CAPITOLO UNDICI

 

West Tisbury, presso Martha’s Vineyard
Stato del Massachusetts, Ore 05.04 Pm
Sabato 15 Dicembre
L’atmosfera era incredibilmente reale, ma grottesca.
La casa era immersa nel silenzio, ed il sole aveva lasciato il posto alla penombra invernale.
Jean Grey era a terra, svenuta.
L’alieno sorrideva, schiacciando Fox Mulder contro la parete, mentre egli cercava disperatamente di divincolarsi.

< Ci siamo incontrati molte volte, agente Mulder… Io e miei simili abbiamo spesso avuto a che fare con te….Come saprai bene, avremmo potuto ucciderti in qualsiasi momento…>

Fu gettato a terra, pesantemente.
Cadde male, con la spalla, che urlò dal dolore.
L’alieno in piedi, di fronte a lui, che sorrideva.

< Avanti….agente speciale dell’FBI….Fammi vedere di che sei capace ! >

Fox tossì, sentendo la bocca colma di sangue.
Afferrò la pistola, spianandola davanti a se.
L’alieno gli strinse il polso, scaraventandolo contro la sponda del divano.

< Prima dici che l’arma non serve…e poi vuoi usarla ? Mi deludi… Avanti, mostrami le tue capacità…>

Afferrò i capelli fluenti di Jean Grey, sollevandola appena, mentre le sue spalle sfioravano il pavimento.

< Andiamo…o preferisci che le stacchi la testa ? >

Mulder chiuse gli occhi e serrò i denti.
Si gettò in avanti, con la forza che gli restava.
Colpì il massiccio assalitore alle gambe, rotolando con lui a terra.
Si sentì afferrare per il cappotto e venir spinto via.

< Ho sempre saputo che desideravi vederci da vicino….Bene, voglio accontentarti ! Questa forma…mi da fastidio ! >

La pelle dell’alieno mutò, repentinamente.
Divenne grigio verdastra, attraversata da riflessi scuri.
La mandibola si allungò, emettendo un rumore disgustoso, scricchiolando e deformando così i tratti facciali.
Il naso si ritrasse, svanendo nel viso.
Gli occhi divennero neri…senz’anima…gocce perse in quel viso simmetrico e terrificante.
Spalancò la bocca, munita di zanne piccole ma affilate come coltelli, simile alla dentatura di un grosso rettile carnivoro.
Dal centro della bocca, sbucò una seconda dentatura, una piccola mandibola che si allungò sino a sfiorare il viso di Fox Mulder.
Stava sopra di lui, trattenendolo con mani ossute eppure dotate di una forza sovraumana.

< Vediamo come reagirai, quando ti staccherò la carne a morsi, eroe ! >

La voce era contorta, ma comprensibile.
Ora l’alieno era del tutto identico a quello visto da Fox in Alaska, in quella base dal reattore in avaria.
I vestiti si lacerarono, poiché la creatura era alta almeno il terzo della sua forma umanoide.
La piccola mandibola saettò come una balestra, perforando parte dello sterno di Mulder, che urlò.
Vide il proprio sangue rosso, macchiare quel viso senza espressione.
Allora tese i muscoli del collo, con la forza della disperazione.
Lo colpì, con una testata su quella fronte irta di scaglie, ferendosi ma sbilanciandolo.
Lo colpì allora con un calcio al centro di quel corpo duro come un tronco di quercia, scostandolo da se.
Aveva un debole vantaggio, ma era necessario che lo sfruttasse.
La paura e lo stupore per quella mutazione, andavano scacciate dalla sua mente.
Tastò, piangendo quasi, il tappeto, alla ricerca della pistola, mentre sentì la mano adunca serrarsi sulla sua caviglia.
Trovò la calibro nove e fece fuoco, senza nemmeno prendere la mira.
L’alieno fu sbilanciato all’indietro, mentre uno schizzo di sangue verde scuro, macchiò il divano.
Emise un sibilo acido, mentre veniva a contatto con l’aria.
Mulder si mise in piedi, vedendo con gli occhi annebbiati dal dolore, Jean Grey che si contorceva, contaminata dal sangue alieno.
Il cappotto…la sua giacca….tuo era macchiato di sangue.
Ne perdeva a fiotti, dalla ferita causata da quella mandibola irta di zanne.
L’alieno balzò come una molla verso di lui, scaraventandolo contro l’armadio a muro, dopo aver attraversato con un balzo mezzo salotto.

< Ottima mossa….la tua fama non è usurpata, spettrale….>

La porta, di legno leggero, cedette e Fox si sentì intrappolato senza scampo.
In quello spazio angusto, all’alieno bastava la propria mole, per immobilizzarlo.
Allungò la mano.
In uno scatolone, caduto da un lato, proprio ai piedi dello scaffale nel quale suo padre riponeva gli oggetti per l’addobbo dell’albero di Natale, le dita di Fox tastarono un oggetto liscio e cilindrico.
Premette un piccolo tasto, sito alla sommità di quel cilindro metallico.
Una lama acuminata, sibilò nell’aria.
Cercò di sferrare il colpo decisivo alla base del collo, ma quella mano di pietra, fredda come la morte, lo bloccò, afferrandogli il polso.
La mandibola scattò di nuovo, strappandogli una manciata di carne dalla spalla destra.
Lo stiletto gli scivolò, rotolando verso la porta.
Pensò a lei….alla sua Stella del mattino…sarebbe morto senza più rivederla.
Poi, sulla soglia, una sagoma.
Un uomo.
Non disse nulla, si limitò ad agire con rapidità estrema.
Afferrò lo stiletto alieno, e con una mano trattenne il capo della creatura, che ebbe appena la forza d’emettere un sibilo.
La lama gli trafisse la nuca ed il killer alieno, grugnì:

< No ! >

L’urlo dell’extraterrestre riecheggiò nella casa di William Mulder…
Scivolò da un lato, mentre Fox sentiva quell’acido corrosivo, aggredirgli la gola e soffocarlo.
Cadde sul lato sinistro, fissando il proprio salvatore, che calzava una maschera NBC.

< Avanti….mi dia la mano, Mulder…>, disse l’uomo.

Fox si sforzò per sollevarsi e reggersi in piedi.
Barcollò verso il salotto, guardando il vice-direttore Grey a terra, immobile.

<….deve salvarla….>, biascicò.

Fu spinto fuori, ed automaticamente prese a respirare a pieni polmoni l’aria divenuta gelida, mentre il sangue scendeva a fiotti dalle ferite.
Nessuno si tolse la maschera.

< E’ stato fortunato, Mulder ! Non ho più l’età per questo genere di operazioni ! E’ ferito…>

Mulder non era in grado di aprire gli occhi…gli sembrava che qualcuno gli avesse infilato degli spilli nelle pupille.

<…deve…salvare…il vice…direttore Grey…è stata contaminata…morirà…>

Nessuno fece una strana smorfia, e si calò di nuovo la maschera NBC sul viso.
Fox scivolò a terra, sul pavimento di legno freddo della veranda e l’ultima cosa che vide, fu la sagoma di Nessuno che portava a braccia, fuori della casa paterna, una donna.
Poi svenne.