- Palazzo del Pentagono, Arlington,
- Stato della Virginia, Ore 07.08 Pm
- Domenica 16 Dicembre
- Nuovamente lattenzione di Mulder fu attratta dai contenitori
che scorrevano sul binario.
- Nonostante lincredibile visione di poco prima, con
quellUFO immenso sistemato in profondità di quella caverna senza fine, ciò che lo
colpì fu il ritmico muoversi di quei cilindri.
- Ad ogni scatto che quei corpi facevano in avanti, diretti verso
lastronave, sembrava che il cuore gli si bloccasse.
- Erano vivi
.nera certo.
- Dalla loro bocca si staccava un tubo gelatinoso, appena più scuro
del liquido verde che li conteneva, che sembrava pompare ossigeno.
- E ne controllare linterno di quei cilindri, notò un
particolare che prima gli era sfuggito.
- Donne
.la fila che curvava verso linterno di
quellimmenso disco volante, era composta unicamente da donne.
- Ne contò più di una ventina, fin dove locchio poteva
arrivare.
- La tensione e la paura gli fece sbagliare strada per almeno due
volte, ma poi alla fine ritrovò lo stretto ascensore con il quale era sceso sino a lì.
- Affascinante
ma non era ciò che cercava.
- Dati
sapeva che in quellimmenso schedario sistemato al
di sopra, cerano dei dati.
- Non aveva che da trovarli e decifrarli.
- Per lultima, drammatica conferma.
***
- J.Edgar Hoover Building, Sede dellFBI,
- Ore 12.35 Am, Lunedì 17 Dicembre 2001
- Diana Fowley bevve dun sorso la coca-cola.
- Lufficio della sezione Xfiles era lì, con tutti i segreti
aperti e a portata di mano, ma la cosa non le importò più di tanto.
- Odiava quella sezione, i suoi scaffali polverosi ed i silenzi che
sembravano non avere mai fine.
- Era stata quella sezione, gli Xfiles, a separarla da Fox.
- Uscì, cercando Danny Valodella.
- Il suo "contatto" era stato chiaro: occorreva recuperare
quella sequenza di DNA
Del resto stare al capezzale di Jean Grey, era inutile: le sue condizioni erano stabili,
ma senza soluzione.
- Il coma era profondo ed i medici brancolavano nel buio.
- Il piano di Diana era semplice.
- Far sì che Fox fosse il solo artefice della guarigione di Jean
Grey
.
- Questo lavrebbe riabilitato e di fatto avrebbe anche
cancellato Dana Scully.
- Troppo bella, dolce e professionale, per poter competere..
- Ma solo lei, sentiva di amarlo davvero
.
- Solo lei lo amava così
- Vide Danny camminare lentamente, sconsolato, nel crepuscolare
corridoio della sezione Xfiles.
< Novità ? >, si limitò a chiedere, senza nemmeno
salutarlo.
Danny scosse la testa.
< Le analisi vanno a rilento
.il DNA che abbiamo fra le
mani è molto complesso
.>
- Diana lo scrutò, non fidandosi di lui.
- Parlò con decisione:
< Agente
..le rammento che nascondermi delle informazioni
può compromettere la vita del vice-direttore Grey
>
Danny incrociò le braccia, felice di poter parlare senza
superiori presenti.
< Ed io intendo ricordarle che la titolare dellindagine,
lagente Scully, non è presente! E che personalmente, la reputo maggiormente
qualificata di quanto lo sia lei, per poter salvare la vita di Jean Grey ! >
Fowley scosse la testa.
< Vuole la fine di Fox Mulder ? E quanto otterrà, con il
suo ostracismo ! >
Danny scosse la testa, con un sarcastico sorriso.
< Ho capito che per lei conta solo la salvezza dellagente
Mulder ! Nullaltro
>
- Diana sorrise, allontanandosi verso lascensore.
- Scully
.non rappresentava più un problema, adesso.
***
- Centro studi militari di Fort Marlene,
- Stato del Maryland, Ore 08.35 Am,
- Lunedì 17 Dicembre
- Due medici, bardati nella tuta anticontaminazione di livello sei,
osservavano con noncuranza il corpo disteso davanti a loro.
- Le somministrazioni saline e di liquidi attraverso la fleboclisi,
avevano sempre minore effetto.
- Dana Scully stava cadendo inesorabilmente in un coma sempre più
profondo.
- Il sudore della sua pelle, sembrava divenire cristallino, come se
un enorme guscio la stesse avvolgendo.
- Dentro di lei, il feto alieno andava sviluppandosi, dilaniandole i
tessuti.
- I calmanti ed il coma, le impedivano dimpazzire di
dolore
- Ma se la parte cosciente della sua mente era spenta, quella
irrazionale, vagava.
- Tanti pensieri
a Fox, al suo amore
.a Melissa
- A lei, distesa su di un tavolo, con un ragazzo di nove, dieci anni
accanto
.
- Era piccola anchessa.
- Il dottore si avvicinava con una grossa siringa colma di un denso
liquido verde.
< E per il tuo bene, Dana
.è per il tuo bene,
Fox
.>
- Ricordi
.pensieri
- Vi fu un debole picchiettio alla porta.
- Il dottore giapponese si avvicinò allo spioncino.
< Dobbiamo parlarle, signore
>, disse un membro del
servizio di sicurezza.
- Il dottor Ragawa annuì, voltandosi e dando disposizioni affinché
il monitoraggio delle condizioni di Scully proseguisse.
- Non che nutrisse molte speranze
- Ma era pur sempre un soggetto da studiare sino in fondo.
- Almeno così credeva.
- Ragawa rivolse unocchiata disinteressata a due uomini del
servizio di sicurezza ed ad un estraneo.
< Volevate parlarmi ? >
< Non io
.la signora
.arriverà fra breve
sta
completando la decontaminazione
>
- Quasi come risposta allaffermazione delluomo, la porta
di sicurezza si aprì.
- Una donna, che indossava una tuta dal casco scuro, entrò, con
passo deciso.
- Mostrò il tesserino e disse con voce lievemente distorta:
< Voglio immediatamente vedere Dana Scully !| Il suo
trattamento è sospeso ! >
Ragawa scosse la testa, sorpreso.
< Mi dispiace ma non è possibile ! Ho ricevuto precisi
ordini
direttamente dal responsabile in capo delle operazioni ! La paziente Scully
proseguirà il trattamento e se le sue condizioni non avessero a migliorare, sarà
eliminata ! >
- La donna si tolse lentamente il casco di protezione.
- Il medico giapponese barcollò allindietro, non appena la
vide.
< Oddio
>, mormorò.
- Marita Covarrubias lo fissava, apparentemente senza espressione.
- Si passò la mano guantata sulla fronte rugosa, e fra i radi
capelli ormai caduti del tutto.
- Parte del suo bellissimo viso era deformato, quasi simmetrico.
- Grigio, innaturale.
< Siamo in tempo
.mi faccia passare ! >
Ragawa vinse lo stupore, parlando con espressione affascinata:
< Lei
lei è stata
.contaminata
.ma
ma
comè possibile che sia
.viva se
.>
- Poi si rese conto.
- Cercò, con un gesto disperato di arrivare allallarme.
- Uno dei due uomini che avevano scortato Marita sino al laboratorio,
si mosse con fulminea rapidità.
- Lo scaraventò a terra, mentre i membri della sicurezza si armarono
facendo fuoco.
- Lo centrarono al petto, senza arrestarlo.
- Un denso fiotto di sangue verde uscì, sibilando.
- Mentre Marita Covarrubias componeva il codice daccesso, lo
stiletto alieno sibilò nellaria.
- Nel breve lasso di tempo che Marita impiegò nellentrare e
nel sorprendere gli altri medici intenti a controllare gli strumenti, il killer alieno
aveva già ucciso Ragawa e i due addetti alla sicurezza.
< Chi siete ? Cosa volete ? >, domandò terrorizzato uno dei
dottori.
Marita rispose piano.
< State buoni e non vi accadrà nulla ! >
- Si tolse il guanto della mano destra, rivelando le quattro dita
ossute, grigie.
- Preparò un flacone, e ne riempì una siringa.
< No ! Cosa
vuole farle ? >, chiese uno dei medici.
- Lei si chinò su Dana.
- Senza esitare, praticò liniezione sulla spalla destra,
denudandola.
- Fece cenno ai due killer alieni di agire, mentre scollegava le
apparecchiature e la flebo dal
- corpo di Scully.
- I medici furono rinchiusi nella sala di decontaminazione e la
serratura fu bloccata per impedire loro di uscire.
- Socchiuse gli occhi neri, senza pupille, guardandola.
< Spero dessere arrivata in tempo
.>, sussurrò,
con la voce roca, che usciva deformata dal parziale cambiamento delle corde vocali.
Dana ebbe un leggero tremito, accompagnato da un debole rantolio,
muovendo appena il braccio destro.
< Trovate una barella
la portiamo via ! >, ordinò.
Si coprì larto deforme, alieno, chinandosi verso di lei,
non appena la sentì tossire.
< Buon segno, Dana ! >, pensò.