CAPITOLO UNO

 

Dark Angel’s Pub, Washington Dc
Ore 02.25 Am, Martedì 11 Dicembre
Frohike terminò la tequila in un bicchiere stretto e gelido, sorseggiando con lentezza.
La musica assordante del pub, tormentava le orecchie di Fox Mulder.
Frohike sorrideva. Più che per l’effetto dei numerosi bicchieri di tequila, che per lo spettacolo del vestitino aderente e scollato che Dana Scully aveva indosso.
Lei si strinse a Mulder, quasi incastrata fra la parete ricoperta da immagini demoniache ed il corpo del suo uomo.
Lo guardò, anch’essa lievemente ottenebrata dal gelido Long Island che aveva bevuto, con moderazione ed assaporandone il cocktail di gusti, da quand’erano entrati nel locale.
Appoggiò le labbra sulla cannuccia e s’inumidì la bocca, mentre Fox bevevo d’un fiato l’ennesimo bicchiere del trasparente liquore Messicano.

 < Vacci piano…devi guidare stasera…>, ammonì lei.

Mulder le accarezzò le guance e le diede un bacio leggero, osservando:

 < La voce della mia coscienza….>

Langly si accarezzò i lunghi capelli biondi, osservando il mascalito che riposava nel bicchiere di terracotta, con un grosso verme bianchiccio sul fondo.
Scully sbuffò.

< Come fai a bere quella cosa ? >

Langly non disse nulla.
Allungò il bicchiere verso Scully e le fece cenno d’assaggiare.
Lei fece una smorfia di diniego.

< Questo…è l’unico locale Messicano di Washington, che serve il vero mascalito…>

Dana si spostò i capelli, picchiettando con due dita sulla spalla di Mulder.

< Non mi sembra una buona ragione per venirci, sinceramente !>, osservò sarcastica.

< Debbo alzarmi…>, aggiunse, rivolta a Mulder.

Fox si scostò, costatando quanto la tequila incidesse nel suo equilibrio.

< Mi raccomando….>, aggiunse materna.

Mulder le diede voce non appena Dana percorse appena un paio di passi.

< Te ne faccio portare un altro ? >, le domandò, indicando con il pollice il bicchiere vuoto di Long Island.

Scully si sistemò la scollatura, arrossendo appena, scotendo il capo.

<…potrebbe farmi…male….>, disse con voce tanto maliziosa da sorprendere anche Langly.

Mulder si risedette e guardando il proprio avversario, disse solenne:

< OK ! Siamo pari ! Frohike….dieci tequile a testa e chiudiamo la partita ! >

Lui annuì.

< Non vale…sono più piccolo….mi riempio prima di te ! >

Era quella la prima serata che Mulder ed i suoi strampalati amici passavano insieme, da quando era stato male.
Ed era forse la prima volta nella quale, tutti e cinque i moschettieri, si ritrovavano senza parlare di cospirazioni, UFO e filmati hard di Bill Clinton.
Langly rise, aggiungendo:

 < Vediamo di chiudere bene la serata ! >

Si cavò dalle tasche un contenitore metallico, innescando subito la curiosità di Fox.

 < Reperti alieni ? >

Langly annuì.

 < In un certo senso….>, aggiunse, fra l’ilarità di Frohike.

< Non so com’è che esco sempre con voi….>, osservò Byers, accarezzandosi la barba rossiccia.

La scatoletta si aprì rivelando una fine polverina di color grigio cenere.

 < Posso solennemente affermarti che, vista la nostra serata Messicana, questa è la parte migliore del Pejote….che ne dici ? >

Mulder sorrise, scotendo la testa.

 < …io…insomma quella roba è una bomba ! Non ho alcun’intenzione di vedere elefanti rosa in bikini, stasera ! >

Frohike n’assaggiò una punta, adoperando un piccolo cucchiaino da tè.

 < Avanti…dov’è finito l’amico anarchico che diceva sempre: occorre provare di tutto e di più, nella vita ? >

Mulder indicò, di sfuggita, Scully che stava tornando.

 < Sai come la pensa, a riguardo…>

Dana attese che Fox si alzasse ed una volta scivolata all’estremità della lunga panca di legno, notò che il Long Island non era stato ordinato.

 < Andiamo….non li prendi mai seriamente, i miei consigli…trova una cameriera..>

Langly e Frohike si scambiarono un’occhiata furtiva, che Byers colse immediatamente, alzando gli occhi al cielo.
Langly prese un totopos, intingendola nel Pelote, provocando il riso di Frohike.
Scully fece una faccia incuriosita.

 < Che fai ? >, domandò.

Langly le afferrò le dita, facendole prendere una patatina.

 < E’ una spezie Messicana…è ottima sulle patatine…provala….>

Mulder sgranò gli occhi blu.

 < No ! Insomma….è forte….potrebbe farti male ? Non sei allergica alle spezie ? >

Scully colse subito gli sguardi degli amici di Mulder, sentendosi sotto esame.
La stavano prendendo in giro e la cosa non le piaceva.
Prima che Mulder avesse il potere di fermarla, Dana addentò la patatina, deglutendola, dopo averla immersa nel fungo allucinogeno Messicano.
Fece una smorfia di fastidio.

 < Fa schifo…>, osservò, tossendo.

 Langly le picchiettò sulla spalla, congratulandosi con lei.
Fox restò inebetito per alcuni secondi, per poi passarsi la mano fra i capelli ed osservare:

 < Questa me la pagate….Dana….sarebbe meglio andare a casa….>

Lei annuì, tossendo ancora.
Poi, di colpo, avvertì una nausea improvvisa e bevve d’un sorso il poco Long Island rimasto.
Si sporse da un lato, osservando il grosso demone di cartapesta che stava al centro della sala.
 Frohike mormorò:

 < Tatuaggi….Long Island e Pejote….sei il mio tipo, Dana ! >

Byers allargò appena le braccia, nel comico tentativo di consolare Mulder, che era atterrito.

 < …si muove….>, biascicò Scully, rivolta al demone, con la voce irregolare.

 < E’ vero ! Caspita che trucco ! >, aggiunse Langly.

Fox abbracciò Scully, cingendola per le spalle e fissò stupefatto Frohike che sembrava immune al fungo Messicano.

 < Adesso lo arrestiamo….è…è…un vero…Xfiles ! >

Mulder la appoggiò alla parete, sfiorandole i capelli.

 < Ok..senti…adesso cerca di stare buona….Byers per carità, tienila d’occhio tu ! >

Scully sorrise, con il suo bellissimo sorriso radioso.

 < No ! Tieni buona tu…come fai di solito…>

Fox si sporse con sguardo truce verso Frohike, ammonendo:

 <…non si è mai fumata nemmeno gli spinelli in vita sua e tu… te lo puoi scordare, il video che ti piace tanto…>

Poi partì alla disperata ricerca di una cameriera, mentre lei fissò la propria attenzione al grosso lampadario tondo, sistemato da un lato, che ondeggiava su di una catena arrugginita.

 <…UFO…e Mulder non c’è….>

Frohike scivolò a terra, sedendosi ai piedi di Scully e guardandola.

 < …stai buono…tu….lo so cos’hai in mente….>, disse sorridendo.

Quando Fox fece ritorno, Scully stava seduta ai bordi del tavolo di legno, con Byers che tentava disperatamente di tenerla ferma.
Le posò la mano sulla spalla, scostandole i capelli che le scendevano davanti al viso e domandandole:

< Ti senti bene ? Ascolta…sei…ubriaca, capisci…? Cerca di controllarti….>

Gli fece l’occhiolino, languida:

 <…ci sarà Psi Factor in Tv ? ‘ndiamo ? >

Mulder la fece scendere, sorreggendola verso l’uscita.

 < …Fox…com’è che il pavimento ondeggia ? mmmm…bello che mi stringi così…>

 Giunsero alla soglia, dove una giovane ragazza immagine stava da un lato, con un enorme sombrero in testa ed un cinturone con delle colt in plastica sistemate sopra una minigonna da urlo.

 <…le fate sempre così, le patatine ? >, domandò Scully.

Mulder nascose lo sguardo sino a quando giunsero all’auto.
Fu un percorso breve ma difficoltoso, perché per una qualche misteriosa ragione, Scully si era fissata a voler arrestare un semaforo spento.
La fece sedere e imprecò:

 < Frohike….sei proprio un figlio di…>

Quando salì in auto con lei, Dana lo guardava con gli occhi semi chiusi, sempre con un sorriso esagerato.

 < …ho tanta voglia…..mi sa che non lo guardi…Psi Factor in tivù….>

Mulder le sfiorò la guancia.

 <…Buona ! Vedrai che passa…>

Scully baciò la sua mano, stingendosi a lui.

 <..sei figo….>

L’agente dell’FBI annuì, con un sorriso stirato e imbarazzato.
Si allontanarono dall’auto e dopo poche curve la sentì gemere:

 <…devo…vomitare…>

Mulder scosse la testa.

 < Ma proprio questa sera, dovevo usare la mia macchina ? >