CAPITOLO DODICI

 

Appartamento di Dana Scully, 3170
W.35 road/ 35 app, Annapolis, stato del Maryland
Ore 08.09 Am, Domenica 16 Dicembre

 

Dana aprì gli occhi, uscendo così da un sonno pesante ed innaturale.
Era rientrata nel cuore della notte e non aveva dormito affatto sino alle prime ore del mattino.
Di Fox nessuna traccia.
Il dolore era tale, che era stato un puro miracolo che le fosse riuscito di arrivare sino a casa.
Intorno a se, il proprio mondo….le sembrava così inutile, adesso, così vuoto…
Udì suonare il telefono e pregò che fosse lui.
Aveva bisogno di lui, della sua voce…come non mai.
Prese il cordless, alzando l’antenna.

< Agente Scully…sono Danny…>

Lei lottò per far sì che la sua voce apparisse normale, dall’altro capo del telefono.

< Che..c’è…>, mormorò.

< Volevo dirti….che ho risultati completi sulle analisi di quella sequenza di DNA che mi hai spedito ieri…. C’è…un relazione con quel virus….quello che studiammo brevemente dopo i fatti dell’Alaska ! Devo vederti subito ! >

Scully si massaggiò gli occhi.

< Vedrò….di arrivare oggi stesso, Danny…>

Riappese.
Era in preda alla nausea. Aveva dormito al freddo, sul divano, e di tutto aveva voglia, tranne che di sentire Danny che le raccontava di quella "prova"….
Udì suonare alla porta e senza rispondere, guardò dallo spioncino.

< Thara….vattene ! Non ho nulla da dirti ! >, mormorò, non appena la riconobbe.

< Dana…fammi entrare….te ne prego ! Ho delle cose da consegnarti….delle cose che devi sapere ! >

Esitò.
Non aveva ancora compreso ciò che le era capitato…non sapeva dove fosse Mulder ma le appariva sempre più evidente che gli fosse accaduto qualcosa….
e comunque non voleva coinvolgere anche lei.
Picchiettò sul pomo della serratura, ma alla fine si decise ad aprire.
Non poteva fare altro.
I loro sguardi s’incrociarono per pochi secondi, poi si abbracciarono come bambine.

< Non…trovo le parole giuste, davvero… Forse….ho capito di non aver mai conosciuto Bill…non veramente ! Dana, posso solo dirti che mi dispiace immensamente ! >

Scully chiuse gli occhi.

< …Thara….io…>

Lei si scostò, prendendo una cartelletta di color rosso.

< Sono tutte le società con le quali Bill ha collaborato ! Mi ha sempre detto che si trattava di società paramilitari… non ho idea se questo possa servirti o meno…>

Scully si rigirò la cartelletta fra le mani.

< Debbo dirti che…questo tuo gesto…potrebbe mettere in pericolo la vita di tuo marito ! >

Lei sorrise, annegando in realtà nel dolore.

< Non è più mio marito ! Non dopo quanto è accaduto ! Ma era una cosa… che stava prendendo piega da tempo….Dopo la nascita di nostro figlio… non abbiamo fatto altro che mascherare la nostra infelicità… Ti auguro fortuna, Dana ! Credo…che te ne serva e molta ! >

Si salutarono senza dirsi altro.
Posò la cartelletta sul tavolino e dopo una rapida lettura, sentì ancor maggiore il desiderio di trovare Mulder.
Pagine e pagine di movimenti bancari, cifre ed assegni.
Pagamenti, a nome della Rauch…
Sigle, probabilmente stati dell’unione.
Solo allora, rammentò quanto promesso a Danny.
Fissò il Nokia e mormorò:

< Dove sei ? >

Ripose la cartelletta in uno dei cassetti della scrivania per poi andare in bagno.
Lì si gettò una manciata d’acqua fredda sul viso pallido ed uscì.

***

Luogo sconosciuto, stessa ora

L’oscurità era profonda.
Voci, confuse, nella sua testa.

< Medicatelo…..presto….deve riprendersi subito….saturiamo la ferita… e prepariamo il composto contro l’intossicazione….hai fatto un ottimo lavoro…..come sempre…signore….Starà bene ? >

Rumori, simili a quelli di un’ambulanza.
Aprì gli occhi, sentendosi stordito.

< Certo…>

Mulder ripiombò nell’incoscienza, senza sapere dove si trovava.
Non poteva vedere, attorno a lui, decine di persone, indaffarate e curarlo.
Kritschgau, altre figure, famigliari e non…