CAPITOLO DIECI

 

Baltimora, Stato del Maryland,
Ore 06.58 Pm, Sabato 15 Dicembre
Scully spense il cellulare con lieve preoccupazione.
Era stato Mulder a chiamarla…perché non le rispondeva ?
Si consolò del fatto che, essendo a casa di suo padre, non poteva essere nei guai.
Forse si erano scaricate le batterie e le si stava allarmando per nulla.
Posteggiò sotto un grosso albero di ciliegi e si sentì più stanca del solito.
Aveva guidato per tutto lo stato di Washington, e da lì al Maryland in mezzo al traffico del sabato sera.
Incredibilmente, pensò, i tanti misteri del suo passato, erano vicinissimi, quasi avesse modo di toccarli.
Ed altrettanto incredibilmente non provò nulla nell’avvicinarsi alla casa di suo fratello.
Forse era per colpa della stanchezza, o del desiderio di sapere…
O forse, per il fatto ancor più banale ma altrettanto terribile, che il suo amore per Bill fosse scemato del tutto.
Arrivò davanti al porticato di casa Scully.
Una famiglia…quella che non avrebbe mai potuto avere…
Suonò.

< Arrivo…>

La voce di Bill la scosse, dentro.
Ora si sentì improvvisamente piena di paura.
Non poteva ! Non n’era capace…

< Dana ! >

Bill fece una faccia buffa e sorpresa.

<…Dio mio ! Io…entra….stavamo per cenare…>

Le parole le scivolarono addosso.
Non si era resa conto che fosse ora di cena.

< Bill…avrei bisogno di parlarti da sola ! Non dire a Thara che sono qui, te ne prego ! >

Lui annuì.
La fece entrare indicandole il salotto.

< Vado a parlarle un attimo….poi vengo subito da te….mettiti comoda ! >

Dana evitò di sedersi, camminando imbarazzata come fosse una venditrice d’aspirapolvere alle prime armi.
Bill non era cambiato…premuroso e gentile con lei, com’era sempre stato, fin da ragazzo.
Era doloroso e difficile.
La sarebbe stato di più con mamma….eppure a suo tempo, Scully ebbe la forza di affrontare anche questo.
L’aveva fatta piangere, l’ultima volta che l’aveva vista viva !
Non si sarebbe mai dimenticata di questa sua colpa, mai !!
Bill si affacciò sull’ingresso del salotto, con un sorriso stirato.

< Dana…Dio solo sa quanto ho desiderato rivederti ! Erano due anni e mezzo che non…..fatti abbracciare…Ci sei mancata così tanto…>

Scully chiuse gli occhi verdi.
Non andava come previsto.
Si sentì stringere il cuore in una morsa di dolore, non appena suo fratello la strinse, accarezzandole i capelli.
S’ispirò coraggio.

< Volevo vederti…circa un’indagine….>

Lui cambiò espressione.

< C’è quel tuo collega ? Sai che non mi piace che entri in casa mia ! >

Si fissò le mani, che si strinsero per darle coraggio.

< Devi sapere che….che io e Mulder ci amiamo! E’ stato uno dei motivi…che mi hanno impedito di vederti in questi due anni… so quel che pensi di Fox Mulder…..ma ti sbagli ! Insomma….>

Bill fece una smorfia di fastidio.

< Non puoi pretendere che quell’uomo mi piaccia ! Né come tuo collega, ed ancor di più come tuo…amante ! Ci ha fatto solo del male e tu lo sai ! E’ per questo che sei qui ? >

Si sfiorò le labbra.
Le sembrava di avere la febbre, ed invece era solo imbarazzo.

< Ci sono tante cose che tu non sai, Bill ! Ma forse, proprio le cose di cui sei a conoscenza…saranno quelle che più mi faranno male ! E voglio subito dirti che il tuo giudizio su Fox, non m’interessa ! >

Prese il foglio dalla tasca del cappotto, dandolo al fratello.
Lesse, ed evitò di guardarla.

< Vattene ! Sparisci per sempre, Dana ! >

Lei trattenne il respiro e le lacrime.

< Mi hai sentito ? Ho detto di andartene da casa mia ! >

Thara udì la voce di Bill e si alzò da tavola, dirigendosi verso il salotto.

< Tu ? Dana ? Ma che succede ? >

Parlò con le mani indaffarate a pulirsi nell’asciugamani, ritta sulla soglia con la medesima espressione di chi abbia fatto un brutto sogno.
Scully la ignorò, volutamente.

< Non hai il diritto di nascondermi ciò che ha fatto nostro padre ! Se hai delle prove circa l’appartenenza di papà a quell’organizzazione, devi fornirmele ! O…Dio non voglia che…ne faccia parte anche tu ! >

Bill strinse i pugni, sconvolto dall’odio più profondo che potesse mai immaginare.
L’onore di suo padre…era al cosa alla quale teneva di più al mondo.

< E’ stato quel Mulder, vero ? E’ stato quel figlio di puttana ! E’ lui che ti ha fatto venire qua ad accusarmi ! Tu non fai più parte della mia famiglia….>

Thara si frappose fra suo marito e Scully, parlando dolorosamente.

< Bill….non devi dire così ! >

Scully riprese il foglietto, mentre le parole di suo fratello si scavarono nel suo animo.

<….non ne hai mai fatto parte ! Sei solo…..il frutto di un errore ! Una bastarda senza famiglia ! Non avrebbe mai dovuto portarti da noi…>

Thara chiuse gli occhi, scossa.

< Bill….tu non sai quel che dici ! >

Scully si alzò. Quelle parole valevano più di qualsiasi prova.

< Volevo solo dirti…..che stai commettendo lo stesso errore di papà…>

La afferrò per un braccio, facendole male.

< Che ne sai di lui ? Non ho mai compreso perché ti amasse tanto ! Lui era un uomo con degli ideali, che lottava per un mondo migliore, per il bene del suo paese e dei suoi figli ! Non come quell’anarchico bastardo, con il quale ti sei messa ! >

Scully si morse le labbra, voltandosi di scatto e dirigendosi verso l’uscita.
Thara piangeva, con il viso rigato dallo sconforto, vecchia come se avesse cent’anni.

< …vi prego….non vi siete mai parlati così….>, li supplicò.

Bill rimase piantato sulla soglia, davanti al giardino.
A Dana rammentò papà…
Scese i tre gradini del porticato, girandosi decisa.

< Scoprirò cosa aveva fatto mio padre ! Voglio solo dirti…che se lo proteggerai, per un assurdo  senso di rivalsa nei miei confronti….la cosa non m’impedirà di andare fino in fondo ! Non mi fai paura…e non osare mai più minacciarmi, capito ! >

Bill scostò sua moglie quasi di peso.

< Vuoi la verità ? Il tempo di Mulder è finito ! La storia, ci giudicherà ! >

Scully si voltò, dandogli le spalle, per non mostrare il volto rigato dalle lacrime.

< No, Bill ! Solo Dio….solo Lui può giudicare ! >

Percorse a passi piccoli e nervosi il vialetto, sino a salire in auto.
Prese il cellulare, cercando inutilmente di chiamare Fox.
Poi si abbandonò con il capo sul volante, piangendo copiosamente.