CAPITOLO QUATTORDICI

 

Autogrill lungo la strada statale 86,
Ore 03.55 Pm, Domenica 16 Dicembre
Scully scese dall’auto in uno stato di catatonia, quasi.
Era…tutto tremendamente difficile per lei.
Ogni punto di riferimento, ogni certezza, con le quali aveva costruito la propria vita, erano cadute.
Entrò, cercandolo con lo sguardo.
Vide Mulder, con lo sguardo preso nell’andare e venire delle automobili.
Si sedette accanto a lui, sentendosi d’improvviso ancor più debole.

< Che ti è successo ? Sembri….ti hanno fatto del male, vero ? >

Le parole uscirono come un filo, esile, pronto a tagliarsi.
Fox scosse la testa.

< Parliamo presto ed in modo razionale….in che condizioni si trova Jean Grey ? >

< Sono stato a Martha’s Vineyard…..Il vice direttore Grey è in condizioni critiche… Le possibilità di salvarla sono quasi inesistenti, possiamo solo diminuire la temperatura del suo corpo sperando che i suoi anticorpi reagiscano al virus… Da ciò che vedo…mi sembra che tu sappia di cosa stiamo parlando… A proposito…>

Scully fece una smorfia amara, ponendo sul tavolino di plastica bianca dell’autogrill, lo stiletto alieno che rollò fra le mani di Mulder.
Mulder alzò il viso, captando la sua paura.
Non si era mai sentita in simili condizioni….
Sperduta, senza la capacità di razionalizzare quanto visto.

< Dove l’hai preso ? >

Lei si scostò appena i capelli dietro l’orecchio, parlando con difficoltà.

< E’ parte del tuo mondo, non del mio ! >

Fox sgranò gli occhi.

< Dana…mi avevi assicurato che eri disposta a tutto….pur di sapere… Era vero ? >

Lei evitò di guardarlo negli occhi.
La risposta….non arrivava.

< Quando…all’inizio di questa ricerca….quella mattina, che volevi sapere ! Ho capito che avevi iniziato a credere in quel che ho sempre creduto io ! Che potevi vedere la luce, oltre le tenebre !! " Loro" sono qui… e tu lo sai ! >

Scully non rispose, di nuovo.

< Posso capire la tua paura ! E’ ciò che provai io…quando mi convinsi che tutto quello che mi aveva animato, sembrava senza senso ! E’ terribile, rendersi conto di…di aver sbagliato….Ma ciò che mi spinse, allora, fu il ricordo della verità…quella verità che tu stessa mi spronasti a cercare ! E’ stato per l’amore che ci lega, che ho continuato sulla mia strada ! Quella strada che ha cambiato la tua vita ! >

Nuovamente, senza che Scully avesse modo di superarlo, il terrore s’impadronì di lei.
Certo…aveva veduto un’astronave, quando Fox fu portato via…anni prima…
Ma tutto era stato così intenso, allora, da essere un…una sorta di viaggio onirico.
Ora però, tutto era stato chiaro e cristallino.
Non poteva essere nulla d’umano, ciò che aveva veduto.
Le sue sicurezze, che le consentivano di affrontare qualsiasi enigma medico, si erano cancellate.
Mulder si limitò a guardarla, attendendo una risposta che non giunse.
Si mise, allora lo stiletto nella tasca del cappotto, mormorando:

< Ti rammento, Dana, di stare in guardia ! Potresti essere in pericolo ! Addio ! >

Lei si mosse, di scatto, come destata da uno stato di trance.

< Che vuoi dire ? Dove hai intenzione di andare ? >

Fox respirò piano.

< Non te lo direi comunque…non intendo mettere la tua carriera in pericolo, per una verità che è solo mia ! Hai già sofferto troppo….per ciò che riguarda l’FBI….sono disperso, non reperibile ! Ed è ciò che dovrai raccontare a loro….>

Scully afferrò la sua mano.
Era indispensabile, che parlasse solo…il suo cuore.

< Ti amo ! Non puoi chiedermi di…vederti andar via da quella porta, senza sapere se ti rivedrò mai più ! Non capisci…quello che provo per te ? E’ il sentimento…più grande che….più intenso che abbia mai….>

La strinse a se, baciandola con forza.
Era difficile.

< …è proprio per questo che non posso permettermi di farti del male ! Forse avrò modo di scoprire la verità, o forse metterò fine alla mia carriera di agente federale…Ma tu e la tu famiglia, avete già pagato troppo per causa mia ! Se troverò prove che potrebbero salvare Jean Grey o dimostrare ciò in cui credo, bene….ma anche in quel caso, nulla varrebbe la tua vita ! >

Lei tremò….Mulder..

< Voglio essere con te…te ne prego ! >

Fox le sfiorò l’orecchio, parlandole con lentezza.

< Anche se volessi…non potrei…Ho un solo lasciapassare… Ma potrai renderti utile, con la tua capacità medica…>

Lei chiuse gli occhi, mentre una piccola lacrima le attraversò il dolcissimo viso.
Era Mulder, quello più razionale, adesso.

< Cosa ? >, sussurrò debolmente.

< Capire cosa sta uccidendo Jean Grey…credo esista un legame fra quella intossicazione ed il virus che abbiamo visto in Alaska…>

Si strinse al suo petto…caldo…suo…

< Forse non sai che…non è affatto certo che quel virus sia alieno ! Anzi….è molto probabile che sia stato prodotto dal nostro governo ! >

Sentì le dita di Mulder che le accarezzavano i capelli, sfiorandole la testa e deglutì con dolore.
Amore…amore mio…

< Che sia alieno o meno, è una cosa su cui fare luce ! E solo tu, puoi farlo… La sua vita potrebbe essere nelle tue mani ! >

Mulder le scivolò via, provocandole un dolore quasi fisico.
Ma sapeva che se fosse esistita una sola possibilità di scoprire la verità, e lei non l’avesse seguita, non l’avesse perseguita, Mulder non l’avrebbe mai perdonata.
E Dana non sarebbe riuscita a vivere, con quel peso sulla coscienza.

<…stai attento…..ti prego ! Non….non può capitarti qualcosa…..Non deve ! >

Fox fece un finto sorriso, ed uscì.
Nel vederlo uscire, le parve che una parte di lei morisse, lentamente.
Si sedette, senza rendersene conto.
Le mani tremavano, e vinse con difficoltà infinita l’istinto di corrergli appresso.
Non vide, sconvolta com’era, un uomo alzarsi e riporre in una tasca una finta penna stilografica.
Le foto parlavano da sole, pensò.