CAPITOLO SETTE

 

Zona residenziale di Fort Marlene,
Stato del Maryland, Ore 10.55 Am
Sabato 15 Dicembre 2001
 
Il complesso di palazzine residenziali sotto il protettorato dell’esercito, a Fort Marlene, era sistemato alla periferia di Georgetown.
Le case erano tutte villette a due piani, eleganti e sobrie.
I vialetti, affiancati dalla pista ciclabile, si collegavano tutti con la strada principale e l’intero complesso era immerso nelle querce sempre verdi del Texas.
Il mondo frenetico e caotico di Washington e di Fort Marlene, sembrava lontano mille miglia.

< Credo che l’FBI dovrebbe assegnarci residenze simili…>, mormorò Scully.

Mulder provò invece disagio.
Quelle case erano la fotocopia dell’abitazione dei propri genitori e quasi identiche a quella di Chilmark, nella quale sua sorella era scomparsa.

< Certo…come ospizio fornito dal governo, non c’è male ! >, osservò.

Camminava dietro a Dana, che lo precedeva a passo deciso.
Avevano fatto piuttosto tardi, quella mattina, in pratica per colpa sua.
Aveva sofferto di un fastidioso mal di testa, fin dal ritorno dalla discoteca e Dana se n’era subito preoccupata.
Non che si sentisse male….solo una cefalea che fortunatamente andava svanendo.
Gli sembrò che, ad ogni passo, il tempo procedesse all’indietro.
Rammentò le volte nelle quali, tornando da scuola, si divertiva a correre lungo i viali ordinati di Chilmark, balzando su i mucchi di foglie colorate dell’autunno, proprio fuori delle staccionate di legno che delimitavano le villette.
Samantha…era sempre con lui…
Benché rincasassero ad orari diversi, nella propria mente, Mulder la rammentava al proprio fianco.
Scherzi della memoria.
Ma era l’unica cosa che rimaneva, della sua famiglia: un vago scherzo della memoria.
Rammentò quanto Smoking Man gli aveva detto….
Che Samantha sarebbe morta….che l’esperimento era fallito…
Ma in cuor suo sapeva che stava mentendo.
Bloccò Scully, prima che varcassero la soglia della casa segnata ih quell’indirizzo.

< Voglio che tu sappia che….se desiderassi abbandonare…in un qualsiasi momento.. saresti libera di farlo ! Non t’incolperei di nulla ! >

Si strinse a lui, sentendolo respirare.

<…Non l’avrei mai fatto prima….a maggior ragione adesso ! Quando…al Dunaway’s Pub….mi dicesti che volevi abbandonarmi….ho creduto… di morire ! So quanto ami tua sorella….quanto sia importante per te… >

Lo fissò, sollevando gli occhi verdi.

<…ti chiedo solo di ritagliare un piccolo spazio anche per me, nel tuo cuore… di volermi un poco di bene….perché ho così….paura di sapere…tanta…>

Si strinsero senza respirare, mentre un refolo di vento freddo sollevò le poche foglie rimaste.

< Ti amo…Stella del mattino….>

Pochi passi per arrivare alla Luna….passi che avrebbero percorso senza paura.

***

Foester Residence, Georgetown
zona residenziale di Fort Marlene,
Maryland, Ore 11.10 Am
 
Scully si sistemò la giacca, riacquistando a fatica l’aspetto formale di sempre.
Suonò al campanello, ritta davanti all’uscio.
Mulder le diede un piccolo bacio sulla guancia, mormorando:

<…due penny per rinunciare….>

Udirono i passi dall’altro lato della porta.

< …li hai perduti….>, sentenziò lei.

Fox masticò un seme di girasole, sentendosi sempre più a disagio.
Ma questa volta i ricordi non c’entravano nulla.
Non aveva il tesserino d’ordinanza, e nessuna idea di dove sarebbero andati a parare, con quell’indagine…
Se si fosse trattato di qualche vecchio amico dei loro genitori….magari solo del padre di Scully…In fondo che diritto aveva di sentire cose private, su di lei ?
Una placida donna sui sessanta, aprì, sorridente.

< FBI ! Desidereremmo parlare con il signor Foester….dobbiamo porgli delle domande ! >

Dana scandì con pronunzia esatta il cognome tedesco, frutto dello studio all’università.
La donna si scostò da un lato, invitandoli ad entrare.

< Accomodatevi…ma voglio che sappiate che…>

Fox si guardò attorno, incuriosito dall’arredo, sobrio ed elegante.
si specchiò sul pavimento di parquet chiaro, mentre le grandi finestre lasciavano entrare i bei raggi del sole mattutino.
Un grosso gatto bianco, fece capolino da dietro di una delle tante porte del salone.

< Non abbiamo mandato…si tratta solo di qualche chiacchiera fra amici ! Le dica che sono la figlia di William Scully ! >

La voce di Dana, che nella prima parte dedicata alle presentazioni, non aveva tradito alcuna emozione, era ora velata dal disagio.
Il suo capitano Achab…
Rimasero soli nel salone, che parve d’un tratto troppo grande per loro due.

< Guarda…>, indicò Fox.

Lei si avvicinò, accanto ad un portaritratti d’avorio bianco, nel quale spiccava un diploma con un simbolo d’un caduceo.

< E’ un medico…>, osservò Dana.

Fox notò subito il simbolico del vecchio diploma….una croce militare.

< Prego….il signor Foester vi riceverà nella serra…>

Seguirono la donna, attraversando una grande libreria, colma di testi medici e libri sulla seconda guerra mondiale…
La serra era vasta e incredibilmente colma d’orchidee dai colori stupendi.
Fox avvertì subito l’aria calda ed umida, che lo costrinse a togliersi la giacca.

< Si soffoca…>, mormorò, rivolto a Scully.

< Beato lei…che sente ancora il calore….>

La voce, esitante ed in cattivo Inglese, li fece voltare entrambi.
Un vecchio di almeno ottanta anni, che spingeva a fatica una sedia a rotelle, avvolto in una pesante coperta, emerse da dietro una grossa pianta sempreverde, con una tosse fastidiosa.

< Tu…sei Dana ? >

La domanda colpì Scully.
Il vecchio la guardava allo stesso modo in cui si guarda una delle meravigliose orchidee che ornavano quella serra.

< ..io…>, mormorò confusamente lei.

< Debbo scusarmi…sono stato scortese ! Mi chiamo Richard Foester.. debbo ammettere che lei mi ha tanto incuriosito, deliziosa ragazza… Sono moltissimi anni che non sento più parlare di suo padre…>

Scully si spostò il ricciolo ribelle dietro l’orecchio destro.

< Mio…padre è morto….nel 1993…>

La voce le uscì, come fosse accaduto ieri.
Mulder si limitò a sfiorare un petalo d’orchidea. Era di peso…

< Mi spiace….non sapevo…>, aggiunse il vecchio.

Osservò le mani impacciate di Fox alle prese con l’orchidea e domandò:

< Lei ? Chi è ? >

< Fox Mulder…>, rispose, smettendo così di torturare quella povera pianta.

Nuovamente il vecchio si atteggiò a sorpresa.

< Ha detto…Mulder ? Che volete da me ? >

Fu Scully a parlare.

< Abbiamo delle domande….riguardo a fatti avvenuti tempo fa.. Lei per caso sa cosa è accaduto a Samantha Mulder ? O del destino di una certa….Cassandra Spender ? >

Scosse la testa, sorridendo.

< Sono malato….in punto di morte, ormai ! Che volete che mi importi di queste cose ? Sono passati decenni…e voi due avete la vostra vita, ormai…>

< Lei è un medico delle SS, vero ? L’ho capito dalle decorazioni che ha nel suo diploma….Davvero conosceva i nostri genitori ? >, disse Fox.

Lui non rispose.
Scully fece un profondo respiro.

< Ho molto amato mio padre….era una guida, per me…>

L’uomo sibilò:

< Anche lui l’adorava…>

< ..ma sinceramente non riesco a capire che tipo di rapporto potesse avere con… una persona come lei ! >

Soffrì nel dire ciò che doveva, ma lo disse ugualmente.
Lui girò a fatica la sedia.

< Andatevene ! >

Mulder lo afferrò per un braccio, tirandolo indietro.

< Si dice che la morte…..renda l’anima più libera ! Che cosa le costa…..dirci la verità ? >

Sbuffò.

< Ho un cancro….i medici dicono che posso vivere molti anni….Balle ! Non si inganna un medico ! >

Scully tremò, e non per il calore che la faceva sudare.
Rammentò, di colpo, quanto aveva passato lei stessa.

< Non ha idea di quanto assomigli a suo padre, Fox ! Mentre lei Dana….è così calma e razionale….proprio come Bill ! Credo sappiate, che quanto vi dirò, non ha alcuna possibilità di essere provato, vero ? >

I due agenti tacquero.

< Le mie sono solo chiacchiere d’un vecchio malato….ed è per questo che vi dico quanto so…..Nessuna minaccia o premio può servirmi, adesso ! Era da poco passato il 1947…io ed altri medici del terzo Reich, fummo estradati negli Stati Uniti… Una benedizione rispetto a quello che ci sarebbe accaduto se fossimo finiti nelle mani dei Russi…Io dirigevo un reparto della Croce Rossa Tedesca, chiamato: " Sezione speciale per il controllo della purezza razziale "…>

Scully si appoggiò, svuotata d’ogni energia, ad un tavolo colmo di piante tropicali.
Papà….come aveva potuto lavorare con quel…criminale ?
Fox si accovacciò, con le mani sulle gambe, come ascoltasse una fiaba misteriosa e sconosciuta.

< …in patria mi occupavo d’adozioni….in pratica selezionavo cognugi che desideravano figli, all’adozione di bambini della razza eletta, che avevano perduto i genitori durante l’ultima guerra….I requisiti erano severi: i genitori dovevano essere d’origine ariana….e non presentare alcuna traccia di tare genetiche…. La straordinaria grandezza di Hitler, fu che ebbe precluso i tempi…. la razza eletta sarebbe giunta, alla fine…>

< Non ci faccia una propaganda ! >

Le parole di Fox non lo turbarono.
Fissò Scully, che senza parlare, lo esortò a continuare.

< Verso al fine del 47, fummo convocati…parlo di me e d’alcuni medici giapponesi…Asaky, Ishimaru….credo li conosciate… Fummo convocati in una sorta di….riunione operativa TOP SECRET… Ci fu spiegato che bisognava eseguire degli studi su un tipo particolare di DNA…..ibrido…mutageno….Che possedeva un terzo nucleotide nei propri cromosomi ! >

Mulder anticipò Scully.

< Un DNA extraterrestre ? >

Lui rise.

< Se né parlava….ma a me personalmente, non fu detto nulla ! Il mio compito era di assistere il lavoro organizzativo dei medici, ed analizzare i seri criteri che dovevano portare alla sistemazione del materiale genetico…>

Fox si sporse verso di lui, sconvolto ma affascinato.

< Parla….delle adozioni dei bambini, vero ? >

Scully fissò Foester, quasi trapassandolo con lo sguardo.

< Fui lei…a farmi adottare dalla famiglia Scully, vero ? >

< Divenne….indispensabile….dopo che….>

Si interruppe.
Era come se avesse perso l’uso a pronunziare quel segreto.
Da troppi decenni era come l’avesse rimosso dalla sua vita.

<…dopo che rapiste Samantha, vero ? E’ tutto collegato…>, esclamò Mulder.

Foester annuì, come contagiato dall’enfasi di Mulder.

< Il "Progetto" era andato avanti…con successo…>

Fox lo afferrò per le spalle.

< Perché mia sorella ? E perché…Scully ? Che legame esiste fra i nostri genitori e le nostre vite ? >

Il medico nazista alzò gli occhi al cielo, spinto da un’enfasi profonda.

< Era un circolo chiuso ! Un vincolo di sangue ! Nel 1960…capimmo come creare una nuova e meravigliosa forma di vita… che contenesse ciò che erano solo aride teorie e formule biochimiche…>

Scully scosse la testa.

< Lei sta mentendo ! La duplicazione cellulare in laboratorio è una conquista della fine degli anni settanta….non poteva creare nulla ! >

< Ufficialmente si…ma eravamo in grado di farlo dalla fine degli anni sessanta… Tutto fu classificato come TOP SECRET e decidemmo di utilizzare una cavia… una donatrice inconsapevole che si adattasse ai nostri scopi ! >

Scully tremò.

< Creaste….me ? >, sussurrò con un fil di voce.

Mulder la guardò, finalmente libero di dire quel che aveva sempre sospettato, a maggior ragione dopo gli ultimi avvenimenti.

< No ! Crearono il primo ibrido umano-alieno….mia sorella ! >

Si sentì stringere la mano, ma la ignorò.

< E’ per questo che Samantha fu rapita, vero ? Raggiunse l’età dello sviluppo ed in lei i cambiamenti si sarebbero manifestati ! E’ quel che ho visto in quella base in Antartide….Mia sorella non è mai stata umana, vero ? >

L’uomo sorrise, senza aggiungere alcunché.
Dana trattenne le lacrime, scossa dalla rabbia.

< Vuoi finirla ? Stiamo ascoltando i deliri di un nazista ! L’idea di effettuare esperimenti con gli esseri umani è stata pianificata dal nostro governo per decenni…per costruire una nuova e potente arma biologica… quel virus che abbiamo veduto in Alaska ! Mia sorella fu salvata da quella contaminazione anni fa…proprio come il dottor Asaky mi aveva detto…..è la cosa più logica…Gli alieni, non esistono e tu lo sai ! >

Mulder strinse i pugni, tremando per la rabbia.

< Non hai visto ciò che ho visto io, Dana ! >

< Nemmeno tu ! Se fosse stato possibile creare…per quale motivo hanno aspettato decenni….come mai è stato fatto solo con Samantha ? Come coprire una cosa simile ? Non avrebbero mai trovato una madre che accettasse in grembo una simile creatura ! >

Fox rabbrividì, guardando il ghigno del medico nazista.

< La trovarono, invece ! Una donna che aveva commesso solo una colpa marginale: essersi innamorata di un uomo sposato….Uno strumento di ricatto che adottarono per farlo tacere…per ricattare tuo padre allo stesso modo che porre Samantha in adozione alla mia famiglia, fece con il mio!>

Scully barcollò un poco, Avrebbe voluto farlo smettere, magari con uno schiaffo deciso, ma Foester riprese a parlare.

< E’ intelligente, Mulder ! Dopo quanto avvenuto con il fallito sbarco a Cuba, Kennedy vedeva di cattivo occhio le spese militari….L’occasione che ci si presentò, quando Cassandra risultò incinta di lei, Dana, fu enorme ! Le impiantammo un feto alieno…e per una ragione che non siamo stati capaci di capire in decenni di sperimentazioni, l’innesto su di lei funzionò… Nacque l’ibrido…nacque Samantha Mulder ! >

Scully scosse la testa, gridando.

< Lei è solo un maledetto bugiardo ! Non è vero ! >

Si voltò verso Mulder, con gli occhi gonfi di lacrime.

< Dimmi che non è vero ! Dimmelo ! >

< Non posso….ecco perché l’uomo che fuma ha sempre seguito la mia famiglia.. ecco perché mio padre ha accettato un simile rapimento….ecco perché ti rapirono per prelevarti gli ovuli….per ricreare ciò che non sono più stati in grado di fare di nuovo ! Ci sono riusciti ? A che serve il microcip che Dana ha nel collo ? >

< Tante domande….so solo che tutte le donne ne posseggono uno…>

Mulder respirava a stento.
Era vero. Lo sentiva, dopo tante bugie, una verità tremenda, ma pur sempre una verità.

< E Cassandra…? E’ viva ? >

< Penso che non la eliminerebbero facilmente, non trova ? >

Fox strinse i pugni, trattenendosi dal colpirlo.

< A che scopo creare quelle…creature ? >

< Questo non lo so ! E quanto so è inversamente proporzionale a quanto lei potrà mai comprendere ! Il Progetto, voluto da suo padre, era complesso e straordinariamente legato al caso….ma sembra attuale, adesso che siete qui entrambi ! >

Vide Scully che correva fuori, con una corsa irregolare e scandita dal pianto.

< Che vuole dire ? Che cosa significa quello che ha detto ? >

Scosse il capo.

< Sono malato….ma non sono un traditore ! Addio, Mulder..la sua compagna ha bisogno di lei ! >

Esitò per un solo istante, poi le corse dietro, sollevato anch’egli dall’essere fuori da tutta quella follia.
Si accostò a lei, che stava appoggiata ad un albero di quercia, con lo sguardo fisso nel vuoto.

< Dana…>

< Zitto ! Stai zitto ! Non…>

Lo guardò, non vergognandosi delle lacrime.

<…non esiste alcuna prova di quanto ci ha detto quel….quell’uomo orrendo ! Chi ci dice che non sia tutta una….messa in scena di quel tuo….informatore ? Dobbiamo….dobbiamo rimanere razionali….ragionare….Io non posso credere che mio padre…che papà abbia fatto questo a me….a Cassandra…a sua moglie..>

Le sfiorò i capelli, poi le gote, con due dita.

< La verità….i misteri che circondano le nostre vite…sono nel passato dei nostri genitori ! So quanto puoi provare, Dana, davvero ! Sono certo che tuo padre ha agito senza rendersi conto del male che avrebbe commesso ! Ti amava, come mio padre amava me…sono stati schiacciati in un gioco più grande di loro ! Manipolato da un uomo che dobbiamo distruggere ! Torno a Washington ! >

Lei strinse la sua mano, passandosi quel palmo delicato e ruvido sulle gote.
Baciò il dorso di quella mano, che la accarezzava con dolcezza, dandole piacere e amore.

< ..perché…>

< Rivoglio la mia tessera d’agente federale ! Intendo esaminare l’archivio di stato, nella speranza di scoprire quanto papà aveva studiato ! E credo che tocchi anche a te ! La marina militare non potrà negarti l’accesso agli ordini di servizio di tuo padre…se è vero quanto ci hanno detto….esisterà qualche prova, no ? >

Annuì.
Scully strisciò le parole, quasi faticasse essa stessa a capirle.

< ….conosco una persona…forse potrà aiutarmi…>

Mulder la baciò, stringendola a se.

< Volevi la verità…..ma nessuno può davvero sopportare tutto questo…. nessuno a parte te ! Fallo per l’amore…che riponevi in lui…>

Lei non disse nulla.
Prese fiato, dirigendosi verso l’automobile.