PROLOGO
- J.Edgar Hoover Building, Sede dellFBI
- 13 Ottobre 1991, Ore 08.45 Pm
< Abbiamo concluso ? >
- La frase, solo lievemente interrogatoria, arrivò improvvisa, dopo
che i sei membri della commissione interna federale, ebbero sistemato e catalogato diversi
ordini di servizio.
- Il caposezione Blevins sistemò i propri appunti nella valigetta di
pelle nera e sorseggiò un bicchiere dacqua fresca, senza rispondere.
- I sei stavano seduti attorno ad una scrivania rettangolare, di
legno di quercia rosso, con i microfoni attivati.
- La sala appariva deserta.
- Essa poteva ospitare circa il triplo dei dipendenti federali,
durante particolari riunioni dettate da emergenze o convocazioni straordinarie.
- La potente illuminazione alogena, immergeva tutto in
unonirica luce giallo cromo.
< Bene
possiamo andare
>
Walter Skinner si sistemò nervosamente gli occhiali dalla
montatura metallica, picchiettando con due dita sulla scrivania.
< Veramente
.ci sarebbe la richiesta dellagente
Mulder
>
- Laffermazione del vice-direttore dellFBI, ebbe il
medesimo effetto di certe strane situazioni, quando tutti tacciono allunisono e una
singola parola o frase che rompa quel silenzio curioso, pare risuonare con maggiore eco e
forza.
- Il caposezione McGrath, scosse la testa sorridendo.
< Quel Mulder
mi sembra che necessiti un bel
trasferimento
>
< Fox Mulder ha sempre svolto il proprio lavoro in modo
ecomiabile, nei due anni ed otto mesi che è regolare agente federale ! E un ottimo
agente, un profiler di straordinarie capacità ed ha già contribuito a catturare elementi
del calibro John Barnett, e John Lee Roche
.>
- Nel buio, nel lato opposto allentrata, si accese il debole
luccicare di una sigaretta.
- Walter Skinner annuì, udendo il dialogo fra i due capi sezione.
< Ho studiato, anche se in modo sommario, il curriculum di
questo
.Fox Mulder.. E davvero un agente dalle straordinarie
capacità
già a Quantico se ne parlava con entusiasmo
>
< Non mi riferivo al pur breve passato dellagente in
questione
>, continuò il capo sezione McGrath,
<
quanto ai suoi
.hobby recenti, per dirla così!
Risulta evidente che Fox Mulder ha profuso a piene mani, mezzi e fondi dellFBI
per
.non ridete, per favore
per indagini sul paranormale e sugli Xfiles. La sua
personale convinzione sarebbe addirittura quella di dimostrare lesistenza di forme
di vita extraterrestri ! Con questa, è la terza volta che presenta una richiesta
dassegnazione alla sezione Xfiles, per lasciare quella dei crimini violenti ! >
Uno dei sei rise, scuotendo il capo.
< Respingeremo anche questa
>, disse un altro.
- Walter Skinner annuì.
- Una densa scia di fumo si alzò dalla penombra. Si udii un debole
picchiettio, provocato dal battere di una stilografica sulla scrivania, cui seguì un
rispettoso silenzio.
< Un momento
.>, disse una voce ottenebrata dal fumo.
La frase ebbe il potere di congelare di nuovo latmosfera, ma
questa volta in modo malsano, come si trattasse di un effetto incontrollabile.
< Passatemi quella richiesta
>
- Parlò con voce lenta e pesante, come si trattasse di un gesto
quotidiano e metodico.
- Smoking Man emerse dalla penombra, con la stilografica fra le dita,
mentre le labbra si velarono di un debole sorriso.
- Fece una firma affrettata e riconsegnò il documento.
< Fox Mulder ha terminato il suo
tirocinio alla sezione
crimini violenti ! E più utile che si occupi di ciò che gli aggrada ! >
Skinner si sfiorò la fronte, perplesso.
< Dichiaro aperta la sezione Xfiles, signori ! >, mormorò,
con marcata ironia.
- Il brusio si spense.
- I membri della commissione interna dellFBI si alzarono,
riordinando gli appunti e lasciando sospesa nellaria la perplessità per quella
decisione.
- Lui, una volta nel corridoio dellultimo piano, spense la
Morley.
< Fox
>, pensò sorridendo.
- Il grande progetto si stava avviando, ormai.
- Skinner parve emergere alle sue spalle.
< Signore
.posso parlarle informalmente
? >
Annuì.
< Per quanto McGrath abbia
calcato la mano, ritengo che la
sua analisi sullagente Mulder sia in parte esatta
.perché dirottarlo alla
sezione Xfiles, privando il bureau di un elemento dimmensa capacità ? >
< Vi sono cose che lei non può capire, Skinner !
Le
consiglio di studiare con cura loperato della sezione Xfiles
.Ho
progetti anche per lei
.! >
- Non si voltò, svanendo nellascensore.
- Scese sino al seminterrato, ed una volta giunto nel corridoio, si
accese lennesima sigaretta.
- Percorse il sepolcrale corridoio sino ad una porta quasi
dimenticata.
< Ti lascerò le bricioline di pane, Fox
..vedremo se
arriverai al centro del labirinto
e se sarai in grado di uscirne!>
Tutto sprofondò nel buio, non appena lascensore si
richiuse.
***
CAPITOLO UNO
- Odeon multimovies, Washington, Ore 10.19 PM
- Lunedì 10 Giugno 2002
< Buon Natale, signor Baeley
>
- Il viso, emozionato e commosso di James Stewart, apparve
nellindimenticabile bianco e nero del grande schermo.
- Dana Scully si strinse alla spalla di Fox Mulder, mascherando con
un dolce sorriso, la commozione.
- Nonostante avesse visto "La vita è meravigliosa"
centinaia di volte, aveva ancora il potere di commuoverla.
- Era stata una buona idea, quella di passare la serata alla rassegna
sui vecchi classici di Hollywood, al cinema della zona residenziale di Washington.
- Stava bene, era elegante e sexy nellabito da sera scollato e
scuro che indossava, che indossava per lui, per il suo uomo
.
- Si sentiva come una ragazzina innamorata.
- Gli baciò il collo, girandosi appena.
< E finito
andiamo amore ? >
- Mulder annuì, senza dir nulla.
- Per tutta la giornata si era sentito stranamente.
- Alla stregua di chi si alzi con una sensazione indecifrabile, che
lo assilli e non lo abbandoni per tutta la giornata.
- Non appena si alzò, ed i titoli di coda del film stavano scorrendo
sullo schermo, avvertì un capogiro.
- Gli era impossibile mettere a fuoco i nomi
quasi si
sdoppiassero.
- Dana si strinse a lui, facendosi cingere.
- Era umido e piovigginoso, quella sera, nonostante il mese estivo.
< Apri lombrello
.o ci inzupperemo tutti
>,
lo esortò.
- Mulder annuì di nuovo, sempre assente.
- Percorsero pochi passi, dalluscita del cinema, al portico che
li riparò un poco.
- Mulder cercò lombrello, senza capire dove lavesse
dimenticato.
< Accidenti
vuoi che torni a cercarlo ? >, chiese
Scully.
Fox scosse la testa.
< Lascia perdere
andiamo a casa
>
La voce
era come fosse impastata dal sonno.
< Chiuditi la giacca o prenderai freddo
Andiamo a
casa
ho voglia di coccole, questa sera
>
- Fox si massaggiò le palpebre.
- Aveva sperato che, una volta fuori del cinema, allaria aperta
la vista si snebbiasse e gli fosse possibile riacquistare lucidità.
- Invece stava peggio di prima.
- Era impallidito e barcollò un poco, tanto che Dana mutò
espressione, guardandolo.
- Illuminato dalla luce del faretto del porticato, Mulder dava
lidea di un fantasma.
< Che hai ? >
Lui rispose dopo una lunga esitazione, quasi avesse compreso il
senso della domanda in ritardo, quando già stavano incamminandosi alla ricerca di un
tassì.
<
sono confuso
è come se avessi i riflessi
rallentati
>
Lei si alzò in punta di piedi, baciandogli la fronte.
< Non scotti
non mi pare tu abbia la febbre
Potevi
dirmi che ti sentivi male e non saremmo usciti ! Forse ti serviva una buona dormita, un
poco di relax
lavori così tanto
>
- Ora i colori delle insegne, dei semafori, parvero divenire più
accesi, più vivi.
- Mulder sembrava star peggio ad ogni passo, incapace quasi di
reggersi sulle proprie gambe, tanto che dovette appoggiarsi a lei, sbilanciandola.
- Scully divenne tesa e preoccupata.
- Fu proprio quando notarono un tassì, che si fermò accostandosi
chiamato dal braccio sollevato di Dana, che la verità iniziò a mostrarsi, per Fox
Mulder.
- Una stella, luminosa, gli apparve distinta.
- Lei lo spinse allinterno del tassì, dettando il proprio
indirizzo al conducente e
- Mulder si appoggiò, quasi afflosciandosi, alla spalla di Dana,
rimanendo immobile mentre le dita sottili di lei, le pettinavano i capelli.
<
amore
.che cosa ti senti ? >
< FOX
>
Il tassì aveva appena superato un incrocio, e Mulder si trovò a
fissare dal finestrino, quasi che da lì fosse giunta la voce che, distintamente aveva
udito pronunziare il suo nome.
< Mi hai
.chiamato tu ? >, chiese con un fil di voce.
- Lei deglutì, e sul suo viso si perse definitivamente la dolcezza e
lamore di poco prima.
- Ora aveva paura.
<
no
Dio, sei pallidissimo
fammi
sentire
>
Afferrò il suo polso, tastandolo.
< Hai il battito accelerato
come fossi in stato di chock,
avverti freddo ? >
Lui annuì.
< Ho
freddo
>, smozzicò.
- Scully si spostò, con nervosismo, i capelli dietro
lorecchio.
- Picchiò sul sedile anteriore, richiamando lattenzione del
tassista.
< Ci porti allospedale più vicino, presto
>
Mulder le afferrò le mani, stringendole con dolce fermezza.
< No
no ti prego
sento
sento di dover andare a
casa
a casa mia
>
< Tu
stai delirando
forse
in nome di Dio, forse
stai subendo una crisi cardiaca.. non
>
La strinse a se, baciandole la fronte.
< Non
portarmi in ospedale, Dana
debbo
andare a
casa
.ti prego
>
- Scully deglutì, dolorosamente.
- Il cuore le batteva impazzito, e trattenne con forza le lacrime.
- Picchiò di nuovo sul sedile.
<
ci porti
ci porti al numero 2630 di
Alexandria
lo porto a casa ! >
Il tassì annuì, poco convinto.
< Se avete bisogno di aiuto
.>, buttò lì.
< No..no..no
>, disse Dana, come incapace di articolare
altro.
- Stava accanto a Fox, accarezzandogli i capelli e baciandogli la
fronte.
- Lui era immobile, quasi fosse caduto in un sonno profondo.
---
- Appartamento di Fox Mulder,
- 2630 Hegal Place, Alexandria, Ore 11.57 Pm
- Lascensore si aprì e Fox barcollò fuori, sorretto da
Scully.
- Si era destato non appena il tassì era giunto sotto casa, come in
seguito ad un ordine superiore, sforzandosi di apparire lucido, nonostante
levidenza.
- Il cuore batteva come lago di una macchina per cucire e la
sua testa
- Era come fosse spazzata da un ciclone, che turbinava impazzito,
elaborando migliaia di pensieri.
- La realtà sembrava mostrarsi attraverso una lente distorta,
rallentata ed in parte deforme.
< Sono stata pazza a darti ascolto
dovevo portarti subito
in ospedale
>
Parlava come oppressa da un peso immane.
<
no
.non so come spiegarti
ma è una cosa che
sento di dover fare
apri
aprimi tu per piacere
>
- Lei lo sorresse, armeggiando con le proprie chiavi, sotto la luce
fioca del corridoio.
- Mentre faticava ad aprire, con le dita tremanti e
linquietudine che avanzava strisciando senza pietà nel suo cuore, chiese:
< Dimmi come ti senti
cosa ti sta accadendo
>
< Ho
già provato
una sensazione simile
.poco
prima di svenire
quandero a casa mia
.con Frank Black
.poco prima
di..scrivere tutti quegli appunti
non lasciarmi ti prego
>
Scully lo baciò sulla guancia.
< Amore
.non ti lascerò mai solo
>, disse con un
filo di voce.
- Aprì la porta.
- Nel momento stesso in cui accadde, Fox si trovò investito da un
fascio di luce potentissima, identica a quella che lo strappava spesso dai sogni, nei rari
momenti di riposo.
< Fox
>
Lui si girò dalla parte opposta, lasciando labbraccio al
cuscino.
< Fox
.muoviti, andiamo
>
- Gli occhi erano appesantiti dal sonno.
- Samantha apparve sulla soglia, con il pigiamino rosa, la treccia
sciolta alle sue spalle.
- Si mise seduto.
< Che vuoi ? >, domandò.
Era un sogno
.o un ricordo
.tutto sembrava muoversi come
in quel film, veduto con Dana, su una pellicola lontana.
< Se non ti decidi a muoverti, scendo da sola
ne abbiamo
discusso per tutto ieri.. voglio vedere i regali di Natale di mamma e papà
Saranno
sotto lalbero..>
Fox balzò giù dal letto, implorandole:
< Aspetta
>
- Aveva otto anni, allora
e non era un semplice sogno o
ricordo
- Mulder si muoveva in quella realtà, ma in parte aveva modo di
osservarla dal di fuori, come per comprenderla meglio.
- Scesero dalla scala interna della loro casa a Chilmark.
- Era bianca, con un corrimano di legno lavorato.
- Lavevano percorsa chissà quante volte.
- Lalbero di Natale era acceso.
- Posto vicino al caminetto, pareva ancor più bello, illuminando con
calore la stanza immersa nel buio.
- Samantha balzò giù dagli ultimi due gradini.
< Quanti regali
>, disse con un sorriso estasiato.
- Ma Fox non parve notarli
.focalizzò il suo sguardo sul
puntale.
- Quella stella
.brillava in modo indescrivibile.
< Devessere la mia bambola
>, osservò Samantha,
stringendo fra le manine, una voluminosa scatola di cartone, avvolta in carta da regalo.
Mulder si sedette accanto, sfiorandole i capelli rossi.
< Che fai ? Sei scemo ? >
- Un lieve tremito.
- Le luci si spensero, sullalbero, tutte
.
- Poi napparve unaltra
potente, chiarissima.
- Samantha si girò, lentamente.
< Oddio
>, fece Fox.
- Lelfo apparve loro.
- Piccolo, grigio, dagli occhi scuri, nerissimi, terribili.
- Era nudo, per quel che contava, visto che il suo corpo non
presentava alcun segno di sessualità visibile.
- Disegnò unespressione simile ad un sorriso, per quanto
Mulder avesse enorme difficoltà a vederne i lineamenti.
< Che cosa sei ? >
- Nessuna risposta.
- Si avvicinò a Samantha, alzando appena la mano, come per un
saluto.
- Lei fece altrettanto.
- Suoni gutturali, confusi nella mente di Mulder
concetti che
non comprendeva..
- Una luce ancor più potente si accese, dalle mani dellelfo.
- Samantha sorrideva, con unespressione fissa, ebete,
inquietante.
- Mulder scivolò a terra, impaurito.
< Non aver paura
.è buono
è qui per noi
per
me
>
- La mano rugosa e grigia, ossuta e magra, si protese verso il viso
di Fox.
- Poi la luce decrebbe e la visione, improvvisa quantera
giunta, svanì dalla mente di Mulder.
- Era sul suo letto, in camera sua.
<
Scully
>
Lei apparve, quasi fosse rimasta sempre allerta, pronta a
sentirlo.
<
amore
..>
< Cosa
cosa mi è successo
>
Lei gli porse un bicchiere dacqua, che Fox bevve con
avidità.
< Rammenti qualcosa ? >
< Poco
eravamo fuori
fuori da casa tua, dovevamo
andare al cinema
poi
>, scosse la testa, sfiorandosi la fronte.
Dana si sedette accanto a lui, raggomitolandosi sulle gambe nude.
< Sei stato male
.era come se stessi delirando
hai
insistito perché ti portassi qui, a casa
>
Dana era spossata. Non aveva chiuso occhio, e la tensione ne
minava il fisico.
< Segui il mio dito
>, mormorò, alzando appena
lindice della mano e movendolo in senso orizzontale, da destra a sinistra.
Le pupille di Fox sembravano immerse nel sonno.
< Non sei lucido
.Credo
amore, credo ti necessiti un
esame neurologico ed una TAC
forse hai contratto un virus, o una qualche forma
dencefalite
.>
Mulder le bloccò il dito, afferrandola per il polso.
< Per
quanto tempo
sono
rimasto
.incosciente
? >
Scully rispose, con la voce ridotta ad un debole filo.
< Per ore
sembravi in punto di morte ! Non sai
quanto
quanto ho passato
ho lottato contro ogni logica per
non chiamare dei
dottori
>
- Intrecciò le dita con le sue.
- Si strinsero la mano, in un gesto dolce ed erotico al tempo stesso.
< Non
capisci
è stato giusto così
>
< Non che non lo è stato ! Sei in condizioni critiche e senza
alcuna spiegazione ! Debbo
>
<
Ho ricordato delle cose, Dana ! Un incontro con
"loro"
ero bambino.. Un episodio della mia vita che non avevo mai
rammentato prima ! Era
nitidissimo
>
Scully sgranò gli occhi verdi.
< Di che parli ? >
< Alieni, extraterrestri
.qualcosa che riguardava mia
sorella Samantha
>
- Dana prese un profondo respiro.
- Comprese subito che un ricordo, reale o fittizio su Samantha, fosse
doloroso e vitale per Mulder.
< Posso capire
quel che senti
ma devi
ragionare
non posso sottovalutare quel che ti è accaduto
sei rimasto
incosciente per più di tre ore ! Non hai ripreso per nulla lucidità ed è mio dovere,
come tua compagna e come medico
>
< Debbo andare ! >
Si alzò, mettendosi seduto, ma lei lo trattenne, afferrandolo per
un braccio.
< Ma sei impazzito ? Ti rendi conto che ti reggi a malapena ?
>
Fox le sfiorò il viso, per poi afferrarlo con dolcezza.
< Devo sapere ! Capisci ? Devo ! >
- Parlava piano, a pochi centimetri dalla sua bocca..
- La strinse a se, sentendola respirare.
- Si scostò un poco, baciandola delicatamente sulle labbra tremanti.
- Scully aveva paura. Paura per lui.
< Vengo
con te ! Non saresti capace di
.voglio
esserti vicina
>
Lui annuì.
< Scoprirò quel che mi tortura
Dammi una
camicia
.per favore
>
- Scully evitò qualsiasi risposta.
- Si alzò e si diresse verso la stanza da bagno.
- Si bagnò il viso con un palmo dacqua fresca.
- Stava sbagliando tutto
come medico e come scienziata
razionale.
- Mulder
.doveva esser portato in ospedale. E subito.
- Invece
lei stava solo peggiorando le cose.
- Ma lo amava troppo
.quellamore, quel sentimento,
travalicava ogni logica, ogni razionalità.
- Si bagnò i capelli, spostandoli da un lato.
< Rimani logica
ragiona
>, si disse.
Tremò, mentre chiese:
< Dove vuoi
andare ? >
Mulder sinfilò gli slip, avvertendo la nausea non appena si
mise seduto.
< Alla nostra casa di Chilmark
>
Lei si sporse dallo stipite, guardandolo, con un finto sorriso.
<
io
ti amo
>, sussurrò.
- Non si dissero più nulla.
- Agirono come prima di una normale indagine, di un ordinario Xfiles.
- Ma così non era
***
CAPITOLO DUE
- Strada statale 105, Washington-Massachusetts,
- Ore 04.35 Am, Martedì 11 Giugno
- I fari ferirono i delicati occhi verdi di Scully, incrociando le
auto del senso opposto, lungo la monotonia immersa nel buio.
- Mulder era comodamente adagiato nei sedili della Ford verde
smeraldo, assolutamente privo della lucidità quotidiana.
- Era sempre più assurdo ed insensato e lei lo sentiva.
- Era il cuore della notte, pioveva a dirotto e Mulder sembrava star
sempre peggio man mano che si avvicinavano al Massachusetts.
- Possibile che il suo amore per Fox fosse tanto forte da travalicare
la realtà e farla agire così ?
<
.cè
il baseball alla TV
.danno la
solita partita
..>
Frasi senza senso, ripetute da Mulder continuamente.
< Amore
>, sussurrò Scully, sfiorandogli la fronte.
- Cera un totale crollo, assurdo, imprevedibile, improvviso,
nella sua mente.
- Si stava sempre più convincendo che senza un intervento adeguato e
tempestivo, luomo più importante della sua vita, non si sarebbe mai più ripreso.
- Superarono il cartello con la scritta " Stato del
Massachusetts".
- Quasi contravvenendo ai propri pensieri razionali, imboccò
luscita, tenendo la destra e guidando sotto il limite di velocità.
- Fox ebbe un debole sussulto di lucidità, mormorando:
<
.mi spiace..di averti costretta a fare questo
.ma
sento che
quanto cerco
quel che ho sempre cercato
è nella mia vecchia
casa
>
Scully sospirò.
< Farò tutto quel che posso, per aiutarti
.ma voglio che
tu ti convinca che quel che stai facendo è assolutamente sbagliato e non ti porterà a
nulla ! >
Mulder socchiuse le palpebre, come vinto da una sonnolenza
assoluta.
< Seguire le procedure
.non è mai stato il nostro forte,
ti pare ? >
Scully scosse il capo. Impossibile convincerlo.
< Non riesci a ragionare
non credo ti sia possibile, nel
tuo stato, formulare un concetto logico
>
Fox cercò la sua gamba, sfiorandola appena.
< Ci sei sempre tu
>, smozzicò.
- Dana si sforzò cercando un timido sorriso, che non giunse.
- Ora la Ford imboccava la circonvallazione esterna, diretta a
Chilmark.
- E, ad ogni chilometro, la mente di Mulder sinabissava in un
gorgo senza uscita.
- Prese a delirare dopo una decina di minuti.
<
la partita di baseball
.è sempre la
stessa
.guardala con me
amore
>
Una lacrima scese lenta, lungo la guancia di Scully.
< Certo
bambino mio
>, disse amorevole.
---
- Casa Mulder, 2790 Vine street, Chilmark,
- Stato del Massachusetts, Ore 05.57 Am
- La porta si aprì, e agli occhi di Dana apparve la sala, tante
volte sognata e maledetta da Mulder.
- Al centro del grande tappeto ovale, stava la scatola di Stratego,
sistemata sul tavolino da Fox, tanto tempo prima.
- Lui barcollò un poco, accendendo la luce.
< Fa freddo
>, disse Dana, tanto per dire qualcosa.
- Mulder annuì.
- La sua lucidità andava ora svanendo, ora riemergendo, ma mai del
tutto, mai completamente.
- Aveva enorme difficoltà a mettere a fuoco i dettagli, e i colori e
le forme degli oggetti erano ondeggianti e indefinite.
- Si massaggiò le palpebre, sedendosi pesantemente sul divano.
< Nel ripostiglio
.cè
.una scatola incastonata
nella parete
è il sistema di riscaldamento..>
- Lei sgattaiolò nel corridoio, eseguendo, pronta a tornare da lui,
non appena ne avesse avuto bisogno.
- Aprì il ripostiglio e trovò la scatola.
- Premette un grosso tasto rosso, guardandosi attorno.
- Focalizzò una piccola trottola di legno, dai colori ormai smunti,
ammaccata da un lato.
- Era gettata in un capiente scatolone colmo doggetti
dogni tipo, eppure Scully si chinò sino a sfiorarla.
- La prese, ritornando alla sala.
- Mulder era seduto, appoggiato allo schienale, le braccia molli
lungo il corpo, la testa reclinata allindietro.
<
Fox
>
< Cerco
una cosa
.una cosa che ho sognato
.e che
proverebbe la reale
portata dei miei
ricordi
che quel flashback era reale
! >
Scully si sedette accanto a lui, raccogliendo le gambe e posando
la trottola da un lato.
< E nel caso
.non la trovassi ? >
Fox la fissò, con gli occhi opachi da una patina di stanchezza
palpabile.
< Significa che
.avrei bisogno del tuo aiuto
.molto
più di quel temo ! >
Afferrò la sua mano, serrando le piccole dita su di essa.
< Cosa cerchi
di preciso
? >
Allora Mulder notò la trottola, incastrata fra uno dei cuscini e
la spalliera, come un oggetto dimenticato.
< Lhai presa qui ? >
< Si
era in una delle scatole
.accanto al contatore,
sotto limpianto daccensione.. ti confesso che
mi ha
incuriosita
anche se non ne comprendo il motivo
>
- Fu come un lampo.
- Quella trottola girava, girava, girava senza fermarsi.
- Chiuse la palpebre, non udendola più.
- La trottola era ai piedi di una grossa quercia, a Quonochountag..
- Veniva fatta girare tramite una corda, uno spago avvolto con cura e
poi sciolto con un colpo deciso.
- A reggere lo spago, una ragazzina dai capelli rossicci.
<
.>
Lei lo afferrò per le spalle, facendolo stendere sul divano.
< Fox
.riesci a sentirmi ? Ti prego
>
Si sentì morire.
Mulder stava male, come ad Alexandria e la colpa era solo la sua.
< Hai bisogno di un medico
chiamo unambulanza
e
>
< No
.no ti prego
.sto
rammentando
qualcosa
non voglio dottori
no
.>
- Mulder parlò a fatica, quasi che le parole si strozzassero
nellesofago e nuovamente lei si bloccò, limitandosi ad accarezzargli la fronte.
- Come quando era nel letto dellospedale, i suoi pensieri di
medico razionale, svanivano.
- Si comportava come una ragazzina impaurita e non riusciva a vincere
quellistinto.
- Ora era a letto, dormiva profondamente.
- Il sonno di un ragazzino di 10 anni.
- Dun tratto la luce, dapprima debole, poi accompagnata da un
suono sempre più insistito e modulato, armonico.
- Samantha si svegliò, mettendosi seduta di scatto.
< Fox
che succede ? Fox ? >
- Dormiva, senza sentirla.
- Poi apparve.
- Una figura piccola, minuta, si materializzò al centro della
cameretta.
- Identica allelfo visto prima, accanto allalbero di
Natale.
- Bassa, dalla testa ovale e dagli arti superiori sproporzionati, che
arrivavano a sfiorare le caviglie, ossute.
- Le dita
.sembravano giunchi nodosi, rami secchi di un albero
morto e terrificante, maligno.
- La luce era costante, bianchissima, tale da cancellare le ombre.
- Samantha strinse la coperta a se, quasi a proteggersi.
- La creatura fissava il riposo di Fox e con grotteschi movimenti
della testa oblunga, anche Samantha.
- Sulla soglia della cameretta, un uomo.
< Stai tranquillo, Fox !Andrà tutto bene ! >
- Era suo padre.
- Ma la voce non proveniva da lui
ora Mulder aveva modo di
rammentarlo in modo cristallino
- Quella voce proveniva dalluomo con la sigaretta sempre
accesa.
- Samantha emise un grido, una sorta di strillo, quasi avesse toccato
un filo elettrico scoperto o si fosse punta con uno spillone doloroso e Fox si svegliò.
- Almeno, comprese dessere sveglio, ma non aveva modo di
muoversi.
- Ogni muscolo volontario era paralizzato.
- Vide sua sorella alzarsi come spinta da una forza invisibile e non
appena ciò avvenne, lei smise di gridare e di muoversi.
- Rimase incredibilmente sospesa al centro della stanza, con le
braccia che cadevano ai lati del corpo e le gambe lievemente flesse, in posizione
innaturale.
- I suoi lunghi capelli rossi, avvolti in una lunga treccia che
andava appena sciogliendosi, sfioravano il pavimento.
- La luce crebbe di nuovo, ed il corpo di Samantha si spostò
galleggiando nellaria fin verso la finestra.
- Ora la luce divenne iridescente, con maggiori tonalità azzurre e
rosse.
- Samantha attraversò la finestra, vibrando appena, e svanì, mentre
la luce andava pian piano scemando.
< Dormi, Fox
e che Dio mi perdoni
dimentica ! >
- Quella era la voce di papà
.nera sicuro, come il
sorgere del sole.
- Era
era un ricordo.
- Una delle tante
"visite" dalieni a casa
sua
Samantha era stata portata via altre volte, forse decine di volte
< Fox
amore
>
- La voce di Scully veniva da un tunnel. Era una sorta di tunnel
molto lungo.
- Doveva esser così, perché la voce leggermente nasale di Scully
risuonava come imbottigliata, ma Mulder stava avvicinandosi a lei a grandi passi, tanto
che la sentì respirare e singhiozzare sempre più lucidamente.
<
dove
.>
- Ora sentiva la sua pelle, i suoi baci caldi ed innamorati.
- Scully non era più in grado di trattenere le lacrime, che
scendevano copiose.
- La vide accovacciata accanto al proprio petto, in una posizione
scomoda ma materna.
< Mi senti ? >
Annuì.
< Oh Dio ! E stato tremendo
non potevo far
nulla
.eri lì, steso
piangevi e ti contorcevi
.chiamavi aiuto
ed io
non potevo
non riuscivo ad agire
!! E stato terribile
ho creduto di
morire
>
- Mulder cercò, inutilmente, di mettersi seduto.
Le forze erano assenti.
- Le sfiorò appena le labbra, con un bacio quasi infantile.
< ..ho sognato
.un incontro
ero bambino
.e
cera anche mia sorella
credo alla vigilia di Natale
.cè apparso un
alieno
. Aveva fra le mani qualcosa
un oggetto che non sono riuscito a mettere a
fuoco, ma che era importante
ne sono sicuro
>
Scully prese ad accarezzargli la testa, lentamente.
< Non sforzare la memoria ! Nel tuo stato, potrebbe essere
controproducente.. ti riesce di dirmi che cosa senti, prima di cadere nello stato
dincoscienza ? >
- Mulder sentiva il suo pianto disperato, doloroso.
- Parlò con le poche forze che gli rimanevano.
< E come se fossi fuori del mio corpo
ho difficoltà
a mettere a fuoco ciò che vedo
tutto mi appare sfocato e qualche volta senza
colori
>
Dana si scostò.
Deglutì appena ed una piccola ruga si disegnò al centro della fronte.
< Pensi sia grave ? >
Lei scosse appena la testa, visibilmente spaventata.
< Non sai mentire bene, Dana
>, disse Fox, sfiorandole
i capelli.
Si mise seduta, asciugandosi le lacrime con le dita, lasciando
sulle sue gote delle piccole irritazioni rossastre.
< Ti porto via da qui
>
Mulder scosse la testa.
< Non posso
.sono vicino a
ricordare
a
capire
>
< Vuoi finirla ? Non puoi startene a letto come nulla
fosse
Voglio esser sincera con te
potresti avere un tumore al lobo temporale, o
una forma depilessia da encefalite
sarebbero sintomatologie compatibili con le
tue crisi
>
Fox fece una smorfia, alzando le spalle.
< Ti preferivo bugiarda ! >, mormorò, quasi come una
battuta.
< Non puoi chiedermi di starmene qui a vederti soffrire, senza
che possa agire
senza poterti aiutare ! E una cosa orribile ! >
- Mulder si massaggiò le palpebre.
- Ogni istante che passava, gli portava solo pesantezza mentale ed un
senso di nausea.
< Vorresti rinchiudermi in un manicomio ? Sai anche tu che i
medici non saprebbero come curarmi
..>
- Strinse le sue mani, afferrandole con decisione, la stessa che
metteva quando lo avvinghiava a se, mentre facevano allamore.
- Non se ne rese conto, ma era la medesima forza che la sorreggeva,
in quel momento.
< Ti rendi conto di quel che dici ? Cerca di
ragionare
finirai con lucciderti così ! Sono certa che
puoi capirlo, se
vuoi ! >
- Mulder si abbandonò sul cuscino, proprio quando due piccole
macchie cutanee si disegnarono allaltezza della tempia sinistra.
- Nel chiudere gli occhi, il suo respiro, quello di Dana, il profumo
della sua pelle, parevano assumere i contorni della pioggia lontana, quando batteva appena
sui vetri delle finestre, in primavera.
<
cè la solita
.partita di baseball
alla
Tv
la solita
.>
- Scully si alzò, prendendo il cellulare.
- Quasi gli sfuggì cadendo a terra, dalle dita tremanti.
- Anche lamore, anche la fiducia, dovevano avere una logica.
- Ora tutto era immerso nel buio, per Mulder.
- Nessuna visione, nessun sogno, nessun elfo
.nulla
- Solo, indistinto e proveniente da un punto oscuro, lontano eppure a
portata di mano, il suono di commento alla TV, di una partita di baseball.
- New York contro Buffalo.
"
al centro
.del sesto inning
.pioggia sul
campo
.suono di treni in lontananza
.e cade forte
lurlo della
folla è indescrivibile
.siamo di fronte ad un evento sportivo unico
lurlo
della folla
lurlo è orribile
uno, due, tre,
quattrocinquesei
davanti a me
.di colpo
BAM
."
- Ora Mulder tremava, scosso da una crisi incontrollabile.
- Dana gli trattenne la testa, cercando di aprirgli la bocca per
controllare che non avesse inghiottito la lingua e morisse soffocato.
- Gli occhi erano girati allindietro, come biglie senza
controllo.
<
Fox
amore
mi senti
? >, gridò, con le
lacrime agli occhi.
La pioggia, fuori, cadeva torrenziale.
***
CAPITOLO TRE
- Centro neurologico dellospedale di
- Georgetown, Stato del Maryland, Ore 03.08 Am
- Mercoledì 12 Giugno
- Il sonno, profondo ed apparentemente senza sogni, proseguiva.
- Agli occhi delle infermiere e dei dottori, Fox Mulder pareva
dormire pacificamente.
- La saletta riservata dellospedale, era tranquilla.
- Fuori, nel corridoio, intenta a guardarlo riposare, sostava Dana
Scully.
- Gli occhi verdi erano fissi, come se nessuna forza al mondo potesse
distrarli da ciò che stava vedendo.
- Non si accorse nemmeno del medico, che per distoglierla da
quellattenzione quasi morbosa, le posò la mano sulla spalla.
- Lei si voltò di scatto.
< Sì ? >
< Agente Scully
mi scusi
ma debbo
farle delle domande
capisco il suo stato danimo, ma
>
- Dana si massaggiò le palpebre, appesantite dal sonno.
- Era un torpore innaturale, causato dal mancato riposo ma anche
dalla tensione e dal digiuno delle ultime ore.
- Il fisico di Scully conosceva bene quella sensazione ed ergeva
barrire robuste, che non si sarebbero piegate facilmente.
< Mi perdoni
.ho perduto la mia
razionalità, in queste ore
Mi dica
>
Si scostò con dolore dalla stanza, camminando a
fianco del medico, con passi lenti e brevi.
< Abbiamo preferito farlo riposare, sotto
sedativi, da quasi ventiquattro ore ! Domani avremo i risultati della TAC e
dellencefalogramma
Ma vorrei comunque dei chiarimenti
Ah, mi scusi, non mi
sono presentato, mi chiamo Brad Hopkins
>
- Dana non mutò espressione. Si limitò, quasi senza volontà, a
porgere la mano.
- Il medico aprì la porta del proprio studio e come dincanto,
Scully si ritrovò immersa famigliare eppure orrida.
- Le tante, troppe sedute con il dottor Zuckerman, per il suo cancro,
per il coma di Mulder
.erano ricordi che adesso le sembravano avvenimenti di ieri, di
poche ore, pochi minuti prima.
- Ed erano dolorosi, cattivi, raccapriccianti
- Si sedette, accavallando le gambe.
- Fissava avanti a se, guardando il dottore, ma in realtà stava
ancora vedendo Fox, in preda ad una crisi, a quellultima crisi, tanto violenta da
farle temere che sarebbe morto.
< Agente Scully
lei è la collega di
Mulder
Posso chiederle se lo conosce anche
intimamente ? >
Annuì.
< Siamo amanti
.si
.>, disse con
un filo di voce.
< Quindi lei sarebbe al corrente delluso
di eventuali droghe, alcolismo
.>
Annuì di nuovo.
< Posso escluderlo nel modo più assoluto !
>
< Sa se
Fox Mulder non è stato mai ferito
in modo grave alla testa, se non ha mai riportato traumi, per cause di servizio o se mai,
prima doggi, ha manifestato simili sintomi ? >
- Ora deglutì.
- Era difficile, come si attendeva, del resto.
- Come
poter spiegare a quelluomo, quel che Mulder e che
lei stessa, avevano vissuto ?
<
vista la nostra professione
è
abbastanza naturale eseguire dei controlli
di carattere psicofisico
è
lagente Mulder è sempre risultato perfettamente idoneo, sotto ogni punto di
vista
>
Sintrecciò le dita.
<
abbiamo
.abbiamo ambedue rischiato
la vita
.ed entrambi siamo stati ad un passo dalla morte
.in stato di
coma
Ma grazie a Dio, ne siamo usciti
>
< Lei si
>, commentò il dottor
Hopkins.
Dana aggottò le sopraciglia.
< Intende sostenere che Mulder
è
disturbato mentalmente ? >
Lui scosse la testa.
< Non mi permetterei di fare una simile
osservazione nemmeno dopo settimane di studio
.Intendevo solo ricordare che forse il
suo collega, ha riportato conseguenze più gravi del previsto, durante il suo coma ! Per
quanto tempo è rimasto in una simile condizione ? >
Scully serrò appena le labbra.
< Due
settimane
>
- Le più lunghe della sua vita.
- Hopkins si lisciò il mento.
< Lagente Mulder lha nominata suo
medico di fiducia ! Acconsente che mi sia possibile esaminare la sua cartella clinica ? La
deontologia professionale, mimpone il suo permesso
>
- Esitò per un istante.
- Se così fosse stato, sarebbero emerse le regressioni ipnotiche, le
sedute con il dottor Werber
- E di certo, quel dottore si sarebbe fatto unidea precisa di
Fox Mulder
- Identica a quella che avrebbe stilato lei stessa, se non
lavesse conosciuto ed amato per anni
< Preferirei aspettare tutti i risultati delle
analisi e della TAC, se non le spiace ! >
< Come desidera ! Avremo modo di parlare con
Fox Mulder quando riprenderà lucidità
Adesso faremmo solo congetture
>
- Dana sapeva che la ragione del suo rifiuto era unaltra.
- Come accettare quel che Mulder sospettava ?
- Che i ricordi gli fossero stati immessi per via ipnotica, che il
passato su sua sorella nascondesse in realtà la più incredibile delle
bugie
che fosse aliena !!
- Se ciò era vero, era reale anche
il suo rapimento, la natura
stessa delle idee di Mulder e quindi, per logica, anche dellerrata valutazione delle
proprie.
- Uscì, salutando meccanicamente e fermandosi accanto alla
macchinetta del caffè.
- Maledì il destino
- Come decidere ?
- Quale strada intraprendere, adesso ?
- Se avesse errato
avrebbe rischiato la sanità mentale
delluomo che amava
- Frugandosi nelle tasche per gli spiccioli da infilare nella
macchinetta, si ritrovò fra le dita il biglietto del cinema
< La vita è meravigliosa
>, mormorò.
- Stracciò il biglietto con rabbia, scuotendo la testa e rinunziando
al caffè.
- Passarono molte ore.
- Mulder le trascorse calmo, quasi placido nel proprio sonno.
- Solo a tarda sera, il suono si fece distinto.
- Mutò, divenendo una vera e propria conversazione.
"
..abbiamo così stabilito, che durante
la registrazione avvenuta nello studio del Presidente, siano stati effettivamente
cancellati venti minuti di nastro
.. Ora lei crede che sia possibile affermare che,
tale cancellazione, sia avvenuta per errore ? Guardiamo il mago alla TV ? Mamma e papà
hanno detto che ero io che comandavo, mentre erano via
Fox ho paura
.ho paura
Fox
ti prego
.perché mi portano via, in quel posto pieno di luce ? Dimentica
Fox, dimentica
.! "
- Voci. Tante. Assidue.
- Presenti, ossessive
.che prendevano sempre più forza,
divenendo dapprima tenui come fruscii del vento sui rami, per poi diventare raffiche tese
duragano, ululando in modo orrendo.
< Proceda
>
- Luomo si avvicinava a Fox.
- Egli era disteso, su un divano molto comodo, rilassante.
< Ora vede una luce molto forte,
allesterno
rammenta ? >
< Si
>, rispose Mulder, con la voce
tremante.
Proveniva dal luogo più oscuro e lontano
delluniverso, il profondo della propria mente.
< Sono loro
sono gli alieni
che
portano via sua sorella
ha capito ? >
Mulder tremava, scosso dalla paura.
< No
no
vi prego
è così
piccola
.non fatele male
>
Le lacrime scendevano lente e dolorose.
<
lei
Samantha
.ripete gridando
il mio nome
.ma io non posso aiutarla
sento
sento quella voce, nella mia
testa
.mi dice che devo
che devo stare tranquillo
.che non le verrà fatto
alcun male
>
< Crede in quella voce ? >
< Voglio crederci ! >
- E poi cera la pioggia. La pioggia che cadeva torrenziale, sul
campo da baseball.
- E quelle urla
.urla orrende, da far gelare il sangue, urla
raccapriccianti
- Mulder prese a piangere e a gridare, tremando come fosse scosso da
una violenta scarica elettrica.
- Scully, che era uscita dopo ore passate a vegliarlo in silenzio,
stringendogli la mano quasi potessi sfuggirle, si precipitò nella stanza.
- Gli accarezzò la fronte, osservando la tremenda forza che Mulder
esercitava, per liberarsi dai lacci che gli bloccavano polsi e caviglie.
< In nome di
.Fox
.mi senti ?
Cosa
cosa ti sta accadendo ? >
Mulder sbarrò gli occhi, quasi avesse avuto modo
di sentirla, ma in realtà fissando il vuoto.
< Noooo
lei no, per pietà
è così
piccola
.io
io lamo
.non fate del male a Dana
per
carità
.>
- Rimase immobile, stringendo la sua mano tremante e calda, sino a
quando uninfermiera si apprestò a praticare a Mulder uniniezione.
- Un calmante, lennesimo
- Scully si alzò, sfiorandosi i capelli e abbassando appena il viso,
sussurrò:
< Signore Onnipotente
>
- Era notte, ormai.
- Notte fonda.
- Scully uscì dalla stanza, per passeggiare senza meta lungo
corridoio, alla ricerca di una finestra aperta e di un poco daria.
- Arrivò allatrio del reparto e aprì appena il finestrone,
angolandolo verso lesterno.
- Pioveva a dirotto.
- Sembrava che la primavera fosse fuggita, per lasciar posto di nuovo
allinverno.
- Si sfiorò, nervosa, le gote, scacciando le lacrime.
- Vide la luce alogena dellascensore illuminare la sala e da
essa, distinguersi sempre più nitidamente il vice-direttore Grey.
- Si tolse il cappuccio bagnato, scuotendo appena la testa, con i
corti capelli a spazzola che si rizzarono irti e umidi.
- Era splendida. Una donna matura e sensuale, con i suoi magnifici
quaranta anni.
- Tossì, lievemente, per attirare lattenzione di Dana, o forse
per il caldo che la aggredì entrando nellospedale.
- Dana la vide con la coda dellocchio, senza voltarsi.
< Agente Scully
>
Esitò un attimo, parlando sottovoce.
< Vorrei
vorrei
sapere le condizioni
dellagente Mulder
>
- La voce
era tremante, scossa, e Scully la colse al volo.
- Si girò, trovandola molto bella, probabilmente molto più bella di
quanto non fosse lei stessa.
< Credo
sia necessario attendere
domani
.per sapere
Posso solo dirle che Fox.. attraversa rari momenti di
lucidità ad altri
di delirio e visioni
frasi senza senso..
Sono
preoccupata
non aveva mai sofferto di nulla del genere, prima
dora..>
La Grey si sfiora le labbra, deglutendo.
< Si sbaglia ! Lagente Mulder mi
confidò
.mesi or sono, che durante unindagine su sua sorella
provò una
crisi del genere
certo in modo più ridotto ed indolore
>
Scully fece per fare qualcosa, ma si bloccò,
imbarazzata.
< Io
non capisco
non mi ha mai detto
nulla
di tutto questo
sapevo che
era stato molto provato dalle rivelazioni
su Samantha, ma
>
Jean Grey si slacciò il kway e commentò:
< Sa anche lei quanto Mulder
sia difficile
da
capire
Posso vederlo
? >
Scully si spostò il ciuffo di capelli dietro
lorecchio e sedendosi fissò la tenue luce della plafoniera.
< Perché è qui, signore ? >
Grey si strinse le mani, per poi guardarla con
difficoltà.
< Potrei
.mentirle
asserendo che il
mio dovere di vice-direttore dellFBI, mi ha costretto a venire da lui nel cuore
della notte
.ma offenderei la sua intelligenza, così
La verità
è che
sono molto preoccupata per lui
>
- Era difficile, enormemente per Jean Grey, dire quelle parole.
- E Dana lo comprese. Perché anche lei, aveva sempre avuto la
medesima difficoltà.
< E
destino
che lei mi porti
solo cattive notizie, vice-direttore
>
Jean si sedette accanto a Dana.
< Non
fraintenda ciò che le ho appena
detto
.Fox Mulder ha sempre manifestato la più assoluta trasparenza, nel suo
rapporto di lavoro con me
Credo
>
Sorrise, in modo amaro.
<
credo..che mi consideri un buon
collaboratore, come a suo tempo riteneva un vero amico Walter Skinner
>
- Una luce intensa si accese negli occhi di Scully, e voltandosi e
guardandola in volto, trasmise anche a Jean questa sorta di riflesso dellanimo.
- Fu un momento difficile a descriversi, un istante di totale
complicità, amicizia e rivalità, che Scully e Grey provarono per la prima volta nella
vita.
< Desidera
mutare questo rapporto ? Se
vuole un consiglio
>
Grey annuì.
< Lasci perdere ! Per varie ed importanti
ragioni! La prima, è che Mulder è il mio uomo, e non ho nessuna intenzione di lasciarlo
senza lottare, alla prima venuta
.la seconda è che
per amare davvero Fox
Mulder
occorre molto più che del sentimento
.Una forza che va al di la degli
schemi preordinati della vita dogni giorno ! >
< Mi spiace che pensi questo della mia vita,
agente Scully
.! Vorrei che credesse, quando le dico che nessuno non mi ha mai
regalato nulla
a partire da mio padre ! E che ciò che emerse, a suo tempo, su di
lui, non ha di certo facilitato il mio lavoro ! >
Scully prese un debole respiro.
< Cè anche una terza ragione
>
< Quale ? >
Scully parlò con lentezza, come per far sì che
le proprie parole avessero maggior presa.
< E la nostra sola salvezza,
nellFBI ! E debbo dirle, come saprà certamente, che allinizio ho dubitato
fortemente di lei ! Ma mi sono resa conto, con onestà, che quel tipo dagente che
ora detestavo, altro non sarebbe stata che la mia immagine speculare, se non avessi
conosciuto Fox Mulder ! Ma ora le dico, altrettanto onestamente, che la stimo. Che è un
ottimo vice-direttore, ed unamica
ed io non desidero perdere la sua amicizia,
Jean
>
Jean diede un rapido sguardo fuori, nella fitta
oscurità che dominava luniverso, giù dalla strada
vicino eppure lontano anni
luce.
< E una strana serata, non trova ? Piove
e fa freddo
nonostante sia Giugno
la trovo una serata adatta a rompere gli
schemi preordinati
.>
- Si sporse verso Scully, abbracciandola.
- Dana chiuse gli occhi.
< Guarirà
è molto forte ! Lo è sempre
stato..! Un uomo che ha dovuto affrontare ciò che ha affrontato Fox, deve esserlo ! >
Jean Grey si scostò, annuendo.
< Lo è anche lei, Dana ! >
Si alzò e quel momento si ruppe, con dolore.
< Più di quanto immagini
>, disse
guardandola, così piccola e stanca, seduta su quella sedia scomoda, in una notte di
pioggia.
***
CAPITOLO QUATTRO
- Centro neurologico di Georgetown
- Ore 11.25 Am, Mercoledì 12 Giugno
- Fuori la pioggia era svanita, ma il cielo era rimasto plumbeo per
tutta la prima parte della mattinata.
- Un pallido sole si faceva largo a fatica, timido, fra la spessa
coltre di nuvole.
- Scully non aveva riposato che per poche ore, agitate e scomode,
sulla sedia della sala daspetto, rifiutandosi di andare a casa.
- Non cera alcuna ragione perché restasse lì
Mulder non
era in pericolo di vita, e stava riposando sotto sedativi
ma ugualmente lei non volle
abbandonarlo.
- Pranzò frugalmente con qualche merendina ed un caffè senza
zucchero, e lunico lusso che si permise, fu una placida passeggiata allaria
aperta, non appena smise di piovere, verso le nove.
- Camminò lentamente, nel parco che circondava quel settore di
Georgetown, sotto lumido sapore dei pini, della resina e il timido canto degli
uccelli.
- Si stupì, passata una mezzora abbondante, di non avere alcun
pensiero per la mente.
- Lo stato mentale di Mulder, le confidenze di Jean Grey
.nulla.
- Nemmeno un pensiero razionale, circa i motivi dellimprovviso
sprofondare di Fox nella follia.
- Si fermò accanto ad un maestoso albero dabete, proteggendosi
appena dalle gocce che cadevano dai rami.
Il profumo dellalbero era splendido, penetrante
- Ora non la vedeva nessuno
- Iniziò a piangere, dapprima con difficoltà, poi
copiosamente
<
Mulder
>, smozzicò.
- Pianse sino a sfogarsi del tutto.
- Quando le lacrime smisero di scendere e lo stomaco le gettò una
fitta di dolore acuto come una coltellata, fece ritorno su i suoi passi.
- Il ritorno allaria calda e soffocante del nosocomio le
sembrò stranamente più lunga dellandata.
- Ripensò al fatto che la realtà, i suoi aspetti e le sensazioni
che ci arrivano dal mondo
- esterno, siano tutte filtrate dai nostri sensi, dal cervello.
- Chissà quale realtà captava adesso Mulder
?
- Se era o no in grado di vederla come al solito, di sentire il
profumo della sua pelle,
- la dolcezza delle sue carezze, il palpito del suo cuore
- Ritrovò Jean Grey, in piedi, che passeggiava senza meta.
- Scully le sorrise. Era un sorriso tirato e senza alcuna felicità.
< Sembriamo ad una fermata dautobus
>, buttò
lì, tanto per dire qualcosa.
- Scully annuì.
- La loro attesa ebbe termine dopo molto tempo.
- Il dottor Hopkins apparve dal corridoio, apparentemente calmo e
professionale comera apparso sin dallinizio.
< Agente
..Scully ? Ha
.dormito
? >
Lei scosse la testa.
< Poco e male
voleva dirmi qualcosa
? >
<
si
cè il responso della TAC
.e credo
debba vederlo..>
- Giunsero allo studio del dottor Hopkins, e per un attimo Dana
gettò unocchiata al corridoio, verso la stanza di Fox Mulder.
- Le lastre erano appese ad una lavagna luminosa.
< Dal punto di vista neurologico, ci mancano altri dati, che
potranno chiarire la situazione globale, per escludere che lagente Mulder possa
soffrire di una forma di meningite encefalica, o altre forme di malattie cerebrali
Ma guardi qui, per favore
>
- Indicò, con una biro, una lastra.
- Era il cranio di Mulder, con il cervello che appariva come un
insieme di colori densi e mescolati, azzurri e rosei.
- Alla base della nuca, nel punto che dal cervelletto si saldava al
midollo allungato, una formazione, grossa come una noce.
- Verde.
- Jean Grey avvertì dei brividi lungo le spalle.
< Sicuro
che la TAC funzioni ? >, chiese.
< Abbiamo eseguito altre quattro tomografie assiali
computerizzate, prima di quelle al cranio dellagente Mulder, e nessuna ha
evidenziato problemi
>
Scully si avvicinò sino a sfiorare la lastra con due dita.
< Crede
sia una massa tumorale ? >
Il dottor Hopkins scosse la testa.
< Lescludo
.! La posizione nella quale è situata,
non concorda con gli effetti che il paziente manifesta ! E una massa pulsante, che
cresce di volume in modo costante
>
Scully parlò lentamente.
< E queste
le vede ? >
Indicò due piccole macchie chiare, grandi pochi millimetri.
< Altro mistero
assomigliano a schegge
frammenti
metallici, dal tipo di riflesso che hanno sulla TAC
.>
< Non sono schegge
.ma microcip
..>, sussurrò
Dana.
Il medico si appoggiò alla scrivania, incrociando le braccia.
< Non è possibile, inserire placche come quelle alla base del
cervelletto, agente Scully ! Non senza
danneggiare in modo permanente il tessuto
cerebrale ! >
Dana socchiuse le palpebre. Le costò tantissimo, dire quelle
parole.
< Forse
non sono state inserite da
noi
>
< Che intende dire ? >, domandò Grey.
Scully sospirò.
< Io
..stessa
.avevo un simile impianto, alla base
del collo
! Lagente Mulder ed io
.abbiamo cercato per molto tempo i motivi
di questi
esprimenti, senza trovarne la reale motivazione
solo congetture ! Ma
è logico ritenere che chiunque le abbia istallate, sia in possesso di una tecnologia
molto avanzata
Per quel che vale, posso dirle che secondo me è opera di qualche
organizzazione interna al nostro governo
>
- Organizzazione
.dici così perché non vuoi
dire
.extraterrestri
.
- Jean Grey annuì, debolmente.
< Agente Scully
.comprenderà bene che
a questo punto
è mio dovere
portare alla luce, questi fatti
esporli allFBI
.>
Dna scosse la testa, decisa.
< Non se ne parla ! Fino a quando non avremo trovato una cura
per Fox ! So come ragiona quella gente
.utilizzerebbero il fatto per
eliminare
Fox Mulder
.per bollarlo per pazzo e rinchiuderlo per sempre
! >
La Grey deglutì. Incrociò lo sguardo di Scully, ed annuì
debolmente.
< Come desidera
.prenderemo tempo
>, sussurrò.
< Ugualmente, non riesco a collegare i due fatti
.Lo stato
mentale del suo collega non sembra una normale patologia da malattia mentale o da febbre
encefalica.. Anche ammettendo
che sia collegabile a quegli impianti
occorre
farlo esaminare da specialisti
Le propongo questi due nomi
.>
Porse un foglietto a Scully che lesse nervosa.
" Dottor Klein e dottor Naiman"
Erano due esperti di psichiatria e neurologia, famosi in tutti gli
ambienti medici degli Stati Uniti.
< Bene
ma
sia chiaro che
.non farete nulla
senza
interpellarmi
>
- La porta dello studio si aprì con circospezione.
- Sulla soglia uninfermiera minuta.
< Dottore
.scusi, ma Fox Mulder, si è svegliato, da circa
mezzora
>
- Dana si mosse di scatto, come punta nel vivo.
- Il cuore le batteva impazzito.
< Voglio vederlo ! >
Il dottor Hopkins annuì.
< Bene
ma cerchi di non stancarlo
più del
dovuto
.E non si aspetti alcun miglioramento
potrebbe rimanere lucido per
ore
o per pochi minuti, per quel che né sappiamo
>
- Dana annuì.
- Voleva solo vederlo. Stare con lui.
- E Jean Grey lo comprese.
- Non disse nulla, limitandosi a salutare il medico e ad
allontanarsi.
- Lo sterno le doleva, e vinse a fatica il desiderio di correre da
Mulder.
- Ma era al di fuori. Non faceva parte del loro mondo.
- Lo aveva capito e doveva accettarlo.
- Salì in auto e quasi trasalì, vedendo unombra alle sue
spalle.
- Il tenue brillare di una sigaretta, immediatamente seguito dallo
zippo di un accendino, le fece comprendere chi fosse.
< Lei ? >
Smoking Man emerse dal buio, con un lieve sorriso.
< Mi scusi
.se mi sono permesso
ma pioveva
e mi
ero stancato di aspettarla allaperto
Vedo
che la sua passione, travalica
il normale iter burocratico
>
Fece una smorfia di disgusto.
< La smetta ! Che cosa vuole da me
>
Aspirò dalla Morley.
< Mi deve un favore
>
Grey si sfiorò, inconsapevolmente, la fondina della pistola.
< Non le debbo nulla ! Se ne vada ! >
< Lei mi deve la vita ! O crede nei miracoli, dimprovviso
? >
- Jean tremò, sorpresa.
- Non aveva idea che la propria salvezza
.
< I medici
.loro mi hanno salvata
>
< Non lascio mai conti in sospeso, vice-direttore ! >
- Lei chiuse gli occhi, imprecando.
- Impugnò la pistola e la puntò verso quelluomo, togliendo la
sicura.
< Bastardo ! >, ringhiò.
< E così simile al suo predecessore
.Suo padre
sarà contento
! >
< Mio padre è morto ! Morto capito ? Si è ucciso anni
fa
>
- Smoking Man aspirò il gusto acre del tabacco, sorridendo.
- Gli riusciva facile sorridere, pur con unarma puntata a pochi
centimetri dal viso.
< Schiacciato da un peso che non poteva sopportare
aver
tradito il suo paese ! Ma le giuro che
suo padre Nat, ha servito e serve questa
nazione con grande dedizione
vice-direttore Grey ! >
Il cuore le batteva forte
.ucciderlo
sarebbe stato
facile e giusto.
<
perché mi dice queste cose
.? >
Aprì il finestrino, gettando la sigaretta fuori.
< Perché siano pronti per la svolta
.per la
verità
>
Le strinse ancor di più larma fra le mani.
< Che vuol dire ? >
< Che la più grande delle catastrofi è in movimento
e
che nessuno
.Nessuno potrà mai fermarla
.La data è stata fissata ! >
Scese dalla macchina, ed immediatamente una seconda vettura,
lussuosa ed elegante, apparve dal fondo del vialetto.
< Ci rivedremo
.Jean "Raggio di Luna"
Grey
.>
- Jean Grey parve paralizzarsi. La pistola le cadde dalle mani,
scivolando sul sedile dellauto.
- Quel nome indiano
era il suo da ragazzina, datole dalla
madre
.
- Solo
solo suo padre e sua madre, lo conoscevano
- Abbassò la testa contro il volante, serrando le labbra.
- Nessuna lacrima, mai
MAI.
***
CAPITOLO CINQUE
- Centro neurologico di Georgetown, Stato
- del Maryland, Ore 01.15 Pm, Mercoledì 12 Giugno
- Mulder rimase seduto, con le mani conserte ed i piedi a penzoloni,
fissando la parete neutra davanti a se.
- I lacci gli furono sciolti dopo quasi un quarto dora dalla
ripresa della lucidità.
- Udì la porta aprirsi alle sue spalle, ma non si voltò.
< Mulder
sono io
>
Fece un tirato sorriso, girandosi verso di lei.
< Mettiti sotto le coperte, o prenderai freddo
>, lo
esortò, amorevole.
Fox eseguì, quasi meccanicamente.
< Da
da quanto sono qui ? >
Lei si sedette ai bordi del letto, cercando una luce nei suoi
occhi verdi, senza trovarla.
< Un giorno
quasi
.ora sei lucido
scusa per i
lacci
ma avresti potuto ferirti
durante le convulsioni
.Ho dovuto farlo,
mi spiace
>
Mulder annuì.
< Era ciò che mi aspettavo da te
.sei sempre stata la mia
parte razionale
e se dovessi perdermi nella follia
.tu sapresti guidarmi alla
luce ! >
Lei socchiuse le palpebre, avvertendo di colpo una stanchezza
immensa, pesantissima.
< Non dirlo
sono certa che né uscirai
.sei così
forte
devi esserlo
>
- Doveva esserlo anche per lei.
Dopo tutto quello che aveva passato, non avrebbe sopportato che Fox
si spegnesse, che
la sua mente straordinaria, sprofondasse nel buio della follia.
- Strinse la sua mano.
< Sei stato così male
>
Mulder chiuse gli occhi, piegando appena il capo
allindietro.
<
mi sento come dopo una sbronza colossale
Ho
paura
tanta
.>
Aprì le palpebre, fissandola drammaticamente.
< Non
non abbandonarmi, Dana, ti supplico
>
La frase uscì dolorosa, scavando dentro Scully.
< Certo ! Ti giuro che non ti abbandonerò mai
te lo giuro
!! >
Intrecciarono le loro dita in una stretta calda, damore.
< Parla
parla con il vice-direttore Grey
impediscile
di farsi superare dagli eventi.. Cercheranno dapprofittarne
di invalidare quel
che abbiamo fatto sino ad ora ! Non è per
me
quanto per la tua
carriera
per il tuo onore
>
Scully sorrise, amara e sofferente.
< Stai tranquillo
.sono qui solo per vederti
devi
riposare
! Ne parleremo a suo tempo
>
< No ! Tu devi
devi proteggerti
.capito ? Se
se
ti fosse impossibile tutelare la tua integrità
schierati contro di
me
.salvati
.>
Dana scosse la testa. Apparve come una bimba indifesa, in quel
momento.
< Non posso ! Non voglio ! Non potrei vivere
se
dovessi
preferisco perdere ogni cosa ! >
- Mulder le afferrò la testa, delicatamente, baciandola.
- Non appena le loro labbra si divisero, fu lei a parlare per prima.
< Ho già scelto la mia strada
.e niente e nessuno potrà
dividerci ! >
Fox le appoggiò la testa sul ventre, parlando piano.
< Sono certo
.che a Chilmark
o a casa
mia
cè la risposta alle mie domande.. la risposta a tutto quello che abbiamo
sempre cercato
sepolto nei nostri ricordi
.>
Dana annuì, senza alcuna reale convinzione.
< Va bene ! Adesso riposa
>
- Rimase accanto a lui, sino a quando non lo vide coricarsi.
- Adesso, dopo che Dana uscì sgattaiolando dalla porta principale,
cera solo silenzio.
- Le voci, i suoni, erano svaniti.
- Solo una spossatezza enorme
che gli impediva di dormire.
- Ora era notte
certamente
- Non comprese nemmeno lo scorrere del tempo.
- Era scivolato via, semplicemente.
- Poi, in un angolo della stanza, quello compresso fra larmadio
e la porta, vide una debole luce.
- Sorrise. La luce crebbe appena dintensità, divenendo
sostenuta.
- Suoni rimbombanti che si spensero, improvvisi comerano
venuti.
- Prima di addormentarsi del tutto, vide al suo fianco, nel medesimo
punto nel quale si era seduta Scully, un alieno.
- Grigio, ma visibilmente femminile.
- Sembrò dire qualcosa, ma Fox non la comprese.
- Era ancora presto.
---
- Appartamento di Dana Scully, 3170 W.53 road 35
- Annapolis, Stato del Maryland, Ore 03.00 Pm
- Mercoledì 12 Giugno 2002
- Dana gettò la borsa e le chiavi dellauto sul divano.
- Si tolse le scarpe e si raggomitolò fra la spalliera del divano ed
il cuscino, abbracciandosi le ginocchia.
- Durante il tragitto, guidando verso casa, altre domande le erano
sorte, tutte senza alcuna spiegazione.
- Si abbandonò comodamente contro il cuscino del divano bianco,
chiudendo gli occhi.
- Spesso la sua casa le era parsa vuota e fredda, durante i pomeriggi
di pioggia, quando Mulder era un semplice collega e soprattutto quandera stato
malato
- Ma ora, aveva assoluto bisogno di quelle mura.
- Di protezione, di calma
di un poco di riposo.
- Si sfiorò le gambe, con due dita, rammentando le carezze date da
Fox, sempre su quel divano, e rabbrividì.
- Che avrebbe fatto senza di lui ?
- Voltò appena la testa, notando che la borsa si era aperta e che la
trottola di legno, dai colori smunti, trovata in casa di Mulder a Chilmark, era appoggiata
da un lato.
- Evidentemente, senza nemmeno rendersene conto, laveva portata
via dalla casa di campagna dei Mulder
- La sfiorò con due dita, per poi afferrarla e rigirarsela fra le
mani.
- Provò, dimprovviso, un senso di delicatezza e tepore che le
sciolse del tutto al tensione.
- Fuori, poteva udire le prime gocce di pioggia che cadevano sui
vetri della finestra del salotto, ma non ebbe la forza di alzarsi e controllare.
- Si addormentò di colpo, o così le parve.
- Adesso la pioggia era battente, sulle fronde di un grosso albero.
< Dana ! Entra a casa, signorina
..o ti beccherai
uninfluenza ! >
- Lei stava sotto la grande quercia di casa, nascosta.
- Era piccola
sette, otto anni al massimo.
- Un tuono illuminò ogni cosa, con una luce bianca e spettrale.
- Margaret si sporse sino alla soglia della veranda.
< Dana ! Andiamo
abbiamo ospiti
>
Lei non sembrava udirla, intenta ad ammirare un oggetto che
catturava la sua attenzione.
< Non te lo ripeto più
.va bene ? >
< Se fai così, girerà meglio
>
- Fra le sue mani, uno spago.
- Sentì le dita del bambino, che sfioravano le sue, afferrando lo
spago ed avvolgendolo sul perno metallico della trottola.
- Sorrise.
- Era così calda, quella mano
.
- Era
un bel bambino
quasi un ragazzo, ormai..
< Che nome buffo, che hai
>, disse.
- Lui annuì.
- Diede un colpo secco, spostandole la manina, srotolando lo spago e
la trottola fu colpita come da una frustata, mettendosi a girare vorticosamente.
- Giocavano sotto lalbero, che forniva loro protezione dalla
pioggia.
< Visto ? E tutto nella forza centrifuga
>
Lei si spostò i capelli dietro lorecchio destro,
incuriosita. Aveva i capelli lunghi, che scendevano giù dalle spalle, allora.
< La forza
che ? >
Il ragazzino si gonfiò il petto, orgoglioso.
< La forza centrifuga
Più veloce giri, meno perdi
contatto con lasse di rotazione.. è come quando vai sulle montagne russe ! >
< Io ho
paura delle montagne russe
.e dei clown !
>, disse Dana, arrossendo.
- Fox Mulder sorrise.
- Si mise in piedi, guardando con lei, la trottola girare.
- Un tuono improvviso, sventrò la quiete della pioggia.
- Dana si spaventò, abbracciandosi al piccolo Fox, quasi senza
rendersene conto.
- Simbarazzò un poco, ma ebbe la forza di dirle:
<
sai
Dana
credo
.credo di essermi
innamorato di te
>
Scully tremò, alzando appena lo sguardo.
<
che
che dici ? >, disse con un filo di voce.
Fox la voltò a se, abbracciandole le spalle.
< Sai
nei film, quando due si vogliono bene, si
baciano
.vuoi provare a darmi un bacio ? >
- Dana divenne rossa rossa.
- Fece un timido cenno con la testa, chiudendo gli occhi.
- Fox arrivò a sfiorarle le labbra, mentre il cuore le batteva
impazzito.
< Guarda ! Fox e Dana si amano !! >
Dietro lalbero, apparve Samantha, con una buffa faccia
ironica.
< Strega ! >, urlò Fox.
- Dana si appoggiò al tronco della quercia, imbarazzata e confusa.
- Vinse a stento la tentazione di fuggire, sotto la pioggia,
piangendo.
< Adesso ti prendo e te né do tante
>, minacciò,
inseguendola.
Samantha e Fox si inseguirono intorno al perimetro della grande
quercia, ed ogni volta la sorellina di Mulder, canzonava Dana, canticchiandole:
< Vi siete baciati
.vi siete baciati
>
Poi, per evitare che Fox lafferrasse per la maglietta e la
tirasse a se, scartò verso destra, inciampando nella trottola, ammaccandola e cadendo a
terra.
< Ah ! Guardala ! Ti sta bene, strega ! >, rise Mulder.
- Samantha piangeva, copiosamente, tenendosi un braccio, mentre Dana
si chinò verso di lei.
- Ora anche Fox smise di ridere.
- Sul braccio di Samantha, una ferita abbastanza profonda.
- Si era tagliata con una sporgenza di una radice, e dalla
ferita
sgorgava un denso rivolo di sangue verde.
- Scully spalancò gli occhi, di scatto.
- Era sul divano, adesso.
- Si massaggiò le palpebre, immersa ancora nello stordimento del
sonno.
- Si mosse un poco, guardando lorologio.
- Le 02.35
.?
- Ma non era arrivata dopo le tre ?
- Era confusa
Si voltò, massaggiandosi il collo, indolenzito.
- Era per via della posizione scomoda
allora aveva dormito
- Non le capitava spesso di dormire sul divano, come invece amava
fare Mulder.
- Era un sogno ?
- Quella trottola
.
- Ricontrollò lOmega da polso.
- Adesso erano le 08.14
.
Decisamente lorologio non funzionava
.non poteva essere rimasta in uno stato di
dormiveglia per tutte quelle ore
tanto più che si sentiva sveglia, adesso..
- Sveglia, ma incapace di compiere tutte le azioni volontarie.
- Adesso era in cucina. Non ebbe modo di capire come cera
arrivata.
- Davanti a se, una scatola di cereali.
- Si massaggiò la nuca, mentre i capelli rossi le scesero davanti al
viso.
- Vestiti in disordine, formicolio alle gambe..
<
come
sono arrivata qui ? >
- La cucina era in ordine
sul fuoco un bricco di caffè fumante
e brontolante.
- Guardò lorologio appeso alla parete della cucina.
- Le sette e mezza
.La data era il 13
dunque era
mattina
- Ripensò a dei classici episodi di "missing time" che,
del resto, erano capitati anche a lei.
- Man mano che cerca di mettere a fuoco la propria lucidità, andava
riflettendo sul fatto che altre cose erano fuori logica.
- Si ritrovò a piedi nudi, e puntò verso il salotto.
- La TV era accesa, a volume spento.
- Cercò, inutilmente il telecomando.
- Possibile che avesse passato quasi sedici, diciassette ore,
nelloblio ?
- Quando aveva acceso la TV ?
- Quando aveva preparato la colazione ?
- Sbuffò, camminando verso la stanza da bagno, attratta da un rumore
insistente, simile ad un gorgoglio.
- Acqua
- Adesso prese a correre verso il bagno e lo trovò, non appena aprì
la porta, allagato.
- Lacqua della vasca scendeva a cascata dai bordi, e si bagnò
i piedi in un dito di scolo freddo.
- Chiuse i rubinetti, e liberò lo scarico.
- Aveva paura
.era tutto senza senso
simile a quello che
stava accadendo a Mulder.
- Non le era mai capitato niente di simile
mai
- Almeno sino a quando non si era recata dal dottor Werber
.per
sottoporsi a delle regressioni ipnotiche
era passato molto tempo
.ma
<
no
>
- Non doveva pensare a se stessa, adesso !
- Mulder aveva bisogno del suo aiuto, di lei.
- Il resto non aveva importanza, alcuna importanza.
- Non occorreva dare allepisodio più senso del dovuto
- Era sotto stress, aveva mangiato e dormito poco, e quindi quelle
visioni erano del tutto spiegabili.
Aquila
scarlatta
Perché adesso aveva in mente quel nome ?
Era il nomignolo che le era stato dato da uno sciamano indiano, anni prima, durante un
indagine nel Nord Dakota
Indiano
.hai un nome che ti lega a noi
.ti chiamerà e
arriverai
è il tuo destino..
- Il suono del telefono la destò del tutto.
- Non ebbe modo di chiedersi del significato di quel pensiero, altra
cosa assurda in una giornata folle.
<
si
>, rispose.
< Agente Scully ? Mi scusi per lora
ma
deve
venire qui subito ! La sezione interna dellFBI intende convocarla ! >
Scully deglutì, nervosa.
< Arrivo subito, signore ! >
La voce di Jean Grey era stata calma e professionale, ma
ugualmente Scully vi aveva letto inquietudine.
< Posso solo dirle che la riunione è prevista per le nove e
trenta di questa mattina
qualcuno deve averli informati delle condizioni
dellagente Mulder
e credo che quando sarà qui, potrò anche dirle di chi si
tratta
>
Scully annuì, esausta.
< Immagino di chi stia parlando, signore
.>
- Riappese, senza dire o attender altro.
- Mentre prese a cambiarsi dabito, e a risistemare in modo
accettabile la propria casa, sentiva crescere dentro di se la consapevolezza
dellimportanza della sfida alla quale andava incontro.
***
CAPITOLO SEI
- J.Edgar Hoover Building, Sede dellFBI,
- Ore 09.34 Am, Giovedì 13 Giugno 2002
-
- Dana si sistemò con decisione la giacca, tirandone i lembi e
prendendo un profondo respiro.
- Aveva scacciato dalla mente quanto accadutole quella mattina.
- Era necessario che fosse la solita grintosa Scully di sempre,
perché era palese che il tono della riunione era tuttaltro che formale.
- Si sarebbe discusso di Mulder
era inevitabile.
- E visto chi poteva aver dato al bureau linformazione, era
anche logico il tipo di discussione che sarebbe emersa.
- Un tempo avrebbe bollato quel genere di ragionamenti come
paranoici.
- Ma desso
adesso sapeva quel che sapeva Mulder, e che Dio la
perdoni, credeva in quel che credeva lui stesso.
- Il corridoio era arioso, dominato da una grande finestra
scorrevole, dallarredamento sobrio ma raffinato.
- Jean Grey le apparve appoggiata alla soglia dellufficio, il
capo chino su dei fogli, laria formale di una segretaria di uno studio notarile.
- Scully si avvicinarono, mormorando uno spento:
< Signore
>
< Agente Scully
.posso solo dirle che questa mattina, non
appena mi sono recata al lavoro, nel mio ufficio, ho ricevuto una convocazione da parte
del direttore esecutivo
.Sanno di Mulder
Lo scopo della riunione mi è stato
omesso
>
Scully fece un debole sorriso.
< Possiamo intuirlo da sole, no ? >
- Si guardarono e tacquero.
- Jean picchiettò alla porta con due dita e non appena sentì una
voce ovattata dirle di accomodarsi, aprì la porta.
< Prego
agente Scully
vice-direttore Grey
>
- Era la voce del vice-direttore disciplinare Kersh, che Dana fissò
subito con aria di sfida.
- Altro elemento che lasciava presagire poco o nulla di buono.
- Scully si sedette, in una morbida sedia imbottita, accavallando le
gambe.
- Il direttore esecutivo, spense la sigaretta schiacciandola nel
posacenere e aprì un file davanti a se.
< Ci scusi
per il carattere, diciamo così
sbrigativo
della riunione ! Ho faticato non poco, a convocare tutti i membri del piano
esecutivo
ma i recenti avvenimenti ci allarmano
Abbiamo delle domande da porle,
agente Scully
>
Lei si spostò il ciuffo di capelli dietro lorecchio destro.
< Capisco
>
Parlò uno dei componenti del piano esecutivo, che sedeva accanto
a Jean Grey.
< Dunque
risulta che lagente Mulder sia stato
ricoverato a Georgetown, per
se leggo bene
.>, fece scorrere il dito per un
riga del file che aveva davanti, <
per un forte e preoccupante sintomo di stress !
Possiamo chiederle perché del suo
silenzio sulla vicenda, agente Scully ? >
< Ho ritenuto che le condizioni dellagente Mulder fossero
da considerare sotto riserbo medico
>
< E ecomiabile, il suo
"interesse" per Fox
Mulder ! >
- La battuta, marcatamente ironica, la ferì.
- Kersh laveva pronunziata con cattiveria.
< E pur sempre il mio partner di lavoro, no ? >
< Oh
certo
un partner molto
intimo
>
- Nuova battuta cattiva, che Dana accolse alla stregua di un gancio
allo stomaco.
- Ma non si intimorì.
< Non ritengo che la mia relazione privata con lagente
Mulder, sia argomento di discussione in questa sede, signore ! >
< E in errore, agente Scully ! La sua relazione è
proprio il nocciolo della questione! Lei fu affiancata a Fox Mulder nel 1992, proprio per
controllare e vagliare le sue conclusioni arbitrarie ! Conclusioni, che nonostante il suo
operato, non sono affatto diminuite, nel corso di questi dieci anni ! >
Kersh parlava con durezza
frasi secche e taglienti.
<
personalmente considero questo suo....trasporto
sentimentale per Mulder, fuorviante, che le impedisce una serena visione dei
fatti
>
Scully serrò le labbra, e le parole le uscirono dure, come
schegge taglienti.
< Non rendo conto ad alcuno dei miei fatti personali !
Luomo della mia vita è affar mio, vice-direttore Kersh ! >
Kersh deglutì, nervoso e disgustato.
< Il tenerci alloscuro sul suo ricovero, però, non è
propriamente affar suo ! Abbiamo il dovere di capire le condizioni mentali e di giudizio
di un agente federale, agente Scully ! >
Jean Grey posò la stilografica, mormorando:
< Le condizioni fisiche e mentali dellagente Mulder sono
sempre state più che perfette, in tutti questi anni ! >
Scully deglutì a fatica. Avrebbe voluto alzarsi ed andarsene,
vista la piega della discussione, ma si fece forza di rimanere.
< Capisco che le indagini e le verità messe a nudo dalla
sezione Xfiles, possano aver messo in serio imbarazzo
certi ambienti politici e
direttivi dellFBI, ma trovo poco corretto approfittare delle attuali condizioni
dellagente Mulder per imbastire una sorta di
processo sommario ! >
Il direttore esecutivo si sporse verso di lei, con il viso scosso
dalla rabbia.
< Questo non glielo permetto ! Lei non può dare giudizi sul
nostro operato, agente Scully ! Non stiamo approfittando di nulla ! Un agente federale è
inabile, e forse ha definitivamente perduto la proprie capacità mentali, ed è mio dovere
capire e affrontare la situazione, poiché lagente in questione dirige anche una
sezione speciale dellFBI ! >
Dana fece un amaro sorriso.
< Credo
di aver capito quale sarà la
vostra
"soluzione" allinconveniente..>
Jean Grey parlò con la solita calma.
< Non è possibile risolvere il fatto in poche, ore, signore !
E più esatto agire come ha fatto lagente Scully
cioè prendendo tempo
per
considerare eventuali analisi mediche e specifiche su Fox Mulder
>
< Le decisioni, riguardo alla sezione Xfiles e lagente
Mulder, le prendiamo noi, se non le dispiace, vice-direttore Grey
>, disse,
sibillino, il direttore esecutivo.
< Trovo questo linguaggio
vagamente
intimidatorio
>, commentò Scully.
Kersh aprì una seconda cartelletta.
< Vuole i fatti ? Bene
Nonostante molti anni
dindagini, di costi per questa struttura, i risultati dei vostri rapporti, sono a
dir poco
fantasiosi
Virus misteriosi, cospirazioni governative, creature mutate
geneticamente
Vuole che continui ? >
Scully si indispettì, visibilmente.
< Vorrei tanto sapere dove si trovava, signore, quando io e
Mulder abbiamo affrontato Tooms ! >
< Moderi il linguaggio, agente Scully ! >, intimò il
direttore esecutivo.
Dana scosse la testa. Jean Grey notò quanto assomigliasse a
Mulder, in quelloccasione.
< Le realtà che abbiamo portato alla luce, sono tanto
complesse ed estreme, che occorre visualizzare il quadro complessivo della sezione Xfiles,
per comprenderle ! Abbiamo spesso operato nello scetticismo generale, se non addirittura
nellaperto ostracismo dei quadri superiori dellFBI.. ed è per questo che ci
è stato molto difficile recuperare delle prove ! >
< Ostracismo ? Prendo questa come unaccusa personale,
agente Scully ? >, mormorò il direttore esecutivo.
< Non in modo diretto, signore ! Ma mi riferisco ad
unaltra persona, della quale mi è ignota lidentità, che sembra avere la
capacità di agire a qualsiasi livello di segretezza, oltre ogni scrupolo morale ! E sino
a che questuomo sarà presente, loperato della sezione Xfiles sarà
impossibile ! >
Kersh scosse la testa.
< Esistono livelli di segretezza, agente Scully, ai quali tutti
dobbiamo sottoporci ! O debbo credere che lei abbracci, lanarchia assoluta che
sembra animare Fox Mulder ! >
Dana si alzò di scatto.
< Non lo nomi mai più, brutto figlio di
>
- Jean Grey si alzò anchessa, gettando uno sguardo cupo a
Scully, ed ebbe il potere di fermarla.
- Dana si risedette, sempre senza staccare gli occhi da Kersh, che si
sistemò gli occhiali, evitando di incrociare il suo sguardo con quello dellagente
speciale dellFBI.
- Il direttore esecutivo, bevve un sorso dacqua, poi mormorò:
< La sua
scomposta reazione è censurata, agente Scully !
Sarà messa a nota nel suo curriculum personale ! Non siamo qui per insultarci
>
< E per insultare la memoria di Mulder, allora ? E per
questo che siamo qui ? >, ringhiò Scully.
< Non intendiamo perdere le straordinarie capacità di Fox
Mulder ! Ho deciso di accogliere il suggerimento del vice-direttore Grey
attenderemo
gli sviluppi degli esami medici e psichici, prima di una decisione definitiva ! Decido
altresì, che la sezione Xfiles sia chiusa, per permetterle di occuparsi dellagente
Mulder in modo completo ! Le chiedo anche accesso a tutti i files da voi catalogati e da
quelli personalmente custoditi dallagente Mulder
Saranno messi a disposizione
del vice-direttore Kersh, in modo che ci sia finalmente consentito di venire a conoscenza
di tutte le informazioni da voi custodite ! >
Scully fissò Jean Grey, che scosse appena il capo.
< Mi spiace
ma i files che mi chiedete, sono stati
secretati dallagente Mulder ed in non so come accedervi
>
< Una vera sfortuna, non trova, agente Scully ? >, mormorò
ironicamente Kersh.
Il direttore esecutivo firmò la direttiva, poi aggiunse:
< Può andare, agente Scully ! Vedremo di
lavorare secondo
quello che è in grado di fornirci ! >
- Dana si alzò, uscendo senza salutare.
- Cera una strana atmosfera in quella riunione, che non era in
grado di decifrare.
- Scese sino allufficio del vice-direttore Grey, ed attese una
buona mezzora.
- Alla fine lei entrò e non appena la vide, le fece cenno di
seguirla.
< Spero di averle dato un buon consiglio
.>
Dana annuì.
< Se non altro abbiamo preso tempo
Piuttosto
non
pensa che siano stati
troppo arrendevoli
? >
La meticcia annuì.
< La natura stessa di questa
.riunione è misteriosa ! La
terrò informata su tutto.. Per quei files
come intende agire ? >
< Vedrò di scaricare tutto nel mio pc, con una connessione
protetta
a riguardo le chiedo di isolare il computer della sezione Xfiles
.non
voglio che scoprano che lo sto usando, o che mi sto connettendo ! Naturalmente
vorrei
tenesse una copia di tutti files
.nel caso mi accada qualcosa
>
La Grey annuì.
< Ci conti ! E
grazie per la fiducia
.>
Scully sospirò un poco.
< Grazie a lei
di tutto ! Vado
vado da
Mulder
>
- La vide uscire dallufficio e ripensò immediatamente al
dialogo del giorno precedente
.
Con che cosa, con chi avevano a che fare ?
- Cera in moto qualcosa di enorme
.
- Ma cosa?
***
CAPITOLO SETTE
- Centro Neurologico di Georgetown,
- Stato del Maryland, Ore 01.05 Pm,
- Giovedì 13 Giugno 2002
- Scully arrivò trafelata allultimo piano del centro
neurologico dellUniversità.
- Il traffico laveva imbottigliata sulla freeway per
unora abbondante in quel tempo perduto procedendo a piccoli passi, aveva riflettuto
sulla riunione di quella mattina.
- Cerano troppe cose che non le andavano a genio.
- Era evidente che la cosa fosse stata organizzata in modo
preordinato.
- Kersh, tutti gli esponenti del bureau
.possibile che fossero
tutti disponibili per una banale verifica sulle condizioni di Fox Mulder ?
- Era sempre più evidente che miravano a chiudere la sezione
Xfiles
era solo questione di tempo.
- Ma non appena scese dalla Toyota blu ceruleo, Dana scacciò ogni
pensiero sul lato professionale del suo lavoro.
- Adesso era lì per Fox, per luomo che amava
il resto
avrebbe potuto e dovuto aspettare.
- Scully entrò insieme al dottor Hopkins, che la attendeva nel
corridoio.
< Vuole parlare con lei
>, disse.
- Scully annuì.
- Entrò, sistemandosi appena i capelli prima di aprire la porta, con
un gesto istintivo.
- Vide Mulder che stava seduto su una sedia, le mani intrecciate
davanti al viso, lespressione spenta, innaturale.
- Era solo parzialmente lucido, si poteva capire chiaramente.
- Davanti a lui, il dottor Klein.
<
.amore
>, disse delicatamente, sedendosi
accanto.
Mulder le gettò unocchiata neutra, ma al tempo stesso
carica di affetto e di amore.
<
agente Mulder
.voglio essere sincero con
lei
Il suo immenso desiderio di sapere, di superare quel blocco psicologico che la
sua mente ha eretto su degli episodi del suo passato, è straordinario ! E le sarà di
immenso aiuto, durante la terapia di recupero alla quale lei
.>
- Fox sbuffò, scuotendo appena la testa.
- Avvertì solo marginalmente la mano di Dana che accarezzava le sue.
< Non mi sottoporrò ad alcuna cura psicoterapica
convenzionale, dottore ! Lei è un ottimo medico, ma non conosce a fondo le reali
implicazioni dei miei ricordi, né da chi siano stati cancellati e perché ! Perderemmo
tempo prezioso..>
- Klein fissò Scully.
- Si sarebbe atteso collaborazione, che non giunse.
< So dove vuole arrivare
.ma
>
< Lipnosi regressiva è la sola cosa che possa farmi
uscire da questa
situazione
permettermi di ricordare
>
Parlò rivolto a Scully, quasi fosse solo con lei, in quella
stanza.
< Il caso attuale è diverso, agente Mulder ! Qui non siamo
alla presenza di incubi o di allucinati ricordi repressi, ma anche di una sorta di
catatonia e di delirio psicotico, e temo che se lei volesse stimolare in modo tanto
violento la sua psiche, potrebbe riceverne più danni che benefici ! Oltretutto,
lipnosi, nella moderna terapia, non è più ritenuta un metodo di cura efficace e
affidabile ! Credo che nelle sue attuali condizioni, possa solo aggravare il blocco
psichico del suo subconscio, deformarlo, o addirittura aggiungerne di altri
>
Strinse la mano di Dana. Era una stretta debole, minata dalle
condizioni fisiche nelle quali si dibatteva.
< E tu
.che ne pensi ? Non darai ragione a
>
Scully deglutì. La gola era secca, quasi non avesse bevuto da
ore.
< Amore..voglio
solo la tua salvezza
.temo
temo
che una seduta di ipnosi
possa farti del male
e poi
ricordi ? Non eri più
in sintonia con il dottor Werber.. ed io non ho mai approvato i suoi metodi di analisi
ipnotica ! >
Mulder le baciò il dorso della mano, facendosi sfiorare la fronte
dalle sue nocche, in un gesto infantile e dolcissimo.
<
so che hai paura per me
ma credimi..sento che è
la sola cosa da fare
>
Klein si sedette, fissandolo.
< Le sue convinzioni, non sono dettate dalla normale lucidità
mentale che ci permette di arrivare ad un giudizio ! So che può capirlo, adesso ! Lei
ritiene che.. sottoporsi ad una seduta di ipnosi regressiva possa servirle
ma non ha
dati certi per convincerci della cosa
>
< Lei non capisce
.quelle analisi, quelle sedute
mi
permisero di diventare ciò che sono
portarono alla luce il passato di mia sorella,
il rapimento che subì, che gli alieni
>
Dana strinse la sua mano, mormorando:
<
Fox
.no ! >
Klein parve annotare qualcosa, sul taccuino che aveva fra le mani.
< So che mi ritiene pazzo, per questa mia convinzione ! Ma lei
non sa le cose, i fatti che io e Dana
>
< Vuole il mio parere professionale, Mulder ? Bene, credo che
la sua fede così
assoluta in questo genere di fenomeni, sia la causa delle
manifestazioni psicotiche che ha manifestato di recente ! Molti soggetti, nelle mani di
ipnoterapisti privi di scrupolo o di capacità professionali valide, si sono
convinti dellesistenza degli alieni, piuttosto che affrontare le reali ragioni dei
loro disturbi ! >
- Mulder si appoggiò allindietro, massaggiandosi le palpebre.
- Sentiva la lucidità svanire piano, ma in modo irrefrenabile.
- Aprì gli occhi, fissando la plafoniera dalla forma circolare, che
emanava una forte luce bianca.
< Ho raccolto
abbiamo raccolto prove ed elementi
dettagliati
circa la reale
esistenza di extraterrestri sul nostro pianeta,
dottore ! Anche
Dana
li ha veduti
.>
- Scully cercò di parlare, ma la voce si bloccò.
- Cosa dire ?
Se avesse confermato tutto quello che Mulder andava dicendo, sarebbe stata bollata come
colei che difendeva le assurde convinzioni di un disturbato mentale, con il risultato di
convincere i medici dellesatto contrario.
- Se avesse negato, avrebbe automaticamente segnato Mulder come un
paranoico schizofrenico.
< Non siamo qui per
.aprire un dibattito sulle reali prove
di eventuali forme di vita aliena ! >, disse a fatica.
- La luce della plafoniera, simpresse nella retina, tanto che
Fox la vide nitida anche dopo aver chiuso le palpebre.
- Luce
arancione
viva
- Luce che si disegnava nel cielo, senza alcun suono..
< Opereremo con metodologie specifiche e mirate a
>
La voce del dottor Klein, la stanza, Scully
.tutto era
lontano, lontano anni luce, nello spazio e nel tempo.
<
.a dimostrare che
che ci si trovi di fronte ad
avvenimento unico nella storia di questo sport
.lurlo della folla
è
indescrivibile
.lurlo della folla
.>
- Aveva sei anni al massimo.
- Buio
voci tante e confuse, caotiche, improvvise.
- E poi lurlo. Un urlo improvviso, tremendo, da far accapponare
la pelle.
- Il suo viso scosso dalla paura.
- Lurlo veniva dalla televisione.
- Lo schermo era bianco, senza suono, la partita di baseball si era
interrotta, e adesso veniva fuori solo quel grido agghiacciante.
- Il cielo
.vuoto, freddo e senza
stelle
.solo
buio
buio come il ventre materno prima della
nascita
urla
orrende
acute, centinaia di urla
centinaia di grida
orrende
- Prese lucidità, rendendosi conto di essere sdraiato su un lettino,
legato ed immobile.
- Aveva in bocca una sorta di morsetto in gomma
.
- I medici, attorno a lui, parlottavano tranquilli.
- Per una decina di secondi prese del tutto lucidità.
< Dana.
.stammi vicino
.>, sussurrò.
- Scully si sedette vicino a lui, posandogli la mano sulla spalla.
- Aveva pianto, si vedeva dal rossore agli occhi.
<
Fox
Dio
sei stato malissimo
.io
>
Scosse il capo.
<
non cè tempo
.portami via da qui
chiama
il dottor Werber
ti prego
o mi
rinchiuderanno per sempre in
questa
.>
- Spalancò gli occhi, ma non vedeva altro che vuoto, buio.
- Solo, da un lato estremo della periferica visiva, quasi scaturisse
dal gorgo più profondo della mente, una figura.
- Un alieno, femminile
.così sembrava
sorrideva
***
- Centro Neurologico di Georgetown
- Stato del Maryland, Ore 01.45 Pm
- Giovedì 13 Giugno 2002
- Scully rimase in piedi, passeggiando con lentezza lungo la stanza.
- Fox era caduto in un delirio profondo, improvviso, identico a
quello riscontrato a Chilmark e a casa sua.
- Non era cambiato nulla.
- Nessun peggioramento, ma nemmeno un passo avanti.
- Il dottor Klein si rischiarò la voce, con un debole colpo di
tosse.
< Agente Scully
credo sia opportuno discutere gli ultimi
sviluppi ! >
Lei annuì.
< Per fortuna esami approfonditi, hanno escluso la presenza di
neurologie cliniche
Il dottor Naiman, ha visitato Fox Mulder nella mattinata di oggi,
ed ha concluso che si renda assolutamente necessario un periodo di studio ed esame del
paziente ! >
< Insomma intendente internarlo a tempo indeterminato ? >,
mormorò amara.
< Voglio che capisca che questi suoi racconti psicotici,
rappresentano solo il frutto di una distorta analisi deduttiva della mente razionale
! >
Dana serrò le labbra, parlando con asprezza.
< Per lei
è solo un povero malato di mente ? E
questo ciò che cerca di dirmi, dottor Klein ? >
Incrociò le braccia al petto, respirando con lentezza.
< Deve capire che molte parti della mente umana, ci sono
precluse ! Il tracciato encefalico della mente di Fox Mulder, mostra anomalie vistose
nellattività, anche durante il riposo. Quelle scosse cloniche che gli causano
visioni e deliri, sono a mio parere, le drammatiche conseguenze di una malattia mentale:
la schizofrenia ! >
Dana si spostò i capelli dietro lorecchio.
< Ma non dica assurdità
>
< Lei non può assecondare il volere dellagente Mulder !!
Come medico deve agire in modo distaccato e razionale ! Se si sente troppo coinvolta nella
vicenda, sarebbe di maggior aiuto se
>
< Ho capito il suo gioco! Non le lascerò Mulder fra le mani,
di modo che possa utilizzarlo come cavia per test ed esperimenti, così da aumentare la
sua fama curando un caso complicato come questo, dottore ! >
Klein sbuffò.
< Non può credere che lagente Mulder sia sano di mente !
Non dopo le ultime manifestazioni !!! >
< Lei non conosce i fatti come li conosco io ! Mi prenderò
cura io di lui ! >
< Lei è il suo medico, ma è mio parere che stia travisando i
fatti
Non è unesperta in materia e
>
< Conosco Mulder come uomo e come agente
e so quel che
abbiamo passato ! Nessuno, nemmeno Sigmund Freud in persona, mi convincerà mai che
quelle.. parole, quei concetti sono il delirio di uno psicotico ! >
Si voltò decisa verso il dottor Hopkins.
< Dottore
la prego di
.mantenere la degenza
dellagente Mulder per tutta la giornata di oggi ! >
< Che intende fare ? >, domandò, aspro, il dottor Klein.
< Dar voce alla ragione ! >, ripose Scully.
Poi uscì, senza salutare.
---
- Palazzo del Pentagono, Livello di sicurezza 7,
- Arlington, Stato della Virginia, Ore 02.00 Pm
- stesso giorno
- La stanza era protetta da una pesante porta blindata, di colore
azzurro.
- Smoking Man si avvicinò, e le due guardie armate che lo
accompagnarono per tutto il corridoio, si scostarono.
- Si trovava sepolta sotto molti metri di cemento armato, accanto al
livello che Fox Mulder aveva avuto modo di vedere mesi prima.
- Lì, lagente speciale dellFBI, aveva osservato
contenitori, donne imprigionate in una sorta di bozzolo, e un immenso UFO, che se ne stava
lì, a mezza altezza, sotto il cuore della difesa degli Stati Uniti.
- Sotto il cuore della patria della democrazia.
- Cera una sorta di dicotomia pazzesca, in tutto questo, che
poche persone al mondo avrebbero potuto comprendere del tutto.
- Digitò il codice daccesso e la porta, dopo un gorgoglio
percepibile, si spalancò.
- Dentro, solo luce.
- Una luce bianca, assoluta, che sembrava penetrare allinterno
dellanima di chi vi entrasse, per non lasciarla più.
- La luce era talmente forte, persistente, accecante, da cancellare
le ombre, i riferimenti, il concetto stesso di profondità e prospettiva.
- Lì gli spazi, le dimensioni, non avevano senso.
- Smoking Man si fermò, dopo pochi passi.
- Davanti a lui, la figura.
- Lalieno, femminile, alto e simile ad una grossa e futuristica
versione di una mantide religiosa, si abbassò sino a lui, sorridendo.
- Era un sorriso vacuo, gelido, terrificante.
< Siamo pronti
>, pensò.
- Bastava pensare, non occorrevano parole.
- Era un dialogo assoluto, simile a quello dAdamo con Dio,
nellEden
- Ma questo non avrebbe portato ad alcun paradiso terrestre, a
nessuna salvezza per lumanità.
- La creatura allungò le lunghe braccia rinsecchite, sfiorandogli le
tempie tramite le dita magre e ossute, simili a rametti di un albero morente.
- Grigia, dai pallidi riflessi rosa.
- Alle sue spalle, un lungo addome cilindrico, che si perdeva nel
vuoto biancastro della sala.
- Mosse appena una diafana cassa toracica, un torso compresso, che si
staccava minuscolo dalla testa spropositata.
- Appariva come un burattino, una maschera mal costruita e sul punto
di spezzarsi in due, al primo refolo di vento.
- Arti lunghi, testa ovale ed esapode, grandi occhi a goccia,
immensi, neri come lo spazio senza stelle.
- Erano terrificanti.
- La bocca, una fessura sottile, vagamente umana, dai cui lati
sbucavano altre due mandibole esterne, il cui movimento continuo provocava la nausea.
- Nessuna dentatura. Solo una forma piatta e giallognola, che
lasciava colare a terra, una densa bava cristallina.
- Le altre sei propaggini anteriori, zampe, si poggiavano sulla
superficie del pavimento, aderendovi come fossero munite ventose.
- Ora, in quel tratto, la creatura dava lidea della forza,
della massiccia resistenza fisica.
- Era alta almeno tre metri, dal corpo secco e filiforme.
- Nessuno avrebbe mai concepito nulla di più
.alieno e
agghiacciante.
- Fox
- Il suono uscì distorto, ma Smoking Man lo comprese nella sua
chiarezza.
< Sarà pronto
a breve
>
- Lalieno mosse il capo, uno scatto secco ed innaturale,
fissando luomo che aveva davanti.
- E al medesimo tempo, era del tutto comprensibile, dove fosse finita
la sanità mentale di Smoking Man.
- Si era perduta per sempre in quella stanza, sin quando vide
lalieno superstite di Roswell nella base del Nevada, quarantanni prima.
- Era ferito e non presentava la maestosità di questo, ma la luce,
il dialogo mentale e soprattutto il senso dassoluta onniscienza che scaturiva dal
poter parlare con "lei"
- avrebbe portato alla follia chiunque.
- Nessun essere umano, avrebbe potuto far coesistere quelle due metà
opposte della mente, quel sondaggio spirituale ed assoluto, che ti scavava dentro quando
pensavi, parlavi, agivi con "loro".
- Diventavi una parte del disegno
dellimmenso disegno
universale, cosmico, divino, partorito dalla mente di Dio
.una sola razza, un solo
linguaggio, un solo universo cosciente.
- Ed allora, nulla, nemmeno la vita di sei miliardi di persone, ti
importava.
- Erano solo granelli di sabbia, nellinfinito scorrere del
tempo di una clessidra.
- Lo vide svanire nella luce, camminando allindietro
grottescamente, a scatti.
- La pace, la sensazione deterna beatitudine che seguiva il
contatto, era appagante, splendida, completa.
- Smoking Man avvertì i brividi scorrere lungo il corpo, quando si
voltò per uscire
- Dio aveva tracciato il volgo
la spada era stata sollevata e
presto le tombe si sarebbero scoperchiate, il cielo sarebbe diventato oscuro, la Luna
sangue e il Sole, un secchio nero
- LApocalisse.
***
CAPITOLO OTTO
- Studio del dottor Heinz Werber, Silver Springs,
- Stato del Maryland, Ore 04.00 Pm, Giovedì 13
- La sensazione che accompagnò Scully lungo tutto il tragitto dal
centro neurologico di Georgetown sino a Silver Springs, fu difficile da mettere a fuoco.
- Era come se si fosse accesa una sorta di piccola radio, nel suo
cervello.
- Una radio che trasmetteva senza sosta.
- Comprese che non si era attivata durante lultimo colloquio
con il dottor Klein
- Lì, più dettagliatamente, aveva preso tono, vigore, divenendo
avvertibile.
- Quella sorta demissione continua, quel concetto che le
assillava le idee, si era messo in moto quando Scully aveva preso fra le mani la trottola.
- Scosse la testa.
- Smettila
sii razionale
la Dana Scully di
sempre
Fox ne ha bisogno..
- Ed allora, che ci faceva lì ?
- Era contro il parere di un qualificato medico esperto in
psichiatria, che si stava recando dal dottor Werber.
- Un medico esperto e lei non lo era, in quel campo
- Se si fosse sbagliata ? Ma, in nome di Dio, non poteva credere che
Mulder fosse impazzito !
Nessun medico al mondo, nemmeno il più qualificato di tutti, avrebbe mai potuto
convincerla di questo !
- Non appena entrò, poi, avvertì la solita ansia ed insicurezza,
che le aggredivano lo stomaco.
- Tutte sensazioni dolorose, che aveva già provato tempo prima,
quando si era sottoposta alle medesime sedute dipnosi regressiva che in passato
avevano sondato la mente di Mulder.
- E i legami del dottor Werber con quelluomo
maledetto
.quel dannato fumatore
non facevano altro che aumentare la sua
diffidenza, la sua prudenza.
- Che cosa nascondeva la mente di Fox
? E
la sua ?
- Era un sospetto, di più: una certezza, che Dana aveva sentito sin
dalla propria prima regressione e i deliri di Mulder non avevano fatto altro che
aumentare.
- Ma non naveva mai parlato a Fox, a suo tempo.
Sapeva come si sarebbe comportato, come avrebbe agito: con limpulso improvviso che
solo qualche mese prima lo stava portando alla rovina.
- Occorreva prudenza, metodo
.allora.
- Adesso non più.
Le condizioni di Fox erano tali, che se non era impazzito ora, lo sarebbe diventato nel
giro di pochi giorni, si disse con cruda realtà.
- Doveva, vincendo anche il proprio disprezzo per il dottor Werber,
agire.
- Riportare alla luce il passato di Fox, il suo
.
- Senza timori.
- Il dottor Werber, si mostrò sorpreso, nel vederla nel suo studio.
- Era convinto che Fox e Dana sarebbero svaniti dalla sua vita per
sempre, dopo i fatti dei mesi precedenti.
- Dana si accomodò, accavallando le gambe e mantenendo
unespressione seria e tesa.
- Le si leggeva in faccia il disagio di esser lì..
- Parlò di Mulder per un quarto dora, esponendo tutto con
calma e logicità.
Raramente la sua voce era interrotta da deboli pause, esitazioni che tradivano il suo
stato danimo, ma in ogni modo espose i fatti con lucidità.
- Alla fine il medico psichiatra, la guardò con apprensione:
< Debbo ammetterle, agente Scully, che lattuale stato
mentale di Fox, non mi sorprende ! Credo che le sue ultime esperienze, di grande
sofferenza circa il destino di sua sorella Samantha, abbiano provocato una sorta di crollo
nelle naturali difese della sua mente ! Tempo fa, cercai di mettermi in contatto con lui,
per indurlo a raggiungermi e a sottoporsi a nuove sedute, ma
non volle ascoltarmi !
Ora
.in tutta onestà, non ritengo che il mio intervento possa aiutarlo ! Potrei
peggiorare la situazione e per quanto sia in dissapore con le teorie psichiche del dottor
Klein, mi vedo costretto a
>
Scully si morse appena il labbro inferiore, fissandolo.
< Lei è la sua sola salvezza ! O debbo rassegnarmi ad un suo
lungo, e forse permanente internamento in una clinica psichiatrica ? Perché questo
sarebbe il destino che mi è stato fatto capire, in queste ore ! So che
i nostri
rapporti non sono mai stati idilliaci, dottore, ma se lei è stato amico di Fox Mulder
come dice, non può abbandonarlo ! >
Lui si massaggiò le palpebre, quasi fosse un vecchio minato dal
sonno opprimente e per un istante apparve realmente invecchiato di decenni.
< Fox Mulder è mio amico, quindi mi creda se le dico che non
ho alcuna intenzione di abbandonarlo al suo destino ! Ma lei, come medico, sa bene quali
rischi corro, mettendomi apertamente contro un luminare come il dottor Klein !
Specialmente adesso, che Fox Mulder non è più in grado di avvalorare la fondatezza dei
miei metodi dindagine psichica ! >
Dana si sentiva ribollire il sangue nelle vene, benché non
mutasse espressione.
< Lei non mi piace per nulla, né come persona, né come
medico, dottor Werber
>
< Agente Scully, io
>
<
.mi faccia finire ! Credo che lei sia in parte
responsabile della
confusione mentale che attanaglia Fox ! >
Lui si risistemò la cravatta, mormorando:
< A maggior ragione, mi vedo costretto a rinunziare
nel
.>
Scully si alzò di scatto, quasi senza rendersene conto,
afferrandolo per il bavero della giacca e spingendolo a se.
< Non sono qui per chiedere favori, capito ? Sono
disperata e pronta a tutto ! Lei aiuterà Fox Mulder, che lo voglia o no, o
che Dio
mi perdoni, io
.>
Impugnò la pistola con decisione, consapevole che in quel momento
si stava giocando tutto.
<
la ucciderò ! Non mi metta alla prova, brutto bastardo
! >
Werber si irrigidì, sollevando quasi comicamente le braccia e
guardandola con gli occhi scossi dalla paura.
< Va bene ! Va bene ! Ci recheremo al centro
.lei è il
suo medico curante e non esisteranno molti problemi in quel senso
la clinica deve
permettere il trasferimento
>
Dana si scostò un poco, ma senza rinfoderare larma.
< Le chiarisco anche che, se si azzarda a dire una parola con
qualsiasi estraneo, compreso il suo amico fumatore
>
- Lui scosse la testa, teso come una corda di violino.
- Aveva una paura assoluta e questo giocava a favore di Dana.
< Non lo vedo da mesi
glielo giuro ! >
Scully fece un sorriso tirato, nervoso.
< Non penserà che le creda sulla parola, vero ? >
< Deve ! I tempi
le situazioni sono cambiate
.adesso,
rispetto alle precedenti regressioni dellagente Mulder ! Le giuro che
>
Scully fece scattare lotturatore dellarma.
< Faccia in modo che sia vero ! Sarò presente ad ogni seduta
dipnosi cui sottoporrà Mulder
E se mi dovessi accorgere che lei
>
- Werber annuì, mentre due lacrime gli scesero dalle gote.
- La bocca tremava, scossa dalla paura.
- Si avvicinò di nuovo.
< Che cosa sa di me e Mulder
? Cosa ci avete nascosto ?
Che cosa avete chiuso nella sua mente e nella mia ? >
< Nulla ! Ciò che è emerso è sempre stato
documentato
registrato ! Quelluomo
collaborai con lui, anni fa, perché
sembrava realmente intenzionato a far riemergere i ricordi di Fox ! Non avevo idea
che
>
Dana rinfoderò la pistola.
< Si vesta ! Usciamo ! >
---
- Farmington, Stato del New Mexico,
- Ore 06.00 Am, Giovedì 13 Giugno
- Il sole era una sfera di color giallo ocra, che si disegnava nitida
nel cielo privo di nuvole del Nuovo Messico.
- Il termometro segnava già i ventidue gradi e nel pomeriggio
sarebbe stato peggio.
- Douglas Hoosteen, era chino accanto al cerchio di pietre basse, a
circa duecento metri dalla propria abitazione.
- Era stata una notte agitata, quella.
- I Coyote avevano ululato per ore, ed era certo che qualcosa di
grosso, forse addirittura un avvoltoio del deserto, si fosse posato sul tetto della loro
abitazione, verso le tre di quella mattina.
- Suo padre era seduto, lo sguardo fisso e spento, come ormai aveva
da circa tre anni.
- La cataratta gli aveva spento le ultime luci delle pupille,
adombrandole in una sorta di gelatina grigiastra, malvagia.
- Albert respirava piano, con la solennità dei propri settantacinque
anni.
- La fascia da Indiano Navajo gli orlava la fronte.
<..padre
>
- Nessuna risposta.
- Scosse la testa, calzandosi il cappello da cow-boy.
- Suo padre
alternava momenti di grande lucidità, con settimane
di silenzi impenetrabili.
- Era iniziato tutto con la scoperta della cataratta, e inizialmente
Douglas aveva pensato fosse stata la rivelazione della malattia a renderlo più scorbutico
ed amletico del suo solito.
- Ma poi si era reso conto che così non era.
- Lo aveva scoperto solo tre mesi prima che suo padre divenisse
totalmente cieco, allinizio della primavera di quellanno.
- Era nel fienile, a dar da mangiare alle mucche, quando gli era
apparsa unombra.
- Era suo padre, che gli parlava.
- Poiché erano quasi dieci giorni che non apriva becco, le sue
parole lo sorpresero un poco, ma le ascoltò con attenzione, quasi fossero le ultime
volontà del vecchio.
< Prepara il Cherokee
presto partiremo ! >
Non aveva detto altro.
< Partiremo ? Papà
.partiremo per dove ? >
- Lui aveva sollevato appena una mano, come per salutarlo e blandirlo
al medesimo tempo, e Douglas aveva ritenuto che Albert fosse affetto da una qualche forma
di demenza senile, se non addirittura da una feroce arteriosclerosi.
- Ma anche le visite effettuate due settimane dopo, avevano escluso
ogni sospetto.
- Sì, Albert aveva lartrite e la pressione alta, qualche
debole aritmia cardiaca, ma per essere un cocciuto Navajo di 75 anni, se la cavava bene.
- Ma quel giorno, nel fienile, Douglas aveva compreso che suo padre
stava allontanandosi da lui.
- Stava dirigendosi verso un luogo lontano, eppure vicinissimo,
impalpabile, ma reale.
- Spesso sembrava assente, pur essendo in camera, nella stanza
accanto a lui.
Scriveva sempre.
- In Navajo, con complicati simboli rituali, che il figlio non aveva
idea di cosa fossero.
- Cioè, capiva la lingua madre, ma quei segni
erano parole
senza senso.
- Stranezze su stranezze.
- Una sera dinizio Giugno, si era ritrovato fuori, a fissare le
stelle, piangendo.
- Non credeva che suo padre si sarebbe ridotto così, e cercava
disperatamente un conforto, un momento di sfogo.
- Albert gli apparve alle spalle, silenzioso come unombra.
< Perché piangi, figlio ? >
Si era voltato, in quelloccasione davvero spaventato dalla
furtività paterna e laveva afferrato per le spalle, con forza.
< Padre..che ti succede ? Sono mesi
mesi che non sei più
lo stesso ! Passi intere giornate, settimane senza dirmi nulla, senza parlare
fissi
il vuoto
e poi scrivi
scrivi quelle cose senza costrutto ! Adesso
>
Si bloccò, per poi riprendere con dolore, come un figlio che, suo
malgrado, debba rivelare daver scoperto una cosa brutta, negativa, ai propri
genitori.
<
adesso so che esci
la notte
stai fuori sino
allalba
accendi dei fuochi e te ne stai lì
al buio
ho paura che ti
succeda qualcosa
>
Sorrise.
Sfiorò la fronte del figlio, con un gesto tanto dolce, quanto non aveva mai profuso,
nemmeno quando Douglas era giovane.
< Il buio è il mio compagno, figlio
! Che vuoi che faccia
la notte, ad un cieco come me ? >
Scosse la testa.
< Parlo degli animali
coyote, volpi del
deserto
serpenti
non ci vedi e
>
< Gli animali leggono la mia anima, e sanno che debbono starmi
lontani! Prepara il Cherokee
la data si avvicina!>
Douglas scosse la testa.
< Basta mezze verità ! Frasi misteriose
dimmi ciò che
senti, padre ! >
- Lui annuì, debolmente.
- Si avvicinò alla staccionata, reggendosi con fermezza ad essa, e
fissando il cielo, quasi potesse vederne le stelle ad una ad una, disse:
-
- " Un guerriero del Popolo degli uomini, che voleva
conoscere ciò che anima la vita, si recò da un potente sciamano. Non appena fu ricevuto
nel tapee, il guerriero parlò a lui.
- < Potente sciamano, desidero sapere dove si nasconde
lanima!! >
- < Perché ? >, chiese lo stregone.
- < Io sono un grande guerriero
.Fra la nostra gente,
cè chi dice che io sia il più potente dei guerrieri del Popolo degli
uomini
Ma se ho tanto combattuto ed ucciso, voglio capire il motivo, la ragione della
mia esistenza ! Sapere se quanto ho fatto, se le vite che ho preso ad altri guerrieri,
sono dentro di me, come dicono le leggende ! >
- Lo sciamano prese una lunga pipa di legno.
- < Qual è lanimale che possiede la vista più acuta ?
>, domandò.
- < Il falco, o potente sciamano ! >.
- < Sali allora sulla grande montagna
cattura un falco,
ma senza armi
.ma solo con la tua astuzia e destrezza
Cavane gli occhi e portali
a me
.Dentro di essi, vedrai ciò che ti tormenta ! >
- Il guerriero scalò immediatamente la montagna.
- Scorse ove il falco nidificava, e dopo molti tentativi, lo
sorprese.
- Il falco era abile ed armato dartigli terribili. Il
guerriero lo catturò, ma perse la vista, ferito dallanimale.
- Quando fece ritorno dallo sciamano, il guerriero era diventato
cieco.
- < Ho fatto quanto mi hai chiesto
.Ma i miei dubbi
restano ! >
- Lo sciamano aprì il sacco, tenendo gli occhi del falco fra le
mani, e mormorò:
- < Ora che sei cieco
.come lanimale che hai
ucciso, potrai vedere ancor di più ! >
- Gli aprì la mano, porgendogli quegli occhi.
- Il guerriero li tenne con se, fino al calar del sole, quando
divenne falco e volò via.
- < Ora capirai ! >, disse lo sciamano. "
- Finì di raccontare e Douglas rimase immobile, tremante.
- Aveva sentito quella leggenda poche altre volte, e solo
quandera ragazzino.
- Dunque..suo padre era vicino alla morte ?
Perché era questo il senso di quella storia.
<
papà
stai per
>
- Non terminò la frase.
- Albert si era voltato ed aiutandosi con un bastone, si stava
incamminando verso casa.
- Da allora, Douglas aveva preso ad aiutare suo padre nella
preparazione del fuoco, nel suo spegnimento, sempre senza dire nulla, assecondandolo in
silenzio.
- Ma non come si fa ad un vecchio malato, animati dalla compassione..
- Piuttosto per una sorta di presentimento, di presagio, che sentiva
sgorgare dallanima di suo padre, vitale come il cerchio dacque sulla Terra.
- Albert si alzò.
- Parve fissare il figlio quasi avesse modo di vederlo davanti agli
occhi, quella mattina.
< Il momento è giunto ! Andiamo ! >
< Partire ? E arrivato il momento ? Dove
dove vuoi
recarti, padre ? >
< In un luogo del deserto del Texas
che so chiamarsi Fort
Worth ! E lì.. che sono atteso ! >
- Douglas non si chiese se davvero esistesse un luogo simile.
- Perché, che Dio lo perdoni, sentiva che suo padre aveva ragione.
- Che non solo quel luogo esisteva, ma che Albert Hoosteen era
atteso
.
***
CAPITOLO NOVE
- Centro Neurologico di Georgetown
- Stato del Maryland, Ore 07.05 Pm,
- Giovedì 13 Giugno 2002
- Latmosfera che Dana trovò al suo ritorno nello studio del
dottor Hopkins, fu insolitamente tranquilla.
- Hopkins, in parziale accordo con i dottori Naiman e Klein, firmò
il rilascio di Fox, di fatto senza nemmeno controbattere alle motivazioni di Scully.
- Werber arrivò alla soglia, togliendosi di dosso la preoccupazione
che ne minava la lucidità, mormorando:
< Chiamo unambulanza
lo farò portare al mio centro
immediatamente
>
- Dana si voltò verso Hopkins, mentre in lei stava calando il velo
del sospetto.
- Era stato tutto troppo
semplice..
< Posso chiederle una cosa ? >
< Certamente ! >
< Comè che avete cambiato idea così dimprovviso ?
Quando vi ho lasciato, eravate contrari al suo rilascio
.E non mi dite che
considerate le mie argomentazioni valide al punto di
>
- Li fissò e comprese tutto.
- Comprese ogni particolare, ogni dettaglio.
- I loro visi, i loro occhi
erano paralizzati dal terrore.
- Qualcuno
.e Scully poteva immaginare bene di chi si trattasse
o da chi fosse mandato, aveva "consigliato" loro di cambiare idea.
- Mentre si recava alla sua stanza, Scully riesaminò molte volte
ciò che andava facendo.
- Se era stato quelluomo
a desiderare che Fox fosse
lasciato andare, messo in libertà, o magari che fosse proprio curato da Werber
aveva
senso assecondarlo ?
- Non era più giusto, più logico, impedire che ciò avvenisse.
- Ma, quella ridda di pensieri e timori, di dubbi e certezze, si
volatilizzarono non appena entrò nella stanza.
- Allora lo stomaco si serrò, dandole una fitta acuta che le mozzò
il fiato.
- E al diavolo tutto
.se esisteva una sola possibilità su un
milione, per riportarlo alla normalità, lavrebbe sfidata, scelta, affrontata.
- Per amore di Mulder, avrebbe sfidato chiunque, qualsiasi cosa.
- Mulder
- Mulder stava al centro della stanza, ritto in piedi.
- Non si era nemmeno reso conto che il dottor Werber e Scully erano
entrati.
- Non si sarebbe reso conto nemmeno dellarrivo della terza
guerra mondiale.
- Le palpebre erano socchiuse, quasi a mostrare lo stordimento che
stava cancellandogli la mente.
- Aveva il braccio destro allungato, lindice proteso, quasi
tentasse grottescamente di misurare la stanza.
- Era a piedi nudi sul pavimento. Tutti gli oggetti della stanza
erano stati rimossi.
<
Fox
.che cosa
.ti hanno fatto
? >
Le parole le uscirono sottili, un sibilo appena udibile, carico di
dolore.
<
ciao
>
- Parlò così piano che Dana dovette avvicinarsi alle sue labbra per
udirlo.
- Fissò il dottor Werber, cercando un conforto, una spiegazione.
< Non sì allarmi
.non più del dovuto
E
evidente che lo hanno imbottito di tranquillanti
si riprenderà
.>
- Ma quella frase non le diede alcun sollievo.
- Anzi la fece tremare, la fece precipitare nellangoscia.
- Era stata solo colpa sua
.per colpa sua, Fox era ridotto ad
una sorta dautoma.
< Andiamo via
.amore
andiamo via
>,
smozzicò, piangendo.
Fox sollevò di nuovo il braccio, indicando il nulla della parete.
<
si
ndiamo
.>
Si spostò nervosa i capelli dietro lorecchio, domandando:
< Crede
che mi capisca ? >
- Werber si avvicinò a Mulder.
- Mosse il dito da destra a sinistra, sperando inutilmente che gli
occhi blu di Mulder né seguissero il movimento.
< Mulder
Fox
mi riconosce ? >
<
ciao
>, smozzicò.
< Non credo ! E in uno stato simile alla
catatonia
.Ma devessere leffetto di queste
>
Mostrò a Scully due fiale per la fleboclisi, che erano appoggiate
sul comodino esterno alla stanza, lungo il corridoio.
< Pentobarbital
.e fenobarbital
.Stia
tranquilla
.domani starà bene
la riconoscerà
>
- Ma Dana si era già avvicinata alluomo che amava, cingendolo
per la vita e facendolo sedere ai bordi del letto.
- Gli scompigliò i capelli, accarezzandoli con dolcezza.
<
amore
adesso ti vesto
ti metto
qualcosina
.devi uscire da qui
>
Lui annuì.
<
.qual
co
si
na
>
- I gesti che Dana eseguì, nel vestirlo almeno parzialmente,
infilandogli la biancheria intima ed un paio di calze, cambiandogli il camice ospedaliero
con uno più pulito e ben calzato sulle spalle, furono dolorosi e dolci al medesimo tempo.
- Vi fu, un senso di profonda grazia ed amore
.un amore assoluto
e viscerale, che non aveva bisogno di un bacio o di una dichiarazione aperta, di
sesso
- In quel momento, in quel vestire un uomo ridotto ad una marionetta,
vi fu in Dana la cupa concezione della vecchiaia, dellabbandono, del dolore.
- Di come possa ridursi una macchina perfetta e meravigliosa come il
corpo umano, per mano delletà o della malattia.
- Di come ci si possa sentire soli e bisognosi, pur in una semplice
operazione come il vestirsi, come infilarsi un paio di mutande senza aver bisogno di
qualcuno
- Mulder non avrebbe nemmeno ricordato quei momenti.
- Lo sguardo era fisso, perso nel vuoto, o in una realtà apparente
che solo le menti perdute nella follia possono cogliere, ma Dana sì.
- Lavrebbe ricordato a lungo, per tutta la vita.
- E qualche volta, durante le sere di pioggia e le notti fredde
dinverno, si sarebbe svegliata e lo avrebbe abbracciato, sentendo il calore del suo
corpo pulito e muscoloso, suo
- Ed una paura, un terrore che questo potesse riaccadere, quasi come
in una videocassetta riavvolta e riproposta alla TV, le avrebbe impedito di dormire.
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- Abitazione di Frank Black, Pittsburgh
- Stato della Pennsylvania, Ore 09.00 Am
- Venerdì 14 Giugno
- Catherine sistemò con cura le tazzine sul tavolo, con il bricco
del caffè e del latte al centro, le posate e il pan carrè sulla sinistra, come tutte le
mattine.
- Jordan era salita sullautobus giallo della scuola da
unora e mezza.
- Aveva salutato con la manina, appena curva sotto lo zainetto carico
di libri e quaderni.
Lei era rimasta sulla soglia ed aveva risposto al saluto, con un sorriso amletico sulle
labbra, mentre i capelli ricci le scendevano sulle spalle e in parte davanti al viso.
- Poi si era messa al lavello della cucina.
- Aveva preparato la colazione, sistemato tutto con lordine
abitudinario di sempre.
- Strapazzato le uova, spremuto larancia, imburrato i
toast
- E quando tutto era finito, si era appoggiata al lavello, con
entrambe le braccia, affossando il capo nelle spalle, ed aveva iniziato a piangere a
dirotto.
- Le lacrime erano tanto copiose, da impedirle di vedere bene.
- Il dottore, il medico di famiglia come avrebbe detto sua madre, era
stato da loro Lunedì.
- Aveva visitato Frank e dopo un quarto dora, era tornato dallo
studio al salotto, con unespressione neutra sulla faccia.
< Chaterine
.non ho trovato nulla che non vada, in
Frank
! E semplicemente assente
credo sia necessaria una visita
neurologica, una TAC ed altri esami ospedalieri
Mi spiace, ma non sono in grado di
capire che cosa stia passando
>
" E semplicemente assente.."
Facile da dire. Per uno che, nonostante lamicizia, era pur
sempre un estraneo.
" E semplicemente assente .."
- Frank era un fantasma, altro che assente.
- Si alzava di mattino, verso le sette.
- Si vestiva con una lentezza tale da far credere che stesse lottando
contro una rigidità cadaverica, e poi si piazzava in salotto, davanti alla TV spenta,
fissando lo schermo.
- E fissava, fissava, fissava
- Non la udiva, non lascoltava
non parlava con Jordan, non
la prendeva in braccio, salvo che lei non si fiondasse decisa fra le sue braccia, tornando
da scuola.
- Ma dopo qualche giorno, aveva rinunziato a farlo, perché le
sembrava di essere fra le braccia di un grosso pupazzo di carne, inanimato ed immobile.
- Solo a tarda sera, Frank si alzava dalla poltrona e si metteva a
letto.
- Chaterine aveva prima chiesto, poi pianto, infine implorato, una
spiegazione
- Niente.
- Frank le diceva solo una frase: < Tranquilla ! E tutto a
posto ! >
- E si girava per dormire.
- La situazione era talmente assurda, aliena, che Chaterine
aveva paura.
- Aveva paura di suo marito.
- Spesso evitava di dormire per ore, temendo che Frank si destasse e
spinto da chissà quale forza, la soffocasse nel sonno o si alzasse per uccidere la
piccola Jordan.
- Naturalmente questo non avveniva.
- Non sarebbe mai avvenuto, ma Chaterine aveva quel tremendo
sospetto.
- La sera precedente aveva visto " Linvasione degli
ultracorpi " nella piccola Tv della cameretta della bambina, quella della sala era
spenta con Frank che fissava il vuoto del tubo catodico come si attendesse una rivelazione
epocale.
- Era rimasta paralizzata dal terrore.
- Forse ciò spiegava il pianto isterico di quella mattina, si disse.
- Si era identificata con la protagonista del film, che ad un certo
momento si rendeva conto che suo marito non era più umano.
- Se aveva tremato allidea che Frank fosse impazzito, che la
sua mente fosse collassata nel gorgo della pazzia, o che le proprie facoltà mentali
fossero esplose spegnendogli la parte razionale della mente, lidea di quel film di
fantascienza le causava un vero e proprio terrore.
- Conosceva "il dono " di suo marito.
- Ma sapeva anche che Frank era sempre stato in grado di dominarlo,
di chiuderlo fuori delluscio di casa, a lavoro terminato.
- Solo in unoccasione, questo non era avvenuto e per un
miracolo il loro matrimonio non era caduto come un castello di carta.
- Ma ora
.Gesù santo, in nome di Dio
.era come se Frank
fosse in uno stato di catatonia, di senescenza mentale.
- Spesso, come si decise a fare ora, sgattaiolando verso luscio
dopo essersi asciugata le lacrime e rinfrescata il viso, si acquattava accanto allo
stipite, per spiare i suoi silenzi.
- Era impressionante il peso di quel silenzio.
- Era un macigno, un ostacolo insormontabile.
- Certe sere, certi pomeriggi, quando Jordan non era a casa, era
costretta anche ad imboccarlo.
- E piangeva, piangeva sempre.
- Lui le regalava un sorriso, apostrofando:
< E tutto a posto
tutto
>, poi ricadeva nel
medesimo crollo mentale.
- Chaterine si bloccò sulluscio, ora evitando anche di
nascondersi in parte, poiché Frank non voltava nemmeno la testa per vederla e in ogni
caso anche se lavesse scorta, non sarebbe cambiato nulla.
- Lo udì bisbigliare qualcosa.
- Un nome.
- Era certa si trattasse di un nome.
<
.Mulder
>, biascicò Frank Black, prima che la
sua mente si espandesse di nuovo.
- Essa volava al di là delle mura domestiche, della contea, dello
stato della Pennsylvania, degli Stati Uniti, del mondo intero, per entrare in una
dimensione più ampia.
- Una dimensione senza dimensioni, uno spazio senza spazi, un luogo
ove tutto era il suo principio e la sua fine.
- Fino a quando il viso gli appariva. Il viso femminile, di
quellalieno osceno, agghiacciante.
- Ed allora tutto svaniva, per poi ricominciare.