CAPITOLO DICIOTTO

 

Centro studi militari di Fort Marlene,
Stato del Maryland, Ore 01.57 Am
Lunedì 17 Dicembre
Dana Scully aprì gli occhi, senza rendersi conto d’essere sveglia.
Tutto era immerso in una nebbia gelatinosa.
Tossì.
Non indossava che un camice.

< E’ sveglia, signore ! >

Dozzine di persone, bardate con tute protettive di livello 6, stavano accanto al tavolo sul quale era adagiata.
I polsi e le caviglie, così come gli avambracci, il collo e le gambe, erano bloccate da robusti legacci.
Ma anche se fosse stata libera, difficilmente avrebbe avuto la forza d’alzarsi in piedi.

< Che…che volete farmi ? >, domandò, con un filo di voce.

Nel prendere respiro, comprese che dal suo naso, si allungavano due tubicini trasparenti, che scivolavano poi in un tubo più grosso, appendice di un contenitore sbucato dalla parete.

< Non riprenderà del tutto la lucidità…>, disse uno dei dottori.

Smoking Man si sedette, picchiettandole la spalla.

< Fra poco tutto avrà inizio….mi dispiace per lei, Dana ! Ma sono certo che tutto andrà bene ! >

Scully tentò, inutilmente di inumidirsi le labbra.
Era come se avesse perduto ogni liquido e si sentiva bruciare dalla febbre.

<…non lo faccia….io non so…cosa…intendiate…farmi……ma se lei è stato amico di mio….padre…..non lo faccia, la prego…>, pianse.

Smoking Man afferrò la sua mano, sentendola calda anche attraverso la tuta.
Poi si udì un ronzio e Dana avvertì un fiotto d’aria calda raggiungerle le narici.
Una strozzatura di gomma si aprì, nel tubo.
Un denso liquido verde, iniziò a scendere, lentamente come un serpente oscuro e malvagio.

< No ! >, supplicò Scully, serrando le mani e irrigidendosi sino a dolere.

Il liquido fu gettato a forza nelle sue narici.
Fu colpita da uno spasmo doloroso, incurvandosi, mentre ogni poro trasudava adrenalina.
Il dolore….era orrendo.
Ora il liquido si faceva strada dal naso al cervello, come un piccolo verme strisciante, dentro di lei.
Ogni suo pensiero andava svanendo, sommerso dal dolore.
Smoking Man le strinse la mano, per un solo istante.
Poi la vide scivolare nel coma.

***

Central Hospital di Providence,
Stato del Massachusetts, Ore 08.09 Am, Lunedì 17 Dicembre
Danny fece capolino dall’ingresso del reparto, cercando Dana Scully.
Fu con sorpresa che vide un’altra donna, accanto al corpo del vice-direttore Grey.

< Agente Fowley ? Mi scusi…ma sto cercando Dana Scully…mi aveva contattato ieri, per confrontare le nostre scoperte con le condizioni del vice-direttore…. Ha idea di dove si trova, adesso ? >

Fowley si alzò, sistemandosi la giacca.
Era rimasta sveglia per quasi tutta la notte.
Fece un piccolo sorriso…Certo che sapeva, dov’era Dana.

< Purtroppo l’agente Scully è stata sospesa dalle indagini ! Credo che sia opportuno che lei collabori con me, agente Valodella ! >

Danny esitò, sorpreso.

< E…l’agente Mulder ? Di lui che sapete ? >

Lei chiuse gli occhi…Mulder…
Se stava facendo tutto questo, era solo per lui.
Era suo…solo suo e basta !

< …non è reperibile, adesso ! >

Danny annuì, in realtà per nulla convinto.

< Vado dal primario. Ho bisogno di sapere se hanno effettuato gli esami del sangue e del DNA…. Speriamo d’essere in tempo ! >

Il corpo di Jean Grey era immobile, testimone silenzioso di quanto stava avvenendo.