CAPITOLO DIECI
- Clinica per la ricerca delle malattie mentali
- di Silver Springs, Stato del Maryland,
- Lunedì 17 Giugno 2002, Ore 09.45 Am
- Mulder era seduto con tranquillità.
- Indossava un pigiama ospedaliero lindo e pulito, era sbarbato ed in
ordine.
- Leffetto dei tranquillanti somministrati a Georgetown, era
scemato da poco più di un giorno.
- Immediatamente aveva riconosciuto Scully e laveva stretta a
se.
- Si era anche rallegrato del fatto che fosse stato portato via dal
dottor Hopkins e condotto da Werber.
- Per quanto non riponesse cieca fiducia nei metodi di
quelluomo, era pur sempre convinto che fosse lì, la strada per la sua salvezza.
- Per la prima volta, svegliandosi quella mattina, provò anche un
forte desiderio di fuga.
- Anzi, era più esatto affermare che provava un fortissimo
sentimento di andare a casa sua.
- Ma gli era difficile capire e rendersi conto di dove si trovasse,
la sua casa
- Scully entrò, con il solito, tirato sorriso sul volto.
- Sapeva, dai tracciati encefalici di Mulder, che non era migliorato
per nulla.
- Che erano giunti al bivio
ormai era fatta e occorreva agire.
- Lo baciò sulla fronte.
< Ciao ! Oggi è il gran giorno
hai dormito bene ? >
- Mulder sorrise, annuendo. Stava mentendo.
- La notte gli era parsa infinita e senza sogni. Un mare scuro e
denso, che lo inglobava, sballottandolo nel letto senza pietà.
< Sono certa che tutto andrà bene ! >
Mulder parlò con difficoltà, quasi la bocca fosse stata
anestetizzata per una qualche ragione, e muoverla fosse pesante e scoordinato.
< Ho pensato
alle mie lastre
Dana
ci sono
arrivato
! Credo che se
mi applicassi degli elettrodi alla base del cervelletto,
e stimolassi lattività elettrica con onde a bassa frequenza
>
< Non se ne parla ! >, disse lei, decisa.
< Mi sono stati applicati
.per permettermi di
ricordare
di
far riemergere il mio passato
>
- Dana sentì il cuore dolerle.
- La voce di Fox era simile a quella di Tom Hanks in Forrest Gump e
lei non seppe trattenere un brivido dinquietudine.
< Credi sia opera
di alieni ? >, domandò, sedendosi
accanto a lui e stringendogli la mano.
Scosse il capo.
< E stato Krycek
tempo fa
>
Sfiorò il suo viso con due dita, quasi intendesse modellarlo
delicatamente.
< Amore
cerca di capire
Krycek è morto ! Tanto tempo
fa ! E anche se fosse
vivo
nessuna persona al mondo può effettuare
unoperazione in quel punto
senza aprirti il cranio come una noce ! >
Mulder la fissò. Gli occhi erano spenti, privi della solita,
bellissima luce che rendeva meravigliosi quelli di Fox, ma ugualmente le accesero una
fiammata nel viso.
< Sarebbe la prova che abbiamo sempre cercato
la prima
prova che le nostre ricerche, che gli Xfiles esistono ! Puoi ottenerla,
asportandomeli..>
Dana scosse la testa.
< Mi stai dicendo di
ucciderti per la verità ? Non ci
penso nemmeno ! >
Afferrò il suo viso, serrandolo con delicatezza.
Vide il luccicare delle pupille di Scully, un dolce mare nel quale
affogare.
< Credi
che voglia vivere così per sempre ? Quanto credi
che continuerà la
pazienza dellFBI ? Finiranno con linsabbiare tutto,
col cacciarti
ed io preferisco morire, piuttosto che sentirmi colpevole anche di
questo
>
Lo baciò, stringendosi al suo petto.
< Amore
bambino mio
ti cureremo
Siamo qui per
questo
>
< Promettimi
che esaudirai il mio desiderio..se
se
dovessi accorgerti che..>
Scully si scostò, divenendo dimprovviso nervosa.
< No ! E non parlarne mai più ! Hai capito ? >
Il dottor Werber entrò, socchiudendo la porta.
< Disturbo ? Posso passare dopo se
>
< No ! Affatto ! Stavamo solo
.parlando di cose senza
senso
.>, mormorò Dana, alzandosi.
< Ne riparleremo..>, sembrò minacciare Fox.
Vide il dottor Werber posare un metronomo sul comodino.
< Io e lagente Scully siamo daccordo sul fatto che
i suoi ricordi richiedano una profonda stimolazione ipnotica per esser riportati alla luce
e riordinati. Con lipnosi profonda che intendo praticarle, penetreremo nella parte
più nascosta della sua psiche, valutandone la capacità analitica e percettiva
.>
- Mulder deglutì, annuendo.
- Dana si era seduta sul lato opposto del letto, accarezzandogli i
capelli.
< Non le inietterò alcun farmaco, così che la sua mente sia
libera da qualsiasi droga o calmante
>
- Spinse accanto a Fox un carrellino, sopra il quale era sistemata
una macchina.
- Collegata ad essa, un paio di lenti a specchio.
< Sarebbe ? >, chiese Scully.
< Si tratta docchiali che trasmettono luce rilassante e
tenue, adatta a far cadere i soggetti in ipnosi ! Unita a suoni rilassanti, permetterà a
Fox di scivolare nellincoscienza senza alcun trauma o stress
.>
Mulder si calzò gli occhiali, trovando il tempo per la solita
ironia:
<..modello Rayban
>, smozzicò.
- Dana strinse la sua mano, fissando il dottor Werber con attenzione.
- Annuì, leggermente.
- Werber attivò lapparecchio e Mulder deglutì, per poi
prendere un bel respiro.
- Con un colpo di dito, attivò il metronomo.
- Parlò con voce tranquilla, rilassata.
< Bene
agente Mulder
..voglio che lei si rilassi.. Si
concentri solo sul rumore del metronomo e sulla mai voce
>
Colori, luci, suoni tranquilli per Mulder.
< Solo sul suono della mia voce
conteremo dal dieci
alluno insieme, va bene ? >
- Annuì.
- Scully sentì la sua stretta diminuire, sino a perdersi del tutto.
< Molto bene
adesso lei è totalmente tranquillo e
rilassato
cinque
quattro
tre
.due
uno
ora è in una sorta
di rilassamento assoluto
E sveglio, cosciente di se ? >
- Nessuna risposta.
- In quella finestra professionale e tranquilla, si spalancò per la
prima volta lorrore nascosto nella mente di Fox Mulder.
---
- Testimonianza del 17 Giugno. Testimoni
- presenti: agente Dana Scully e dottor
- Heinz Werber, medico psichiatra
< Molto bene, Fox
voglio che lei sì tranquillizzi
e
che ascolti la mia voce e quella di Dana
si fida di lei ? >
< Certo ! >
< Dana ed io le porremo delle domande, Dana sarà al suo fianco
e nel caso queste domande si rivelassero difficili o dolorose per lei, potrà chiedere il
suo aiuto.. Mi ha capito ? >
<
va bene
>
< Che cosa vede quando dorme, Fox ? >
<
io
cè la partita di baseball alla
TV
New York contro Buffalo
abbiamo viaggiato tanto per vedere la Tv
in
treno
>
< Non è chiaro quanto dice
siete partiti in treno per
dove ? >
Fox sospirò, stringendo la mano di Scully.
<
Siamo tutti in treno
io, papà, mamma e
Samantha
.>
< Quanti anni ha, Fox ? >
< Sei
.cinque o sei
.non di più
.>
< Allora siete su questo treno
>
< La stazione
è la più grande che abbia mai
visto
enorme
gigantesca
non ho mai visto tanta gente
credo fosse il
mio primo viaggio in treno
di certo è il primo che ricordo
sono
contento
eccitato
>
Dana fece cenno di voler parlare.
< Ti sono sempre piaciuti i treni, vero ? >
< Si
sempre
è bello
sfrecciamo
velocissimi
.era sera, o forse prima mattina perché ad un certo momento è venuto
chiaro
albeggiava
Siamo partiti in treno perché pioveva fortissimo..era
inverno
nevicava prima della galleria
Ecco
..siamo nella galleria
è
lunghissima
non ha fine
.>
Scully si sfiorò i capelli.
< Stiamo andando in montagna
.quando ecco
BAM
123456
tutti attorno a me
.è incredibile
>
- Ora la voce di Mulder divenne infantile, simile a quella di un
bambino di sei, sette anni e Dana provò paura.
- Non aveva mai assistito a nulla del genere e la cosa non le
piaceva.
- Mulder non sembrava affatto tranquillo.
< Cosa è incredibile, Fox ? >, chiese il dottor Werber.
< Che siano lì di colpo
prima non cerano e
adesso
BAM
tutti e sei davanti a me
sono elfi
.sono brutti
ho
paura
>
- Dan strinse la mano di Mulder.
- La sentì tremare.
< Dana
>, singhiozzò.
< Sono qui, non ti faranno del male
cosa vedi
come
sono fatti questi elfi
? Lo rammenti ? >
Si trattava di unindagine difficile, dolorosa,
crudele
.ma era pur sempre unindagine
<
.piccoli
alti come me
forse poco
più
grigi
e NO ! Brutti
hanno occhi orrendi
>
- Scully socchiuse le palpebre.
- Anche certi suoi sogni, certe sue paure, erano contraddistinti da
esseri simili.
< Cosa fanno ? >
- Mulder tremò, come se la domanda del dottor Werber lo avesse
sconvolto.
- Pianse, con un pianto esagerato, da bambino.
<
nulla
parlano, senza muovere la bocca
.fa
male
male alla testa ma loro non se né curano
mi dicono
.dicono delle
cose
Non faremo del male a Samantha
e nemmeno a te
.credici Fox ! >
- Il tono di Mulder mutò di nuovo. Divenne metallico, grezzo.
- Altro brivido in Scully.
< E lei
gli crede, Fox ? >
<
SI
Cioè no
voglio dire so che è falso, ma
non appena mi dicono di crederci, lo faccio, senza alcunesitazione!>
Sirrigidì, per poi tornare calmo e rilassato.
< Adesso ci alziamo
.vedo il treno dallalto
.le
montagne, i pini innevati
tutto dallalto
io e
Samantha
.poi
luce
luce giallastra, innaturale
Credo che siamo in una
stanza vastissima
.molto più grande della stazione.. immensa
>
- Scully abbassò il capo, sino a toccare il dorso della mano di Fox
con la fronte.
- Era
era rivivere il proprio rapimento, dallesterno.
- Nitido, cristallino
< Siamo seduti
.sdraiati su un tavolo
e ci sono
strani suoni
poi niente
sono a casa, in montagna, in mezzo ai pini e alla
neve
Papà dice che sono stato male, in treno, che ho vomitato, ma io non mi ricordo
niente
niente
>
< E lì che guardavi la partita, vero ? >, chiese Scully.
< Si
baseball
grande partita
urlo della
folla
.urlo
urla indescrivibile della folla
un urlo agghiacciante,
orrendo
come
come lo stridere di
un urlo inumano, non posso
ho
paura
paura
NON DIRE QUESTE COSE, NO!!!>
Fox urlò così forte da spaventarla.
< Che gli succede ? E sconvolto dal terrore
>,
chiese allarmata.
< Si calmi, agente Scully ! E normale, in questo genere
di regressioni ! Fox
.agente Mulder
mi sente
.stia calmo
lasci da
parte le urla, se la sconvolgono troppo
Dana è con lei
nessuno le farà
male
>
- Tremò, come colto da una convulsione.
- Poi sembrò calmarsi un poco.
<
le urla
vengono dalla TV
è spenta, schermo
bianco, nessun suono
e le urla attorno a me e Samantha
poi la vedo
la
vedo
>
< Cosa vede ? Che cosa le dice ? >
< Nulla
.mi sorride
ci sorride
a me e a
Samantha
.è grigia, ma con
riflessi rosei
sembra una donna
ha il
viso di donna
mi dice qualcosa
>
Il viso divenne teso, come si sforzasse enormemente.
< ..siamo qui per lei
per la simbiosi
.e per
te
>
Ora la voce divenne grottesca, femminile e Scully non seppe
trattenere le lacrime.
<
e cè una
bambina
.con noi
è Dana
! Sì
è lei
è con noi, nella stanza.. è piccola,
dorme
tranquilla
>
- Scully deglutì.
- Le labbra le tremarono, mentre domandò:
< Dove
siamo tutti
.riesci a vederlo ? >
<
siamo su i soliti tavoli, ma delle luci
cilluminano
ci trattano bene
.non come per gli altri bambini
che
urlano
sono i bambini che gridano
ma noi, io Dana e Samantha
stiamo
bene
.>
Scully accarezzò la sua fronte.
< Ha la febbre
è stanco
>, disse amorevole.
- Mulder smise di tremare.
- Biascicò qualcosa.
< Ci sono due entità
.due menti,
nelluniverso
diverse eppure complementari.. che sì cercano
che tante
volte si sono sfiorate, senza
mai unirsi
>
- Cadde nel sonno più profondo, mentre lei si alzò, scossa ed
esausta.
- Fox
non laveva mai visto tanto sconvolto dalla
paura
era agghiacciante, quasi che potesse anchessa sentire quelle urla di
bambini
- Il dottor Werber gli sfilò gli occhiali e scandì:
< Bene
bravo
è stato molto bravo, Fox ! Adesso sì
addormenterà
lipnosi è terminata
.va bene ? >
- Fox annuì, debolmente.
- Passarono pochi minuti, nei quali il dottor Werber spense la
macchina, il registratore ed uscì, lasciandolo riposare.
- Vide Dana seduta, lo sguardo fisso nel vuoto
< E spaventata ? Le assicuro che è un fatto
normale
siamo agli inizi e non è facile per nessuno, osservare i misteri della
mente, soprattutto per le persone che amiamo ! Ciò che la mente cela, spesso è
terrificante ! >
- Scully alzò a fatica lo sguardo.
- Si sentiva a disagio, non solo come medico.
< Non è solo un fatto emotivo ! Il fatto è che
mi sto
convincendo sempre più che Fox
stia rammentando avvenimenti reali, non solo blocchi
e ricordi repressi ! Che sia tutto
..vero ! >
Il dottor Werber scosse la testa.
< Questo
.la spaventa così tanto ? >
< Si
dimostra
che tutto quello in cui ho creduto sino
ad ora
è falso
>
Si alzò. Le gambe la reggevano a fatica.
< Forse che
il nostro libero arbitrio, nel quale crediamo
ciecamente e che condiziona tutte le nostre scelte, non sia altro che il capriccio di
entità superiori ? Che la nostra vita non sia che il sogno malato di dei ? Siamo solo
marionette nelle mani di un Dio assoluto
o forse di.. creature che possono violare i
nostri corpi, le nostre anime come e quando lo ritengono opportuno ? >
Werber si sfiorò il mento.
< Cartesio
direbbe che è la concezione stessa di
Dio
e dellesistenza in genere
.Non posso che
astenermi da qualsiasi
commento
Non posseggo alcuna spiegazione
>
Dana sfiorò la croce, appesa alla catenina doro.
< Ma io
credo
credo che Dio sia superiore a tutto
questo
che esistano forze più grandi
.di quelle che crediamo di comprendere !
>
Poi si allontanò, senza dire più nulla.
---
- Chiesa del Sacro Cuore di Annapolis,
- Stato del Maryland, Ore 12.09 Pm,
- Giovedì 20 Giugno
- Scully aveva guidato sotto un pallido ed incerto sole dalla
clinica, sino alla periferia di Annapolis.
- Il tempo non sembrava decidersi al bello, con un sole incerto,
compresso fra nuvole spesse e accavallate come i pensieri di Dana.
- Lei ed il dottor Werber si erano accordati sul lasciare riposare
Fox, evitando di svegliarlo e nel caso si fosse destato, di porgli domande circa la sua
regressione.
- Nei tre giorni trascorsi, Mulder aveva alternato il solito ciclo di
veglia a momenti di torpore assoluto.
- Scully si fermò alla chiesa del Sacro Cuore, che distava circa tre
quarti dora dauto da casa sua, quasi senza rendersene conto.
- Avrebbe dovuto cercare un buon fast food o andare a casa e
prepararsi un paio duova strapazzate, vista la fame, ma se ne rese conto solo quando
si trovò sul sagrato.
- Dentro di se, avvertiva un disperato bisogno di risposte, di un
conforto spirituale, di una preghiera.
- Dopo i fatti della Pasqua precedente, non era più in grado di
recarsi alla chiesa di Saint Andrews
- Le era materialmente impossibile non provare un disagio, una
sensazione di perdita assoluta, ripensando a padre McCue.
- Quindi, quella piccola chiesa, che spesso incrociava per prendere
la superstrada quando doveva recarsi a Washington o a Quantico per lavoro, faceva proprio
al caso suo.
- Un tuono rombò in lontananza, mentre un raggio di sole, rischiarò
il sagrato, e Scully lo avvertì subito, provando caldo.
- Entrò nella chiesa.
- La funzione era terminata da poco.
- Il solito freddo odore dellacqua santa, del gelido abbraccio
del marmo
sapori e odori che aveva nel DNA fin da bambina.
- Si segnò, con un piccolo ed elegante inchino e si sistemò su una
delle panche della navata, fissando laltare.
- Il Sacro Cuore di Gesù, splendeva da dei ricami in oro zecchino,
al centro del petto del Cristo, proprio davanti a lei.
- Socchiuse le palpebre.
- Non era lì per una semplice ed istintiva preghiera sulla salute di
Fox Mulder.
- Non aveva pregato nemmeno per se stessa, quandera in fase
terminale
- Piuttosto cercò di elaborare quello che stava accadendo.
- I ricordi
erano emersi impetuosi, improvvisi, quasi come un
fiume in piena nella mente di Mulder.
- In modo troppo improvviso perché potesse pensare ad un caso..
- Sentiva che cera in moto qualcosa, qualcosa che si era
attivata quella maledetta sera al cinema ed era proseguita allFBI, nella clinica del
dottor Hopkins e in quella del dottor Werber
- Qualcosa che la riguardava chiaramente, nitidamente..e non solo
come partner e compagna di Mulder.
- Non aveva naturalmente accennato ad alcuno la vicenda della
trottola
- Di quel gioco semplice, che aveva visto chissà quante volte, e che
per qualche strano ed imperscrutabile disegno della mente umana, adesso le girava nella
memoria, aprendo porte e spalancando immagini.
- Immagini di una bambina dal viso arrossato, dalla timidezza
incontenibile, che sotto una grande quercia, aspettava il bacio di un ragazzino.
- Udì dei passi, lungo il sagrato della chiesa e si scosse.
- Incrociò le dita, pregando sottovoce, con un esile sussurro.
- Ora i passi erano vicini,
- Girò appena lo sguardo, notando un robusto personaggio che si
sedette accanto a lei.
- Deglutì.
- Forse era paranoia
.ma con la chiesa quasi vuota, perché si
era seduto proprio
- al suo fianco ?
Proseguì, senza apparentemente degnarlo di uno sguardo.
- Ma in realtà né studiò ogni dettaglio.
- Vestito in modo elegante, grosso anello doro al mignolo
destro, giacca leggera e chiara, camicia blu, scarpe di pelle, pantaloni leggeri
- Pettinato, curato, rasato di fresco
di certo non sembrava un
personaggio qualunque.
- La fissò.
< Sa
dove posso acquistare i ceri ? >
- Scully si voltò, interrompendo la preghiera.
- Notò una piccola fossetta nel mento delluomo.
- Scosse la testa.
< Scusi
.ma ci conosciamo ? >
Formulò la domanda con cautela, rendendosi conto solo in un
secondo momento che suonava abbastanza maliziosa, detta da una donna ad uno sconosciuto.
< No
.anche se non posso dire che mi spiaccia
>
- Scully alzò le spalle, segnandosi e dirigendosi verso
luscita.
- Percorse la navata senza udire passi alle sue spalle.
Poco prima di uscire, intinse due dita nellacquasantiera e si voltò, per segnarsi.
Nel farlo, controllò che luomo fosse nel medesimo punto nel quale lo aveva notato,
ma non lo scorse.
- Fece allora scorrere lo sguardo lungo tutta il perimetro della
chiesa, sin dove aveva modo di vedere e alla fine lo vide, quasi nascosto da una colonna,
che accendeva un cero votivo sotto la statua della Madonna.
- Sbuffò. Era diventata sospettosa e paranoica
- In fondo, pensò uscendo e respirando una boccata daria
carica dumidità che non lasciava sperare in niente di buono per il resto del
pomeriggio, non era certo la sua chiesa personale, quella.
- Si rigirò la chiave dellauto fra le dita, scendendo la
scalinata.
- Il grosso portachiavi di Mulder, quello con limmagine
dellApollo XI stampato davanti, luccicò un poco.
- Ricordi
chiunque li avesse messi un moto, stava aspettando che
emergessero del tutto, era chiaro.
- La prudenza dellFBI, la lesse come una sorta di stasi, di
attesa degli eventi
- Non silluse che quelluomo, che il consorzio ombra,
fosse alloscuro dei fatti e di dove si trovasse Fox
- Era, in effetti, impossibile nascondere qualcosa a quelle persone.
- Ma avrebbe agito in ogni modo, per difenderlo, per
proteggerlo
- Giunse alla fine della scalinata di pietra.
- Davvero era stato tutto deciso, preordinato ? I rapimenti, tanti e
diversi, il loro incontro da bambini, i fatti che avevano stravolto le loro
vite
.lastio di suo padre quando le comunicò che sarebbe entrata
nellFBI
- Il portachiavi le cadde dalle mani.
- Si chinò per prenderlo, quando le sue dita si posarono sulla mano
robusta di un uomo.
- Voltò lo sguardo.
- Lo sconosciuto era accovacciato a terra, intento a darle il
portachiavi.
< Le è caduto
>
Dana rimase ferma, piegata sulle ginocchia, fissandolo.
< Mi sta seguendo ? >
< Le spiace ? >
Si alzò di scatto, mormorando decisa:
< Si tolga dai piedi ! >
- Notò che anche luomo si era alzato.
- Era alto, quasi più di Mulder, decisamente più robusto.
- Fece pochi passi, e girando di scatto la testa, lo vide dietro di
se.
< Insomma
.mi vuol dire che vuole ? >
Lui sorrise, provocando in Dana una reazione di difesa aggressiva.
< Non so cosa abbia capito, ma le dico subito che sono un
agente federale! Ora, o se ne va, o mi vedrò costretta a
>
- Lui alzò appena la mano, come per un saluto ironico ed esagerato,
mostrandole i gemelli della camicia.
- Li vide bene, dato che lo sconosciuto era a pochi passi.
- Doro, naturalmente
ma lo stemma
era il simbolo del
KGB.
- Deglutì.
< Hey
.aspetti ! >
Luomo si voltò di nuovo, sistemandosi la cravatta.
< Adesso è lei che mi adesca
di nuovo
>
Scully si sfiorò la fondina della pistola, appena dietro la
schiena, sopra la natica destra.
< La smetta ! E un agente Russo ? >
Altro sorriso, questa volta decisamente bello e spontaneo.
< Mi risponda !! >
- Comprese solo allora, che luomo aveva un debole, appena
percettibile, accento straniero.
- Aveva parlato poco e quindi la cosa era sfuggita, ma adesso ne era
sicura.
< Mi sono fatto avanti
ma i passi sono ancora
piuttosto
precari
Volevo che mi conoscesse, che memorizzasse il mio volto, nel
caso
mi rifaccia vivo ! >
- Slacciò la fondina, impugnando la Sig Sauer e facendola scivolare
fuori della fondina, con un rumore di cuoio e metallo.
- La tenne parzialmente nascosta.
Era giorno, erano davanti ad una piazza di una chiesa
occorreva prudenza.
< Io non sono disposta a giocare con lei ! Non so chi sia, che
intenzioni abbia
cosa voglia da me
Ma se intende minacciarmi, sono pronto a
farle saltare la testa
! >
Parlò lentamente, mentre sul ciglio della strada, appena dietro
lautomobile di Scully, apparve una berlina nera, che si fermò in doppia fila.
< Incontrare Fox Mulder ! Ho provato
a farlo personalmente
ma
.sembra impossibile ! >
- Scully finse di non aver notato la macchina.
- La portiera si aprì appena, rimanendo semichiusa.
- Impossibile dire che vi fosse allinterno.
< Non so dove sia ! Che cosa vuole da Mulder
? >
Altro sorriso.
< Lei è davvero una donna incantevole, agente Scully ! Mi
piacerebbe conoscerla a cena, davanti ad un bel piatto di caviale o di frutti di
mare
discuteremmo
senza occhi indiscreti
le pare ? >
- Porse a Dana un biglietto da visita.
- Stampato sopra, il simbolo dellambasciata Russa.
- Sergej Yvanov.
< Nome falso, immagino
>, mormorò, senza perdere di
vista la macchina.
Fece cadere a terra il biglietto.
< Rimarrò a Washington per tutta la settimana
prossima
Possiamo vederci un Martedì o un Venerdì sera
opterei per il secondo
giorno
Se le sfugge la valenza romantica della cosa
>
- Scully deglutì, mentre la rabbia saliva incontrollabile.
- Quel tipo la stava prendendo in giro, incurante del fatto che
avesse una pistola in pugno.
< Basta ! Crede che mi fidi di lei ? Per quel che
so
potrebbe essere un pazzo maniaco
e in ogni caso non è per nulla il mio tipo,
se ci tiene a saperlo ! >
- Sincamminò verso la macchina, dalla quale scese un robusto
personaggio rapato a zero, che pareva la caricatura di un agente segreto da un miglio di
distanza.
- Luomo si voltò appena arrivato alla portiera posteriore
della berlina.
< Se non si metterà in contatto con me entro Venerdì sera,
partirò per San Pietroburgo ! E lei non potrà fare niente ! Le ripeto
non posso
parlarle in nessun altro posto più sicuro di quel che le ho detto ! >
- Scully fece per avanzare verso la macchina, ma vide, da una seconda
auto messa alle spalle della berlina, altre persone.
- La macchina era più robusta, e i personaggi allinterno di
certo armati di
- Kalashnikov.
- Si chinò, raccogliendo il biglietto da visita e lultima
frase che quel russo le apostrofò fu:
< Se intende controllare il mio nome, le dico che è coperto
dal segreto di stato ! Attendo sue notizie, agente Scully ! >
- Le auto partirono, sgommando.
- Scully rinfoderò la pistola sotto lo sguardo accusativo di una
madre che accompagnava il proprio figlio in chiesa.
- Si rigirò il biglietto fra le mani, per poi infilarselo nella
tasca della giacca leggera.
< Di bene in meglio
.>, mormorò.
Il sole svanì, dietro lennesima nuvola ed il tuono si fece
più vicino.
***
CAPITOLO UNDICI
- Base missilistica " Apache", presso
- Ambler, Stato dellAlaska, Ore
- 09.00 Am, Venerdì 21 Giugno 2002
-
- La temperatura era di diciassette gradi.
- Il sole splendeva sopra un cielo terso e cristallino, e laria
era magnifica.
- Rade nuvole bianco panna, sembravano abbozzi appena tracciati,
nellazzurro mozzafiato dellAlaska.
- La base era immersa in una foresta di pini, abeti e larici, che
spalancava i polmoni, con laroma di resina, penetrante e salubre.
- Poco più a nord, un branco dalci stava migrando,
attraversando il guado del fiume che tagliava in due la base a circa tre chilometri più a
sud ed erano stati mandati dei soldati per controllare che non sconfinassero, recando
danni ai radar di terra e si ferissero con il filo spinato.
- Si levò un gracchio canto di un corvo, poco prima che il generale
Mitchell ricevesse la telefonata.
- Terminata la quale, si accese un robusto sigaro dAvana,
costoso e per questo fumato con parsimonia, aspirandone una robusta boccata.
- Fissò fuori della finestra del quartier generale, intento ad
osservare il metodico movimento del caterpillar che scavava le fondamenta della nuova
sezione alloggiamenti.
- Digitò linterfono, solo a metà del sigaro.
< Stuart ? Chiamami a rapporto il colonnello Siger, per favore
! >
< Certo, subito signore ! >
- Riprese a fumare il sigaro, mentre si udì lacuto stridio di
unaquila.
- Il colonnello Siger era un uomo sulla cinquantina.
- Quel mattino si era alzato alle 06.00, come tutte le mattine del
resto ( e quella aveva tutta laria di essere una mattina normale, non certo il primo
giorno dellApocalisse ) e si era rasato.
- Amava radersi, insaponare il viso e far scorrere con maestria la
lama affilata del rasoio sulla pelle. E non certo per una sorta dautocompiacimento
simile al narcisismo.
- Gli piaceva e basta.
Aveva dato le consegne, compilato un paio di burocratici rapporti e firmato dodici licenze
per il week-end.
- Quindi, il resto della giornata si sarebbe ridotto ad un normale
girovagare per lufficio, nellattesa che il tenente Hannan lo mettesse al
corrente dello spostamento del branco dalci.
- Cera in programma lesercitazione di fine
Luglio
.ma cera del tempo.
- Si era appena seduto sulla comoda poltrona imbottita del suo
ufficio, quando fu informato che il generale Mitchell lo desiderava a rapporto.
- Alzò appena le spalle.
- Lì, a due passi dallo Stretto di Bering, le cose non erano sempre
state tanto tranquille, negli anni precedenti.
- I Russi, allora, facevano davvero paura.
- Lo sfrecciare degli aerei Sovietici era incessante, negli anni 80.
- Anche adesso si poteva sentire il tuono dei jet, ma erano
soprattutto di linea.
- Boenig 747, e qualche aereo che faceva tratti desercitazione.
- Ma prima
prima erano MIG, Tornado, aquile da guerra, armate di
missili a testata ridotta, che potevano però spazzare via la base in meno di cinque
minuti.
- Percorse a grandi falcate lo spiazzo della base, calzandosi il
berretto dordinanza, salutando formalmente un capitano, che abbozzò una risposta
poco ufficiale.
- Il clima era disteso.
- Normale.
- Essere distaccati in Alaska era difficile soprattutto in inverno,
con i collegamenti ardui e il freddo micidiale, assoluto.
- Ma in primavera ed in estate
era magnifico.
- Siger non ricordava daver mai visto una natura
tanto
prepotente, maestosa.
- Penetrava in te, sconvolgendoti.
- Le foreste, le montagne, gli animali, parlavano a te, uomo, con la
voce di Dio.
- Si presentò davanti al generale, con il cappello sotto il braccio,
sullattenti.
< Voleva parlarmi, signore ? >
Il generale Mitchell picchiettò sulla scrivania con due dita.
< Lho chiamata perché intendo informarla che la base in
stato di emergenza ! Codice 2 ! Blocchi tutti i permessi e le licenze per le prossime tre
settimane ! >
- Siger non mutò espressione, non mosse un muscolo.
- Deglutì appena, ma in modo invisibile.
< Posso
chiederle il motivo di questa decisione, generale
? >
< Ho ricevuto una comunicazione da Washington ! Tutte le basi
sul confine Russo sono in stato di allarme ! Voglio che allerti anche il maggiore
Powell
Deve organizzare una squadra per il controllo e la manutenzione di
>
- Esitò un istante.
- Non aveva mai esitato, da anni, dai tempi della guerra a Saddam.
<
.di tutte le testate nucleari missilistiche che abbiamo
! >
- Ora i nervi di Siger si tesero.
- Un piccolo, impercettibile brivido, lo attraversò.
< Dobbiamo
.puntare nelle zone stabilite, signore ? >
Mitchell spense del tutto il sigaro.
< Affermativo, colonnello ! >
Si udì il gracchiare di uno stormo di corvi.
---
- Appartamento di Jean Grey, 7741
- New Hampshire avenue, Washington
- Ore 07.09 Pm, Giovedì 20 Giugno
-
- Jean Grey spense lo stereo, per potersi concentrare meglio.
- Era riuscita ad accedere a parte dei files secretati
dallagente Mulder, con un lavoro lento e noioso per nulla facile.
- Sbuffò
.Mulder e Scully
quanti problemi
- Molti più dellumano pensabile.
- Inizialmente non aveva capito dove Walter Skinner avesse attinto la
fiducia cieca che pareva riporre in quel duo di strambi agenti, in perenne lotta contro il
mondo.
- Ma poi
- Deglutì.
- Il cuore le faceva male, ed una sensazione di vuoto allo sterno la
aggredì.
- Non le accadeva più dai tempi del liceo.
- Cristo ! Era innamorata !
- Non aveva modo di permetterselo, ma era così.
- Fox Mulder le appariva, in certe rade mattine di sole, quando si
recava con Scully nel suo ufficio per consegnare un rapporto o attendere istruzioni, come
luomo più bello che avesse mai visto.
- Nuovo crampo allo stomaco.
< Bella figura
Raggio di Luna
.innamorata come una
liceale
.>, si disse.
- Aveva quarantatré anni
ma era di una bellezza sfrontata e
sensuale.
I capelli corti, le conferivano almeno sei, sette anni in meno e la sua eleganza si
sposava con la decisione e la cura del proprio corpo.
- Non si trattava di civetteria fine a se stessa.
- La tribù dei Navajo aveva sempre considerato il proprio corpo come
uno strumento del volere dellessere supremo e come tale andava accudito e
protetto
.amato, coccolato.
- Si distese sul divano anatomico, di pelle nera, abbandonando del
tutto lidea dio proseguire il lavoro, quella sera.
- Non comprese come, mai, dimprovviso, le ritornassero alla
mente molte cose del suo passato da meticcia indiana.
- La prima volta nella quale aveva imparato ad ascoltare il respiro
del deserto, la prima notte passata al villaggio indiano, con sua madre e sua nonna.
- Le lunghe ore che trascorreva nel farsi pettinare i capelli dalle
mani ossute ma incredibilmente ferme della vecchia, mentre le erano raccontate le leggende
che erano alla base del suo popolo..
- Lascesa del Grande Spirito, il carro di luce che avrebbe
portato il Popolo degli Uomini in cielo, la Donna Bisonte bianco
- Ed il cielo, aveva un sapore dinfanzia, di dolci serate
trascorse a correre e a giocare sino a tarda sera, al buio e sotto i morsi cattivi delle
zanzare
- Poi, suo padre Nathaniel, Nat dai capelli corvini e dal sorriso
dolcissimo ( ed era lui luomo più bello del mondo, quando si metteva
luniforme di gala ), aveva cambiato distaccamento.
- Arrivederci vecchio villaggio Navajo, addio infanzia
- Sua nonna, allora laveva chiamata a se.
< Partirai
>, le disse lultima sera, prima che
suo padre e mamma Susan, Erba di Primavera secondo il nome Navajo, partissero.
Jean aveva undici anni.
< Si
ma nonna, verrò a trovarti spesso
.andiamo a
Washington
papà deve badare al suo lavoro
.ha la possibilità di entrare
nellapparato statale
lavorare al Pentagono
>
- Sua nonna aveva sorriso.
- Era un sorriso colmo di rughe, sdentato, come quello delle vecchie
indiane.
< Dire le bugie non è mai stato il tuo forte, Raggio di
Luna
>
- Una lacrima le scese allora dal viso, e la nonna la strinse a se.
- Viveva in una modesta casa di legno, al centro di quello che era
stato, centanni prima, lultimo campo Navajo libero del Popolo degli Uomini.
- Poi si era alzata.
- Jean non sapeva certamente, che quella sarebbe stata lultima
volta che avrebbe rivisto Neve dInverno viva.
- Sua nonna, allanagrafe statunitense registrata come Jeannette
Ikoku, nome dimpronta francese, della tribù Urone del Nord, sarebbe morta solo sei
mesi più tardi.
- Rovistò fra le cose del cassetto della credenza, e le porse una
collana.
- Erano ossa intagliate e levigate a mano, lisce come lardesia.
< Se porterai questa collana, il tuo popolo sarà sempre con
te, Raggio di Luna
>
- Jean Grey socchiuse le palpebre e in quellistante, avrebbe
dato chissà che perché Fox Mulder le fosse accanto, magari per raccontarle una delle sue
assurde teorie sul collegamento fra quella collana e la sua vita.
- Ad esempio, la notte che sua nonna morì, alla collana si staccò
uno degli ornamenti dosso, che nel significato Indiano, raffigurava la madre Terra.
- Al suicidio del padre, si spezzò il piccolo bisonte bianco,
intagliato
- Jean Grey si alzò, rovistando nel cassetto, mentre fuori smise
finalmente di piovere.
- Eccola !
- La collana era ancora bianca, lucida come fosse nuova.
- Laveva lasciata nel cassetto anni prima, per indossare uno
scollato vestito da sera, per un appuntamento del quale aveva perduto la memoria.
- Il cuore le batteva forte, in modo doloroso.
< So
so che non mi amerai mai
>, mormorò.
- Strinse al petto la collana.
- La sua pelle meticcia, parve illuminarsi sotto la luce giallognola
della lampada sistemata in un angolo della stanza.
- Ora ricordava, come in un fotogramma dimenticato in qualche
cassetto e poi rimesso alla luce senza motivo, la stanza di suo padre.
- Arrivò, una mattina dinverno del 1986, quando aveva poco
più di venticinque anni, nellufficio di suo padre, al Pentagono.
- Papà..era tutto il suo mondo
Ma lui non era più lo stesso.
- Sapeva che qualcosa non andava.
- Lo vedeva dagli sguardi di Nat, quando tornava dal Pentagono.
- Vide solo il corpo di un uomo, dalla testa spappolata dal colpo
ravvicinato di una calibro 38.
- Nat si era ucciso, sparandosi in bocca.
- Lei era rimasta ferma, immobile, senza muovere un muscolo per quasi
un quarto dora, prima che la segretaria di suo padre, Amanda, la spingesse a forza
nellaltra stanza.
- E poi quel silenzio.
- Il silenzio della menzogna.
- Dopo
il diluvio
- Papà era stato accusato di aver trafugato alcuni documenti
"Top Secret" e di averli girati ai Russi.
- Il suicidio era stato collegato alle indagini della CIA
sullargomento.
- Pagine e pagine di files, documenti, indagini, che Jean Grey ebbe a
rileggere migliaia di volte, una volta entrata nellFBI.
- Sigle
parole
.sigle
parole
- Si risedette sulla poltrona, regalo delluomo con il quale
aveva progettato di sposarsi, sette anni prima, un avvocato Newyorchese.
- Si calzò la collana, mentre due lacrime le scesero dalle gote.
- Rauch
nomi e sigle..
- Rabbrividì.
- Adesso pioveva forte, nella sua mente.
- Pioveva forte, come quella sera in cui Nat tornò, una settimana
prima di uccidersi, di spappolarsi la testa, di massacrarsi
.
- Rimase senza parlare per tutta la sera.
- Lei si accucciò accanto a lui, con in mano un buon bicchiere di
brandy.
< Ti va se ti faccio compagnia ? >
< Affatto, Jean
solo
che è Sabato sera
dovresti
uscire con gli amici
non perder tempo con un vecchio
.>
< Se non ti amassi così tanto
.ti direi che sei uno
stupido, papà
>
- Lui la abbracciò forte, sorprendendola.
- Non laveva mai abbracciata, nemmeno quando era morta nonna.
< Anchio ti voglio bene, figliola
.tanto
>
Che cosa aveva detto Smoking Man
?
Forse solo la verità.
***
- Clinica per la ricerca delle malattie mentali
- di Silver Springs, Stato del Maryland,
- Ore 11.03 PM, Giovedì 20 Giugno
<
la verità
>
- La parola che aveva segnato con un solco profondo la vita di Fox
Mulder, risuonava ossessiva nella sua mente.
- Mulder si sentiva immerso in abbraccio soffocante.
- Il cuore batteva fortissimo e in quel momento, si chiese se avrebbe
mai potuto fare ancora allamore con Dana.
- Gli sembrava unipotesi lontanissima, irrealizzabile.
- Ora idee e concetti elementari, tipo se fosse sera o mattino, se
fosse solo o no in quella stanza, diventavano confusi, quasi si avvallassero senza
possibilità di essere dipanati.
- Verità
non una semplice parola, ma un concetto ossessivo, un
dogma della sua fede.
- Un fede assoluta, incarnita nel suo animo, per correre sul cui
binari, era scanalato.
- Un binario che nasceva da una parte profonda, oscura, della propria
mente, irradiandosi in ogni angolo, stimolandola.
- Ed al centro di quella luce, quella figura femminile, dai
lineamenti sfocati, disciolti nella nebbia del tempo.
- E diveniva importantissimo per lui capire lautenticità di
quei ricordi, se essi provenivano realmente dal suo passato, da quella nebbia, e non certo
per una mera curiosità personale.
- Se era quella creatura, nei suoi confronti materna e affettuosa ma
di certo custode di un tremendo orrore, che palpitava vorace nel buio, se quella creatura
aveva in qualche modo riacceso la fiammella del passato, ciò aveva un senso, un
significato, potentissimo.
- Esisteva un reale concetto dietro quei messaggi, quegli occhi cupi
e freddi, senza alcuna scintilla di vita allinterno, incredibilmente capaci di
innescare pace e tranquillità ?
- Era come se, durante quel muto colloquio avvenuto durante il
viaggio in treno, quella frase: " è giusto così
non faremo del male a Samantha
né a te
", fosse stata linizio di un rapporto profondo, come il legame
fra una madre ed il proprio figlio.
- Fox pensò allimmediato feeling che scattò non appena
conobbe Dana, prima ancora che fossero amanti.
- Era chiaro, adesso, che altro era, se non il continuo di un
rapporto iniziato da bambini, dapprima delicatamente, poi sempre più intenso, viscerale ?
- E quella creatura
quellalieno dal volto femminile (
tanto dolce e rassicurante che divenne difficile per lui chiamarlo, ritenerlo
alieno
) assisteva, probabilmente compiaciuto, dello svilupparsi degli eventi.
- E la certezza che "lei"
fosse stata molto più che
una spettatrice del loro amore, gli trapassò, fredda e acuminata come una lancia, la
mente.
- Luce, intensa, potentissima, quasi come fotoni puri.
- Vedeva Dana che gemeva, il viso compiaciuto dallestasi, lui
sopra di lei, che la penetrava
.facevano lamore, accarezzandosi, baciandosi,
trasmettendo luno allaltro il tepore dei loro corpi, il calore della loro
passione.
- Ed ecco
BAM !
- La solita figura magra, grigia
giallognola, rosea in certi
tratti.
- Era al centro della stanza da letto di Dana, nella quale stavano
facendo allamore, ma stranamente non avevano modo di rendersene conto.
- Li fissava con occhi nerissimi, senza espressione.
- Erano tanto paurosi, che temette di caderci dentro.
<..ti amo
amore
ti amo
>
- Sentiva le loro voci, la sua e di Dana, che sintrecciavano
fra un bacio e laltro.
- E quella
"cosa"
.guardava.
- Pareva sorridere.
- E si vide, adesso disteso sul solito tavolo anatomico, immerso
nella luce.
- I "grigi" erano attorno a lui, e lei, con le dita
lunghissime ed adunche come quelle di una vecchia strega, comunicava, tranquillizzandolo.
- Era adolescente
sedici, diciassette anni al massimo..
- Manipolavano i suoi genitali, il suo pene
- Provò vergogna.
- "NON TI FARA FATTO DEL MALE
TRANQUILLO ! "
- Introducevano una
cannula di luce, nel suo pene..
- E da lì, scendeva una sorta di
sperma verde
- Lurlo di Fox fu terribile.
***
CAPITOLO DODICI
- Clinica per le malattie mentali di Silver
- Springs, Stato del Maryland, Ore 10.00 Am
- Venerdì 21 Giugno 2002
- Il sole, pallido ma maggiormente deciso rispetto al giorno
precedente, salutò larrivo di Dana.
- Aveva guidato senza prudenza, quando quella mattina aveva ricevuto
la telefonata del dottor Werber.
- Per tutta la mattinata, aveva cercato attraverso il database
dellFBI, chiarimenti circa il numero di telefono ed il nome stampato sul biglietto
da visita.
- Il primo corrispondeva realmente allambasciata Russa, il
secondo era introvabile.
- Nessun Sergej Yvanov risultava iscritto a tale ambasciata e Scully
decise di evitare telefonate ufficiali per avere chiarimenti.
- Non aveva idee precise in merito, ma certo la questione era
tuttaltro che conclusa.
- Ma se ne sarebbe occupata dopo
- Fox voleva parlare con lei. Aveva urlato e si era agitato
chiamandola per tutta la notte. E questo veniva prima di tutto.
- Si slacciò il cappotto leggero, una volta scesa dallauto.
- Adesso dava fastidio.
- Incrociò il dottor Werber lungo il corridoio, e lo salutò senza
alcuna intonazione.
< Agente Scully
>
Parve cercare le parole.
< Che succede ? >, domandò lei, fissandola con gli occhi
verdi, tremanti.
< Fox
ha avuto una crisi violentissima, questa
notte
Se non fosse stato per Edith
>, disse, indicando linfermiera che
camminava accanto a loro,
<
si sarebbe spaccato i polsi contro la porta! Mio
Dio
non ho mai veduto Fox in quelle condizioni
>
Scully si spostò il solito ciuffo dietro lorecchio.
< Gli avete
dato dei calmanti
? >
< Solo del valium
era necessario
ora sembra
tranquillo, ma
>
< Parlerò con lui
non mi farà del male..ne sono
certa
..>
- Il dottore annuì, sapendo che era inutile opporsi a quella donna.
- Giunsero accanto alla stanza di Mulder.
- Scully aprì senza esitare.
- Mulder le apparve stravolto, con lo sguardo fisso perso nel vuoto.
< ..Fox..sono
io
>
Dana afferrò la sedia, girandola e si sedette accanto a lui,
accavallando le gambe.
<
ciao
.>
< ..sono qui
sono arrivata appena ho potuto
>,
smozzicò, tanto per dire qualcosa.
< Non
tanto presto
da
casa
avresti..dovuto
.metterci
meno
ti ho cercata per tutto il
giorno
>
Scully deglutì, trattenendo le lacrime con la propria
incrollabile fermezza.
< Era notte fonda
.dormivo
>
Fox annuì, senza alcuna convinzione.
<
sanno tutto
di noi
ci hanno sempre
spiati
come
oggetti sotto una teca di cristallo
>
< Parli
di noi due e di
.? >
Annuì.
< Amore
sei così confuso
.ho
considerato
lipotesi che tu
possa
sottoporti ad una terapia
dipnosi profonda
per cancellare ogni tuo ricordo traumatico ! Sei ridotto ad
uno stato pietoso e
non vedo come..>
Mulder si massaggiò, nervoso, le palpebre.
< Non se ne parla ! Non ti permetterò di cancellare quello che
sto rammentando.. il mio passato
il nostro passato, ci è stato celato per troppo
tempo
.>
- Dana deglutì, nervosa.
- Si massaggiò le labbra.
< E
è per questo che mi hai chiamato ? >
< No
.voglio
autorizzare il dottor Werber
a..stimolare la mia corteccia cerebrale..come ti avevo detto prima
con onde a bassa
frequenza
sono certo che questi cip mi permetteranno di
sapere ! >
Scully afferrò la sua mano, stringendola al proprio petto.
< Non ti rendi conto di ciò che dici ! Non è possibile
giocare con la mente umana, come fosse un videogame ! Posso capire cosa senti, cosa
cerchi
la forza che tutto questo ha in te
ma
>
Si voltò, scostando la mano di scatto.
< Che cosa credi di capire tu ? Non mi hai
mai
creduto
.hai sempre
criticato ogni mia teoria
>
Scully si lasciò scappare una lacrima, mentre il dolore le
serrava lo stomaco.
< Non
non è vero
! Sono dalla tua parte, lo sono
sempre stata ! Ora più che mai ! Voglio
solo il tuo bene
la tua
salvezza
.la tua salute
è la sola cosa che conta, per me
>
- Tremava, come una bambina.
- Mulder si appoggiò al letto, serrandosi il viso fra le mani,
incredulo di ciò che aveva appena detto.
<..scusami
.Dana
.Io
Dio sono
così
confuso
.è tutto così sfocato
Come se
guardassi nella realtà
con altri occhi
non ho mai pensato a te come.. come ad una nemica
.ti
amo
più della mia stessa vita
>
- Si strinse a lui, baciandogli la fronte.
- Percepì il sapore della febbre.
< Riposa
non faremo alcuna regressione, oggi ! Sei troppo
debole
>
Lui scosse la testa.
< No ! Lo voglio ! Sono
lucido
.davvero ! E poi ci
sei tu
.sono certo che non permetterai a nessuno di farmi del male
nemmeno a me
stesso ! >
Scully abbozzò un debole sorriso, asciugandosi le lacrime.
< Ti amo
.farò quel che vuoi
.ma
ma al minimo
cenno di sofferenza
>
- Non terminò la frase. Sarebbe stato inutile.
- La voce di Mulder era innaturale, velata da una sorta di filtro
alterato, così come doveva essere distorta la sua mente.
- Ma ugualmente le arrivò al cuore.
<
nulla di ciò che sentirai
potrà mai spaventarti,
lo so
Agirai comè giusto fare
.è per questo che ti voglio accanto a
me
>
- Lo fissò, come per dirgli tutto, senza parole, spostandosi appena
i capelli dietro lorecchio, in infantile gesto di timidezza e difesa.
- Mulder le sorrise, sussurrando:
< Credevo
di essere più forte
.di saper sopportare
meglio
tutto questo.. ma senza di te
se non fosse per la consapevolezza di
averti accanto, io
>
Dana gli abbracciò la testa, chinandola sul petto e
accarezzandogli la nuca disse:
< Piccolo mio
.amore mio grande
>
Fox faticò a riprendersi da quellatmosfera damore
dolce e disperato, intensa come i sogni che gli sbriciolavano la mente.
< Chiama il dottor Werber
.sono pronto
>
- Dana annuì.
- Era sempre più convinta che quei ricordi, quei sogni, che lo
tormentavano, avessero una comune origine, una violenta ed assurda, ma comunque
indiscutibile verità.
- Che fossero alieni
.Magari non proprio
extraterrestri
.forse creature vicine alla nostra realtà, coese al nostro mondo, ma
in qualche modo esterne ad esso, come chi si trovi ad osservare un paesaggio da dietro una
finestra.
- Da dove queste realtà, questi alieni, provenivano, era
irrilevante.
- Molto più importante capire perché si occupassero di noi, della
mente di Mulder e di centinaia daltre persone come lui, anchesse traumatizzate
da avvenimenti che definire "casuali" era sempre più grottesco ed inadatto.
- Quale era il loro fine ?
- Fu quella domanda, forse in parte filosofica, che avrebbe avuto una
parziale risposta, adesso, in quella breve e dolorosa seduta.
- Una risposta tanto orrenda da risultare agghiacciante.
---
- Testimonianza del 21 Giugno, presenti: lagente
- speciale Dana Scully e il dottore psichiatra Heinz Werber
-
- La delicata sintonia di luci e tenui colori, avvolse Fox Mulder,
accompagnata dal metodico ritmare del metronomo.
- Fox sembrava già in stato di ipnosi prima ancora di sentire la
voce del dottor Werber, ma comunque vi scivolò con assoluta normalità.
< Agente Mulder
cerchi di descriverci meglio il luogo nel
quale è stato condotto, accanto a sua sorella, tante volte
>
- Sbuffò.
- Poi iniziò a tremare, e le parole uscirono difficili.
<
.è difficile
vedo a fatica delle pareti
concave
.un soffitto altissimo
è la stazione ferroviaria più grande che ho
mai visto
>
Scully scosse la testa.
< Non capisco
>
< E un ricordo di copertura
Fox identifica la
stazione che ha veduto da bambino, durante il primo viaggio in treno della sua vita, con
il luogo nel quale gli alieni lo hanno condotto
>
< ..ma non ci sono treni
lì
solo
un
rumore
un suono
che viene da un posto sistemato in fondo al pozzo di
luce
>
< Ci parli del pozzo di luce ! Non mi aveva mai accennato a
nulla di simile, prima, Fox ! >
Mulder gesticolò un poco, come per far capire che si trattava di
una cosa elementare.
<
è
al centro della grande stazione
.proprio
in mezzo
.vien su da lì, la grande luce che illumina tutto
! Una colonna di
luce arancione e bianca
grande luce
e dal quel pozzo si sentono le
grida
Ahhhhhh
>
- Urlò, sconvolto dal terrore.
- Scully tentò invano di afferrargli la mano.
- Mulder sembrava un bambino spaventato a morte o un malato di mente
perso nei propri incubi.
< Che cosa vede ? Cosa ha visto ? Capisce che cosa sono quelle
urla ? >
<
si
si molti anni dopo
.da grande
NON DIRE
QUELLE COSE
NON DIRLE
>
La voce era greve, quasi caricaturale.
< Fox
Fox mi sente ? Di chi è quella voce che le dice di
dimenticare ? >
< Viene
viene da lei
da quellalieno
donna
.mi
mi apre il cranio e mi infila dentro quel concetto
.ma
ma
adesso vedo tutto
cè
>
- Era allucinante.
- Mulder era sconvolto dalla paura, dalla tensione.
- Il viso deformato da una maschera di terrore, i riflessi tesi come
corde di violino.
- Stava soffrendo, enormemente.
- Ma lottava contro la propria paura.
<
piccoli
.neonati
bambini
ecco
bambini
piccoli
.appena nati
sono dentro una sorta di
cono rovesciato
di pozzo
chiuso
.e poi
noooooooo! >
- Il terrore fu tale che Mulder prese a piangere senza fermarsi.
- Dana gli sfiorò la fronte, dandogli un piccolo bacio.
< Lo svegli ! >, intimò.
< Sta lottando ! Se vogliamo salvarlo, dobbiamo
.>
Lei si alzò decisa.
< La smetta ! Cristo
.è intenzionato ad ucciderlo ? >
- Le parole di Fox sibilarono a fatica.
- Gli costava terribilmente profferirle, ma doveva.
<
dentro
buttano dentro quel
pozzo
delle..cose
sembrano delle larve
alieni dalla forma
strana
e..loro iniziano a mangiarli
.Dio Onnipotente
li mangiano vivi !
>
Il dottor Werber si chinò su Fox, raggelando.
< Parla dei bambini ? Intende dire che stanno divorando dei
bambini ? >
<
si
li mangiano
il pozzo diventa
disgustoso
.colmo di sangue..e loro
sento il rumore delle fauci
che li
dilaniano, i loro pianti, le loro grida
E la cosa più orrenda che abbia mai
visto
è terribile
ho paura
lei cerca di dirmi che non è nulla, ma lo
vedo
Cristo lo vedo ciò che fanno ! >
Prese una sorta di lungo rantolo, e Scully vinse il terrore che
quel racconto le causava, riavvicinandosi a lui.
<
SONO GLI ULTIMI
DELLA VECCHIA SPECIE
QUELLI
NATI PRIMA DEL NOSTRO ARRIVO QUI
>
- Ora la voce di Mulder divenne metallica.
- Era sempre grottescamente femminile, come di un uomo che cercasse
maldestramente di imitare una donna, ma con quellinflessione profonda che causava
sgomento, piuttosto che ilarità.
< E
quellalieno femminile, vero ? Le parla
nella testa..le spiega ciò che vede ! >
< Basta ! Lo svegli
.brutto
bastardo ! >, urlò
Scully.
< Si
.PRESTO ARRIVERANNO I NUOVI
BASTA!!! >
- Poi la mente di Mulder si chiuse, come una porta che sbatta per un
colpo daria e rimase immobile, in silenzio.
- Il dolore e lo sgomento cessarono del tutto.
- Fox era in stato catatonico.
< Fox ? Agente Mulder ? Mi sente ? Voglio che sì
svegli
mi sente ? >
- Nessuna risposta.
- Scully si alzò decisa, afferrando il dottor Werber per un braccio
e sbattendolo contro la parete.
< Comè che non risponde ? Che le ha fatto ? >
< Non lo so
cioè credo sia una forma
dautodifesa
forse ciò che rammentava era troppo doloroso e la sua mente si è
come
bloccata, chiusa
>
- Scully gli piegò il braccio sino a fargli male.
- Il cuore le scoppiava nel petto.
< Si rende conto di ciò che dice ? Lo sa o no, che potrebbe
rimanere in quello stato per sempre ? >
< Non ci sono segnali in tal senso
è forte
si
rimetterà
>
Il viso di Scully arrivò a sfiorare quello del dottor Werber,
mentre lei parlò con i muscoli contratti dallira.
< Se mi avesse ascoltato
se avesse interrotto la sua
ipnosi del cazzo
. La ritengo colpevole
..è colpa sua
.! Ma le giuro
che
che se Fox dovesse.. non riprendersi da questo
.io
io
>
- Lasciò la presa.
- Lo guardò.
- Mulder si era messo seduto e rimaneva con le braccia molli, lungo
il corpo, fissando il vuoto della parete.
- La sua mente, una lavagna bianca.
< Amore ? Fox sono io
sono Scully
>
- Nessuna risposta.
- Scully si sedette accanto a Mulder, togliendogli gli occhiali e
sistemandogli i capelli con un buffetto leggero.
- Poi si accovacciò sulle sue gambe, senza sentire una parola delle
paludose frasi del dottor Werber.
- Se doveva accadere, se era accaduto, voleva che fosse così: con
lei nel suo grembo.
- E nulla le sarebbe mai più importato.
***
CAPITOLO TREDICI
- Clinica per le malattie mentali di Silver
- Springs, Stato del Maryland, Ore 05.00 Pm
- Venerdì 21 Giugno 2002
- Scully uscì dalla stanza, e le sembrò che il corridoio della
clinica si allungasse allinfinito, inghiottendola.
- In quella circostanza non era dissimile dalle astronavi di luce che
riemergevano dalla mente di Mulder.
- Barcollò un poco.
- Era stanca e spossata dallinappetenza. Non aveva mangiato
nulla per tutto il giorno, rimanendo accanto a Fox, che si era seduto sulla propria
branda, senza dare alcun segno di vita.
- Fissava il vuoto, come stesse perdendosi in un cielo pieno di
stelle.
- Alla fine, la parte razionale della sua mente, si ribellò.
- Era inutile, doloroso ed inutile, restare a vegliarlo
allinfinito.
- Aveva il dovere, lassoluto dovere di sapere, di capire, di
affrontare la faccenda.
- Ed esisteva un solo modo per farlo.
- Quel biglietto
.
- Se lo rigirò fra le dita, indecisa.
- Non si fidava certo di quel misterioso individuo, incontrato in
chiesa.
- Ma era la sola persona che poteva dirle qualcosa di diverso.
- Si sentì come doveva essersi sentito tante volte Fox Mulder.
- Costretto a fidarsi di sconosciuti, incontrati in luoghi e
circostanze misteriose, fidandosi solo del proprio istinto.
- Prese il cellulare, per poi girarsi unultima volta verso la
stanza di Mulder.
<
ti aiuterò
.te lo giuro
>, sussurrò.
- Una volta fuori, laria umida la aggredì.
- La voce, le scese, divenendo un poco roca, mentre un teso vento si
levava da ovest.
- Scully salì in auto e prese un profondo respiro.
- Digitò il numero, socchiudendo le palpebre.
- La linea fu libera.
- Al quarto squillo, un istante prima che Dana chiudesse la linea,
udì una pesante voce dal marcato accento cirillico, rispondere.
< Da ? >
<
è il 5558995060 ? Sono
.lagente speciale
Dana Scully
dellFBI
.>
< Chi cerca ? Chi le ha dato questo numero ? >
Le parole erano storpiate, come se chi le pronunziasse avesse
scarsa dimestichezza con lInglese.
< Un uomo
chiamato Sergej Yvanov
.>
Una lunga pausa.
< Agente Scully ? Immagino abbia cambiato idea
.>
Non ebbe difficoltà a riconoscere il tono tranquillo del
massiccio agente Russo che aveva veduto in chiesa.
<
non le prometto nulla ! Intendo solo
.saperne di
più, di tutta questa faccenda..>
Strinse il volante, mentre una smorfia di rassegnazione si
disegnò sul viso.
< Si faccia trovare a casa, questa sera, alle dieci e
trenta
passerà unauto scura, a prenderla ! Farà due colpi di clacson e
lascerà le frecce demergenza attive per tre minuti ! Se non la vedrà, sparirà e
così anche il nostro contatto ! Mi ha capito ? >
Dana si morse appena le labbra.
< Si
>, sussurrò.
< Indossi un abito da sera
>
< Intende lustrarsi gli occhi, brutto
>, apostrofò,
mentre due fiamme le scaturirono dalle pupille.
< Non solo ! E appena stata invitata ad un ricevimento
allambasciata Russa, agente Scully ! Lei è una bella donna
valorizzi il suo
aspetto
>
- Sentì riattaccare.
- Gettò, disgustata, il cellulare sul sedile del passeggero e con le
dita tremanti, avviò la macchina.
- Pregò solo che tutta quella ridicola sceneggiata alla James Bond,
servisse ad aiutare Mulder
solo questo !
- Il resto non le importava.
---
- Appartamento di Dana Scully, 3170 road 35,
- W.53, Annapolis, Stato del Maryland, Ore 10.27 Pm
- Venerdì 21 Giugno
- Scully decise di riporre la piccola calibro 9, nel cassetto del
comodino.
- Bevve dun fiato il brandy che stava agitando da mezzora
e si affacciò alla finestra.
- Era inutile e fuori luogo, portare la piccola pistola dal calcio in
porcellana, in unambasciata.
- Certo, la piccola due colpi, si sarebbe potuta nascondere anche
nella scollatura audace dellabito chiffon semi-trasparente, ma a che sarebbe servito
?
- Forse solo per farsi perquisire, o peggio farsi scoprire da
eventuali agenti allinterno dellambasciata e mandare a monte tutto.
- I piccoli lustrini dellabito, brillarono alla luce fioca del
lampione stradale, quando vide lauto, una lussuosa Cadillac color blu notte, sostare
in strada.
- Due colpi di clacson.
- Dana prese la borsetta blu, evitò di specchiarsi e sistemarsi i
capelli e deglutì nervosa.
- Uscì, proprio quando la segreteria telefonica si attivò.
- In strada infilò le chiavi nella borsetta, proprio mentre uno dei
due, uscì aprendole la portiera posteriore.
- Lei non disse nulla.
- Vide un auricolare spuntare dallorecchio del massiccio e
silenzioso personaggio che era sceso dallauto e comprese chi fossero quei due
uomini.
- La portiera si chiuse con un colpo soffocato, pesante.
- Dana si sistemò la gonna corta, tirandola verso il basso e per un
attimo fu tentata di chiedere la destinazione del suo viaggio, pur sapendola bene, ma
desistette.
- I due davanti, erano chiaramente agenti segreti, e non la degnarono
di uno sguardo.
- Evidentemente erano già informati del suo aspetto e di certo non
avrebbero perso tempo in parole inutili.
- Dopo una decina di minuti, quindi, si sorprese nel vedere il vetro
color notte di sicurezza, abbassarsi.
< Desidera un cocktail ? Può servirsi al mobiletto bar,
signora Yvanov
>
Dana fece un cenno di diniego deciso.
<..signora Yvanov
.>, sussurrò.
Davvero un figlio di puttana
.si disse.
- Si appoggiò al comodo sedile posteriore, fissandosi le mani,
nervosa.
- Era senza alcuna copertura, poiché nessuno allFBI era
informato di quanto stava facendo, e Mulder non poteva certo aiutarla.
- Il tragitto durò una buona mezzora.
- La Cadillac procedeva ad andatura sostenuta, sfrecciando nella
corsia di sorpasso.
- Dana giunse così allambasciata Russa poco dopo le undici e
un quarto.
- Il pesante cancello dacciaio, lavorato e in stile
ottocentesco, si aprì, e la limuosine parcheggiò sul lato destro della villa, in uno
spiazzo enorme, circondato da alte siepi e da vialetti di ghiaia bianca.
- Scully scese senza attendere che le fosse aperta la portiera ed uno
dei due agenti russi, le porse un biglietto di cartone, bianco.
< E linvito
>, disse, abbozzando un debole
inchino di saluto.
- Dana sorrise, un finto sorriso che forse i due etichettarono come
snob, ma che in realtà era dimbarazzo e nervosismo.
- Si ritrovò alla soglia, dopo una lunga scalinata di marmo e
cemento, che dallo spiazzo principale dominato da una fontana barocca, portava
allandrone della villa.
- Mostrò il biglietto ad una coppia di camerieri in livrea,
trovandosi circondata da azzimati signori di mezza età, accompagnati da signore eleganti,
ragazze giovani e belle, fotomodelle.
< Prego
il ricevimento è al secondo piano
>,
disse uno dei due, mentre laltro fece scivolare linvito in una sorta di
fessura infissa nel muro.
- Scully si sfiorò un ricciolo ribelle dei capelli, per
loccasione tirati su, raccolti a mignon con una sobria ma bella spilla bianca, e
rimpianse le normali occasioni delle sue missioni, in uffici scomodi, con agenti scontrosi
e sudati, che fissavano lei e Mulder come alieni appena sbarcati a Times Square.
- Non era il suo ambiente e presto, mentre saliva pian piano,
appoggiando mollemente la mano al corrimano di marmo ed alabastro, altre domande la
tormentarono.
- Se qualcuno le avesse rivolto la parola, ad esempio ?
Che avrebbe dovuto dire ? In quale lingua ?
- Ed in fondo
.che si aspettava davvero di trovare, lì ?
Si trattava di paludati ambasciatori, signore ricche e altezzose
.tutte cose che non
centravano per nulla con Mulder, gli Xfiles
- Strinse la piccola borsa di pelle, mentre il suono ovattato e dolce
della musica, le arrivò da dietro le pesanti porte di legno che nascondevano la vista al
salone.
- La porta si spalancò, e allunisono, si udì un deciso colpo
sordo, caratterizzato dal battere di un pesante bastone dalla punta dacciaio sul
pavimento.
< La signora Yvanov
il console dellambasciata della
Lettonia
>
- Il maggiordomo leggeva con cadenza metallica i nomi e per un
istante, Scully fu decisa a tornarsene indietro.
- Invece, quasi in assenza della propria volontà, entrò nel salone.
- Una splendida orchestra stava su un palco, in fondo
allimmenso salone, in parte gremito, ma in attesa di riempirsi del tutto.
- Violini, flauti, un violoncello, per una ventina
delementi
- Molte coppie ballavano con eleganza, altre chiacchieravano accanto
a lunghi banchi colmi dogni ben di Dio.
- Vide uomini in frac scuro, con cravatte rosse e splendidi ornamenti
da ambasciatore, abiti costosissimi, di stilisti italiani..
- Sbuffò.
- Ok
la festa, il ricevimento, erano grandiosi
.ma che ci
faceva lì ?
- Se Mulder avesse avuto bisogno del suo aiuto, in quel momento ?
- Passeggiò tesa accanto ad un lunghissimo bancone, dietro al quale
si agitavano, eleganti e minuziosi, decine e decine di camerieri.
- Lorchestra intonò una musica di Bach, un andante con brio, e
Dana prese con la punta delle dita un diplomatico al caviale.
- Lo spizzicò quasi senza aprire la bocca e trovò ironico il fatto
che il primo cibo che mandava giù da quasi ventiquattro ore, fosse caviale.
<
.cara
>
- Yvanov sbucò dalla folla, quasi alle sue spalle, alto e massiccio
come un orso siberiano, cingendole la vita e sorridendole.
- Lo stuzzichino cadde dalle dita di Dana, che fece per scostarsi.
<
.>
- Fece per dire qualcosa, ma lui la baciò, stringendola a se.
- Un bacio deciso, che la sbilanciò, bloccandole il fiato.
<
sono contento che sia venuta
>, disse,
staccandosi da lei.
Scully prese fiato di nuovo, mentre un fuoco dira si accese
nelle sue pupille.
< Lo vedo ! Lei è solo
.un playboy da strapazzo ! Si può
sapere che cosa crede di
>
Passò il braccio intorno a quello magro e roseo di Dana, fingendo
di passeggiare con lei attorno ai tavoli.
< Mi scusi
.non nego che sia stata una
piacevole
messa in scena, ma non sì dimentichi che qui, molte persone la credono mia moglie.
Lagente Mulder
.? E peggiorato ? >
Scully sollevò lo sguardo, fissandolo negli occhi.
< Come..sa delle condizioni di Fox ? Non
intendo dirle
nulla, almeno sino a quando non avrò chiarimenti in tutta questa faccenda ! >
< La prego di godersi la festa ! Luomo che intende
parlarle è in una seduta
speciale, e credo che ne avrà per qualche
ora
E già stato informato della sua presenza qui
ma esistono canali
ufficiali che non possiamo violare
Ah
mi scusi
>
Strinse la mano di Scully, intrecciando le proprie dita con le
sue.
<
non mi sono presentato
ufficialmente, almeno. Sono
il capo sorveglianza dellambasciata Russa qui a Washington, non che ufficiale del
servizio di sicurezza della polizia russa
>
Scully finse un solare sorriso, non appena una coppia di
diplomatici si affiancò ad entrambi.
< Mi lasci la mano ! O giuro che le rifilerò un poco
diplomatico calcio nelle parti basse
.chiaro ? >
Yvanov eseguì, sorridendo.
< Dunque
lei è un agente del KGB
>, mormorò
Dana, parlando in modo che il tono della voce fosse al di sotto di quello della musica.
< Il KGB non esiste più
.comunque
sì
diciamo
che lo sono stato e ne faccio parte tuttora
Ho fornito io, alluomo che
intende incontrarla, i dati su quel che è accaduto a Fox Mulder
>
< E una spia ? >
< Passo informazioni, tutto qui
>, mormorò, porgendole
un calice alto, colmo di un denso liquido giallognolo, lei cui frizzanti bollicine
salivano rapidamente in superficie, disegnando una briosa schiuma bianca.
< Champagne ? >, disse, sorridendole.
Dana scosse la testa, salvo ritrovarsi il bicchiere fra le dita.
< Modo elegante per dire la medesima cosa
.>, sillabò,
assaggiandone un goccio.
< Non sì scandalizzi
è sempre stato fatto
Il mondo
vive dequilibri
di piccoli contrappesi
occorre bilanciare le scoperte di
uno con i bisogni dellaltro
Posso dirle che
attualmente questi
contrappesi, questi equilibri, stanno per spezzarsi ! >
Scully avvertì il magnifico aroma dello champagne e lo stomaco
parve assestarsi, chiedendole cibo.
<
A maggior ragione
mi è oscuro il motivo del
suo
contatto con me
Yvanov
! Non sono certo amica della CIA e daltre
associazioni segrete
e tanto meno lo è Fox Mulder
>
- Le porse un pasticcino, un bignè colmo di crema.
- Dana fece per prenderlo, ma Sergej scostò appena la mano.
< Faccio io
.>
La imboccò, o almeno tentò di farlo, visto che Scully
naddentò linizio, colpendolo poi con uno schiaffo alla mano, che fece
rotolare il bignè a terra, sul meraviglioso pavimento a mosaico del salone.
<
la prossima volta la mando al diavolo
lei e la
sua.."copertura" del cazzo, capito ? >
Yvanov annuì, questa volta senza sorriso.
<
Ciò non di meno
avete scoperto cose e
fatti
che interessano e sono interessate a numerose potenze straniere, agente Scully ! Ma
ora
>
Bevve dun sorso lo champagne, e la cinse a se, posandole il
braccio sinistro allaltezza della vita, mentre le sollevava sopra la testa quello
destro, spingendola verso il centro del salone.
< Se la cava a ballare il valzer, Dana ? Non mi menta
so
che ha studiato danza alletà del liceo
>
Udì le note di " Sul Danubio blu" di Strauss.
< Di certo
lei sembra conoscermi molto bene
.ma le
dico anche che non ballo da anni
.e poi mi sembra che sia arrivato il momento
di
aggiustarle quel calcio che le avevo promesso prima ! >
Yvanov si avvicinò al suo viso, quasi a sfiorarlo.
< Vede quelluomo ? >, disse, girando appena la coda
dellocchio.
Dana si bloccò, gettando una rapida occhiata allestremità
del salone, accanto ad una lunga fila di finestre che davano sul cortile interno.
< Si
>
< E un membro del comitato
Forse lei ha modo di
conoscere lassociazione come
Enclave o consorzio occulto
.Lavora per
elementi vicini al suo governo ombra
.Non deve sospettare di nulla
le
ripeto
Per molti qui, siamo marito e moglie
>
- Scully deglutì.
- Era sempre più assurdo e senza senso.
< Lei
ha una moglie ? >
< Mai stato tanto folle
.>, sorrise.
La bocca di Dana si disegnò in un timido sorriso, questa volta
spontaneo.
< Mi scuso
di nuovo
ma la nostra discussione era
divenuta
.troppo professionale
occorreva uno slancio
emotivo
Ci
stavano guardando..>
Scully annuì, per nulla convinta ma decisa ad agire.
< Lei conosce
le finalità di quel
gruppo ? >
< Affatto ! Opera nel più assoluto riserbo
solo
luomo che intende vederla, è al corrente delle reali finalità dellEnclave !
Diciamo che ho capito, che la figura chiave della cospirazione, è Fox Mulder ! >
- Dana smise di colpo di ballare, scansandosi con decisione.
- Attraversò la pista, sino alla soglia, mentre Yvanov la tallonava,
senza voltarsi.
< E impazzita ? Dico
si rende conto che
>
Allora Scully si voltò, serrando i piccoli pugni, mentre
unespressione di sfida si accese sul suo viso.
< Pensa che sia disposta ad ascoltare altre assurdità ? Mulder
non è implicato in nulla che possa avere a che fare con
.quelle persone ! >
< Spesso
non si opera in modo consapevole ! Mulder è
stato usato
fin dalla propria infanzia
! Come lei del resto ! Come lo sono stati
il padre di Mulder
ed il suo ! >
Un piccolo brusio si accese nel salone, ma Dana parve non
captarlo.
< Che cosa sapete di mio padre ? Voglio la verità
! >
- Yvanov si avvicinò sino a sfiorarla, e Dana vide, alle sue spalle,
il misterioso personaggio di prima.
- Aveva fra le dita una sigaretta, e ne aspirò una piccola boccata,
guardandoli con occhi sottili.
< Lavrà
le chiedo solo pazienza
Cristo lei è
una furia ! E più impulsiva di Mulder
>
Si strinse a lui, quasi sparendo dietro la sua stazza.
<
e sia
recitiamo questa commedia ! Ma
i limiti
li stabilisco io
. Sono stata chiara ? >
Yvanov annuì.
< Fra un quarto dora
ci sarà il discorso
dellambasciatore e del rappresentante Russo alle Nazioni Unite
poi potrà
incontrare luomo che le dicevo
>
- Scully sospirò.
- Lattendevano lunghi discorsi in cirillico, cui conosceva
appena poche sillabe.
- Yvanov le diede un finto bacio alla guancia e luomo con la
sigaretta accesa si scostò da un lato.
- Li fissò per una decina di secondi, poi svanì nella folla che
andava riempiendo il salone.
***
CAPITOLO QUATTORDICI
- Ambasciata Russa, Rhode Islands Avenue,
- Washington DC, Ore 01.04 Am, Sabato 22 Giugno
- Yvanov salutò con un radioso sorriso, uno degli ambasciatori che
avevano letto il discorso ufficiale, congratulandosi.
- Dana era rimasta fuori della sala del congresso, comunicante con
quella del salone e si sentiva esausta.
- Il discorso ufficiale era stato interminabile, fitto di parole e
dapplausi, che aveva eseguito come fosse una marionetta.
- La cena era prevista dopo la mezzanotte, ma era andata ancora per
le lunghe.
- Si sedette, fissando il vuoto, sempre più decisa a levare le tende
e sloggiare.
- Se ne sarebbe andata poco diplomaticamente in tassì.
- Quando fu sul punto di prendere il cellulare e chiamare, Yvanov
apparve alla soglia.
< Mi scusi
queste riunioni diplomatiche sono
così
noiose
Si sarà annoiata
>
Lei annuì.
< Vorrei
sapere il motivo della mia
visita
sinceramente
non mi sembra di aver saputo molto, venendo qui ! >
Le porse una chiave.
< La prima stanza, allultimo piano ! Entri e si chiuda
dentro ! Non parli con nessuno
arriverò presto
e non sarò solo ! >
- Scully prese le chiavi e si alzò, mentre una fitta le trafisse le
gambe.
- I tacchi
la stavano uccidendo.
- Era abituata a portarli, ma così alti e a spillo
- Lambasciata si andava svuotando, e di questo provò uno
strano sollievo.
- Salì tutti i piani e una volta giunta allultimo, entrò
nella stanza stabilita.
- Era un appartamento privato.
- Un grande salotto, elegante e colmo doggetti depoca, e
dalla porta aperta, si vedeva nitidamente la stanza da letto.
- Si sedette su una poltrona e lottò con la propria concentrazione
per non addormentarsi.
- Trascorse una buona mezzora.
- Dana si appisolò solo per un istante, ma non appena udì la porta
aprirsi, si destò subito.
- Yvanov entrò, tenendo la porta socchiusa.
< E qui
.>, disse sporgendosi verso il corridoio.
- Luomo entrò, chiudendo la porta alle proprie spalle.
- Apparve un uomo alto, sulla settantina, vestito elegantemente (
indossava ancora il frac della cerimonia, benché Dana fosse certa di non averlo mai visto
fra la folla, quella sera ), capelli corti e radi al centro della fronte.
< Dimitri Nuchov, per lei
agente Scully
>
Si massaggiò le palpebre, mentre le parole non le arrivavano.
< Capisco la sua sorpresa
ma le spiegherò ogni
cosa
Yvanov
>, disse, indicando a Sergej Yvanov lo stereo, montato
allinterno di un pregiato mobile del settecento.
< Bach o Mozart ? >
Scully si scosse dal senso dassoluta meraviglia che la stava
bloccando, mormorando:
< Mozart
>
Yvanov eseguì, alzando moderatamente il volume.
< Posso attendere qui, signore ? >
< Si
siediti accanto allagente Scully
>
Dana prese appena fiato, passandosi una mano sul piccolo ricciolo
ribelle dei capelli, che scendeva accanto al suo orecchio, cadendo dalla pettinatura
raccolta.
< Cognac, Brandy
.>
< Nulla
non ho mangiato questa sera e
>
< Se vuole le faccio portare qualcosa
le cucine qui, sono
attive per tutta la giornata, durante le riunioni formali..>
Scosse il capo, decisa.
< Chi è lei
? Che cosa significa tutta questa storia ?
>
< Sono uno dei membri attivi di una sezione russa denominata
RBM, cioè ricerche bio militari
In effetti la mia sezione è sempre stata legata a
doppio filo con il KGB, per motivi che comprenderà benissimo
>
Lei non si mosse. Quelluomo le dava lidea di un
distinto professore universitario, più che una persona implicata in qualcosa
denorme come quel che pulsava sotto la superficie.
< Abbiamo prodotto i virus e le armi batteriologiche
dultima generazione, per oltre trentanni ! Prima di decidermi a mettermi allo
scoperto con lagente Mulder e lei, ho voluto vagliare la vostra posizione
i
membri della cospirazione mi credono ancora dalla loro parte e se mi scoprissero
>
Fece scivolare due cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lo agitò
appena.
< Per un certo periodo, ho collaborato con un uomo, che lei
conosceva con lepiteto di "Nessuno"
>
- Dana deglutì.
- Il disagio del vestito, della situazione, di tutta
quellassurda vicenda, si scostava per far posto alla curiosità.
< Allora
era in parte esatto, affermare che Nessuno
intendeva usarci per fornire informazioni alla Russia
.Siete delle spie ! >
< Mi dia tempo di spiegarle, agente Scully ! Voglio raccontarle
una storia
.>
- Bevve un sorso di wodka, imitato da Yvanov, che ne servì anche a
Dana.
- Lei ne vide i riflessi ambrati, sotto la luce della lampada da
tavolo che li illuminava parzialmente.
- Nannusò appena laroma, senza sorbirne.
< Nel 1908, a Tunguska, in Siberia, nel cuore di quello che
allora era lImpero degli zar, cadde un oggetto proveniente dallo spazio
profondo
>
- Non sì divano più suoni.
- Era notte fonda, e lambasciata era ormai occupata da
personale di servizio, agenti di sicurezza e ambasciatori sovietici.
< Per quasi trentanni, sino al 1937, nessuno seppe capire
limportanza e lenormità di quello che era accaduto
Poi, sotto la guida
del politriburo del PCC, furono effettuati scavi nella zona
erano scavi difficili,
per via della geologia del luogo dimpatto
rocciosa,
scoscesa
Lentrata in guerra dellURSS ritardò i lavori, che ripresero
solo dopo il 1947
dopo Roswell
>
Scully sinumidì le labbra con la wodka.
< Intende
che i due fatti furono collegati ? Lo erano ?
>
< Esattamente ! In entrambi i casi, accadde un impatto non
previsto di un UFO.. una navicella aliena, che per cause sconosciute, perse il controllo e
si schiantò al suolo ! Si trattava però
di due diversi tipi di mezzo
spaziale
.quello che cadde in Siberia, era un immenso
come posso dire
una
immensa incubatrice, che si sarebbe attivata al momento opportuno ! >
- Dana gettò uno sguardo a Yvanov, che sembrava assorto quanto lei.
- Forse anche per lui, era arrivato il momento di capire tutto, fino
in fondo.
< Per
attivare questa
colossale camera nido, era
necessaria una cosa fondamentale
Che gli alieni spedirono sul lato opposto della
Terra, a Roswell. Il veicolo conteneva occupanti
alieni, agente Scully ! >
Lei cercò di fermare il tremore alle mani.
< Mi sta raccontando avvenimenti di decenni or sono
cosa
vuole che mimporti, di ciò che accadde in Russia e in America ? Lei sa perché
Mulder è in quelle condizioni, vero ? >
< In che stato si trova ? E catatonico ? >
- Scully annuì, mentre io dolore le trafisse le palpebre.
- Si sfiorò le gote in un dolce gesto di difesa.
< Allora siamo ad un passo dallApocalisse
>
Posò il bicchiere di wodka sul tavolino da caffè, accavallando
le gambe e fissandolo, disse:
< Intende
linvasione ? E questo ciò che cerca
di farmi credere ? Bhè
occorre che mi porti prove, e belle grosse, se
vuole
>
< Posso solo assicurarle che io stesso ho contribuito a creare
parte del disegno che sta per travolgere il mondo intero ! Solo
ho sempre pensato che
non si arrivasse davvero a tutto questo ! Che si potesse fermarli
>
< Avete creato un veicolo di contagio orrendo e adesso vi fate
prendere dagli scrupoli ? Nulla può davvero giustificarvi ! >
< Non capisce
nulla può fermare quel che sta
accadendo
! Nulla ! Glielo dico io stesso, che per anni mi sono adoperato affinché
ciò non avvenisse ! La covata è pronta
.>
Dana scosse il capo.
< Assurdità
>
< No ! Come agente addetto alla sicurezza, sono costantemente
informato dei movimenti delle truppe dellArmata Rossa in patria
.>, la
interruppe Yvanov,
<
e negli ultimi dieci giorni, sono stati revocati tutti
i permessi di licenza sul Baltico e lungo le Stretto di Bering. Più di cinquemila
attivisti sono stati richiamati alle rispettive dislocazioni e cento sommergibili atomici,
pattugliano le coste della Siberia ! Capisce che vuol dire ? >
Nuovamente Scully sorseggiò la bevanda russa, sentendosi
avvampare le gote.
< Non esistono allarmi di un riacutizzarsi di una crisi fra USA
e Russia
Putin e Bush sono in sintonia e
>
< Lasci stare i presidenti
qui stiamo parlando di
unEnclave di persone capaci di decidere per tutto il pianeta ! Presto i visti
saranno revocati, i voli per Mosca e Washington chiusi e noi dellambasciata,
richiamati al nostro paese ! Sarà il primo passo verso la dichiarazione di guerra ! >
Scully impallidì.
< Che dite ? Ma vi rendete conto di quel che
>,
deglutì.
Poi sbottò in una risata nervosa, quasi isterica.
< E incredibile
>
< Di che parla ? >, mormorò Yvanov.
< Di quel che intendete farmi credere ! Insomma
.le guerre
non scoppiano certo per dei rottami di cinquanta e più anni fa
.né per ciò che sta
uccidendo Mulder ! >
< Non morirà
Mulder non morirà
subirà
una
trasformazione
diverrà
completo ! >
- Dana si alzò di scatto.
- Fissò, ferma e al tempo stesso tesa e tremante, Jeremiah Smith.
< La smetta ! Smettetela tutti e due ! Non so nemmeno perché
vi abbia dato spago ! Non so quali siano i vostri fini, ma non li otterrete grazie a
me
>
Yvanov le strinse un braccio, trasmettendole una sorta di scarica
elettrica, una sensazione di fermezza che la bloccò.
< Si calmi
deve sapere tutto, prima di bollarlo come
assurdo ! >, mormorò guardandola negli occhi verdi.
- Scully fece una debole smorfia dimbarazzo.
- Per quanto odiasse ammetterlo a se stessa, quelluomo la
colpiva.
- Cera un qualcosa di magnetico in lui.
< Intendo darle gli elementi per capire, per fermare la
colonizzazione della Terra
Quegli esseri...credevamo che cooperassero con noi, che in
qualche modo intendessero elevare la vita sulla Terra, ad una condizione più
alta
>
Si versò nuova wodka, come se servisse a scacciare gli incubi che
lo tormentavano.
< Dopo il 1965, ci sono pochissime persone che sanno questo è
chiaro, in un luogo denominato Area 51, nel Nevada, io ed altri membri di unequipe
medico biologica giapponese ed esperti americani, fummo
messi in contatto con
lentità aliena superstite nello schianto di Roswell ! Anche suo padre, era
presente
come il padre di Fox Mulder ! A differenza di quanto accadde nel 1908 a
Tunguska, da voi sopravisse una occupante
Una femmina, capisce
? >
Scully pensò, per un istante, allalieno dalle fattezze
femminili che Fox aveva detto aver visto in Alaska, e a quello che tormentava i sogni
attuali di Mulder.
< Vada avanti..>
< E difficile da spiegare
ci parlò
nella
testa
Era morente, per via dellimpatto, ma assolutamente superiore a tutto ciò
che avevamo mai visto, immaginato
Penetrò in noi, nelle nostre anime, convincendoci
della giustezza e della ineluttabilità del Progetto ! Il mondo avrebbe avuto una nuova
razza, coesa con le stelle ! >
Tremò, ed apparve folle, in quel momento.
< Capisce ? Una razza umana per sempre libera da fame,
ingiustizie, divisioni religiose
in armonia assoluta con luniverso ! >
- Scully si sfiorò la fronte.
Era pazza solo ad ascoltare la metà di quelle farneticazioni.
- Ma sapeva, lo aveva capito da Asaky molti mesi prima, che il
fanatismo assoluto di quegli uomini, non era dissimile da quello nazista.
- Una fede folle
- Nuchov si alzò, sporgendosi verso Dana, sfiorandole le mani.
< Era una bugia ! Unassoluta bugia !
"Loro"
non avevano a cuore la nostra evoluzione
si sarebbero serviti
di noi
.per
cancellare ogni essere vivente dalla faccia della Terra !
Ma
molti si sposarono anima e corpo a questo folle progetto
LEnclave
preparò tutto per cinquantanni
.Si sono levate voci discordi in seno al
gruppo, ma luomo che fuma pensò bene di eliminarle, a suo tempo ! Un
piano
studiato alla perfezione, che si svolgerà su due fronti
>
< Quali ? >, chiese Scully, angosciata.
< Saranno contaminate tutte le riserve di carne e di latte del
paese
Parallelamente sarà diffusa, in città chiave, una massiccia infezione virale,
il cancro nero agente Scully, prodotta dallEnclave attraverso lo studio e
lelaborazione del DNA alieno allo stadio iniziale
E meno virulenta di
quella aliena, ma ugualmente si spargerà il terrore
I medici dellesercito
avranno quindi lordine di praticare vaccinazioni di massa
agevolati dallo stato
di guerra e demergenza fra i due blocchi
! In realtà diffonderanno il
virus
quello alieno
Si creerà il governo ombra!>
Scully sospirò, affranta.
< Io
come si può credere alla metà delle sue
affermazioni ? Senza prove
.senza riscontri scientifici
io
>
< Lei e Mulder
il vostro passato
siete anche voi la
chiave di tutto questo ! >
Si strinse le mani, tremante.
< E folle ! Mulder ed io abbiamo rischiato la vita decine
di volte
.se fossimo stati al centro di quel che dice, ci avrebbero messo sotto una
teca di cristallo ! >
Yvanov si alzò, dopo un cenno di Nuchov.
< Per questo fu creata sua figlia, agente Scully ! >
Dana sentì una sorta di nodo alla gola, e per un attimo smise di
respirare.
< Che
che centrava Alice ? E viva ? Dove si
trova ? >
Yvanov buttò sul tavolino una busta.
< Che cè dentro ? >, domandò Scully.
< Foto
>
- Comprese dal tono di Yvanov.
- Afferrò la busta e ne strappò un lembo, per poi aprirla del
tutto.
< O mio Dio
.>
- Vide Alice in una sorta di bolla di plastica trasparente, immersa
in un liquido verde..
- ne vide varie trasformazioni, sino a quella finale.
- Chiuse gli occhi, mentre una lacrima, le scese dalle gote.
< Era stata creata con lincrocio del patrimonio genetico
di entrambi, suo e di Mulder
era pronta nel caso uno di voi due non fosse
sopravvissuto
! Ma poi
quelluomo decise di eliminarla ! Intendeva
coinvolgere solo lei e Fox
>
< E morta
.è morta
>, ripetè.
- Lo sapeva bene, lo sapeva da subito
eppure non aveva la forza
di crederci
- Comprese come poteva sentirsi Fox, come aveva dovuto sentirsi in
tutti quegli anni
- Sapere che era finalmente vero, non la consolava, ma anzi allargava
il baratro nel quale il suo cuore stava precipitando.
< Mi spiace
ma non mi avrebbe mai creduto, se non
lavesse visto con i suoi occhi
>
Maledì il momento nel quale, al funerale di sua madre, aveva
evitato di sparare a Smoking Man.
<
cosa..cosa ci hanno fatto ? >
Nessuna risposta.
< Ho il diritto di sapere ! >, gridò.
< Il vostro genoma
almeno una parte di esso
è
determinante per lApocalisse finale
>, mormorò Dimitri Nuchov.
< Si, ma come ? >
Aprì la giacca, gettando un tesserino sul tavolino da te.
< E una scheda magnetica di accesso al Pentagono
A
suo tempo, feci in modo che luomo che lei conobbe come Nessuno, potesse consegnarne
una simile a Fox Mulder
>
Dana ripensò al racconto fatto da Mulder, circa la sua visita nel
Pentagono, in una sorta di livello segreto, nemmeno segnato sulle cartine
dellistallazione.
< Anche a Mosca, esiste unistallazione simile
ho
potuto farlo solo perché il Progetto è una collaborazione a livello
mondiale
Immagino che Fox Mulder le abbia spiegato ciò che vide in quel bunker
sotterraneo..>
Abbassò appena il mento, fissandosi le scarpe.
< Io
non mi ha detto poi molto
tornò in condizioni
pietose da quel luogo
io stessa rischiai la morte arrivando ad essere contagiata da
quel liquido
quel cancro nero..come lo chiama lei
.>
Nuchov si sfiorò le labbra, tremante.
< Immagino che lagente Mulder, abbia individuato lo
schema genetico di sua sorella Samantha
di ciò che fu creato allora qui, in america
e che noi Russi non siamo mai stati in grado di riprodurre
Ma per rendere attivo
tutto il Progetto, tutta la fase finale dellApocalisse, occorre una sequenza di
DNA
lunica che manchi ancora..Essa si trova divisa nel suo sangue, agente
Scully ed in quello di Fox Mulder ! >
Dana guardò, con occhi lucidi, Yvanov, che fece un debole cenno
affermativo.
< Intende
il risultato dei nostri rapimenti ? Quello che
provocò il mio cancro e la malattia di Fox
? >
< Forse si
.o forse i geni vi furono inoculati a livello
puberale
nellinfanzia.. Non esiste limite a quello che quelle persone sono
disposte a fare ! >
- Tutto sembrava grottesco, immerso in unatmosfera da teatro
dellassurdo.
- Tre persone, sedute davanti a della wodka, discutevano della terza
guerra mondiale.
- Pazzesco.
< Io
voi
voi avete accesso alle alte sfere..! Come
potete dirmi queste cose, senza far nulla per impedirle ? Fate sapere alla stampa ciò che
conoscete
avete i mezzi per
fermarli..
.>
Yvanov scosse il capo, afferrandole le spalle.
< No ! Non vede che controllano tutto ? Siamo costretti ad
incontrarci con mille precauzioni
non possiamo fare nulla ! Oltretutto, le condizioni
critiche di Fox Mulder, mostrano, inequivocabilmente, che il processo è già
iniziato
Il suo DNA alieno, agente Scully, quello che le è stato iniettato nel
sistema genetico, è già attivo ! Manca solo quello dellagente Mulder ! Esiste solo
una soluzione ! >
< Ma quale ? >, urlò Dana.
- Ormai non elaborava più pensieri coerenti.
Credeva e basta, per quanto inconcepibile fosse tutto ciò.
- Nuchov si avvicinò allo stereo, spegnendolo.
< Deve eliminare il DNA alieno innestato nel codice genetico di
Fox Mulder! Solo così il piano non funzionerà
E la creatura non avrà modo di
svilupparsi ! >
- Scully evitò di chiedere quale creatura, a chi si riferisse
Nuchov.
- Avrebbe ricevuto altre risposte allucinanti e naveva avute
sin troppe, quella notte.
< E una cosa impossibile
nessuno può
fare
questo ! >, smozzicò Scully.
< Cè una
persona che può agire
Una sola,
ormai ! >
- Dana si strinse le mani.
- Yvanov le afferrò, fermandone il tremore, serrandole nelle sue.
< Sì calmi
so che è pazzesco ma
.>
<
mi lasci
le mani
>, disse con un filo di
voce.
Prese a camminare senza meta per la stanza.
< Io
voi avete parlato di una soluzione, quale ? >
< Deve contattare, trovare, questuomo
..>
- Le mostrò una foto che Scully non avrebbe mai immaginato di
vedere.
- Se la rigirò fra le dita, senza riuscire quasi a focalizzarla.
- Ma a quel punto, cosa altro poteva stupirla ?
<..perché
io ? Voi
voi avete mezzi mille volte
superiori ai miei
cosa posso fare io ? >
< Jeremiah Smith si fida solo di lei e di Mulder ! Questo lo sa
! Essendo un alieno, è in grado di nascondersi in modo perfetto a chiunque
Non lo
troveremo mai, se non sarà lei a cercarlo
>
Fece un sorriso amaro, incredulo.
< Ma come ? Non so dove sia, se sia ancora vivo o meno
non
so nulla
sarà come cercare un ago in un pagliaio
>
- E qui, naturalmente, vista la nottata, arrivò lultimo colpo
di scena, che Dana si attese, in fondo.
- Nuchov le porse un file, chiuso in una busta trasparente che lei
aprì con le unghie scosse da un tremito involontario.
- Allinterno, tutto quello che i Russi sapevano su Jeremiah
Smith, ed in fondo una foto.
< Si tratta dellultima volta che abbiamo avvistato con
certezza Jeremiah Smith
Forse lei
può individuare quelle persone
posso
solo dirle che ha poco tempo.. Adesso che il suo DNA è attivo per linvasione, la
sua vita non vale nulla ! La uccideranno immediatamente, se dovesse ostacolare il Progetto
! >
< Può solo
abbandonare lFBI ! E lunica
soluzione, agente Scully ! >, mormorò Yvanov.
Scully socchiuse le palpebre, sentendosi tremare.
< Io
intendete dire che anche lFBI è coinvolta ?
>
< Jean Grey non può fare niente per difenderla
troveranno
una scusa per toglierla di mezzo, se ostacolasse la mutazione di Mulder
>
< Quale mutazione ? A che servirebbe il
nostro DNA alieno
? >, chiese con dolore.
< Non mi crederebbe
mai ! E più giusto che sia
Jeremiah Smith a dirglielo
Se riuscirà a curare Mulder, disattivando quella
sequenza, il piano dinvasione fallirà
>
- Dana deglutì.
- Molte cose le attraversarono la mente, ma in tutte, vi fu la
certezza di non dire niente, circa lidentità di due persone che apparivano nella
foto.
- Non aveva idea di come si sarebbero comportati i russi, una volta
trovato Smith.
- E, fatto decisivo, J.Smith era la sola persona che poteva salvare
Mulder.
- Non sapeva come, ma così era.
< Le dico addio, agente Scully ! Partirò per la Russia
domattina
Ho incaricato Sergej Yvanov di occuparsi della sua sicurezza ! La prego di
rendersi conto che ha a che fare con persone capaci di eliminare chiunque, e che non
esiterebbero a farlo con lei ! LFBI è diventata troppo rischiosa, per lei e Mulder
! >
- Dana rispose quasi inebetita alla stretta di mano del misterioso
personaggio russo.
- Lo vide svanire dietro la porta e la sala, in quel momento, parve
enormemente grande e gelida.
- Non guardò Yvanov.
- Chiuse il file, gettando unultima occhiata alla fotografia
che ritraeva sei persone.
- Una era Jeremiah Smith, altre tre erano perfetti
sconosciuti
.ma due, che si vedevano nella foto, Scully le conosceva bene.
- Perché con Monica e Monkey, Dana aveva diviso molto più che un
colloquio alle tre del mattino.
***
CAPITOLO QUINDICI
APOCALISSE, Primo Interludio.
- Città di Darwin, Stato della Virginia,
- Ore 07.08 Am, Domenica 23 Giugno 2002
- Jimmy non sarebbe andato a messa, quella mattina.
- La febbre, da circa due giorni lo aveva aggredito con forza
maggiore ed era del tutto inutile, a quel punto, farlo alzare dal letto.
- Virginia gli versò il solito bicchiere di latte fresco, appena
consegnato dal buon Buck con il suo lindo furgone bianco, e fece un sospiro.
- La normale preoccupazione di una madre per il figlio indisposto,
lasciava adesso spazio alla paura.
- Jimmy non si era mai ammalato per più di tre giorni, ma adesso si
sentiva stranamente da una settimana.
- Non era il tempo delle influenze, quello
sì, la primavera era
stata balzana, con violenti sbalzi di temperatura, ma Jimmy era robusto, sano
- Prese i biscotti, quelli al cioccolato che tanto piacevano a suo
figlio e salì fin in camera sua.
- Esitò per un attimo, vedendolo dormire profondamente, girato nel
lato preferito, temendo di svegliarlo.
- Era leffetto della febbre
una cosa normale
perché
preoccuparsene ?
- Calma, Virginia, stai esagerando
- Posò i biscotti ed il latte sul comodino, attenta a non fare
rumore, ripromettendosi che sarebbe passata a svegliarlo, fra una decina di minuti.
- Non appena socchiuse la porta, il piccolo Jimmy si mosse, a fatica.
- La febbre lo bruciava.
- Non aveva mai avuto una febbre come quella, e sentiva le ossa
tremare, quasi che, invece che nel proprio letto, si trovasse immerso in una tinozza di
ghiaccio.
- I primi raggi del sole, quella mattina, penetravano dalle fessure
della persiana, deformando le prospettive degli oggetti, per lo più giocattoli e
modellini dastronave, della sua stanza.
- Ma Jimmy li vedeva appena: tutto era sfocato, fuori sintonia,
immerso in una gelatinosa melassa grigia.
- Guardò, con nausea, i biscotti
- Bevve con avidità, invece, il latte caldo.
- Lo sentì scorrere nel centro del petto e per un attimo gli
conferì calore, facendolo smettere di tremare.
- Fece scivolare il bicchiere sul comodino e questo, dopo un breve
rollio, cadde sul tappeto, rompendosi.
- Virginia ne udì il tonfo sordo, proprio mentre si stava infilando
la camicetta.
< Jimmy
? Sei tu, tesoro ? >, disse a voce sostenuta.
- Jimmy si era già girato, per cadere, anzi è più esatto dire
precipitare, in un sonno profondo, assoluto.
- La mano
era magra, ossuta, ed il dito mignolo, pareva essersi
saldato allanulare.
- Il sudore della febbre si posava, continuo, sul suo corpo,
assumendo riflessi chitinosi.
- Diveniva solida, come unorrida crosta zuccherina.
***
- Appartamento di Dana Scully, 3170 road 35,
- W.53, Annapolis, Stato del Maryland,
- Ore 03.44 Am, Sabato 22 Giugno 2002
- Il tragitto, lungo la via del ritorno a casa, fu per Dana una sorta
di tunnel.
- Lo percorse in totale apatia, senza alcun pensiero.
- Era meglio così, del resto.
- Altrimenti, come prendere dimestichezza con lidea che aveva
fra le mani il destino del mondo ?
- Solo quando riattraversò il ponte per giungere ad Annapolis, la
mente prese a funzionare.
- Come poteva credere a quello che le era stato detto ?
- Come abbandonare lFBI, il proprio lavoro, la propria vita,
senza nulla di concreto, di scientifico fra le mani ?
- Come fidarsi di un uomo visto per poco più di unora, in una
atmosfera tanto segreta e cauta, da essere artefatta?
Era chiaro che le stavano mentendo, per scopi e finalità che ignorava.
- Ma era altrettanto vero che erano stati molto precisi, in tutto
quello che le avevano detto..
- E la sola certezza che Dana possedeva, era quella di ritrovare
Jeremiah Smith.
- Solo lui avrebbe potuto salvare Mulder.
- Che la sua follia fosse o meno, derivante da quel DNA misterioso,
era la sola ancora di salvezza di Fox possedeva.
- Si era ormai convinta che se anche Mulder fosse stato in grado di
emergere dalloblio nel quale era caduto, nulla avrebbe potuto curarlo, se non
Jeremiah Smith.
- Tutto il resto le sfuggiva dalla mente, ma Scully non lottò per
recuperarlo.
- Inutile pensare a tattiche assurde, più assurde delle realtà che
la stavano aggredendo.
- Meglio agire con acume e prudenza.
- Si sentiva fragile ed insicura.
- Evitò, per quasi tutto il viaggio, di guardare Yvanov e di
rivolgerli una parola.
- Il disagio che la colpiva, guardandolo, voleva si mantenesse dentro
di se.
- Quindi fu lui, a prendere parola.
< Come sta ?
Sarà stanchissima
>
Dana scosse appena la testa.
< Grazie
io
sono abituata agli orari
balzani
.>, rispose, per dire qualcosa.
< Scusi se affronto solo ora largomento
ma sono
stato assegnato alla sua sorveglianza
>
Si lasciò scappare un tirato sorriso, e lo fissò, per la prima
volta da quasi mezzora.
< Inutile che le dica che non intendo farmi sorvegliare da lei,
vero ? Se troverò Jeremiah Smith, sarà con le mie capacità e per le mie
finalità
>
< Dana
le dico con onestà che
.ho insistito
personalmente per farmi assegnare allincarico
Ho dovuto abbandonare il
professor Nuchov e mi è costato molto.. Lo conosco da anni
Ma non voglio che le
accada niente..>
Dana fissò di nuovo quegli occhi grigi, deglutendo.
<
Perché
? Per quale ragione
? >, chiese con
un filo di voce.
- Yvanov le afferrò una mano, che quasi scomparve in quel palmo
così grande.
- Scully non la ritrasse. Non nebbe la forza.
Desiderava solo dormire.
- Sperare fosse tutto un incubo
o un sogno.
< ..credevo si capisse
.>
- Nuovamente la fissò.
- Gli occhi di Dana erano splendidi, adombrati dal sonno.
- Apparivano fragili e fanciulleschi.
<
sei così bella
.>
- Spostò la mano, afferrando il suo mento.
- Dana non si oppose.
<
immagino labbia detto a tutte
le donne che
ha protetto, vero ? >, sillabò.
- Avrebbe voluto scendere, correre via, anche senza forze.
- Ogni istante, in quella Cadillac, la faceva stare male.
< Ci sono cose che valgono di più, delle parole, Dana ! >
- Arrivò a sfiorarle le labbra.
- Scully non respirava.
- Deglutì, ritraendosi un poco, senza alcuna fermezza.
<
.quali
? >
- Sentì le sue labbra e subito vi si abbandonò.
- Forse era ciò che voleva fare da quando laveva veduto in
quella chiesa, forse era solo un assoluto bisogno di affetto, dopo quella notte tremenda.
- Rimasero uniti per molto tempo e fu un bacio che Dana subì ed
impose al medesimo istante.
- Gemette appena, quando la sua lingua arrivò ad intrecciarsi con
quella di lui.
- Sentì la sua mano grossa e pesante, eppure gentile e morbida,
scivolarle sulle gambe, sotto la corta gonna del vestito, sino a fermarsi alla sommità
della coscia destra.
- Lì, prese ad accarezzarla un poco, provocandole un nuovo gemito
soffocato.
- Alla fine Dana si scostò, chiudendo le palpebre.
- Era pallida, quasi in crisi di panico.
<
cosa hai sentito ? Una bugia ? >, mormorò Sergej
Yvanov.
- Dana sentiva il profumo della sua pelle, forte e penetrante, e
avvertì il freddo dellanello che si appoggiava sul collo.
- La stava tirando a se, di nuovo.
- Si oppose con maggiore decisione, adesso e Yvanov non insistette.
- Di nuovo le parlò a voce debole, accanto allorecchio.
< Non hai risposto alla mia domanda
>
<
io
amo
unaltra persona
>
Yvanov le baciò lorecchio, con un bacio delicato,
insospettabile per un uomo di quella stazza.
<
Dana
.Dana
>, ripetè.
- Scully appoggiò il mento alla sua spalla, chiudendo le palpebre,
con le braccia molli sul corpo, voltandosi un poco.
- La Cadillac arrivò allindirizzo di Scully, e frenò senza
nemmeno farsi sentire.
<
devo
scendere
>, sussurrò dolcissima.
< Non dormire sola
è pericoloso
>
Scully scosse la testa.
< Buona scusa
>, disse, mentre il corpo si piegava
dalla stanchezza.
< Dormirò sul tuo divano
quello bianco
>
- Scully scese, respirando laria fresca ed umida della notte
del Maryland.
- Rientrò nellabitacolo, cercando la borsetta blu e Yvanov si
affacciò sul lato opposto della vettura, tenendola un poco comicamente fra le mani.
< Devessere destino
le tue chiavi sono qui
>
- Allora non disse più niente.
- Evitò di guardare i due agenti di scorta, di respirare
quasi
Si limitò a fissarsi le scarpe, mentre una parte di lei le diceva: che fai
? Mandalo via
via
- Ma non disse nulla.
- Giunsero allappartamento numero 53 e Dana fece cenno
affinché la borsetta le fosse restituita.
< Ho sonno
.trovati un buon albergo
>
Yvanov le consegnò la borsetta e le fece scivolare un biglietto
da visita.
< E il mio numero di cellulare
se avrai bisogno di
me, sai come chiamarmi.. Ti terrò sotto controllo
lo sai
Ma ti giuro che è
solo per la tua salvezza
>
- Fece un paio di passi nel corridoio, mentre lei lo guardava.
- La voce le uscì a fatica, quasi strozzata.
<
io, non credo troverai un posto, così tardi
>,
sussurrò Scully.
Yvanov si girò. Nessun sorriso, nessunespressione.
<..si
>
- Dana scivolò nel proprio appartamento e lasciò accesa la luce,
sin quando lagente del KGB non richiuse la porta alle proprie spalle.
- Allora si fissarono di nuovo e lui le sfiorò la guancia.
<
io
.>, ripetè lei.
- Sentì di nuovo la sua mano accarezzarle la nuca, e spingerla verso
il suo petto.
- Non si oppose.
- Si baciarono di nuovo, e questa volta le loro lingue si cercarono
subito, intrecciandosi e sfiorandosi.
- La tenera bocca di Scully si scostò tremante.
<
il tuo divano
è lì
>, ansimò.
Yvanov guardò il divano e fece una smorfia buffa.
< Speriamo sia comodo
>
- Scully posò la borsetta sul tavolino del soggiorno ed annuì.
- Per circa un quarto dora, nessuno dei due parlò più.
- Yvanov si sedette sul divano, attendendo che la luce, nella camera
di Dana si spegnesse.
- Poi si alzò, andò in bagno e si spogliò, dopo aver orinato ed
essersi bagnato il viso.
- Evitò ogni rumore, pensando che Dana si fosse addormentata.
- Ma Scully non dormiva.
- Era a letto, immobile, ascoltando ogni rumore.
- Lo sentì camminare, spogliarsi, orinare, stendersi sul divano.
- Si strinse al cuscino, iniziando a piangere.
- Furono lacrime che uscirono dolorose, cattive.
- Non credeva si potesse soffrire così.
- Sentiva solo il dolore del proprio cuore, che batteva impazzito,
del silenzio della propria casa che sapeva avrebbe dovuto abbandonare senza, forse, mai
farvi più ritorno.
- Si mise seduta, ascoltando.
- Nulla. Yvanov dormiva o forse stava come lei, in attesa
- In attesa di che cosa ?
- Sapeva la risposta alla propria domanda, eppure la evitava.
- Evitava di chiedersi se ciò che il proprio corpo le chiedeva,
fosse giusto o no.
- Evitava di placare quella sorta di sensazione indefinita, che la
spinse ad alzarsi.
- Sinfilò la vestaglia, accendendo il lume sul comodino.
- Si era sciolta i capelli, così che quando allacciò uno dei lacci
della vestaglia bianca, le scesero davanti al viso.
- Aveva il volto gonfio di pianto.
- Era terrorizzata. Ma non dalla paura per ciò che avrebbe dovuto
affrontare
quanto per la certezza che Mulder era lontano
in un mondo distante ed
irraggiungibile e che la sola speranza di riportarlo alla normalità, era nascosta nelle
"capacità" di un uomo che Dana aveva veduto per pochi minuti, senza fidarsi di
lui completamente.
- Uscì dalla camera, e la tenue luce della lampada gettò un pallido
fascio di illuminazione nel salotto.
- La sagoma possente di Yvanov era distesa sul divano.
- Dana fece un paio di passi, tremante, quasi si vergognasse di
camminare in casa propria.
- Vide bene Yvanov, che dormiva nudo, girato sul lato della
spalliera.
- Il cuore le batteva forte, in gola.
<
Fox
>, disse con un filo di voce.
- E lo vide.
- Era Mulder, luomo disteso sul divano di casa sua.
- Allo stesso modo in cui lo vedeva nellappartamento di
Alexandria, addormentato sul divano di pelle nera, ora le appariva davanti.
- Le lacrime le offuscarono la vista.
- Avanzò sino al tavolino da tè, davanti al divano, fissando il
massiccio corpo nudo dellagente russo.
- Sergej mosse la mano, tastando il pavimento, sino a trovare il
pedale della lampada a colonna.
- La accese appena.
- Vide Scully in piedi, davanti a lui e si mise seduto, senza dire
nulla.
- Scully superò il tavolino di alabastro, fissandolo.
- Il cuore le faceva pulsare le vene del collo e le lacrime non
diminuivano di intensità.
<
nessuna
bugia
>, sussurrò.
- Sergej le cinse i fianchi, avvicinandola a se del tutto.
- Accarezzava il suo corpo minuto e tremante, forse con
lintento di darle sicurezza e calore, ma non vi riuscì.
- Scully era immobile, le mani lungo i fianchi, lo sguardo appena
rivolto verso luomo nudo seduto accanto.
< Mulder
>, sussurrò.
<..ssstt..>
- Prese a farle scivolare la vestaglia dalle spalle, scoprendole il
seno.
- Dana abbassò il viso, guardandolo, come per concedergli ciò che
desideravano entrambi.
- Yvanov le baciò i seni, delicato e infantile, e per la prima volta
le mani di Scully diedero segno di volontà, accarezzando quei corti capelli.
- Scese al ventre, caldo, sudato e odoroso di donna, e Dana
sussurrò:
< ..caro..>
- Immaginava Fox. Vedeva, sentiva Fox Mulder baciarla, darle calore
in quella notte allucinante e umida.
- Le robuste mani di Yvanov, le sfilarono del tutto la vestaglia, che
scivolò mollemente a terra.
- La guardò, nuda, di fronte a lui.
- Piccola, una delicata bambina.
- Afferrò i suoi glutei, baciandole di nuovo il ventre, sfiorando
con la lingua il piccolo ombelico.
- Scully si curvò su di lui, con i capelli rosso Tiziano che
scendevano sul faccino rosso dal pianto e dalleccitazione.
< ..caro
>, ripetè.
- Salì con le ginocchia sul bordo del divano, appoggiandosi alla
sponda con entrambe le mani, premendo il proprio corpo contro il viso regolare e liscio di
Yvanov.
- La baciò.
- Su un fianco, appena sotto il seno destro, dove le ossa dello
sterno si vedevano nitide e lei gemette.
<..Fox..>, smozzicò.
- Prese a baciarle il pube, dopo una breve e calda esitazione.
- Baciò lentamente, calmo ed eccitato, sussurrandole:
< Sei bellissima
Dana
sei splendida..>
- Lei aprì bene le gambe, per permettere al suo capo di entrare fra
di esse con facilità, e non appena sentì le sue labbra calde baciarla, le serrò un
poco.
- Strinse limbottitura del divano, emettendo un gemito
sofferente, simile ad un pianto soffocato.
- Yvanov le sosteneva i glutei, accarezzandoli al medesimo tempo.
- Fece scorrere la lingua, lentamente, e Scully avvertì un calore
improvviso, al ventre, che le fece attraversare il corpo da brividi elettrici.
< Oh
>, ansimò.
- Vedeva a fatica. Tutto era annegato nel pianto, che anche adesso la
stordiva.
- Yvanov scivolò del tutto sotto di lei, sedendosi a terra,
baciandola in modo assoluto.
- Scully sinarcò allindietro, gemendo.
- Mulder
.Mulder
dimenticati di lui, adesso
.puoi
farlo
puoi
farlo..
- Yvanov era scivolato alle sue spalle.
- Poteva sentire lanello doro, scorrere sui fianchi, sui
glutei, sulla schiena.
- La accarezzava ovunque, con dolcezza infinita.
< ..bella
sei bella
>, le sussurrò
allorecchio e lei voltò appena lo sguardo, con un sorriso sofferente, annegato nel
rimorso di ciò che stava facendo, nel dolore, nel piacere.
- Le morsicò delicatamente un gluteo, poi le cosce sudate e Dana
emise un singhiozzo
- sonoro.
- Spostò i capelli, scoprendole la nuca.
- La baciava carico di desiderio, piccoli baci e tenui morsi, facendo
scorrere la lingua sulla cicatrice a forma di stella, sul lobo delle orecchie.
<
.Oh
si
>, ansò.
- Presero a baciarsi nuovamente, senza più freni, con passione
intensa, assoluta.
- Dana si girò appena, per essere più comoda nel baciarlo e gli
accarezzò il petto muscoloso, glabro.
- Una lacrima luccicante le scese dalle gote, e rammentò la prima
volta nella quale aveva fatto allamore con Mulder.
- Era
sentiva il medesimo piacere doloroso, un rimorso simile
alla paura dessere felice che spesso la colpiva.
- Mulder
.posso
posso
dimenticarmi di te
.? Anche
se solo per una notte
?
- Non hai idea di quanto
ne abbia bisogno
io
- Vide il pene, ritto e duro.
- Fece scorrere due dita su di esso, solo una carezza appena
avvertibile.
- Sergej si scostò dal bacio, sorridendo.
<
amore
>, le disse.
- Dana non disse nulla.
- Non ne sarebbe stata capace.
- La prese in braccio, sollevandola senza alcuna difficoltà, e si
diresse verso la camera.
- La posò fra le lenzuola, guardandola per un istante.
<
io
>, pianse lei.
Yvanov si chinò su lei, afferrandole un seno e prendendo a
baciarlo lentamente, mormorò:
<..lo so
ami lui
ami solo lui
questo lo
so
>
- Prese a piangere di nuovo, dolorosamente, con le lacrime che le
bloccarono il fiato.
- Quando lo sentì entrare in sé, lo fissò, inarcato sopra di lei,
i muscoli tesi, il viso disegnato dal piacere.
<
amore
>, mentì piangendo.
- Dana lo cinse con le gambe, incrociandole su quei fianchi massicci,
abbracciandogli le spalle.
- Ma vedeva solo il viso di Mulder, eccitato e suo, davanti.
< ..non mentire
non mentirmi
Dana
.>,
sussurrò lui, iniziando a muoversi lentamente.
< Ti amo, Dana
>, udì, dalla voce di Mulder.
Crebbe dentro di lei.
- E qualcosa scattò, bloccandola del tutto. Tentò di accarezzare la
testa di Yvanov, di spingerlo verso le proprie spalle, unultima difesa contro se
stessa, inutilmente.
- Si morsicò lindice sinistro, come per non far sentire a se
stessa ciò che disse in quel momento:
<
lo amo..più di tutto
.più della mia
vita
>
- Non posso, non posso, non ci riesco, non potrò mai farlo,
mai
non posso
- Le echeggiava nella mente, continuamente, senza sosta.
< ..perdonami
.non ci riesco
non posso
>,
piagnucolò.
- Abbandonò la presa con le gambe, divenendo inerte, immobile.
- Sergej spinse ancora, per qualche istante, sino a guardarla di
nuovo negli occhi.
- Li vide lucidi, inespressivi quasi ed allora smise di muoversi,
trattenendo limpulso immenso a continuare, a fare sesso anche senza la sua
partecipazione.
- Scivolò fuori di lei, confuso.
- Scully colse quellistante come un atto di perdita assoluta,
un momento di vacuità disarmante, che le fece crollare, totalmente.
- Pianse, dun pianto infantile, assoluto.
- Era sconvolta, paralizzata dalle proprie emozioni, completamente
inerme.
< Perdonami, Dana
perdonami
.io
>
Si alzò di scatto dal letto, trattenendosi il viso fra le mani,
scuotendo i capelli rosso Tiziano e barcollando verso il bagno, pianse:
<
non è colpa tua
è che non posso
.non posso
farlo
lasciami stare
lasciami in pace
>
- Si chiuse la porta alle proprie spalle, cadendo sulle ginocchia,
poi a terra, sulle fredde mattonelle del pavimento, ormai in crisi di pianto.
- Udì Yvanov bussare deciso.
< Dana
in nome di Dio
torna a
letto
.smettila
.>
- Scully sentì esplodere tutto quello che aveva orrendamente cercato
di nascondere tentando di amarlo: umiliazione, paura per una vita costruita e seguita solo
per uno scopo orrendo, certezza che Mulder fosse lontano, irraggiungibile, paura..
- Non aveva mai avuto tanta debolezza, tanto bisogno che lui le fosse
accanto.
- Mai.
< Lasciami in pace
lasciatemi in pace tutti
>
- Lo maledì
maledì il proprio assoluto, viscerale amore per
Mulder, che le impediva anche un disperato bisogno fisico, che le cancellava ogni
raziocinio, facendola agire per puro istinto.
- La porta fu scossa da una spallata, che la costrinse a sgattaiolare
ai bordi della vasca, tremante.
- Yvanov forzò luscio, entrando e guardandola rannicchiata ai
piedi della vasca.
< Oh
.Dio
>, disse in russo.
Si avvicinò lentamente, quasi temesse in una sua fuga.
< Vieni qui
vai a letto
su
>, mormorò,
chinandosi su di lei e sfiorandole il viso.
La sentì annuire, scossa dai singhiozzi.
< Basta lacrime
basta
>, le sussurrò.
- La prese in braccio, portandola sino alla camera ed infine la posò
sulle coperte, facendola scivolare sotto di esse, sistemandole il cuscino.
- Era piccola, quasi infantile.
- Le abbracciò le spalle e le diede un bacio sulla guancia.
<
dormi
devi dormire
e perdonami
>
Lei aprì appena gli occhi, gonfi di lacrime.
< ..tu
non è colpa tua
scusami tu
.io
una
parte di me..lo voleva e lo vuole anche adesso
è che
lo amo troppo
troppo
per fargli questo
>
- Yvanov non rispose.
- Spense la luce del lume e uscì, senza voltarsi.
***
- Centro per ricerche sulle malattie mentali di Silver
- Springs, Stato del Maryland, Ore 05.00 Am,
- Sabato 22 Giugno
-
- La cappa profonda di buio, che inglobava ogni parte della realtà,
iniziò appena a lacerarsi.
- Era ancora spessa e fitta come un sudario, ma ugualmente Mulder
prese coscienza della sua esistenza.
- Non udiva i suoni ovattati dei passi degli infermieri nel
corridoio, il debole suono della spia della macchina che lo monitorava, non ancora..
- Ma era certo che quel buio, caldo ed accogliente, avesse una fine.
- Era impossibile dire se nuotasse, camminasse, avanzasse in quella
coltre doblio, o se essa avanzava verso di lui, ma esisteva una fine.
- Dopo un tempo infinito, apparve la luce.
- Una luce arancione, velata di un bianco accecante.
- Ed una voce.
- Udire un suono, un suono qualsiasi ed adesso per di più, coerente,
lo spaventò.
- In quel nulla, era impensabile potesse esistere una voce.
- Ma cera. Nel buio nel quale la sua mente era sprofondata, e
lì sarebbe rimasta per il resto della sua vita se non per un intervento
"esterno", la voce esisteva.
< Fox
>
- Lo chiamava per nome.
- Non ne captava ancora la direzione, forse per il semplice fatto che
non aveva alcuna fonte dorigine materiale, si diffondeva nella sua testa come
elettricità che viaggiasse da neurone e neurone, ma la voce si fece sentire sempre più.
< Fox
sono io
.>
- Avrebbe voluto rispondere, ma non nera in grado.
- Qualcosa bloccava la sua capacità di esprimere concetti coerenti.
- Alla fine, dal buio, emerse la solita figura aliena femminile.
- Solo che Fox adesso, era in grado di vederla bene, non come dietro
ad un vetro distorto.
- Il viso era al tempo stesso placido e pauroso.
- Una bocca piccola, solo una fessura, armata di strane mandibole
ossee.
- Grigia e in certi tratti rosa.
- Allungò quella che sembrava una filiforme bava giallognola, e
delle mani, secche e nodose.
< Fox
vieni da me
.>
- Ora la mente di Mulder si attivò, come un pc acceso.
- I dati della sua memoria, della sua coscienza di se, presero vita
di nuovo.
- Ora sapeva cosa doveva fare.
- Cosa doveva fare assolutamente.
***
CAPITOLO SEDICI
- Cimitero Nazionale di Arlington, Ore 11.27 Am
- Sabato 22 Giugno 2002
- Si calzò i guanti, sorprendendosi del fresco pungente di quella
strana mattina di Giugno.
- Jean Grey camminò lentamente, verso una lapide che conosceva bene.
- I capelli corti e scuri, attraversati da deboli ramature grigie,
non la invecchiavano affatto.
- Con il suo fisico e quel taglio di capelli, sembrava, infatti,
molto più giovane dei suoi 43 anni.
- Superò una lapide Ebraica e svoltò ai lati di una quercia
sempreverde, splendida.
- Arrivò davanti alla lapide di Walter Skinner.
- Le parole, incise nel marmo scuro, come per tutte le volte che si
recava lì, si stampavano anche nel suo animo.
" Nel compimento del proprio dovere, nel momento più alto.
LFBI, alla memoria. "
- Socchiuse gli occhi color nocciola scuro.
- Non avrebbe mai dimenticato quel che era accaduto.
- Skinner era stato ucciso davanti a lei.
- E di nuovo, la sua vita prese a scorrere, come il grande cerchio di
acqua della Terra, davanti ai suoi occhi.
- Nat
suo padre
Dio quanto lo amava !
- Rammentò il silenzio, davanti alla scrivania vuota, dalla quale
era stata levata la targhetta del padre, e le sue dita sottili, che sfioravano
laquila dorata sistemata come stemma.
- Il mondo le cadde addosso, travolgendola, ma senza seppellirla.
- Jean Grey ebbe la forza di uscirne, di ritrovare la strada della
luce, fra il dolore di unaccusa infamante, il suicidio di un proprio genitore, il
suo essere meticcia.
- Allaccademia di Quantico, era stata ecomiabile.
- Mai uno scatto di nervi, anche quando si sentiva apostrofare come
"mezza indiana" e soprattutto quando i superiori storcevano la bocca,
pronunziando il suo cognome:
- Grey.
- Figlia di un venduto, di un traditore
Papà, che il governo
non aveva nemmeno fatto seppellire ad Arlington, come se non fosse mai esistito..
- Aveva dovuto lottare con le unghie e con i denti, faticando due
volte più di compagni ben visti e raccomandati.
- Ogni ricerca era svolta con scrupolo, con puntiglio, con il massimo
dellimpegno e della dedizione.
- LFBI
uno strumento per valorizzare se stessa, alla
stessa maniera di Dana Scully.
- Era molto simili, senza rendersene conto pienamente.
- Entrambe con un padre militare di carriera, entrambe che provavano
una sorta di venerazione per quegli uomini forti e dalla divisa perfetta, dalle
decorazioni e dagli encomi..
- Come Scully, anche Jean era stata una bambina timida e coccolata,
che aveva sofferto, ma senza mai dirlo a papà ( non era possibile dire ad un uomo che si
amava più di tutto, che sì soffriva
significava farlo soffrire anchegli..) i
continui trasferimenti di sede, di sezione, di base
- La difficoltà assoluta nel fare amicizie, innamorarsi, vivere con
i coetanei.
- Ed entrambe amavano Fox Mulder.
- Si massaggiò le palpebre, terrorizzata da quellidea.
- Fox
Malato, morente, forse destinato alla pazzia
- Sfiorò la lapide di Skinner, parlando lentamente.
<
mi dia
la forza
di staccarmi da lui
di
essere al di sopra delle parti
lontana da sentimenti personali
So ciò che si
sta mettendo in moto, allFBI
se dovessi perdere questa mia
visione
oggettiva
sarebbe la fine
.>
- Pianse.
- Non piangeva da anni, forse addirittura dalla morte del padre.
- Furono lacrime dure, identiche a quelle di Dana Scully, che adesso
dormiva profondamente nel proprio letto, e come quelle, le fecero bene.
- Si sentì più forte, non appena si allontanò dalla lapide.
- Era come se lo spirito di Walter Skinner fosse entrato in lei.
- Rammentò una antica leggenda del suo popolo.
- Era una leggenda che in quel momento, tutti i nativi americani,
stavano prendendo a memoria, ricordando, raccontando.
- Jean non lo sapeva, non aveva ancora la forza di intuirlo, ma
qualcosa di enorme si stava mettendo in moto.
- La leggenda del giovane guerriero, divenuto aquila, per capire la
natura delle cose, della vita e della morte.
- Quel guerriero era Mulder.
- Era la sua egoistica forza di spingersi in avanti, sacrificando
tutto, anche la propria sanità mentale
.realmente tutto ciò che possedeva.
- Mulder era quel guerriero divenuto aquila, che per capire la natura
della vita, era divenuto cieco.
- Fox avrebbe sacrificato il mondo intero per la verità..
- Un concetto che la fece rabbrividire.
- Walter Skinner lo aveva compreso, ecco perché non aveva mai
tentato di fermarlo.
- E lei ?
- Avrebbe avuto il coraggio di sollevare quel velo di bugie, bugie
alle quali si era sempre costretta a credere, per capire che suo padre non si era
suicidato ?
- Che non era per nulla chiaro cosa fosse accaduto, che legami avesse
con il padre di Mulder e quello di Scully ?
- Insomma, per la verità ? Cosa sarebbe stata disposta a
sacrificare, per essa ?
Il mondo, lamore, la carriera, la vita, come Fox Mulder ?
- O si sarebbe fermata prima ?
- Il cellulare suonò, riportandola alla realtà.
- Rispose, senza alcunenergia.
---
- Centro per le ricerche delle malattie mentali di
- Silver Springs, Stato del Maryland, Ore 08.00 Am
- Sabato 22 Giugno 2002
-
- Il dottor Werber entrò nella camera riservata a Fox Mulder, con un
gran sorriso.
- Fox si era alzato da solo. La cosa era già di per se sorprendente,
ma lipnoterapeuta decise di mantenere il silenzio.
- Werber non aveva informato Scully della cosa, per non illuderla con
una notizia che avrebbe potuto rivelarsi falsa.
- Spesso chi si alienava in uno stato dapatia assoluta, aveva
rari momenti di ripresa, per poi cadere di nuovo nelloblio.
- Riteneva che Dana avesse già sofferto a sufficienza, e preferì
evitarle altre speranze senza fondamento.
- Era necessario effettuare dei test clinici e psichiatrici, prima di
poter affermare che Mulder si era ripreso dal blocco che la sua mente aveva innalzato.
- Fox stava seduto sul lettino, le ginocchia vicine al mento, lo
sguardo fisso verso un angolo della stanza.
- Parlò con difficoltà, senza guardare lipnoterapeuta, quasi
stesse discorrendo con se stesso.
< ..grazie
dottore
>
Lui si sedette, spostando la sedia ed accostandola.
< Di cosa ? Di che cosa vuole ringraziarmi, Fox ? >
<
grazie
dottore
ho capito, grazie a lei, una
cosa meravigliosa
>
- Il medico non mutò espressione, attivando il registratore.
- Era difficile dire se Fox parlasse con consapevolezza, o se fosse
in preda a delle fantasie psicotiche.
< Mi spieghi meglio
>
<
il mio amore per Dana
non è solo
attrazione
fisica
Piuttosto una fusione.. spirituale, inconscia, ma estremamente
profonda
come il legame fra tutte le cose della Terra
ci siamo sempre
cercati
.sino alla fine
la fine di tutto..>
Il dottor Werber, serrò le labbra, incuriosito.
< E un
pensiero stupendo, Fox..! Posso sapere come
cè arrivato ? >
Per la prima volta lo guardò. Mosse il capo appena, voltandosi.
<..ho cercato nel profondo della mia mente
dentro di
essa
ed è stato come rinascere nuovamente, capire che tutta la mia vita è
stata
studiata, seguita, spiata
e lo è tuttora
>
Si portò la mano destra al viso, tremando.
<
è terribile, inquietante
ma per uno scopo
assoluto, magnifico, che supera ogni cosa
ogni paura
La sola cosa che
"loro" non hanno previsto, è il mio amore per Dana
>
- Il dottor Werber socchiuse le palpebre.
- Mulder stava di nuovo delirando, non cera spiegazione.
< ..e quindi
devo
devo agire
andare dove mi è
stato detto
riunirmi al mio sangue..comè scritto..E potrò farlo
solo
andandomene di qui ! >
Si alzò di scatto, afferrando il dottor Werber e gettandolo a
terra.
< No..! Fox
.che vuole fare ? Si calmi, la
prego
.>
- Mulder era animato da una forza nervosa, che sopperiva alla
debolezza della propria condizione.
- Puntò il braccio contro il collo del medico, serrandogli il
respiro.
< Adesso mi farà uscire da qui, dottore ! E giuro che non le
farò del male ! >
Lo fece alzare, cingendogli il collo, intenzionato a non
lasciarlo.
<
va bene
>, sussurrò Werber.
- Si spinsero fuori, nel corridoio, con Fox Mulder che fissava avanti
a se, quasi assistesse ad una scena dazione di un film.
- Giunsero ad una porta dalla serratura blindata, comandata a
distanza, che separava il
- reparto dagli ascensori.
- Un infermiere, intento a dosare delle medicine nei bicchieri di
carta, si voltò, impallidendo.
< Calma
non accadrà nulla
.Mulder non vuole farmi
del male
>, mormorò il dottor Werber, tendendo la mano in avanti, come per
bloccare la reazione dellinfermiere.
- Mulder respirava sul suo collo, affannosamente.
- Avrebbe ceduto, era inevitabile.
< Il codice
apra questa porta del cazzo
>,
scandì.
< Mulder
Fox
ragioni
dove crede di andare, così
? Se mi lascia, la porterò io dove vuole andare, magari con Scully ! Non lo trova più
ragionevole ? >
< La smetta di trattarmi come un malato di cervello ! Voglio
uscire da qui, subito ! >
- Werber digitò allora quattro cifre, e la serratura scattò con un
sordo rumore metallico.
- La coppia dinfermieri, si era aggiunta anche una donna, si
scostò, lasciandoli passare.
< Dove vanno ? >, chiese, indicando con un movimento del
viso, gli ascensori.
<
al seminterrato..sono riservati al personale
Fox,
ragioni
non andrà da alcuna parte..>
- Dei passi, da uno dei corridoi, che andavano avvicinandosi.
- Mulder spinse Werber contro la parete, appiattendosi.
< Chi sono ? Chi è ? >, disse, con gli occhi fuori delle
orbite, il fiato spezzato dalladrenalina.
In quel momento era realmente fuori di se, pazzo.
< Non lo so
glielo giuro
>
- I passi divennero vicinissimi.
- Linfermiera fece per dire qualcosa, ma si bloccò.
- Smoking Man, ed un paio di militari, svoltarono dal corridoio,
dando le spalle a Fox e al suo prigioniero.
- Fox strinse i denti, mentre il viso divenne paonazzo.
- Lira lo sconvolgeva.
< Dobbiamo vedere Fox Mulder
Cè qui un ordine di
trasferimento ! Lo porteremo in una struttura militare attrezzata ! >
Il militare si chinò verso il tavolino sistemato accanto alla
parete, posando il documento, mentre Smoking Man spense la Morley, gettandola a terra.
< Mi spiace
.mi trasferisco da solo ! >, urlò Fox.
I tre si voltarono di scatto.
< Mulder ! >, disse Smoking Man, sorpreso.
Fox gettò di forza il dottor Werber a terra, iniziando a correre
dalla stessa direzione nella quale i militari e Smoking Man, erano arrivati.
< Prendetelo ! >, ordinò lui, mentre il desiderio nervoso
di una nuova sigaretta lo attraversò.
- Mulder correva a perdifiato, senza meta, in quel budello di cemento
e piastrelle, illuminato fiocamente.
- Sentiva la corsa dei soldati, dietro di lui, farsi sempre più
vicina.
- Per quanto non fosse lucido, sapeva che se lavessero preso,
non sarebbe mai più potuto fuggire.
- Mai più.
- Svoltò in un corridoio alla sua destra, trovandolo cieco.
- Il cuore batteva impazzito.
- Era sconvolto dalla rabbia e dalla paura.
Si guardò attorno, vedendo, alla fine, loblò del montacarichi per la lavanderia.
- Aprì la finestrella scorrevole, e vide unapertura di circa
cinquanta, sessanta centimetri di diametro.
- Deglutì.
- I militari apparvero allinizio del corridoio.
- Non aveva idea di cosa lo aspettasse, alla fine di
quellintercapedine scavata nel muro: avrebbe potuto sfracellarsi al suolo o contro
una parete di cemento
- Ma non aveva scelta
- Si fissò le mani, tremanti, il camice ospedaliero
- Facendo leva sul maniglione metallico posto alla sommità, si diede
una spinta, svanendo in quel budello di cemento.
- La caduta fu breve ma dolorosa.
- Ad ogni minima curva o variazione di pendenza di quel cunicolo
scavato nellintercapedine delle mura, il corpo di Fox si tagliava e si graffiava
contro spigoli vivi, e tentò disperatamente di proteggersi il capo, reggendolo fra le
mani.
- Quella caduta, rapida e tremenda parve non avere mai fine.
- Ma alla fine terminò.
- La pendenza diminuì, divenendo appena avvertibile, e Fox si
ritrovò in una montagna di sacchi bianchi, dopo essere rotolato su un nastro in
movimento.
- I sacchi erano di tela, grezza, e li macchiò subito di sangue.
- Prese fiato a fatica, scosso dal dolore. Un fianco urlava, non
appena prendeva fiato, e temette di essersi fratturato una costola.
- Il corpo era pieno di tagli e contusioni.
- Scivolò giù dal nastro, cadendo a terra, a circa mezzo metro
daltezza.
- Era in una sala molto vasta, dominata dal rumore assordante dei
nastri in funzione e da un vascone per il riciclo dellacqua.
- Aprì gli occhi, e la realtà parve ondeggiare in una nebbiolina
bianchiccia.
- Scosse il capo, cercando di riprendere parte della lucidità
necessaria.
- Barcollò, scivolando quasi a terra, udendo delle voci.
- Erano operai, in camice bianco, che caricavano i sacchi
contrassegnati da una croce tracciata a vernice, su di un camion che ebbe modo di vedere
aperto, come una bocca famelica e insaziabile, appena fuori.
- Fra lui e la libertà, stava solo una porta scorrevole, a strisce,
e quel camion.
- La spalla, slogata, gli diede una fitta tremenda, ma che gli servì
per mantenerlo lucido.
- Si appiattì dietro un pilone metallico, impaziente e disperato.
- Presto i militari e gli infermieri sarebbero scesi
non aveva
molto tempo.
- Uno dei due operai sbadigliò, appoggiandosi al muro, mentre
laltro si accese una sigaretta ed uscì, per fumarsela allaria aperta.
- Mulder prese a correre con andatura goffa, verso luscita. Era
debole, e stordito, ma determinato a fuggire.
- Si fiondò dentro il cassone, nascondendosi dietro un cumulo di
sacchi grossi come montagne, non completamente conscio di ciò che andava facendo.
- Ma "lei" lo aspettava.
- Il suo passato, il suo futuro, lo stavano chiamando.
- La verità, lo stava chiamando.
- E a quel richiamo, avrebbe risposto anche con la vita.
- Il camion chiuse, dopo un tempo lunghissimo, la bocca famelica.
- Ora cera solo il rombo del motore ed il dolore lancinante
alla spalla.
- Si abbandonò su uno dei sacchi, lottando per restare sveglio.
- Era finalmente fuori, da li.
- Finalmente libero.