CAPITOLO CINQUE

 

J.Edgar Hoover Building, sede dell’FBI
Washington, Ore 09.59 Am, Venerdì 14 Dicembre

Il capo divisione squadrava biecamente gli agenti Mulder e Scully ed il vice-direttore Grey, sotto la luce fastidiosa del proprio ufficio

< Vediamo….secondo questo rapporto redatto dalla polizia di Silver Springs….>

Lesse con estenuante lentezza, estraendo i fascicoli da una cartelletta trasparente, sistemata davanti a lui.
Scully si massaggiò il ginocchio della gamba destra, sfiorandosi la pelle nuda con le unghie.
Indossava una giacca blu scura ed una maglietta appena scollata, di un color grigio chiarissimo.
Le labbra erano velate da un rossetto color pesca.
Era bellissima…di una bellezza sobria e poco appariscente, ma proprio per questo ancor più intrigante.
Solo il suo viso, tradiva preoccupazione.
Aveva lasciato che tutto degenerasse e si sentiva colpevole.
Era facile….sarebbe stato facile immaginare il modo nel quale Mulder avrebbe reagito.
Si strinse le mani, nervosa, mentre il capo divisione continuò la lettura.

< …lei agente Mulder, avrebbe aggredito un medico psicologo, il dottor Heitz Werber, senza alcuna logica…E’ accusato di lesioni, percosse e di atteggiamento intimidatorio….Vuole dirci qualcosa ? >

Scully si schiarì la voce.

< Io…e l’agente Mulder stavamo svolgendo un’indagine non autorizzata, ma…>

< Nessuno le ha dato parola, agente Scully ! Né tanto meno chiesto il suo parere…lei ha la singolare caratteristica di giustificare sempre e in ogni caso l’operato dell’agente Mulder ! Ma questa volta le sue dichiarazioni non valgono nulla…lei è coinvolta quanto e come lui ! Ora, se non le dispiace, vorrei sentire cosa ha da dire il suo…"amato" collega ! >

Mulder si limitava a fissare il vuoto, quasi che non si rendesse conto di ciò che avveniva.
Scully cercò il suo sguardo, senza trovarlo.
Le parole del capo divisione l’avevano ferita, poiché era ovvio che alludesse alla sua relazione con Fox.
Si era sempre battuta perché il loro amore e la vita di tutti i giorni non si mescolassero.
Faticò a rispondere in malo modo.
In fondo l’FBI le aveva portato via gran parte della sua vita…. che diritto aveva di immischiarsi anche in questo ?

<…il mio legame…con l’agente Mulder…>, rispose imbarazzata,

<…non ha nulla a che vedere con…>

E fu allora che Fox ebbe il primo atto di presenza fisica in quella stanza.
Si alzò di scatto, portando le mani ai fianchi e cercando un appiglio nel vice-direttore Grey, che non giunse.

<…con la mia capacità di giudizio, signore…La pregherei di usare maggiore rispetto, nei nostri confronti…>

Il capo divisione osservò, ironicamente, Mulder.

< Anche da parte vostra, se non vi spiace ! Cosa ha da dire, agente Mulder ? Giacché si è alzato, immagino abbia delle dichiarazioni talmente intense, da essere impossibilitato ad esprimerle compostamente davanti ad un suo superiore ! >

Scully si sfiorò il labbro con due dita.

< Testardo e incosciente, come sempre….>, pensò.

< Ho sbagliato solo io…Dana non c’entra ! Ho agito così, solo perché convinto che quel medico, mi nascondesse delle informazioni riguardo alla mia famiglia e su quel che accadde a mia sorella..>

Jean Grey si massaggiò, nervosa, la fronte.
Peggio…di male in peggio….

< Insomma…lei avrebbe disertato una riunione del bureau circa le misure atte a proteggerci dai terroristi, misure che i più importanti vice-direttori dell’FBI intendevano concordare con gli agenti speciali di maggior pregio dell’ufficio… solo per cercare fumose verità su di un accadimento avvenuto…quasi vent’anni or sono ? >

Mulder sbuffò.
Odiava quella patina di parole, di ghirigori complicati, che esprimevano solo disprezzo.

< Sono un agente speciale da dodici anni, ormai ! Qualcosa avrò costruito, non trova ? E parlo anche per ciò che ha fatto Scully…. Che cos’altro dovrò fare…dovremmo fare per ottenere rispetto ? >

Il superiore di Mulder, Scully e Grey, scosse la testa, mentre il tono divenne sempre più sprezzante.

< Io lavoro in questa istituzione dal doppio dei suoi anni, agente Mulder ! Eppure, sono tenuto ugualmente a fornire rapporti dettagliati su ciò che faccio e ad eseguire gli ordini dei miei superiori…come dovreste fare voi ! Forse per lei sarà una spiacevole novità, ma il bureau ha deciso di porre un freno alla eccessiva libertà di cui gode la sezione Xfiles ! Vi atterrete solo alle indagini indette dal dipartimento, come da regolamento ! >

Fox sorrise, amaro.

< E’ sempre più difficile per me, eseguire ordini che hanno come palese scopo l’intralcio del nostro lavoro ! Forse….dopo i fatti recenti…tutti voi temete nuove complicazioni…. forse tutti quanti temete la verità ! >

Scully avrebbe voluto alzarsi e dargli uno schiaffo.
Si era infilato nel solito vicolo cieco, e lei non poteva farci nulla.

< Lei è paranoico, Mulder ! Si prenda trenta giorni di sospensione…. senza stipendio ! >

Fox si cavò di tasca il distintivo, gettandolo sulla scrivania, accanto allo sguardo stranito di J.Grey.

<…Mulder…>, smozzicò Scully.

< Facciamo quaranta giorni ! >

Si girò, senza attendere alcuna risposta e senza vedere nemmeno Scully che si era alzata, quasi intendesse corrergli appresso, per poi sedersi nuovamente, non appena Fox ebbe abbandonato l’ufficio.
Il capo divisione la guardò, sempre con la medesima espressione.

< Veniamo a noi….agente Scully ! >