CAPITOLO DICIOTTO

 

Presso il fiume Brazos, Texas, Ore 10.55 Am
Giovedì 20 Dicembre
Mulder le porse da bere, mentre la sua mano tremava ancora.
I militari ed i loro elicotteri, erano svaniti rapidamente, in direzione Nord del fiume e l’agente FBI e la ragazza del centro NUFOM, erano rimasti soli.

< Coraggio….cerchi di riprendere lucidità…è la prima volta che vede uccidere qualcuno ? >

Monica lo guardò, imbarazzata.
Mulder era un’agente federale….chissà quanti morti aveva veduto….
Il vento caldo del deserto spazzò la vallata, diffondendo il macabro odore di bruciato ed il fumo denso ed acre del corpo per miglia.
Erano rimasti nascosti per ore.
Fox ripensò, scosso, a quel che rimaneva di una donna…un macchia scura, quasi calcificata a terra.

< Avranno fatto del male anche a Monkey? Insomma….>

Mulder rispose con lentezza, camminando lungo il sentiero di sassi e terra ghiaiosa.

< Speriamo di no ! Credo che anche Scully possa essere in un grande pericolo…E’ davvero impossibile comunicare ? >

Lei scosse la testa, mostrando il cellulare.
Risultava senza campo.

< Ho provato con tre diversi tipi di cellulari, da ieri….E’ come se ci avessero cancellato dagli Stati Uniti…>

Il sentiero divenne irto e a strapiombo.
Mulder ebbe modo di udire, velata dalle fronde delle acacie spinose, la voce tumultuosa della corrente del fiume.

< Siamo vicini al guado, vero ? >

Lei annuì.
L’immagine di quella povera donna, rimaneva nella mente di Monica, come un fotogramma fisso.
Mulder le posò la mano sulla spalla.

< Occorre non pensarci….bisogna fare così o si finisce con l’impazzire…. Dobbiamo arrivare alla zona che mi diceva, reperire informazioni….>

La discesa che li attendeva, lo preoccupò non poco.
Guardando il lato sinistro della gola che stavano attraversando, notò una macchia…un ferita aperta nel cuore della montagna…acacie e pruni spezzati.
Rottami e pezzi di metallo ovunque…

< E’ caduto un aereo…forse un elicottero…>

< Ben gli sta a quei bastardi…>, aggiunse lei.

Mulder sgattaiolò sotto un arco naturale di rovi e pruni, facendosi scudo con il braccio.
Monica lo avanzava di un passo o due.
Scivolò su di una roccia che emergeva traditrice da un palmo di fango molle e Fox fu lesto ad afferrarla per lo zaino, impedendole una brutta caduta.

< Attenta ! >

Lei si girò, sfiorandole il viso con i capelli rasta.
Si fissarono per pochi istanti e Monica fece scorrere l’indice magro sulla tempia di Fox, sfiorando una debole macchia rossastra.

< …sembra…una scottatura…>

Parlava in modo ansimante, scossa per lo scivolone e per la difficoltà della discesa, mentre il sudore le rigava le gote.
La sua bocca…avrebbe potuto baciarla, forse le sue labbra stavano dicendo questo senza dire nulla, come aveva fatto tante volte Scully.

< Andiamo….non intendo farmi problemi con il suo ragazzo…..Ne ho anche troppi di nemici…>

Non parlarono più.
Il fiume lucente e ristoratore, apparve loro dopo una decina di minuti.
Lei tese in avanti il braccio, indicando:

< E’ dopo quel grosso cactus…..lì l’acqua è poco profonda…>

Mulder era già accanto alla riva, quando vide un corpo, galleggiante sull’acqua come un gommone semisgonfio.

< Che fa ? Non è quello il luogo per…>

Le parole di Monica scivolavano via…
Nessuno…era il suo cadavere….Gonfio come un barilotto…oscenamente ballonzolante.

< Scully….Gesù…Scully…>, mormorò.

La ferita, alla gamba, evidente dopo che Fox si gettò nell’acqua girando il corpo supino, era profonda. Troppo profonda.

< Lo conosceva ? >, chiese lei, stando a distanza, quasi che quel cadavere si alzasse d’improvviso, come in uno scherzo di pessimo gusto.

< …era…era…dev’essere stato a bordo di quel veivolo….quello che ha urtato la montagna.. era un…mio amico….>

Si bloccò, attratto da un luccichio che il sole rendeva irreale, in quel punto.

< Oddio…>, smozzicò.

Monica fece per girarlo.

< Venga via…possono scoprirci…>

Ma il cuore di Mulder…era come fosse fermo.
Se il cadavere di nessuno era lì….era probabile che…e quel luccichio….
Cadde in ginocchio, non appena arrivò a sfiorare la grossa pietra che emergeva piatta sul lato sinistro.
Fra le dita, la catenina d’oro di Dana.
Monica lo spinse a fatica appena indietro.

< …ragioni….non c’è alcun corpo, qui, a parte quello del suo amico….forse è viva ! >

< …E’ passata una notte…magari è stata trascinata a valle dalla corrente, forse era ferita e…qualche animale selvatico….>

< No ! Se la sua catenina era su quella roccia, può voler dire che si è messa in salvo… dobbiamo crederci…Deve crederci, Mulder ! >

Lui s’infilò la catenina nella tasca, come fosse un automa.
Si avvicinò a Nessuno…la verità…era sempre più lontana.
L’ombra di un grosso oggetto, apparve sul lato opposto della gola.

< Si muova !! Cristo, sono loro !!! >, urlò Monica.

Lui non si mosse.

< No ! Devo….devo cercarla…..se fosse ferita….>

La luce dell’elicottero li investì in pieno ed allora Fox reagì mosso dall’istinto.
Si tuffò in acqua dopo qualche goffo passo di rincorsa, immediatamente seguito da lei.
L’elicottero inerì la rotta, con una curva improvvisa, puntandoli.
Monica vide la sagoma di Fox che nuotava lentamente.
Lo seguì.
Le bracciate sembravano non avere mai fine.
Alla fine emersero all’unisono, davanti ad un grosso cespuglio di piante selvatiche, mentre l’elicottero virava in tutte le direzioni, confuso.
Monica si abbracciò a lui, che pianse abbandonandosi alla sua spalla.

< Coraggio…..non…non può essere andata così…>, disse lei, quasi senza rendersene conto.

L’elicottero volteggiò per diversi minuti, alla fine mollò la presa.

< Scully…>, ripeteva Mulder.

Monica si tirò a riva, sentendosi bagnata come un pulcino e gelata sino al midollo.

< ….la fattoria è vicina….a Sud Ovest…>

Lui fissava quella roccia, come si attendesse che Dana n’emergesse.

<…perché…>, chiese con un filo di voce.

< E’ da lì che è iniziato tutto….>, disse lei, tentando di strizzarsi la maglietta.

***

Complesso coloniale a Sud Ovest del fiume,
Ore 12.01 Am, stesso giorno
Mulder e la compagna, arrivarono su di una boscosa collinetta che normalmente, in estate, dopo la mezzanotte, era un dolce punto di ritrovo per le auto dei ragazzi di Fort Worth e dintorni.
Ufficialmente serviva per vedere la Luna e la volta stellata, in realtà per amarsi, lontani dagli occhi indiscreti dei genitori.
Ora, però, lo scenario era completamente differente.
Decine d’autobotti e carri per la raccolta del bestiame, erano posteggiati nell’immenso spiazzo dell’area colonica.
Mulder era appoggiato allo zaino, quasi fosse questo a sostenerlo.

< Che crede stiano facendo ? >

Uomini dell’esercito, con tute di color bianco, in febbrile movimento.
I tetti delle case coloniche visibili, erano come fossero sfondati.
C’era da scommetterci che fossero tutte in quelle condizioni.
Fox non rispose alla domanda.
Stava lì, con la pistola a portata di mano.
Senza Dana….senza la sua stella del mattino, il viaggio era segnato….
Poi guardò Monica, che tremava per il freddo, con la camicetta fradicia che la rendeva sexy ed indifesa, con i jeans strappati e tracce di fango e foglie dappertutto…
Non si sarebbe arreso….almeno per lei.
Prese il binocolo che stava nella tasca destra dello zaino, accovacciandosi.
Guardò quanto era in grado di vedere, senza apparenti sorprese.

< Vorrei poterle dare una risposta! Sembra che stiano caricando del latte e della carne….anche animali vivi…. Non riesco a capire…>

Altri due camion, arrivarono rombando nello spiazzo, senza insegne.
Aprirono il cassone e lasciarono il motore acceso.

< O Santo cielo…>, mormorò Mulder.

Corpi umani, ridotti a masse amorfe e dagli arti molli come pupazzi di stoffa, furono caricati nel cassone, gettati gli uni sopra gli altri, alla stregua di sacchi di patate.
Erano decine…di certo i fattori e gli occupanti del complesso colonico…

< Che succede ? >, chiese lei.

Fox si voltò…impossibile dirle la verità..
Monica balzò d’improvviso da un lato, soffiandosi su di un braccio e squittendo:

< Ohi !! >

< Che c’è ? >

< Mi ha morso un’ape…>

Mulder deglutì, lasciando cadere il binocolo.
Le afferrò il braccio, notando un grosso bozzo violaceo, all’interno.
Prese il coltello tascabile, aprendolo con i denti, mentre la ragazza sgranava gli occhi, fra il sorpreso e lo spaventato.

< Farà male…>, ammonì Fox.

< E’ impazzito ? Non mi ha mica morso un crotalo ! Vuole squarciarmi il braccio ? >

La trattenne, senza esitare.

< Ascolta….quell’epidemia….è stata diffusa da api infette….se sei stata morsa, occorre subito fare qualcosa…non so se…>

Lei balzò in piedi, e subito Mulder l’afferrò per le gambe, facendola cadere a terra.
Scalciava, terrorizzata.

< No…aiuto…>, squittì.

< Stai calma….devi fidarti di me…..se gridi ci scopriranno….no? L’hai detto tu…>

Monica pianse.

< Oddio…morirò….mi salvi, Mulder, la prego…>

Lui le incise il rigonfiamento, senza tremare.
Ma in realtà era pieno di paura.
Non aveva idea di ciò che stava facendo….Scully sarebbe stata di maggior aiuto…
Premette appena, ed un denso liquido giallastro, uscì, misto a sangue.
Monica respira come fosse un mantice.
Nel frattempo, ignorati dai due, i camion militari si misero in moto, uscendo a fila indiana dal complesso colonico.
Mulder prese delle bande, zuppe ma pulite e un composto all’ammoniaca.
Pregò di fare la cosa giusta.
Monica tremava come una foglia, avvertendo brividi terrificanti sulla schiena.

< …ho la febbre….ho la febbre…>, mormorò.

Lui le fece stendere, posandole lo zaino sotto il capo e guardò di nuovo in direzione del gruppo di case coloniche.

< Vado a vedere che succede laggiù…prima che tornino…>

Lo serrò in un abbraccio forte, doloroso quasi.

< Nononono….non mi lasciare….>

Le diede un bacio sulla guancia.

< Mi hai aiutato, prima….quando ero sul punto di crollare….non intendo abbandonarti! Ma forse lì c’è qualcosa che può aiutarci….che può aiutare questa gente….>

Le passò la mano fra i capelli.

< Non ti abbandonerò, tranquilla…>

Sorrise, salutandola con la mano, e lei rispose debolmente.
Mulder si addentrò così fra i pruni, con mille domande nella testa.
Perché stavano portando via del latte e degli animali ?
Tutto così confuso…
Forse Dana aveva delle…
Scosse la testa…..non aveva tempo di pensare a lei.
Per quanto lo desiderasse, con tutto il cuore…
Arrivò sino al primo silos…udendolo bene.
Il ronzio era assordante.
Non aveva modo di vederle, ma le api erano lì…
Guardò, sconsolato la pistola, presa dal cadavere di Nessuno, al fiume….
Inutile.
L’area era assolutamente deserta.
I solchi dei pneumatici degli autocarri, erano dappertutto.
Camminò lentamente, verso il grosso silo, aperto da un lato.
I pruni frustavano le sue braccia e le sue gambe, ma non lo rallentarono.
Il ronzio…era impossibile…
Fece capolino dall’entrata del silo, guardando in alto.
Trattenne a fatica un’imprecazione di sorpresa.
Ogni centimetro della soffittatura del magazzino, era coperta dalle api.
Né mucche, n’altri animali…
Tutto morto o portato via.
Vide, abbandonato in un angolo, un contenitore cilindrico per il latte, di metallo.
Entrò camminando carponi, mentre le travi di legno del silo, gemevano.
Non potevano reggere all’infinito quel peso….presto sarebbero cedute.
Il contenitore era quasi vuoto…sul fondo, in due dita di latte, decine d’api morte.

< Che ci faccio con questa roba ? >, si domandò.

Gli architravi gemettero di nuovo.
Ora le api ronzavano impazzite.
Si tolse dalla tasca una fialetta trasparente, rovesciandovi poche gocce di latte, rovesciando il bidone.
La prima massa d’api si staccò dal soffitto del silo, dirigendosi verso l’uscita, con un ronzio cacofonico.
Resistette all’impulso di fuggire di corsa, limitandosi ad allontanarsi lentamente.
Ora il silo era scosso come da un terremoto.
Mulder si buttò da un lato, mentre una moltitudine d’api, fiumava verso il cielo.
Il serpente alato degli insetti, sembrò dirigersi verso la città, a Nord est.
E poi udì….un silenzio secco, irreale.
Quasi qualcuno avesse staccato l’audio da un film, tutto piombò nel silenzio.
Alzò appena la testa, vedendolo.
L’UFO era immenso….immobile nel cielo….
La sua ombra oscurava tutto il complesso colonico, fin alla collina.
Poi svanì, in un lampo di luce bianca, accecante.
Mulder si alzò, ricoperto da polvere cenerina.
Tastò la tasca….il contenitore era presente.
Prese a correre verso la collina, trovando Monica che stava a malapena in piedi, con il dito rivolto verso il cielo.

< L’hai visto ? L’ahi visto ? >, ripetè.

Lui annuì.

< Filiamocela…>

Monica gli cadde in braccio, appoggiando la testa sul suo petto.

< Dobbiamo…nasconderci…..C’è una vecchia centrale elettrica, ai piedi del fiume….è in disuso da anni….è il posto migliore per nascondersi…Monkey e gli altri, saranno andati laggiù…>

Le parole uscivano sibilanti, compresse nella laringe che diveniva sempre più secca.
Mulder annuì, stringendola a se.