CAPITOLO NOVE

 

West Tisbury, presso Martha’s Vineyard
Stato del Massachusetts, Ore 04.45 Pm
Sabato 15 Dicembre
Mulder sentì il cellulare suonare non appena scese dalla Ford.
Il male alla testa era sfociato in un flash…una specie di onirica visione della casa di suo padre e di un qualcosa che sembrava roteare senza fermarsi…
Non era preoccupato più del dovuto del suo stato.
Le TAC alle quali si era sottoposto, dopo la sua malattia, non avevano mostrato nulla di anormale nel suo cervello.
Solo la presenza di un oggetto, alla base della nuca…ma Fox non se n’era stupito.
Non era stato rapito come Dana ? Era del tutto normale che "loro" l’avessero istallato nella sua nuca.
Ora egli era incuriosito dal senso di quell’oggetto.
E da quella frase, che sentiva ripetersi nella mente, come una canzone che ci ritorna ossessiva certe volte, senza motivo.

RICORDERAI QUANDO AVRAI BISOGNO DI SAPERE.

Benché impedito a causa della sospensione, nulla gli impediva di indagare nel passato di suo padre.
Non appena rivide la casa, una villetta a due piani dal grande porticato di legno chiaro, rammentò immediatamente quanto avvenuto nel Maggio del 1995.
Suo padre, ucciso da Krycek.
Gli avvenimenti di quel periodo avevano segnato la sua vita, in modo profondo…la sua e quella di Scully.
Rispose al cellulare, sentendo la solita voce delicata e gentile.

< Fox…sono io…>

La udì raccontare quanto il capitano Stevens le aveva confidato, cercando di non tradire emozioni.

<…capisci quel che potrebbe voler dire ? Insomma…i nostri genitori sarebbero stati complici di un’organizzazione nazista ! Un apparato segreto interno al nostro governo, che credo sia proprio quello che ha costruito tutto ciò contro cui stiamo lottando ! >

Fox ebbe un lieve capogiro, appoggiandosi alla staccionata di color verde chiaro, che da ragazzino aveva aiutato a ridipingere.

< Credi…che chi ti abbia raccontato questo, sia attendibile ? >

Lei chiuse gli occhi, scossa dal dolore….avrebbe voluto riporre tutto in un cassetto del comodino, come con Moby Dick…

< Purtroppo si….Fra l’altro, ciò confermerebbe in parte il racconto di quel medico nazista….Vuoi che ti dica la verità ? >

Mulder tacque, sapendo bene la sua risposta.

< Mi spaventa ! Insomma…che diavolo stanno facendo, di così terribilmente segreto, da conservare questo alone di mistero e morte, per oltre trent’anni ? Come…con che mezzi hanno coinvolto anche i nostri genitori? Mio padre…era tutto per me! Come ha potuto nascondermi una cosa così enorme? >

Mulder s'incamminò verso l’abitazione paterna, riprendendo lucidità.
Stava quasi bene, adesso…

< Lo sai…conosci le mie risposte…alle tue domande ! Ma ti confesso che… che non ritenevo mio padre capace di tanto ! >

Scully si scostò i capelli da un lato.

< Non essere tanto duro con lui ! In fondo….è stato pur sempre tuo padre ! >

Mulder cercava le chiavi, frugandosi nelle tasche.

< Dopo quel che ho scoperto, non lo reputo più nemmeno tale ! >

Lei si asciugò una lacrima.

< Dove sei ? >

Mulder entrò nella sala.
Il dolore lo scosse. Nonostante quanto aveva detto a Dana.

< Sono…a casa di mio padre! Diciamo che ci sono venuto…in seguito ad un presentimento! Tu ? Tornerai a Georgetown per quelle analisi su quella sequenza di DNA ? >

< Ormai…prima intendo saperne di più, circa questa organizzazione! Quella sequenza è nelle mani di Danny e credo avremo della risposte abbastanza in fretta ! >

< OK ! Certa di non aver bisogno di me ? Se…intendi parlare con tuo fratello.. potrebbe essere difficile per te…>

Scully sorrise. Mulder….sempre un passo avanti a tutti, quanto ad intuito.

< Farò da sola ! Del resto…è proprio il tempo, quello che ci manca ! >

Abbandonò la conversazione, dirigendosi verso la periferia della città.
Mulder si infilò il cellulare nella tasca interna del cappotto.
Gli sembrò, d’un tratto, che quella casa fosse a lui ostile e dotata di vita propria.
Non aveva più così tanta voglia di sapere, adesso.
Aprì, forzandolo, l’armadio a muro.
Era vero quel sogno ?
Samantha che mostrava a lui qualcosa scoperta lì dentro….
Spostò vecchi libri, qualche oggetto per la pulizia della casa, fino ad arrivare ad una trottola di legno, dai colori smunti dal tempo.
Era una di quelle trottole che si dovevano far roteare con uno spago, con un colpo secco e deciso…
E poi….girava e girava…
Udì, improvviso un rumore venire dal salotto.
Prese fra le mani la Beretta calibro nove e si appiattì alla parete.
I passi andavano verso di lui.
La figura si avvicinò, guardinga.
Mulder tranne il respiro, infilandosi nella stanza adiacente all’armadio a muro.
La riconobbe quasi subito.
Scattò fuori, con l’arma ritta avanti a se, facendola girare di scatto.

< Ferma ! Non si muova ! Alzi le mani lentamente ! >, gridò.

Jean Grey tremò un poco, eseguendo l’ordine di Mulder.
La afferrò per un braccio, spingendola contro la parete.
La pistola era a pochi centimetri dalla sua nuca.

< Stia calmo…posso spiegarle…>

Fox parlò, con decisione.

< Zitta ! Cammini guardando in basso, lentamente e non si azzardi ad abbassare le mani….Non appena entreremo in quella sala, lei si siederà sul divano grande, quello vicino alla finestra e mi consegnerà la pistola…..con calma! Mi sono spiegato? >

Lei annuì.
Si sedette, con le mani sempre in vista.
Mulder le fece cenno, con due dita, sedendosi davanti a lei:

< La pistola…>

Il vice-direttore dell’FBI prese la Sig Sauer e la posò, reggendola con due dita, sul tavolino da tè, al centro del salotto.
Fox si infilò l’arma nella tasca.

< Mi lascia parlare, adesso ? O ha intenzione di continuare a minacciare un suo superiore ? >

Fox sorrise.

< Lei è a casa di mio padre…si è introdotta qui illegalmente, senza mandato e scommetto che non era qui per spolverare i mobili del soggiorno…>

< Intendo aiutarla ! >

Nuova risata di Mulder.

< Ho già visto il suo modo d’aiutarmi ! Lei è rimasta zitta, mentre il capo divisione mi cacciava e diffidava anche Dana ! Non credo di essere così stupido, non trova ? >

< Non conosco il motivo per il quale lei è tornato qui, Mulder e non interessa! Voglio solo dirle che la seguo dal Dunaway’s Pub e che lei si è fidato della persona sbagliata ! Deve crede solo in me ed in Scully ! >

Fox armò la pistola, puntandola verso la donna, che ebbe un gesto nervoso.

< Dalla sua reazione….direi il contrario ! >

La Grey deglutì, a fatica.

< Mi sta puntando in faccia una pistola….non è uno scherzo ! >

< Perché mi ha seguito ? >, ordinò Fox.

La Grey scosse la testa, mentre i suoi lunghi capelli corvini si agitarono un poco.

< Ho indagato…il dottor Werber mi ha spiegato i motivi della sua aggressione e mi sembra evidente che le ha nascosto molte cose, circa le sue cure di ipnoterapia! Lei ha ragione e….>

Fox sorrise.

< Adesso che me lo dice, mi sento tranquillo ! >

< …solo con il mio aiuto, le sarà possibile ottenere le informazioni che vuole su suo padre e su quella adozioni…Ma ho il diritto di sapere cosa vuole cercare, agente Mulder ! Lei e Scully mi state nascondendo molte cose e credo che se Skinner fosse presente, disapproverebbe il vostro sistema ! >

< Non lo nomini ! Io non mi fido di lei ! >

La Grey allargò le braccia, nervosa.

< Deve ! So che ha chiesto aiuto a Diana Fowley….nonostante conosca ciò che siete stati l’uno per l’altra in passato….non riponga fiducia in quella donna ! >

Mulder scosse la testa.

< Conosco Diana da anni….perché dovrei crederle ? >

< Mio padre…conobbe il suo, anni fa….quand’eravamo entrambi bambini…>

Fox si alzò, camminando lentamente per la stanza.

< E dovrei crederle sulla parola ? >

Jean Grey sbuffò.

< Mio padre ed il suo, facevano parte di quell’organizzazione… quella Rauch sulla quale lei e Scully state indagando! Mi fu detto quando ancora non ero dalla vostra parte ! Da allora ho sempre cercato un legame…una prova che mi permettesse di capire…ma senza successo! Solo dopo la morte di Skinner, attraverso le sue indagini, mi fu possibile capire che…lo scopo di quell’organizzazione è vicino e per qualche assurdo mistero, sembra legato al suo destino e a quello di Scully! Forse suo padre possedeva un accesso….un codice per penetrare in una stanza segreta al Pentagono, della quale mio padre mi accennò una volta….Una stanza che celerebbe alcuni segreti e forse le risposte…>

Mulder chiuse gli occhi, esitando per un istante.

< E va bene ! Ma perché dovrei diffidare di Diana ? >

Jean Grey si alzò.

< Ho le prove anche di questo ! Ma la prego, informi la sua collega ! Potrebbe essere in pericolo ! >

< Che vuol dire ? >

< Si sbrighi ! >, ordinò lei.

Mulder prese il cellulare.
Digitò il numero di Dana, che accostò alla prima piazzola libera.
Proprio mentre lei stava per rispondere, Fox e Grey udirono un rumore secco, alla porta.
Mulder chiuse il cellulare ed impugnò la pistola.
Il killer alieno entrò, sorridendo.
Jean Grey afferrò la propria pistola, gridando:

< Chi è lei ? Posi subito quel pugnale ! >

Fox la scostò da un lato.

< Vada via ! L’arma è inutile ! >

Il killer alieno avanzò di qualche passo.

< …vediamo come te la cavi, Mulder ! >

Jean Grey armò la pistola, pronta a far fuoco.
Ma prima che lei e Fox potessero realizzare, fu scaraventata contro la parete da quella
massiccia creatura, che si mosse ad una rapidità impossibile.
Cadde da un lato, con la Sig Sauer che le penzolava dal braccio inerte.
Fox fu sollevato come una bambola di pezza.
Il cellulare cadde a terra e l’extraterrestre lo schiacciò con una pedata.

< Vuoi vedere la verità, Fox ? Eccola ! >