CAPITOLO VENTIQUATTRO

 

Luogo sconosciuto, Ore 06.59 Pm
Giovedì 10 Gennaio 2002
Il fumo, denso e spesso come una coltre di nebbia che si solleva dall’umidità mattutina, gli oscurò in parte il viso.
Smoking Man, sfiorava con la punta delle dita l’imbottitura della poltrona di pelle rossa, sistemata al centro della sala.

< Questa…poltrona vuota mi deprime! Strughold è sempre stato mio amico ed un alleato prezioso per la nostra causa! Io stesso, ho esitato….di fronte alle prove incontrovertibili del suo tradimento…>

Uno dei dodici membri dell’enclave, mormorò:

< I morti sono circa trecento….più cinquanta soldati…In nome di Dio…siamo almeno riusciti a circoscrivere l’epidemia ? E ad avere finalmente il vaccino ? >

L’uomo misterioso annuì, con un sorriso sibillino.

< Il vaccino è ormai completo, nelle nostre mani….Il "Progetto" può tranquillamente continuare….>

Uno degli uomini, immersi nella luce alogena che li illuminava come fossero loro stessi alieni provenienti da una galassia lontana, mormorò:

< E Mulder e Scully ? >

Smoking Man spense la Morley.

< Abbiamo fornito loro le prime schegge di verità…com’è giusto che sia! Credo che tutti voi capiate, quanto sia importante far sapere al mondo quel che noi vogliamo, al momento opportuno! Quando la data sarà operativa, più persone sapranno dell’epidemia, meglio sarà per tutti ! >

Si avvicinò all’uscita, riaccendendosi l’ennesima sigaretta.

<…ricordate che la paura è un’arma potente…..Hitler diceva sempre: Più grande è la bugia, più la gente la crederà ! >

Uscì, senza voltarsi.
Ora l’Enclave era al completo….la sua leadership era assoluta.
Compose il numero, poco prima d’arrivare all’ascensore.
Il trillo del cellulare, ruppe il silenzio dell’ospedale.
Il killer alieno osservava il corpo immobile di Jean Grey e rispose, con un sorriso forzato.

< Quali ordini, signore ? >

< La salvi…Jean Grey ci servirà…>

< Non è alleata a Mulder e Scully ? >

Lui aspirò con gusto l’odore forte del tabacco.

< Esattamente ! >

Spense il cellulare ed entrò nell’ascensore.

***

Periferia di Fort Worth, Stato del Texas,
data sconosciuta

Le macerie, opprimenti e soffocanti, gemettero con suoni sinistri.

< ..ahiuhhh….>

Le parole non uscivano.
Monica si scosse, tossendo e spostando un grosso pilone di cemento, senza alcuna fatica.
Tutto appariva sfocato, come visto da dietro una lente distorta.
Barcollò.
Si guardò la mano, lunga, ossuta e dalle quattro dita grigie….
Le parole, erano vuote…
Le corde vocali rattrappite…
L’ultima cosa che comprese, fu, guardando il proprio corpo alieno, che "loro" erano qui.
L’oscurità divenne un abbraccio leggero.