< Le api….sono migliaia…ci volano addosso ! Non riesco a controbilanciare la stabilità della coda ! Tenetevi forte ! >

Strinse la cloche con forza, vincendo la paura.
Benché invisibili nell’oscurità, il muro delle api era densissimo.
Scully si afferrò alla maniglia di sicurezza, sentendo colpi continui allo scafo, come una moltitudine di sassi scagliati senza posa.

< Precipiteremo ! Dobbiamo atterrare subito ! >, ammonì.

Nessuno scosse la testa.

< Se atterriamo qui, rischiamo di farci scoprire ! Staranno pattugliando la zona e…>

Dana chiuse appena gli occhi, vinta dalla paura.

< E’ impazzito ! Non abbiamo scampo se…>

L’elicottero parve urlare qualcosa, inclinandosi sul lato destro.

< Una delle prese d’aria del motore è totalmente ostruita….stiamo precipitando… Reggetevi !! >

Scully gridò, guardando i riflessi del fiume e la massa oscura della gola, sempre più vicina.
Tutto l’Apaches vibrava.
Nessuno si allacciò la cintura di sicurezza, gridando:

< Punti verso il fiume ! >

Scully ebbe modo di vedere le fronde degli alberi, appena avanti al portellone, che sembravano avvicinarsi a passo di carica.
Poi un urto tremendo, che l’avrebbe spiaccicata alla parete, se non si fosse retta all’imbracatura di sicurezza.

< Dio…moriremo tutti !! >, gridò.

Sentì una voce, forse quella del pilota che gridava:

< Abbiamo urtato le pale posteriori….cadiamo senza alcun controllo….>

Un boato ancor più terribile, e tutto il veivolo fu invaso dal fumo e da una lingua di fuoco giallognola.
Scully vomitò, copiosamente.
Notò solo allora che la gamba destra di Nessuno era attraversata da uno squarcio netto.
Il portellone sinistro era sventrato.
L’elicottero rimbalzò contro alcune piante, rigirandosi a testa in giù, mentre andava fracassandosi come una lattina di coca cola.
Uno spuntone di legno, probabilmente un grosso ramo, penetrò nello squarcio come un proiettile.
Sfiorò la fronte di Dana e lei si ritrasse mentre i capelli rossi la scivolarono davanti agli occhi.
Osservò, scossa dal terrore, il ramo che aveva trapassato il sedile ed il corpo del pilota, uccidendolo all’istante.
Un tonfo sordo frenò violentemente la caduta dell’elicottero.
L’acqua vi penetrò all’interno, con un getto tremendo, senza controllo.
Scully svenne, sia per via dell’urto precedente, Sia per il movimento istintivo che le fece urtare con violenza la testa contro una delle pareti.
L’ultima cosa che vide, fu il violaceo riflesso dell’acqua che penetrava a fiotti.

<…Mu…l..der…>, mormorò.