CAPITOLO TREDICI

 

J.Edgar Hoover Building, sede dell’FBI,
Washington DC, Ore 10.36 Am, Domenica 16
Danny attendeva, con nervosismo.
Vide, attraverso le vetrate dell’ufficio, Dana.
Lei si tolse il cappotto, lievemente coperto di brina e si sistemò i capelli con un gesto nervoso.
Fox…dove si era cacciato ?
Gli era accaduto qualcosa o aveva scoperto altre incredibili novità ?
Cos’altro c’era da sapere di più grave ?

< Scully….sono contento che tu sia venuta, ho delle importanti novità, sai ? >

Lei fece una smorfia, sedendosi su di un trespolo, accanto al microscopio elettronico.

< Abbiamo ultimato gli esami su quella sequenza di DNA….>

Scully sembrava non udirlo.
Si limitava a controllare il proprio cellulare, vuoto da qualsiasi chiamata o messaggio.

< Dunque…saprai che quando esaminammo il virus da voi trovato in Alaska, vi trovammo un terzo nucleotide del DNA, che era un vero rebus, dal punto di vista medico e scientifico….Bene, quella sequenza in pratica ci ha permesso di scomporre le sostanze che sono alla base di quella sequenza cromosomica anomala….Vuoi la sorpresa ? >

Lei annuì.
Ora l’interesse stava facendosi strada, attirando la sua attenzione.

< Si tratta d’amminoacidi presenti normalmente nella fotosintesi di forme di vita a livello monocellulare….In sostanza presenti dappertutto, in natura ! >

Dana sgranò appena gli occhi verdi, sorpresa.

< Ma…gli amminoacidi non sono alla base di un nucleotide cromosomico…. Sono le proteine che lo compongono ! >

Danny annuì, mentre lei fissava nelle lenti del microscopio.

< Osservando lo schema della loro formazione, a livello molecolare, sembra sia stata loro fornita una sequenza di base matematica… Uno schema di tipo geometrico….del tutto simile alle interfacce al silicio che si usano nei cip dell’ultima tecnologia ! >

Dna si staccò dal microscopio.

< Insomma….vuoi dire che….questo virus è artificiale ? >

< E’ molto probabile ! So che certe strutture del governo, utilizzano studi simili per interfacciare componenti bioniche e cibernetiche a tessuti umani….per innesti cardiovascolari, e nonotecnologie… Credo che questo virus, sia di fatto un’elaborazione di quel genere di studi…anche se i suoi scopi sono un mistero ! >

Scully si strinse le mani, facendo schioccare appena le nocche.

< Ecco…perché creare tutti quei…corpi…quegli ibridi…..>

Digitò il numero di Mulder, inutilmente.

< Andiamo….rispondi….>, sussurrò.

Poi si rivolse a Danny.

< Mantieni….segreta questa cosa ! Devo…trovare Fox….>

Lui annuì.
Scully fece per andarsene, quando d’improvviso si girò, dandogli un bacio sulla guancia,

< Sei un angelo Danny…non so che faremmo, senza di te…>

Lui alzò le spalle.

< …i passacarte, molto probabilmente ! Dove vai ? >

< A casa di William Mulder….>

Nemmeno lei poteva immaginare quel che vi avrebbe trovato.

***

West Tisbury, presso Martha’s Vineyard,
Massachusetts, Ore 12.35 Pm, Domenica 16
Non appena vide da lontano, la casa dei genitori di Mulder, Scully fu colta da una profonda inquietudine.
Da ore, non aveva più alcuna notizia di lui.
Non aveva modo di rintracciarlo attraverso l’FBI, poiché ciò avrebbe significato spiegare il motivo della sua scomparsa, delle loro indagini non autorizzate…
E di tutto avevano bisogno, ora, tranne che di nuove complicazioni.
Ma non fu solo il pensiero di Fox in pericolo, a turbarla.
Camminando a passi decisi verso quella casa, su quel vialetto pulito immerso nel tepore della domenica pomeriggio, rammentò le diverse volte nelle quali l’aveva percorso, da bambina.
Ora risultava chiarissimo, nella sua mente.

< Basta ricordi…>, si disse.

Superò la staccionata, sentendosi morire.
Riconobbe Jean Grey, distesa a terra, davanti alla porta d’ingresso.
Gli occhi tumefatti, il viso e parte della pelle, ricolme d’eruzioni cutanee.
Le tastò, con due dita il collo, sentendolo pulsare debolmente.

<…Grey…mi sente ? Sono l’agente Scully…>

Lei aprì appena le palpebre, mormorando:

<..lo…salvi…>

Dana prese il cellulare, cercando di non tremare più che per il freddo.

< Sono l’agente Dana Scully dell’FBI, numero d’identificazione 2317616.. Ho assoluto bisogno di un’unità d’emergenza al numero 78 di West Tisbury… Serve una equipe d’anticontaminazione chimica e biologica… Il vice direttore Grey, dell’FBI, è stata contaminata da una qualche sostanza, presenta una violentissima reazione allergica…Serve anche il supporto di una unità di polizia….credo che la contaminazione sia il diretto risultato di una aggressione ! >

Spense il cellulare ed impugnò la Sig Sauer.
Era improbabile, ma forse c’era ancora l’aggressore, lì…
E magari c’era anche Mulder…
La porta era aperta, appena socchiusa e Dana entrò con circospezione.
Si appiattì contro la parete dell’anticamera, udendo uno strano rumore, provenire dal corridoio, in fondo.
Gli occhi iniziarono a bruciarle, mentre procedeva nella casa.
Era insensato e pericoloso….avrebbe potuto ammalarsi anch’essa….
Ma se c’era Fox lì dentro….lo avrebbe portato fuori ad ogni costo.
Vide macchie di sangue dappertutto segni evidenti di lotta.

< Mulder….Mulder sono io…>, mormorò.

Nessuna risposta.
Superò l’armadio a muro, nella penombra del quale si mosse appena la figura lucertiforme dell’alieno.
Avanzò nel corridoio, tenendo la pistola ritta avanti a se.
Si sporse, guardando nella sala con la coda dell’occhio.
Tutto era in disordine, con tracce di colluttazione dappertutto.
A terra, di fronte a lei, un cellulare, a pezzi…
Si chinò, sfiorandolo con due dita.

< Fox….mi senti ? >

Ora udì, alle proprie spalle, uno scatto, come il gemito di una articolazione che si spezzi.
Si voltò rapida, spianando l’arma in avanti, con le braccia tese.
Deglutì, nervosa, appena realizzò chi aveva davanti.
Il killer alieno era davanti a lei, nudo, con la pelle piena di piaghe e tagli, quasi fosse stato bruciato.

<…mi lasci andare, agente Scully…lei non è un mio obiettivo, oggi ! >

La voce…era distorta.
Dana lottò per vincere la sorpresa, per riprendere lucidità.

< Che ne ha fatto di Mulder ? >

Un rivolo di sangue verde, sibilante, uscì dalla sua bocca.

< Siete in gamba tutti e due….>

Avanzò, solo d’un paio di passi.
Scully fece scattare l’otturatore della pistola, senza esitazione.

< Fermo ! O giuro che…>

Il sangue scendeva lento dalla base del collo, dalla ferita che stava minando la vita dell’extraterrestre.
Sarebbe certamente morto, se non fosse tornato all’astronave.
Prese lo stiletto, gettandolo a terra, chiuso.

< Non è quanto cercava ? Ora mi lasci andare….o sarò costretto a farle del male…>

Scully non abbassò la guardia.

< Mi sembra abbastanza mal messo, per dettare condizioni ! >

Udiva il lesto avvicinarsi delle ambulanze, e delle auto della polizia.
Girò appena gli occhi verso la porta, quasi si attendesse di vederli arrivare in quel momento.
Non appena tornò a guardare l’assalitore, proprio al centro del mirino della pistola d’ordinanza, si sentì scuotere dalla paura.
Lo vide, per come realmente era.
Una lucertola verdastra, dal viso alieno.

< Dio….mio….>, mormorò.

Per un periodo lunghissimo, cessò di pensare.
Era…era assolutamente sconvolgente e assurdo.
Vide gli occhi neri e senza fine, fissarla come l’immensità dell’universo ed abbassò la pistola.
Non aveva la forza per reggerla, mentre il fiato le mancava nel petto immobile.
Lui scattò, rapido come una saetta, verso la porta.
Scully si appoggiò alla parete, sotto chock.
Non si rese conto che aveva permesso la sua fuga.
Si chinò, raccogliendo lo stiletto, un istante prima dell’arrivo degli agenti e dei medici.

<…un….un alieno…>, biascicò.

***

Studio del dottor Werber, Silver Springs,
Stato del Maryland, Ore 01.05 Pm, stesso giorno
Mulder aprì gli occhi, avvertendo una fitta.
Si ritrovò disteso su quel lettino, un tempo a lui famigliare.
Il dottor Werber si chinò su di lui, sorridendo.

< Fox…sta bene ? Come si sente ? >

Lui cercò di riprendere lucidità.
Nessuno era seduto poco più lontano.

< E’ fortunato….se fosse stato esposto per un tempo maggiore…>

Fox sentiva gli occhi e la gola bruciare.
Il suo viso era attraversato da macchie di colore violaceo, intorno agli occhi e alla bocca.

< Chi….mi ha portato qui ? Che fine ha fatto il vice-direttore Grey ? >

Nessuno si alzò.

< Sono stato io ! Lei era in pericolo, credo che le nostre mosse siano sotto esame.. Le confesso che ho avuto dei dubbi, nell’intervenire di persona ! >

Mulder si mise seduto, fissandosi la medicazione sul petto e sulla spalla.
I ricordi tornavano rapidamente.

< Non mi ha risposto….L’ha abbandonata, vero ? >

< Era necessario ! Non avevo modo di portarvi via entrambi, senza che qualcuno mi scoprisse ! >

Ogni muscolo doleva…ma ugualmente ebbe un gesto di rabbia.

< Così ha pensato bene di lasciarla lì, di farla morire? Lei è solo un figlio di puttana ! >

Nessuno serrò le labbra.

< C’è in ballo la salvezza intera del genere umano, possibile che non l’abbia ancora capito? Vuole che si perda del tempo, con delle ridicole discussioni morali? Occorre capire cosa sacrificare, in una partita a scacchi…La posta in gioco è così alta, che la vita di una singola persona non conta nulla ! >

Mulder s’infilò una camicia pulita, vincendo la difficoltà causata dalle medicazioni.

< Ma la mia vita sembra valere molto per lei…e per le persone con le quali lavora! Non ho alcuna intenzione di collaborare con lei, se questo è il suo modo di agire.. Sparisca ! >

Nessuno non parlò più. Mise sulla scrivania una tessera di colore bianco, con uno stemma circolare azzurro, sul lato destro.

< Sarebbe ? >, chiese Fox.

< Vede ? Lei ha bisogno delle mie informazioni….>

Mulder fece un respiro difficoltoso, con le costole che dolevano….

< Mi dica cosa vuole da me….>

Nessuno si rigirò la tessera magnetica fra le dita.

< Darle le informazioni che cerca…con la cautela necessaria…Non ci tengo a finire come i suoi precedenti informatori, Mulder ! >

Mulder chiuse gli occhi, parlando lentamente.

<…voglio la verità…>

Nessuno mostrò di nuovo la tessera.

< Con questa avrà modo di trovarla ! >

Fox prese la tessera, maledendo la solita stretta allo stomaco, che si metteva in moto ogni volta che arrivavano nuove rivelazioni…

< Si tratta di una tessera d’accesso al livello 6, corridoio X1 del Pentagono… E’ un livello di massima sicurezza, nel quale solo poche persone al mondo, hanno il permesso di entrare ! Suo padre…era una di quelle persone ! >

Infilò la tessera nella tasca della giacca, per nulla sorpreso.
Ormai nulla più, aveva il potere di sorprenderlo…almeno così credeva.

< Cosa custodisce ? >

< Lo vedrà….dirlo, davanti ad altre persone…sarebbe rischioso ! >

Mulder scosse la testa.

< Vediamo se indovino….voi fate parte di quella bella organizzazione nazista… la Rauch…>

Il dottor Werber rispose nervosamente, rigirandosi fra le mani la penna stilografica.

< Le giuro di no ! Ho avuto contatti, con questa persona….dopo le sue sedute… ma solo per capire le informazioni che mi avevano rivelato…Solo per il suo interesse, Mulder ! >

L’agente dell’FBI, si sentì attraversare da un senso di fastidio assoluto.
Parlavano di lui, del suo passato e dei suoi ricordi, come fossero oggetti di loro proprietà.

< Sono stanco di essere preso in giro! Che cosa nascondete, tutti quanti ? Che cosa vi avrei rivelato di così… importante ? >

< In verità le dico, agente Mulder, che lo saprà…quando sarà il momento ! E Dio voglia, che per allora lei sia in possesso delle informazioni atte a comprendere….>

Mulder lo sfiorò, quasi intendesse colpirlo.

< Credo che lei si sia montato la testa ! Questi discorsi da "Messia" hanno poca presa su di me….Cosa dovrei trovare, dentro quella….stanza ultrasegreta ? Ho il diritto di sapere ! >

< Lei non ha diritti…soltanto ordini da eseguire….Alla stazione degli autobus di Silver Springs, nell’armadietto numero 616, troverà una busta gialla, sigillata ! Dentro ci sono dei documenti nuovi, intestati a lei….che le permetteranno di entrare nel Pentagono ! Posso garantirle una copertura di ventiquattro-trentasei ore….non di più ! Vedrà…cosa nasconde il nostro governo ! >

Mulder lo afferrò per il braccio.

<..c’è…una cosa che debbo sapere….Diana…Fowley…. posso fidarmi di lei ? >

Nessuno si infilò un cappotto scuro, porgendogli il cellulare.

< Non si fidi…di nessuno ! Chiami l’agente Scully…vi saranno delle novità, su quella sequenza di DNA…>

Uscì, senza salutare, svanendo come la nebbia del primo mattino.
Mulder sgattaiolò fuori, ignorando del tutto il dottor Werber.
Era confuso e spaventato.
Diana….possibile che fosse coinvolta anche lei ?
Digitò il numero di Scully.

<..si ? >

La sua voce…era scossa…

< Dana, sono io ! >

L’auto di Scully sbandò un poco, e lei decise di accostare alla prima piazzola libera.
Le parole le uscirono a fatica.
Ciò che aveva veduto…era ancora senza parole.

< Dio, Fox ! Ti ho cercato per ore….dove eri finito? Sono stata a casa di tuo padre…. il vice-direttore Grey è stata colpita da una reazione allergica gravissima ! E’ in pericolo di vita ! >

Mulder sentiva il freddo ferirgli gli occhi le macchie bruciare.
Perché non era stato contaminato anch’egli ?
Domande…domande senza risposta.

< Dana…sono vicino alla verità ! E credo che…quanto avrò modo di scoprire, potrebbe salvare il vice-direttore Grey dalla morte ! Ho bisogno solo di ventiquattrore di tempo ! >

Scully tremava come una bambina.
Quel che aveva veduto…non era possibile, non era reale…

<…ho bisogno di parlarti! Ci sono delle cose….sono così confusa…non riesco a superare quel che…>

Mulder trattenne il respiro.
Poco tempo, forse troppo poco…ma aveva giurato che non l’avrebbe mai più lasciata sola….

< Ascolta…vediamoci al chilometro 37 della superstrada 86…all’autogrill ! >

Scully fissò avanti a se, in preda ad una strana sensazione di sollievo.

< Va bene ! Ti prego…è così enorme….che…>

Le parole le uscirono deboli come un filo.

<…l’ho visto…>

Mulder non le udì.
Spense il cellulare.
Si sfiorò le palpebre, irritato della reazione allergica.
Domande…domande e poche risposte….ed una sensazione di paura…
Paura profonda…
Perché se era vero, come ormai sembrava scontato, che decine di persone per decenni, avessero organizzato una cospirazione che poneva al centro di tutto sua sorella, la sua famiglia e quella di Scully, se per qualche motivo la sua vita era stata risparmiata e forse tutelata nonostante si ostinasse a cercare e a sapere, cosa poteva nascondersi se non un’ipotesi enorme e sconcertante ?
Un qualcosa d’immenso, forse prossimo alla realizzazione.
Dal tono di Nessuno, dal suo nervosismo evidente nonostante il tentativo di mascherarlo, era evidente.
Tremò, e non per il freddo.