- Palazzo del Pentagono, sede del comando della Difesa
Federale,
- Arlington, Stato della Virginia,
- Ore 05.38 PM, Domenica 16
- Limmenso monolite del Pentagono, sembrava spuntare a caso,
nella vastissima area verde di Arlington.
- I segni dellattentato del 11 Settembre erano ancora vivi,
come una cicatrice mai rimarginata, che si stampi su di un viso per tutta la vita.
- Certo la facciata era stata riedificata, e nonostante parte degli
uffici fossero ancora inagibili per via di certe procedure burocratiche, lunico
segno di quel disastro era un colore più chiaro del cemento armato.
- Nulla a che vedere con quanto di apocalittico era accaduto a New
York
- Eppure
eppure era come se in quella ferita, si potesse leggere
la paura dellAmerica.
- Una paura che Mulder sentiva ad ogni passo, densa come melassa e
raggelante come brina, trasparire da ogni viso, da ogni sguardo delle migliaia di
impiegati che affollavano il più vasto edificio adibito ad uffici del mondo.
- Vi lavorava una città di ben 29.000 persone.
- Mulder parcheggiò in uno degli immensi parcheggi intorno
allarea, intorno ad uno dei lati lunghi 281 metri.
- Uscì, respirando laria fredda e pungente dellinverno,
sistemandosi lo sconosciuto passi sul bavero destro del cappotto.
- Una struttura così enorme
.potente e ferita
.cosa gli
avrebbe nascosto ?
- E mentre si incamminava in una delle decine di entrate, pensò alla
reale ragione che laveva condotto lì
- La sola speranza che avrebbe potuto smentire tutto quello che di
più assurdo lui e Scully avevano scoperto: che Samantha fosse viva.
- Ciò avrebbe significato ricominciare la ricerca, certo
.ma
anche che tutte quelle dolorose menzogne nel passato di suo padre e del padre di Dana,
erano solo fumo
- Scosse la testa, calzandosi gli occhiali scuri per proteggersi gli
occhi dalla luce e coprire le macchie di irritazione sul viso
- Non vi credeva nemmeno lontanamente.
- Lì avrebbe trovato solo conferme
e forse la morte.
- Ma anche qualche raggio di luce, una piccola speranza di salvare
Jean Grey
- Si incolonnò in una lunga fila, che stava in religioso silenzio e
fu portato a pensare a cosa sarebbe accaduto nel caso di un attacco terroristico.
- Quando giunse il suo turno, sfilò davanti a due agenti della
polizia militare, e sistemò sul pannello rotante, le proprie chiavi di casa, la propria
pistola e lo stiletto alieno.
- Sorrise, pensando che uno degli oggetti più incredibili della sua
vita, stava accanto alle chiavi di casa sua e della macchina, come qualcosa che si fosse
scordati di riporre e che ingombri le tasche.
< Tenente Taylor
.digiti il suo codice personale, per
favore signore ! >
Fox infilò allora la tessera bianca in una macchinetta montata su
di un piedistallo metallico e dopo che la luce verde si accese, digitò con finta maestria
il codice che aveva imparato a memoria pochi minuti prima.
< Prego
>, gli fu indicato.
- Entrò, riprendendo possesso dei propri oggetti personali e
fingendo una normale indifferenza, iniziò a guardarsi attorno.
- Cerano 27 chilometri di corridoi, lì dentro
.
- Lunica cosa logica che poteva sapere era che il livello 6,
era sistemato sottoterra.
- Ritornò sui propri passi, sfoggiando una calma che contrastava con
le proprie paure interiori.
< Scusate
.vorrei sapere dove visionare la cartina
delledificio ! Ho accesso ad una sezione riservata, che non ho mai visto prima
e
>
Uno dei due soldati sorrise, come divertito dal disagio di Mulder.
< Primo piano, signore ! Troverà il computer con la
planimetria dellarea ! Le basterà digitare la zona, ed essa apparirà sullo schermo
! >, disse un secondo soldato, sistemandosi mollemente i guanti bianchi.
Mulder salutò, sforzandosi di sollevare la mano destra e si
diresse verso il primo piano.
<
li sanno spendere i nostri soldi
>, commentò.
***
- Central Hospital, Providence, Stato del Massachusetts,
- Ore 05.55 PM, Domenica 16 Dicembre
- Scully osservò con dolore, il corpo del vice-direttore Grey stesa
sul lettino.
- Il suo viso era scosso dallinfezione aliena.
- Il medico parlò con lei, senza mostrare speranza.
< Che vuole che le dica
.non ho mai visto nulla di simile
! Spero che lei conosca ciò che lha contaminata
.ma non credo che il suo
fisico possa reggere, in queste condizioni ! >
Dana parlò lentamente.
< La ringrazio daver voluto derogarmi alla possibilità
di
studiare questa infezione ! Credo sia possibile collegarla a quanto da noi
scoperto in precedenza ! Ho preso contatto con un mio collaboratore, allFBI e credo
che sarà qui quanto prima ! >
- Vide aprirsi una delle porte in vetro della corsia, e dietro ad
essa fece capolino Diana Fowley.
- Con lei due agenti federali, che mostrarono subito il tesserino.
< Agente Dana Scully ? >, chiese uno di loro, rivolto verso
di lei.
< Si
che volete ? >
< Deve venire con noi a Quantico, immediatamente ! >
Lei si sporse appena in avanti, chiudendo la porta della stanza
nella quale giaceva Jean Grey.
< E per quale motivo ? >
Fowley parlò con evidente disagio, appoggiandosi alla parete del
corridoio, quasi fosse priva denergie.
< Il bureau
intende interrogarla, agente Scully ! E
al vaglio la sua posizione, in quanto sarebbe emersa una sua esplicita complicità
nellaffiancare lagente Mulder in unindagine non autorizzata ! Si cercano
anche collegamenti fra voi e le condizioni del vice-direttore Grey
>
- Scully serrò le labbra.
- Quella donna
.non le piaceva per nulla.
- Fin da quando laveva veduta per la prima volta.
- E non era solo una forma di gelosia.
< Intendete accusare me e lagente Mulder per quanto
capitato al vice-direttore ? Come potete credere che noi
>
Uno dei due agenti la interruppe, brutalmente.
< Non ci costringa a trarla in arresto, agente Scully ! Abbiamo
lordine di portarla a Quantico e lo eseguiremo ! Intanto la pregherei di consegnarci
larma dordinanza, per favore
>
Scully esitò per un istante
Danny, dovera finito ?
< Non intendo abbandonare il vice-direttore Grey
forse
posseggo la chiave per salvarle la vita ed ogni istante può essere decisivo
>
- La Fowley scosse la testa.
- Apparve anche un direttore esecutivo dellFBI, appena dietro i
due agenti.
< Ci siamo scomodati in quattro per lei
ora le dirò una
cosa e non intendo ripetermi: o ci segue immediatamente, o si trova immediatamente un
altro lavoro ! Capito bene ? >
Dana deglutì, fissando la stanza di degenza di Jean Grey.
< Signore, lasci che le spieghi
>
Il direttore esecutivo parlò fiocamente, ma con un sussurro
carico di tensione.
< Arrestatela ! >
- I due agenti le si affiancarono, provocandole una stretta allo
stomaco, non appena comprese che la stavano bloccando quasi fosse una criminale.
- Il medico del reparto, fece per dire qualcosa, ma dopo un breve
conciliabolo con il direttore esecutivo, si appiattì contro il corridoio, guardandola con
aria interlocutoria.
- Dana si sistemò la giacca, alzando appena la mano in segno di resa
e di rispetto al medesimo tempo.
< Vi seguo
>, sillabò.
Fece pochi passi, per poi voltarsi verso Diana Fowley, rimasta
accanto allentrata della camera numero 5 del reparto di rianimazione
dellospedale.
< Non permetta che le facciano del male ! Se
accadesse
.tutto accuserebbe lagente Mulder ! >
Lei non mutò espressione.
< Lo faccia per lui, non per me ! Protegga Jean Grey o il
destino di Mulder sarà segnato ! >
Il direttore esecutivo si sistemò la cravatta, fissando Diana
come attendesse un suo commento.
< E fissata con questa teoria della
cospirazione
>, disse decisa e Scully si pentì subito daverle chiesto
aiuto.
Fu spinta con decisione nellascensore e poco prima che le
porte scorrevoli si chiudessero, disse:
< Anche lei è una traditrice ! Perché ? Mi risponda ! Fox si
fidava di lei
è forse perché Fox mi ha preferita a lei ? E per questo ?
E così bassa la considerazione che ha del proprio lavoro ?>
Diana fece finta di non udirla.
< Mi risponda ! >, urlò Scully.
- La Fowley evitò qualsiasi commento, sino a quando la porta si
chiuse e Dana scomparve dietro ad essa.
- Lospedale cadde di nuovo nel silenzio di sempre.