CAPITOLO TRE

 

Casa di Dana Scully, 3170 road,
appartamento 35, Annapolis, Stato del Maryland, Ore 11.09 Am,
Mercoledì 12 Dicembre
Scully si rese conto d’esser sveglia solo dopo un quarto d’ora.
La testa le pesava come un macigno, quasi affondasse nel morbido abbraccio dei cuscini.
Si passò, confusa la mano fra i capelli.
Che era successo ?
Si mise seduta e nel farlo, avvertì un capogiro, che la costrinse a chiudere gli occhi e a respirare piano.

< …Fox…>, disse con un filo di voce.

Ciò che vedeva le sembrava attraversato da contorni violacei.
Mulder fece capolino, aprendo appena la porta della camera da letto.

< Ciao…ti serve qualcosa ? >

Lei tossì, maliziosa.

<…mmm…ho sete….ho bisogno di un bicchiere d’acqua….Dio…mi gira la testa….ho preso una sbronza, ieri sera ? >

Fox annuì.

< Basta locali Messicani…La tequila nel Long Island mi ha….spaccata ! >

Fox evitò di aggiungere altro…per ora, era meglio non approfondire.
Andò in cucina, e nel farlo, vide una lettera posata da un lato, fra i ritagli che Scully custodiva prima di catalogare.
Sbirciò, vergognandosene un poco, il mittente.
" Bill Scully "
La lettera era lì da giorni….lo si capiva dalla data di spedizione…
Dana non aveva nemmeno aperto la lettera del fratello.
L’agente dell’FBI, non poté fare a meno di sentirsi colpevole.
Sapeva che era colpa sua…se la verità tanto nascosta sul passato di Dana era giunta alla luce.
Ritornò, trovandola seduta fra le coperte, il cuscino infantilmente stretto al seno, lo sguardo fisso avanti a se, trovandola bellissima.

< Va meglio ? >, domandò, porgendole il bicchiere.

Lei scosse la testa.

<…non mi riesce di tornare lucida…>, osservò.

Bevve, d’un fiato.
Poi, dopo aver posato con le dita sottili, il bicchiere sul comodino, si avvicinò a Mulder, dicendo con la voce appena udibile:

< Stringimi…amore…>

La sentì rabbrividire.

<…ti amo….è così bello….svegliarmi e trovarmi accanto a te….>

Le accarezzò allora i capelli rosso Tiziano, dandole un bacio lieve sulla nuca, calda e profumata.

<..anche per me, Dana…sapere che….ci sei…che sei qui… Quando ho chiuso gli occhi, in ospedale….ho temuto che non ti avrei mai più rivista….era la mia paura più grande….il non poterti più vedere….>

Scully si scostò di lato, per vederlo meglio.
Non l’aveva mai sentito parlare così….non riteneva che fosse possibile, per Mulder, parlare così.
Lo baciò, mentre il cuore batteva all’impazzata.

<…sei così…dolce…tenero con me….>

Mulder la strinse al petto, sospirando. Fissò le proprie mani, strette a lei.

< Ti amo…e non voglio che tu sacrifichi la tua vita, appresso a me ! So che non hai più avuto contatti con la tua famiglia, in questi mesi… posso capire quanto hai passato, in questi mesi, perché è una cosa che ho passato anch’io…>

Lei si ritrasse, lentamente.

< Che vuoi dire ? >

< Non commettere il mio stesso errore…>, le sussurrò, afferrandole le mani.

Rimasero in silenzio, guardandosi nel modo misterioso nel quale si guardano gli amanti, in quella dolce alchimia che lega chi si ama, nei momenti nei quali il cuore batte forte e sembra che tutto perda importanza, che il mondo esterno sia lontano con i suoi orrori.

<….ti ringrazio…per le tue parole….Ma è un fatto personale, che sento di dover affrontare da sola ! Ti prometto che ci penserò…>

Fu di nuovo Fox a parlare.

< Vorrei…che ti recassi da sola al bureau, oggi pomeriggio ! Ho ricevuto una telefonata dalla Grey, siamo richiesti per una riunione sul terrorismo…ma ho deciso di declinare l’invito…>

Lei scosse la testa.

< Parliamone dopo…sono confusa….hai qualche Xfiles per la mente ? >

Mulder sospirò.

< Non…del tutto…è per via di mia sorella….quando…quando ho avuto una crisi, nel mio appartamento, prima che Frank mi salvasse….ho rammentato un episodio…che riguardava le mie regressioni d’ipnosi ! Non ho certezze, ma…>

Scully socchiuse gli occhioni verdi.

< Andremo insieme….so quanto…sia doloroso per te, rammentare un episodio come questo…. Voglio essere accanto a te ! >

Sfiorò le sue labbra sottili, la sua bocca dolcissima con un dito.

< Non voglio coinvolgerti…..è un fatto personale…che intendo affrontare da solo ! >

< Ti conosco e so che non sei in grado di….razionalizzare, in questo tipo di questioni….fatti guidare da me…com’è sempre stato…>

Trattenne il fiato, sdraiandosi da un lato, per riposare di nuovo.
Non aggiunse altro, perché sapeva bene che Fox avrebbe fatto ciò che le aveva detto.
Mulder, guardandola, si sentì stranamente sicuro.
Sicuro che quanto aveva appreso, quanto aveva ricordato, era stato in parte già deciso.
Certo…..non poteva sapere da chi e come…
Nessuno avrebbe mai potuto saperlo.
Fino alla data fissata.
Forse l’ultima per il genere umano.