CAPITOLO SEDICI

 

Accademia dell’FBI di Quantico, Stato della
Virginia, Ore 08,08 PM, Domenica 16 Dicembre
L’accademia militare di Quantico, è una grande e moderna struttura militare adibita a scuola d’addestramento dell’FBI dal 1973.
Centinaia d’allievi vi avevano passato lunghe giornate a studiare scienza comportamentale, medicina legale, criminologia ed altrettante giornate a correre, sparare, studiare gli schemi d’un’irruzione ed infinte altre cose che avrebbero arricchito la loro vita e fatto di loro gli agenti del migliore organo di polizia criminale del mondo.
Un tempo, venendo a Quantico, Scully sarebbe stata assalita da una bella full-immersion di ricordi, e soprattutto della sua storia d’amore con Jack Willis.
Avrebbe rammentato la prima volta in cui totalizzò 10 di score al poligono, in cui era caduta a terra come una stupida al corso di difesa personale, sballottata proprio da Jack, i voti del suo brillante esame di patologia legale…
Invece, ora, provò solo vergogna.
Era scortata come un detenuto e pregò che nessuno la riconoscesse.
Fu condotta al piano superiore, proprio di fronte alle aule nelle quali per mesi, aveva imparato a addentrarsi nella mente dei criminali, osservando i brillati redatti dell’agente speciale Fox Mulder, detto "spettrale".
Pensò, amaramente, che tutto quello cui era stata addestrata, era superato dagli incredibili eventi ricollegabili agli Xfiles…
Fu fatta sedere e trovò, quasi che la battuta le fosse suggerita da Mulder, naturale osservare:

< Meno male che non mi avete messo le manette ! >

Gli agenti di scorta si limitarono ad ignorarla, passeggiando per il corridoio.
Di Diana Fowley, nessuna traccia.
Passò una noiosissima ed infinta mezz’ora.
Scully si limitava a scarabocchiare su di un foglio e a fissare il vuoto, pensando a Mulder.
La porta si aprì di scatto.
Insieme al direttore esecutivo, entrarono due uomini, uno purtroppo famigliare a Scully.
Si sedette davanti a lei, accendendosi immediatamente una Morley.
Scully non nascose una smorfia di ribrezzo.

< Lei ? Non esiste luogo, sulla terra, nel quale non ha potere assoluto ? >

Smoking Man si limitò a sorridere.
L’uomo di colore le mostrò il tesserino di direttore federale dell’FBI.

< Sono George Kersh…. Sono a capo della sezione disciplinare dell’FBI…Il mio compito, agente Scully, è di analizzare il suo comportamento ed agire di conseguenza ! La sua situazione è particolarmente grave…>

Scully si passò le dita fra i capelli, nervosa.
L’uomo che fuma si alzò, porgendole un bicchiere d’acqua fresca.

< Prima la cortesia….non ha sete ? >

Lei fissò il bicchiere, per un solo istante, per poi gettarlo a terra con una manata.

< Non voglio nulla da un figlio di puttana come lei !! >

Lui sorrise, nuovamente, provocando con quel sorriso in Scully un brivido di fastidio.

< Abbiamo assoluto bisogno di sapere gli spostamenti dell’agente Mulder…. Nessuno escluso ! >

Dana sorrise, intrecciando le dita.
Fu una risata stentata, mossa dalla tensione.
Kersh prese la potente lampada posta sulla destra, puntandola verso di lei, provocando in Scully un gesto di difesa.

< Se..se avete intenzione..di interrogarmi, vorrei rammentarvi che i miei diritti…>

L’uomo misterioso aspirò lentamente.

< I suoi diritti non contano nulla ! E’ in gioco la sicurezza nazionale ! >

Dana scostò la mano dal viso, cercando di abituare gli occhi alla luce fortissima.

< Non vedo Mulder da quando fummo convocati entrambi al piano esecutivo ! Non so minimamente dove sia e che cosa stia facendo…>

Smoking Man posò delle foto sul tavolo, che ritraevano Dana e Fox abbracciati, all’autogrill.

< Mi sembra che lei dimentichi…particolari piuttosto intimi, non trova ? >, osservò.

Scully si alzò, di scatto.

< Chi vi ha autorizzati a seguirmi e a scattare queste foto ? Non avete alcun diritto di interferire nelle mie scelte private !! >

Kersh parlò con disgusto evidente.

< Se fosse dipeso da me, avrei mandato questo…Mulder a mendicare agli angoli delle strade ! Ma il nostro superiore in campo, l’ha sempre impedito ! >

< Superiore in campo ? Non ritenevo che l’FBI facesse capo ad un superiore diretto…>, mormorò, stupefatta.

< I fatti recenti, hanno reso questo provvedimento necessario ! Il CNGE ha proclamato lo stato di allarme nazionale, circa una gravissima situazione ! >

Scully si risedette, cercando di riprendere la calma.

< E’ un bel trucco….ma non ci casco ! Non saprete nulla da me ! >

Smoking Man spense la sigaretta.

< Il vostro informatore….abbiamo ragione che si tratti di un terrorista…. In contatto con qualche potenza straniera ! E’ abile e molto pericoloso…. Se lo protegge, Dana….>

Lei lo fissò, carica di disprezzo.

< Non mi chiami per nome, bastardo ! >

Kersh parlò con la medesima lentezza che caratterizzava Smoking Man.

< L’agente Mulder è accusato della contaminazione al vice-direttore Jean Grey… Vuole esserne complice ? >

L’affermazione non la scosse.

< Quest’uomo…>, disse indicando davanti a se,

<…sa benissimo cosa è capitato a Jean Grey ! Mulder non c’entra per nulla ! >

Smoking Man posò altre foto, sul quel tavolino.
Cadaveri…a decine, tutti con ributtanti eruzioni cutanee.

< Vuole proteggere l’artefice di tutto questo ? Sappia che in almeno cinque città degli Stati Uniti, è in atto una gravissima contaminazione provocata molto probabilmente da un attacco biologico ! Intende collaborare o no ? >

Scully scosse la testa.

< La smetta di raccontare bugie ! Io so che quel virus è stato prodotto dal nostro governo….>

Smoking Man sorrise.

< Lei ha il medesimo carattere di suo fratello, lo sa ? Entrambi siete pronti a correre dei rischi…rischi pesanti….>

Lei si irrigidì. Quelle parole superavano il limite del sopportabile.

< Ma sente quello che dice ? >, si rivolse a Kersh,

<…è una minaccia in piena regola ! Come può permetterlo ? >

Lui si rigirò un grosso anello sistemato sul dito mignolo.

< Agente Scully….la vostra collaborazione con questo….informatore segreto… è una palese violazione dell’etica investigativa dell’FBI !! Ed oltretutto…la situazione attuale ci permette di trattare così le presunte spie !! >

Scully rimase senza fiato.

< Spie ? Ma che diavolo dice ? >

L’uomo misterioso si accese la Morley.

< Quel….Nessuno…è certamente un ex agente del KGB…abbiamo prove che ci arrivano dalla CIA ! Sappiamo che si è messo in contatto, alla fine degli anni novanta con certe organizzazioni estremiste di stampo Islamico ! Collaborando con questo …personaggio…che ha probabilmente scatenato un’epidemia di portata sconosciuta nel suolo degli Stati Uniti, lei e Mulder vi siete messi in un mare di guai ! Guai…dai quali solo io, posso salvarvi ! >

Scully scosse la testa.
Menzogne….un mare di bugie…

< Non voglio il suo…"aiuto" ! La smetta di raccontarmi le sue….bugie ! >

Smoking Man si alzò, parlottando con Kersh.

< Agiremo di conseguenza…>

Poi, Kersh si rivolse verso Scully.

< Agente…come membro della commissione disciplinare mi vedo costretto ad annotare la sua totale mancanza di collaborazione ! Le ricordo che da questo momento, lei è sospesa dall’FBI con decorrenza immediata ! >

Dana cercò di interromperlo:

< Signore…>

< …visto il reato del quale è sospettata, sarà tenuta sotto tutela dai servizi di scurezza nazionale, che avranno la libertà d’agire nei modi che ritengono opportuni, per far sì che la sua posizione di collaborazione con un probabile terrorista, sia chiarita al più presto ! Mi consegni il distintivo, immediatamente ! >

L’uomo che fuma aprì la porta e due agenti, che evidentemente stavano aspettando di agire, entrarono.
Scully esitò un istante, prima di gettare il distintivo sul tavolo.

< Signore….lei non si rende conto che….Non può consegnarmi a quest’uomo ! >

Kersh prese il distintivo, firmando un foglio e le rivolse una finta frase di solidarietà.

< Le consiglio di collaborare ! E’ la sola strada che le resta ! >

I due agenti della CIA si affiancarono a Scully attendendo un ordine.
Smoking Man sorrise, come provasse una soddisfazione quasi infantile.

< Le manette non servono ! Sono certo che….Dana ci seguirà… spontaneamente ! >

Lei serrò le labbra, mordendosi appena il labbro inferiore.

< Dove avete intenzione di portarmi ? >

Smoking Man aspirò lentamente.

< Si prepari ad un bel viaggetto, Dana ! >

***

Pentagono, Stato della Virginia,
Ore 06.27 Pm, stesso giorno
Mulder giunse davanti ad uno stretto cilindro in plexiglas, sistemato in una delle ali periferiche del Pentagono.
Infilò la tessera nel lettore, sperando che la dea bendata gli desse per l’ennesima volta una mano.
Il livello sei era sottoterra.
L’ascensore iniziò a scendere con rapidità, e Fox calcolò che fra un livello e l’altro ci fossero almeno dai sei ai dieci metri di cemento armato.
Quasi nel cuore della Virginia, rifletté, sorridendo.
Il cilindro era illuminato da una scarna luce azzurrognola.
Sibilava fra un piano e l’altro, ognuno contrassegnato da colori diversi.
Alla fine giunse all’ultimo livello.
Mulder si trovò davanti ad un lunghissimo corridoio dalle pareti strette che sembrava perdersi direttamente nell’inferno.
Non aveva modo di vederne la fine.
Controllò quanto Nessuno gli aveva scritto.
" Stanza X1, corridoio B-12 "
I passi risuonavano nella eco deserta di quel livello.
Nessun agente di guardia…
Camminò per diversi minuti.
Più che nel centro del grande ufficio del ministero della difesa, gli parve d’essere in una centrale nucleare, sinistramente deserta.
Alla fine, una porta di colore azzurro, blindata.
Sul lato destro, un massiccio chiavistello elettronico con la fessura per la lettura della scheda magnetica.
Per la prima volta da tanto tempo, provò un’emozione infantile, che gli fece battere il cuore in gola.
Chiuse gli occhi, infilando il tesserino ed udì un gorgoglio metallico.
Le tre luci da rosse divennero verdi.
Poi uno scatto duro, d’una serratura che si apriva improvvisa.
La maniglia era fredda, massiccia.
Mulder aprì con decisione.