CAPITOLO SEI

 

Centro studi militari di Fort Marlene,
Stato del Maryland, Ore 02.08 Am, Lunedì
17 Dicembre

 

< Preparate tutto ! >

Ordini decisi, secchi…
Come tali, risuonarono nella mente confusa di Fox.
Quanto tempo era trascorso ?
L’agente speciale dell’FBI non ebbe modo di rendersene conto.
Il collo sembrava stretto in una morsa dolorosa.
Uomini in camice, intorno a lui.

< E’ sveglio, signore ! >, disse uno di loro.

Alex Krycek si avvicinò, togliendosi la mascherina e sorridendo.

< Ciao bello ! >

Mulder vedeva tutto come sfocato da una nebbia densa e gelatinosa.

<…Krycek…tu sei morto….>, sussurrò.

La parole costavano fatica.
Forse era sotto qualche anestetico…
Alex Krycek si sfiorò la mano artificiale, guardandolo carico d’odio.

< Sai…mi aspettavo che alla fine, un impiccione come te sarebbe riuscito ad entrare nel nostro centro di classificazione ! Era naturale, come il sorgere del sole ! Ho ricevuto espressi ordini di lasciarti incolume…..li manterrò…>

Lo colpì, con uno schiaffo forte, che provocò in Mulder poco dolore, visto l’anestetico.
Ma la bocca…era piena di sangue.
Krycek sfiorò quel sangue con due dita, quasi intendesse sorbirlo.

< Questo sangue…così prezioso…..per tutti noi ! Sapessi quanto mi costa, mantenerti in vita ! Potrei…strapparti il cuore a mani nude e lasciarti crepare lentamente…..ma è giunto il momento….è giunto l’attimo della verità…>

<…tu…sei morto…>, mormorò di nuovo Mulder.

Krycek rise.
Fu una risata malsana, folle.
Ora Fox ebbe modo di vedere con nitidezza alcuni strumenti chirurgici sistemati alla sua sinistra.

< Che volete farmi…? >

Alex si sporse verso di lui, afferrandogli il capo e sollevandolo un poco.

< Quella che vedi laggiù è la tua preziosa testolina….e proprio qui…>

Indicò, con un bisturi il centro della sua fronte.

< ….c’è una bomba….Una bomba ad orologeria, pronta a far scoppiare tutto il mondo ! E’ stata inattiva per tanto tempo….ma ora è giunto il momento che inizi il conto alla rovescia ! >

Fox strinse i denti, vincendo il dolore che lo aggrediva senza tregua.

<….che significa…? Tu..lo…sai..>

Krycek evitò di rispondere.
Si scostò da Fox ed afferrato un medico che stava preparando l’anestesia, disse:

< Non voglio un’anestesia profonda….Deve soffrire e molto….Mi sono spiegato ? >

Lui annuì.
Mulder avvertì il sapore disgustoso della mascherina e scivolò in debole torpore dopo pochi minuti.
Intorno a lui, contenitori colmi di un denso liquido verde.
Il conto alla rovescia era iniziato.

***

Abitazione di Frank Black, Pittsburgh,
Stato della Pennsylvania, Ore 06.00 Am
Martedì 18 Dicembre
Frank si alzò, sentendo la testa ottenebrata da una sensazione di pesantezza che lo perseguitava da giorni.
Guardò Chaterine, che dormiva beatamente ed evitò di svegliarla.
Che gli stava succedendo ?
Si bagnò con l’acqua fredda per riprendere un poco di lucidità.
Scese sino al piano inferiore della propria abitazione, rimanendo davanti alla Tv, accesa e con l’audio spento.
Una televendita….una delle tante…
Gli ultimi sviluppi, sempre più drammatici del proprio lavoro, dovevano averlo spossato, senza dubbio.
Si afflosciò sulla poltrona, senza forze.
Faceva freddo, nonostante il sistema automatico di riscaldamento si fosse attivato da poco più di dieci minuti.
Fu tentato d’alzarsi per ritornare a riposare, ma d’improvviso scivolò in un pesante sonno apparente.
Dapprima fu tutto buio. Poi una luce violentissima gli ferì la vista.
Provò un dolore immenso alla testa, come se gli avessero trafitto il cranio con un ago affilato e fossero intenti a rigirarlo con astuzia aguzzina.
Vide Cassandra Spender in piedi, davanti a lui.
Non era paralizzata, in quella visione.

< Frank….aiuti mia figlia…aiuti Dana….Lei è in grado di salvare l’uomo che l’aiuterà…la salvi da quegli uomini, la prego ! Le mie facoltà…vanno scemando come la mia consapevolezza….Mi hanno sempre ingannata….non permetta che la loro minaccia si compia… la prego!>

La voce psichica di Cassandra, era cristallina nella mente di Frank.
Gentile, ma in grado di scuoterlo nell’animo.
Urlò, riprendendo lucidità.
Faticò a respirare, guardandosi le mani che tremavano come foglie.
Credeva che l’abitudine alle proprie facoltà medianiche, che l’abitudine nel condividere la propria mente con quella di creature orrende e spietate, non potesse aggiungere nulla all’orrore che aveva dentro di se.
Quell’orrore che lo stava divorando…
Invece, quel messaggio apparentemente semplice, lo sconvolse.
Doveva agire e subito.
Si alzò, nonostante faticasse a mettere a fuoco gli oggetti.
Dana…Fox…erano in pericolo…