- Palazzo del Pentagono, Stato della
- Virginia, Ore 06.32 Pm,
- Domenica 16 Dicembre
- Una debole luce, che proveniva dal fondo di quel lunghissimo
corridoio, illuminava parzialmente Fox Mulder.
- La porta dentrata era normale, ma superatola gli parve
dentrare in un infinito tunnel dalle pareti convesse, che sfociava in una struttura
dallarchitettura scavata nella pietra pura.
- Era come se si fosse immesso direttamente in una gigantesca caverna
naturale.
- Solo i propri passi, che risuonavano metallici su di
unintelaiatura dacciaio temperato, gli dicevano il contrario.
- Le luci erano basse, appena sufficienti a permettergli di vedere
qualcosa.
- Il colore giallognolo che i neon diffondevano, offuscava la mente,
immergendo il tutto in una sorta di torpore ipnotico.
- Superò una fila di cento scaffali, ognuno alto almeno sette metri,
con decine di scomparti.
- Gli scaffali erano in metallo, in stile militare, con migliaia di
scatole numerate.
- Ne prese una, sfilandola fuori del proprio posto.
- Conteneva frammenti dun metallo lucente, quasi vivo
nonostante la bassa luce emanata dai neon.
- Poi, dopo una camminata senza meta, la sua attenzione fu colpita da
un comparto diverso.
- Era curato maggiormente, con vetri ed un sistema refrigerante il
cui ronzio faceva da fastidioso sottofondo.
- Aprì una delle celle di plexiglas, e una tremolante luce bluastra
si attivò.
- Allinterno un contenitore cilindrico, dalle bordature
metalliche, che conteneva una feto, un embrione mai formato del tutto.
- Vincendo la naturale repulsione che tutto questo scatenava in lui,
Fox ne sbrinò letichetta.
- Una sigla: Mn 1068-06 DKS.
- Si sfiorò le labbra, pensieroso.
< DKS
.Dana Katherine Scully
>, pensò.
- Scribacchiò nervoso quelle lettere e quei numeri, certo
dessere scoperto da un momento allaltro.
- Embrioni
prelevati da Scully ?
- Ma quando
.comera possibile e perché ?
- Udì un tonfo sordo, come unenorme porta dacciaio che
si apra di colpo e comprese che proveniva da sotto i suoi piedi.
- Si chinò sino ad appoggiare lorecchio sulla grata che faceva
da pavimento.
- Ronzio
.strani suoni
.
- Camminò allora accanto ad una delle pareti che procedevano infinte
in avanti, per chilometri sotto terra, fino a giungere davanti ad un ennesimo ascensore
cilindrico.
- Infilò al tessera ed una volta entrato, vide che aveva solo due
tasti, uno con una freccia rivolta verso lalto, laltra verso il basso.
- Scese, dalmeno una quindicina di metri.
- Le orecchie dolevano
.era centinaia di metri sotto
terra
chiuso in unenorme sala grande quanto lintero Pentagono e forse
più.
- Nemmeno in Antartide aveva mai veduto nulla di simile.
- La prima cosa che notò, fu un gigantesco binario sopra al quale si
muovevano lenti dei contenitori cilindrici, del tutto simili a quelli che contenevano gli
embrioni, ma più grandi. Vuoti.
- Percorse quel corridoio appiattito alla parete, mentre il calore,
esagerato lì sotto, lo faceva soffocare.
- Quel che vide poi, rimase per sempre nella sua memoria.
***
- Centro studi militari di Fort Marlene,
- Stato del Maryland, Ore 01.27 AM, Lunedì 17 Dicembre
- La porta dacciaio si aprì, una volta sbloccato il codice di
sicurezza.
- Scully, che non aveva chiuso occhio per tutta la notte, balzò in
piedi, appoggiando le mani al bordo della scomoda branda.
- Luomo misterioso, un medico giapponese ed una donna,
entrarono.
- La donna posò sullo scarno tavolino della cella, una valigetta
metallica, aprendola,
- mentre Smoking Man aspirò la propria Morley, con
lespressione di sempre.
- Scully faticò ad abituare gli occhi alla luce, che filtrava feroce
dallesterno.
< Che volete, da me ? >
- Il medico giapponese si limitò ad un debole cenno con due dita.
- La donna, probabilmente uninfermiera, aspirò in una grossa
siringa lintero contenuto da una fiala di color ambra.
- Fece uscire un piccolo zampillo di quel liquido denso e gelatinoso,
controllando che non vi fosse aria allinterno.
< Si distenda e si rilassi
Sarà più semplice, così !
>
Dana si appiattì contro le pareti di mattone scuro, attraversata
dalla paura.
< E
è una specie di siero della verità ? Io non
ho
nulla da dire
.davvero ! >
Smoking Man sorrise, vedendola così
.debolmente femminile.
< Lo stabiliremo noi ! >
< Non potete ! Sono un agente federale ! >
- Comprese solo dopo, quanto inutile fosse quella difesa.
- Era sola
inerme contro quei
.
- Strinse i pugni serrando i muscoli, pronta a colpire.
- Si sarebbe difesa, a costo di farsi pestare a sangue !! Non le
avrebbero iniettato nulla !
- Smoking Man picchiettò sulla porta, con le nocche e due robusti
infermieri entrarono.
- I loro sguardi erano fissi, su di lei, anzi dentro di lei.
- La guardarono come si guarda ad una cagna, da immobilizzare con le
buone o meglio ancora, con le cattive.
- Carcerieri
forse infermieri di qualche
manicomio
.dallaria ebete e dai corpi di pietra massiccia. Forse, anzi
certamente, neppure un uomo avrebbe potuto arrestarli, bloccarli
- Dana non disse nulla.
- Balzò, improvvisa, verso luscita, colpendo con un calcio in
avanti uno dei due energumeni, che fece un debole sorriso.
- Sentì quelle dita dure come tondini di ferro, afferrarle le
braccia e gettarla di peso a bocconi sulla brandina.
< No
vi prego ! >, urlò Scully.
- Scalciava, colpendo quei corpi duri e caldi, e ad ogni colpo che
andava a segno, maggiore era la stretta sulle braccia e sul collo.
- Alla fine fu tanto decisa, da paralizzarle le braccia e le gambe.
- Le fu girata la testa da un lato e con la coda dellocchio,
vide il medico giapponese chino su di lei, con quella siringa che sembrava brillare di
luce propria, nel buio umido di quella cella.
- Fu allora che morse, con rabbia, le dita di uno dei due infermieri,
sino a sentire il sangue bagnarle la bocca.
- Lui tolse la mano, mugolando qualcosa, per poi grugnire:
< Cagna ! >
Il pugno, duro e cattivo come un colpo di mazza, le arrivò al
centro della schiena, e Scully si morse le labbra per non gridare, mentre il dolore le
paralizzava i nervi.
< No ! Niente violenza
.Non voglio che le facciate del
male ! >, ordinò Smoking Man.
La piccola testa di Scully, fu girata verso sinistra, mentre delle
mani, di donna
così le parve, le massaggiarono la nuca.
< E rigida..sentirà dolore
>, disse una voce
femminile.
< Figlio di puttana
.Mulder la ucciderà per questo !
>, minacciò, quasi piangendo, mentre al centro della schiena avvertiva un pulsare
doloroso, acuto come una stilettata.
- Poi quel dolore scomparve, sostituito da quello penetrante e fitto
dellago che le trapassò la parte alta della scapola sinistra, appena sotto la nuca.
- Urlò, mentre il liquido le penetrava dentro, doloroso.
- Perse del tutto il respiro, mentre linfermiera le massaggiava
il collo, allaltezza della cicatrice a forma di stella.
- I due gorilla ridevano, guardandole la schiena ed il sedere, o
almeno così le parve.
- Tutto sembrava muoversi a scatti, avvolto in una nebbia biancastra,
adesso
- Lultima cosa che vide, fu Smoking Man che si sedette accanto
a lei.
< Buona
.accolga questo dono
.senza lottare
.
Dormirà quanto basta al composto di fare effetto
.almeno è quanto si deve augurare,
Dana ! >
Scivolò nelloblio, senza poter far nulla.
***
- Palazzo del Pentagono, Stato della Virginia
- Ore 06.47 Pm, Domenica 16 Dicembre
-
- Man mano che Fox sinoltrava in quel budello sotterraneo, i
contenitori andavano infittendosi.
- Ora contenevano esseri umani.
- Raggomitolati in posizione fetale, immersi in un denso liquido
verde.
- Quando giunse ad una stretta strozzatura nel corridoio, che voltava
a destra, la grata sotto i suoi piedi silluminò.
- Era una luce verdastra, densa e gelatinosa, che pulsava di vita
propria.
- Dapprima non mise a fuoco i caratteri che si stampavano
ritmicamente
.
- Poi comprese.
- Erano cip
densità di memoria.
- Miliardi di gigabit.
- Provò un senso di nausea assoluta, causata dalla pressione per la
profondità.
- Fece per tornare sui propri passi, quando vide in fondo a quello
che credeva essere un corridoio senza fine, una luce.
- Era azzurrognola e bianca al centro, pulsante come un cuore vivo.
- Proseguì verso di essa, certo di ciò che avrebbe veduto, ma al
tempo stesso incredulo.
- LUFO era immenso.
- Fox vide solo i contorni del disco, levigato e lucente come il
sole, sul bordo della passerella che terminava in una balaustra metallica, al di sopra
dello strapiombo che lo conteneva.
- Grande quanto il Pentagono
.forse molto di più
- I cilindri sbucavano da una fessura scavata nella roccia,
passandogli a pochi centimetri dal viso.
- Ne sfiorò la superficie gelida, coperta da una brina raggelante.
- Vide un numero: MI 1069-08 FCJ
- Numeri didentificazione
qualcosa di molto più
complesso, ma di simile ai tatuaggi nazisti sulle braccia degli Ebrei, nei campi di
sterminio.
- Un alveare
- Quella similitudine gli apparve immediata, senza che se ne rendesse
conto.
- Barcollò allindietro, ripercorrendo quel tunnel alla
disperata ricerca delluscita.
- Comprese quanto Scully poteva aver veduto
- Era stata portata lì ? Da "loro" ?
- E "loro", quanti e cosa davvero volevano ?
- Avrebbe tremato ancor più, se avesse solo intuito la risposta.