- Periferia a Sud Ovest di Fort Worth,
- Stato del Texas, Ore 02.55 Pm,
- Giovedì 20 Dicembre
- Il calore opprimente di mezzogiorno era sparito, lasciando spazio a
nuvole oscure, cariche di pioggia.
- Una sferzata di vento saturo dumidità, raggiunse Mulder
proprio mentre questi si stava dirigendo verso una strada secondaria.
- Monica stava aggrappata a lui, con le unghie che gli ferivano il
collo e le spalle.
- Fox la reggeva senza apparente fatica, nonostante il lungo tragitto
sulla riva del fiume.
- Il suo cuore batteva forte solo per via dellUFO, veduto sopra
quel complesso di case coloniche.
- Tutto era immerso nella stessa, allucinante atmosfera di Bodega
City.
- Nessun suono, se non il placido riverbero del fiume
né un
canto duccello, né il suono dun insetto.
- Era come se latmosfera si fosse congelata, di colpo.
<
ci siamo
>, disse lei, con un filo di voce.
- Man mano che passavano le ore, diveniva sempre più debole.
- Il contagio sembrava meno virulento di quello che Fox aveva veduto
a Tunguska ed in Alaska, ma differente.
- Ora la struttura della centrale elettrica, gli apparve visibile.
- I tralicci erano giganti immobili, appiattiti contro il sublime
cielo del Texas, con i fili che correvano nel nulla, tesi come fruste.
- Due gigantesche colonne di granito chiaro sui lati di un grande
edificio scrostato del vento erosivo del deserto, con intorno decine di casupole ad uno o
due piani, antiche sedi duffici.
- La centrale termoelettrica era stata abbandonata sul finire degli
anni ottanta, quando la sezione senatoriale sullambiente, laveva definita
nociva alla salute, per via delle emissioni di anidride carbonica, e quindi le vecchie
ciminiere avevano terminato di sputare fumo denso e catarroso.
- La rete di recinzione, era bucherellata come una groviera, ed i
cartelli di pericolo, schiodati e traballanti sotto le raffiche del vento.
- Un grosso camion, di color verde, stava parcheggiato lì da
ventanni
- Accanto, dalle tracce lasciate dai pneumatici sulla sabbia, il
furgone scuro era appena arrivato.
- Mulder controllò la pistola
a posto
- Appoggiò Monica a terra, prendendo fiato.
<
scusa
>, sussurrò lei.
- Lui scosse la testa.
- Penetrarono allinterno della centrale, cupa e silenziosa.
- Sembrava vecchia di secoli.
- Mulder fece per avvicinarsi al camion, quando un suono ritmico e
pulsante, ruppe quel silenzio assoluto.
- Era
< Gli elicotteri
.arrivano
>, gridò Mulder.
Monica si aggrappò a lui, con le poche once denergia
rimaste.
<
nei sotterranei
.da quella parte
>
- La trascinò con se, non curandosi del dolore che le provocava,
mentre le sagome dei veivoli militari, si disegnavano sempre più nitide e minacciose.
- Sul lato destro, in fondo allorizzonte, sopra quella che un
tempo era Fort Worth, sostava una densa nube oscura, dalla forma elittica
api !
- Entrarono in unangusta stanza e lei cadde, trascinandolo con
se.
- Mulder si rialzò, afferrandola per la vita e reggendola fra le
braccia, guardando la rampa di scale metalliche che li avrebbero portati nei corridoi
sotterranei.
- Era buio lì sotto.
- Il corridoio, dopo una svolta a sinistra, divenne largo, con tubi
carichi di cavi elettrici che correvano sul soffitto, come in uno stretto sommergibile.
- Percorse pochi passi, abituando a fatica gli occhi al buio, quando
udì un suono gutturale, non umano, provenire da uno dei tanti corridoi laterali.
- Si bloccò.
- Posò delicatamente Monica a terra, estraendo la calibro nove.
- Tremò, sapendo bene di che si trattava.
- Sopra di lui, suoni di passi, tanti, che rimbombavano
dallentrate dei vari condotti.
- I soldati erano arrivati, in massa, chi con gli elicotteri, chi con
grossi camion dalle gomme piene.
- Lo spiazzo della centrale, deserto sino a pochi istanti prima, era
ora affollato come una fermata di metropolitana allora di punta.
- Mulder comprese che era finita
- Non avrebbe mai potuto fermare la creatura che stava avanzando
verso di loro, con passo lento ma deciso, felino.
- Ne vide gli occhi, i riflessi bluastri per lo meno, immersi in un
viso terrificante, da insetto oscenamente gigantesco.
- Sulla schiena, una sorta di corazza
simile allalveolo di
certi coleotteri.
- La muscolatura si disegnò nitida sotto quella pelle spessa e
verde.
- Lalieno spiccò un balzo grottesco, come una molla tesa,
fiondandosi sopra Mulder e Monica, superandoli come un ostacolo fastidioso.
- Atterrò alle loro spalle, poggiandosi su tutte e quattro le zampe,
agitando la massiccia coda corazzata.
- Nonostante Fox avesse appena modo di distinguerlo
era al di
là dogni immaginazione.
- Allinizio del corridoio, due militari, con i lanciafiamme
spianati avanti a se.
- Mulder sollevò Monica, evitando di chiedersi il perché della loro
salvezza
.non aveva tempo di rispondere alle domande che la sua mente stava
formulando
.doveva fuggire
. scappare e basta !
- Svoltò per uno dei corridoi, il più stretto, udendo alle sue
spalle, un rumore di lotta e dossa spezzate, di vampate di fuoco spinto a pressione,
che illuminava i corridoi come le lingue di fuoco dellinferno.
- Sorreggere la donna, adesso, diventava sempre più difficile.
- Sentiva il crepitio degli spari, il cupo echeggiare delle
esplosioni
- Alle sue spalle, nulla
- Forzò una porta di metallo, che li divideva da un secondo
corridoio dalle pareti umide e polverose.
- Ora, nel silenzio ovattato e sinistro di quel nuovo cunicolo, ebbe
modo di sentire altre voci.
- Parlottare confuso, sommesso, come di chi non intendesse farsi
sentire.
- Cera una stanza
un secondo corridoio, dietro la loro
parete
- Lumidità penetrava formando chiazze malsane, scure, e cadeva
senza sosta, sotto forma di gocce dense e quasi solide.
- Scully stava seduta contro una colonna scura, fissando il vuoto.
- Da quando Monkey laveva chiusa in quello scantinato, un tempo
una sala di controllo per alcune apparecchiature ed ormai del tutto sgombra da strumenti,
era senza più energie.
- Nascosta come un topo sotto terra, senza nessuno che le desse
ascolto, senza alcuna possibilità di trovare Mulder.
- Cavi spezzati e condotti in plastica, dappertutto
- Una sola porta, sbarrata da assi di legno e lastroni
dEternit, recuperati un po dappertutto.
< Almeno lamianto è servito a qualcosa
>, pensò
Scully.
- Il ronzio, il sordo rimbombare di passi affrettati e non umani, era
stato allucinante, per tutta la notte
- Non avevano chiuso occhio
Poi era scemato con la mattina, quasi che lentità mostruosa che possedeva quella
centrale, Fort Worth e forse lintero mondo, si fosse assopita.
- Ma adesso
.adesso tutto tremava e rombava a passo di carica.
- Se non si era uccisa, se non era del tutto impazzita, in quella
notte tremenda e senza possibile descrizione, con ansimi e respiri rochi, con gemiti
osceni e terrificanti era per la tenue speranza che lui fosse ancora vivo, che la
trovasse
.
Dio non so come, ma fa che mi trovi
< Una pesca ? >, le domandò Monkey.
- Dana scosse la testa.
- Da quando erano giunti in quel buco, nessuno aveva avuto il
coraggio di dire nulla di gentile, dumano
- Non dopo quella notte.
- Fu lei, come sempre, a prendere liniziativa.
- Si alzò, pulendosi i jeans sporchi di sabbia e polvere, tossendo
un poco.
< Per quanto tempo, rimarremo qui
sepolti vivi ? >,
chiese con durezza.
- Una ragazza, dello stesso gruppo di Monica e completava il
quartetto, la fissò.
- In quello sguardo Dana colse il crollo dogni resistenza
mentale, la pazzia galoppante di chi si debba confrontare con mostri osceni, usciti da una
mente malvagia, che si aggirano liberi nel corridoio fuori dalla nostra porta, pronti a
dilaniarci.
< Te ne puoi andare subito, per quel che mi frega ! Io non mi
muovo
>
- Udirono, improvvisi, dei passi.
- Li accompagnava un picchiettio insistito alla parete esterna.
- Diversi da tutti i suoni che avevano udito in quella notte
tremenda.
< Chi sarà ? >, chiese Monkey.
< Sembra
che qualcuno
.intenda
.trovare la
nostra stanza
sentite ? Picchia sui muri
>
< Credo sia
.forse è qualcuno degli abitanti
.magari
ha bisogno daiuto
.dobbiamo.. >
Monkey scosse la testa.
< Se fossero i soldati
o loro ? Non possiamo
fidarci
>
< Non credo busserebbero gentilmente
.>, osservò lei,
ma ogni sua certezza veniva meno.
- Si mise come gli altri, ai lati della porta, tremante, pronta a
fare chissà cosa o nulla del tutto.
- Mulder giunse alla fine delle sue ricerche.
- La porta stava davanti a lui. Si appiattì alla parete, con la
pistola pronta a far fuoco.
< Hey
cè qualcuno lì dentro ? Sono un agente
federale
>
- Scully deglutì, irrigidendosi.
- La voce di Mulder
.Era la voce di Fox
.
< Mulder
>, mormorò.
Scattò verso la porta, stirandosi i tendini delle braccia, per
schiodare quelle assi
assi che bloccavano la sua corsa verso Mulder, che le
impedivano di rivederlo
di sapere se era impazzita del tutto o se era vero
< Muldeer
>, urlò.
- Fox abbassò la pistola, quando la porta si aprì, cigolando.
- Scully apparve appena visibile, vestita come una ragazzina,
spettinata e sporca, indifesa come un gattino sotto la pioggia, eppure bellissima.
< Dana ! >
- Lo abbracciò, dopo essersi avvicinata a lui lentamente, per timore
che lemozione la stordisse, che fosse solo un sogno o un incubo.
- Ma era vero ! Non era pazza !
- Si strinse tanto a Fox che lui temette di farle del male.
< Stella del mattino
.credevo
credevo
.>
- Faticò a trovare le parole, commosso ed incredulo.
- La baciò, con rabbia quasi.
- La polvere che sporcava le loro labbra, non diede che un fastidio
piccolo, avvertibile appena.
<
sei vivo
.Dio..grazie ! >, sussurrò con un fil
di voce, lei.
Mulder le accarezzò i capelli, morbidi, trovandoli
bellissimi
i più bei capelli che aveva mai accarezzato.
< Che ti hanno fatto ? Piccola, cosa
.giuro che se ti
hanno fatto del male, io
>
Dana chiuse gli occhi, appoggiandosi al suo petto.
<
mi hanno
contagiata
.non potevo
ero
inerme
>, disse piangendo.
La sentiva respirare, baciandole la testa, come ad una bambina.
< Stella del mattino
>, mormorò nuovamente Mulder.
- Le baciò di nuovo la fronte, calda e sudata, cercando nella tasca
interna della giacca.
- Quando ebbe fra le dita la catenina doro, la scostò un poco,
riallacciandola a quel collo morbido, che spesso aveva baciato con dolcezza, svegliandosi
accanto a lei.
< Non so
.non come ho potuto vivere
.senza di
te
>, le sussurrò.