CAPITOLO QUATTRO

 

Palazzo del Pentagono, Arlington,
Stato della Virginia, Ore 08.59 Pm
Domenica 16 Dicembre
Mulder si appiattì contro la parete, maledicendo la difficoltà nel reperire le informazioni che l’aveva trattenuto lì dentro per troppo tempo.
I sei uomini del servizio di polizia militare, fecero irruzione armati e decisi.
Per ultimo, Bill Scully.

< Signore….a questo punto l’intruso non può che essere qui ! >, disse uno dei soldati.

< Trovatelo….dobbiamo eliminarlo immediatamente ! >

Mulder si accucciò, deciso a ridiscendere nell’immenso hangar sotterraneo, certo che in quel labirintico cunicolo, si sarebbe nascosto ai propri inseguitori.
Ma, dopo pochi istanti, fu colto da una strana nausea improvvisa.
La testa….era divenuta pesante e i riflessi confusi.
D’improvviso lì dentro, faceva un caldo d’inferno.
La vista faticava a mettere a fuoco gli oggetti, sotto quella luce fastidiosa.

***

Base militare di Fort Worth,
Stato del Texas, Ore 09.09 Am,
Martedì 18 Dicembre
Il lento, ma costante ronzio dei macchinari, provocò in Dana Scully una sensazione di difficile descrizione.
Inizialmente faticò a rendersi conto di dove stava e perché non fosse nel proprio letto.
Man mano che tutto prendeva forma e i particolari le rivelavano l’aspetto disadorno della stanza nella quale riposava, la curiosità fu soppiantata dal malessere fisico.
Lo stomaco…sembrava esser stato rivoltato da cima a fondo…la testa…scoppiava.
Che era successo ?
Una parte di lei, provò una paura improvvisa.
Rammentò i lunghi, terribili giorni nei quali era ricoverata in un letto d’ospedale, mentre la vita di tutti là fuori, proseguiva…mentre la vita di Mulder, andava avanti senza di lei…
Era tutto così terribile e sbagliato, allora.
Possibile che fosse…che avesse avuto una ricaduta ?
O forse era stata ferita, e non rammentava nulla ?
E Fox ? Dov’era ?
Il medico militare entrò, reggendo la cartella medica sotto il braccio.
Dana si mise seduta, totalmente priva di forze.

<….dove…dove mi trovo ? >

Lui rispose lentamente:

< Stia calma ! Ha subito una strana forma di contaminazione, a noi sconosciuta! E’ stata davvero fortunata, perché tutti coloro che hanno subito il medesimo processo sono deceduti ! Stia tranquilla adesso…gli ultimi test dicono che è fuori pericolo. Ora vogliamo solo che lei si riprenda e che gli esami ci chiariscano cosa le è capitato! Dalla sua scheda personale, ho saputo che è medico…quindi capirà il nostro interesse per lei…>

Annuì.
La nausea…arrivava ad ondate, scuotendola.
Ebbe un capogiro, vomitando in una bacinella.
E così, come in un lampo, rammentò la ragione del suo " contagio".

< Un momento…>, apostrofò, rivolta al medico che stava per lasciare la stanza.

<….voglio delle spiegazioni….so…chi mi ha ridotta così….è stato quel maledetto bastardo che…>

Chiuse gli occhi.

Era debolissima, in pratica faceva appello ad ogni energia solo per poter parlare.

< Mi dispiace ! L’unica cosa che so è che lei è stata fatta ricoverare dal CNGE e che solo a loro spettano decisioni sul suo rilascio e sulla gestione della drammatica situazione di qui ! >

Di nuovo fece appello alle proprie energie, sollevandosi un poco.
Pallida come un cero smunto, il faccino di Scully era attraversato dalla spossatezza, ma le parole le uscirono decise.

<…debbo poter parlare con l’agente dell’FBI di nome Fox Mulder! E’ vitale per…per capire quanto mi è accaduto e trovare una soluzione ! >

Il dottore scosse la testa.

< Nel pomeriggio arriverà il direttore responsabile del CNGE… Spetta solo a lui decidere…Non abbiamo idea delle cause del suo contagio, ma…>

Scully si sfiorò i capelli, stringendo i denti per trovare forza.

< Non capisce….che mi hanno contagiato di proposito? Se restassi qui…>

< Non le permetterò di uscire ! Lei è appena scampata ad un coma e non se n’andrà in giro come nulla fosse ! Posso permetterle di vedere suo padre, ma capirà che non le consentiremo certo di mettersi in contatto con agenti esterni….E’ in atto un’epidemia sconosciuta e mortale…ha idea del panico che scatenerebbe una fuga incontrollata di notizie ? >

Scully scivolò sul cuscino, spossata.

<…mio padre ? >, sussurrò.

La porta si aprì.
Smoking Man entrò, spegnendo la Morley.
Dana chiuse gli occhi, svuotata d’ogni energia.

< Ci lasci soli…>, ordinò.

Il medico militare annuì e non appena si trovarono soli nella stanza, lui accostò la sedia al letto, quasi con premura sincera.

< Mi scusi per la piccola bugia di prima…ma questi medici militari sono così…curiosi.. Mi rallegro nel vederla in ottima ripresa…>

Lei tossì, vincendo un capogiro.

< Che cosa vuole ancora da me, bastardo! Io….Mulder la distruggerà…>

Sorrise.

< Non mi sembra il modo di trattare chi le ha salvato la vita, Dana ! >

<….Lei mi ha usato come una cavia da laboratorio….figlio di…>

< Lei è troppo passionale, Dana ! >

Scully strinse debolmente i pugni, implorando:

< La smetta di chiamarmi per nome ! >.

< Ho avuto modo di conoscerla in questi anni ! Lei è ambiziosa, leale ed intelligente….Da piccola, quando giocava con Bill, Fox e Samantha…era la sola che teneva testa ai maschietti ! Così forte e sicura ! Lo dissi allora a suo padre: diventerà un agente della CIA o dell’FBI, magari una poliziotta….>

Scully iniziò a piangere.
Era così debole, incapace di agire ei si sentiva come un giocattolo, nelle mani di quell’uomo.

< La smetta….la prego ! >

< Erano così belle quelle sere ! Le dico con sincerità che le rimpiango…Comunque…una donna ambiziosa come lei, sarà capace di scegliere la parte esatta nella quale schierarsi, com’è sempre stato ! >

Scully lo fissò con odio. Un odio feroce che non si riteneva capace di provare.

< Io non la aiuterò mai ! Mai, ha capito ? >

< Nemmeno se le dicessi che sua madre è qui ? Parlo di Cassandra Spender…immagino che le ultime ricerche l’abbiamo messa sulla strada giusta ! Le darò il permesso di vederla…>

Scully pianse, senza più guardarlo.
Mulder…pensò a lui, mentre rispondeva.

< Se ne vada ! Preferisco la morte….la fine della mia carriera…tutto piuttosto che allearmi con lei ! >

Smoking Man si alzò.

< Lei mi serve viva ! Ed è questa la sua unica salvezza ! Veda di non farmi cambiare idea, in proposito ! Le comunico anche di non prendere in considerazione l’idea di andarsene da qui ! L’area è sotto quarantena….e la sua vita non varrebbe nulla, fuori di questo ospedale ! >

Gettò, sul tavolino una scheda.

< E’ per lei…..quando si sentirà meglio, avrà modo di farsi una camminata ! E’ medico….conosce le sigle….Troverà sua madre…. Le consiglio di far presto….la sua salute non è ottima, in questo momento ! >

Lei si fece forza.

< Dov’è….Mulder ? >

< L’agente Mulder….si sta muovendo in una direzione pericolosa ! Ma non sarà mai in grado di capire il nostro operato, senza di lei ! >

Scully lo vide andarsene ed il pianto le uscì liberatorio.
Sentiva che Fox aveva bisogno di lei.
Ma che in quelle condizioni, non avrebbe mai potuto essergli d’aiuto.
Si addormentò, scivolando nel sonno come una bambina stremata.
Fuori dalle tranquille pareti dell’ospedale militare, i mezzi dell’esercito si muovevano in un caos perenne.
L’epidemia, e la disperata eliminazione dei corpi infetti, proseguiva senza sosta.