PROLOGO

Vagone ferroviario 82517, luogo sconosciuto
Ore 07.07 Pm, 22 Gennaio 1964
 
Le luci, fluorescenti, si attivarono tremolando leggermente.
Il vagone né rimase immerso, conferendo ai colori un aspetto sfumato ed onirico.
Il tavolo operatorio era sistemato al centro.
Il ronzio della ventola, che permetteva all’aria di circolare, continuava senza sosta.
La porta blindata si aprì, accompagnata dal sibilo dell’aria che penetrava nella sala ermetica di decontaminazione.
Entrarono quattro uomini, che si salutarono in silenzio, con un inchino.

< Ishimaru san….>

La voce, dal cattivo americano, era velata di rispetto.
Il professor Ishimaru, sorrise.
Un quinto personaggio entrò per ultimo, accendendosi una Morley.

< La pregherei di rispettare il luogo nel quale si trova ! E’ una sala operatoria, questa ! >

Le parole del professore Giapponese, non smossero l’uomo misterioso.
Guardò con distacco il contenitore contenente un denso e gorgogliante liquido verde smeraldo.

< Sono in ritardo…>, osservò uno degli assistenti di Ishimaru.

Smoking Man parlò, per la prima volta.

< Arriveranno…>

Attesero circa cinque minuti.
Poi quasi come risposta alle loro attese, il walkie-talkie dell’uomo misterioso, emise un debole gorgoglio.

<Signore…>

< Dite…>

< Signore…la paziente X sta arrivando…>

< Bene ! Eseguite la procedura ! >

I medici nipponici si mossero all’unisono, come eseguendo una direttiva mai proferita.
Prepararono gli strumenti, infilandosi il camice.
Ishimaru attivò la telecamera interna.

< Non mi piace che si effettuino delle riprese, dottore ! >

Lo scienziato lo fissò, senza mutare espressione.

< E a me, che si fumi mentre si è al lavoro, signore ! Comunque questo filmato diventerà storia, in futuro….e ha anche un pratico scopo didattico, nel caso il parto non abbia l’effetto da noi sperato ! >

All’esterno, degli agenti di sicurezza si sistemarono a ventaglio accanto al vagone ferroviario.
L’ambulanza, parcheggiata da un lato, accanto ad un binario morto, aprì il portellone posteriore.
Due infermieri scaricarono una donna su di una barella, con estrema cura e precisione. Era incinta e molto avanti.
L’operazione si concluse con la sistemazione del corpo sul tavolo operatorio, e l’innesto di tubi d’ossigeno.
Quando tutti i funzionari furono all’esterno ed Ishimaru fu solo con la paziente X e Smoking Man, insieme agli altri assistenti, si schiarì la voce, ordinando:

< Procediamo…>

Fu appesa una flebo color verde, su di un apposito trespolo metallico, e mentre il liquido scendeva nel sangue della donna, tutti indossarono le maschere antigas.

< Dobbiamo aspettare ! >

Asaky, che stava alla destra di Ishimaru, lo guardò, sorpreso.

< Il travaglio è iniziato…dobbiamo far presto…per evitare complicazioni al…>

Smoking Man scosse la testa.

< Debbono arrivare due persone ! >

I minuti passarono lenti e grevi.
Gli scienziati non gradivano quella presenza, e lo si poteva vedere chiaramente.
Nuovamente il codice di apertura si attivò, sbloccando la porta del vagone.
William Mulder e Bill Scully, entrarono, come spaesati e fuori posto.
Non smisero di guardarsi intorno per almeno cinque minuti.

< Ciao…>, li salutò freddamente Smoking Man.

Bill Scully si massaggiò le palpebre. Si sentiva stanchissimo.

< E’ tutto pronto…non…non soffrirà, vero ? >

Il sorriso di quell’uomo misterioso, lo inquietò ancor più.

< Come una normale gestante…te lo assicuro…>

Il padre di Fox si appoggiò, tremante, al tavolino.
Non aveva mai ritenuto possibile, vedere ciò che per anni era stato solo un discorso fatto a labbra serrate, con persone di fiducia, stretto in un segreto assoluto e vincolante come un battesimo di sangue.

< …la bambina….che nascerà….insomma mia figlia…. Lei starà bene….non morirà, vero ? >, chiese Bill Scully.

Le parole erano come foglie d’autunno, che vorticavano al vento, senza forza né meta.

< Non possiamo escludere nulla…si tratta di un parto mai avvenuto prima… ma ho convocato coloro che lo hanno reso possibile e che hanno seguito la sorte della nostra paziente come fosse loro figlia…Sai quanto ci tenga a te e alla piccola…a proposito….hai deciso il nome ? >

Scully guardò Mulder, annegando nella paura.

< ….Dana…>, si lasciò sfuggire.

I genitori di Fox e Dana osservarono le radiografie del feto con un’espressione mista fra l’incredulità e lo sgomento.
Eppure era stato merito loro, se ciò che era stato progettato da anni, diveniva realtà.
I medici parlottarono in lingua madre.
Uno di loro prese il bisturi.
William Mulder, osservò, scosso:

< Dio…è proprio come….come avevamo immaginato….c’è…c’è.. un secondo….una seconda creatura….gemella della bambina….E’… incredibile ! >

Smoking Man, parlò con la solita lentezza.

< Anch’io ho reagito con il tuo medesimo stupore, quando ho visto per la prima volta l’ecografia di Cassandra….E’ il nostro sogno….la chiave della salvezza ! >

Il parto cesareo proseguì.
Il sangue, verde e denso, macchiò i guanti speciali dei dottori Giapponesi.
Cassandra Spender era sul lettino, immersa nel sonno senza fondo dell’anestesia.
Agli occhi dei medici, nell’utero, due feti, in un’oscena simbiosi.
Dall’utero, posto in posizione normale, si dipanava un secondo di color verde scuro, più piccolo, al di sotto di quello naturale.
Smoking Man si avvicinò.

< Non danneggiate la bambina ! In fondo….è merito suo se la creatura è venuta la mondo…>

Ishimaru annuì.

< Abbiamo collocato il feto rimosso a suo tempo, in una posizione ideale, di modo che sia possibile rimuoverlo senza recare danni a quello naturale. Le sole preoccupazioni derivavano dal cordone ombelicale, che per fortuna, si biforca in alto, permettendoci così di rimuoverlo senza danni ! Non possiamo naturalmente garantire che la presenza aliena, non abbia infettato anche la bambina ! >

< Signore Onnipotente ! >, esclamò Bill Scully.

L’operazione continuò per lunghissimi minuti.
La creatura nacque, e fu posata sulla bilancia.
Pianse, con un pianto tanto simile a quello di una bambina normale.
Spalancò grossi occhi neri, senza pupille.

< Tre chili e quattrocento grammi….>, disse sorridendo Asaky.

Fu tenuta a testa in giù per pochi secondi, il tempo sufficiente per esser lavata con cura e l’aver rimosso il cordone ombelicale.
Bill Scully guardò con raccapriccio, la fisionomia ibrida.
Il viso era simmetrico, con strette fessure al posto delle narici.
Il resto del corpo era identico a quello di una bambina normale.
Aprì, a fatica, le dita ossute e magre.

< Resterà…sempre così ? >, domandò William Mulder.

< Paura di adottare un alieno ? Vorrei tanto saperti dare una risposta…ma non posso ! Si tratta del primo ibrido perfettamente normale, che sia mai stato prodotto ! Solo il tempo lo dirà ! >

Cassandra fu curata e con la massima cura. Lei e la piccola Scully, erano troppo importanti, perché capitasse loro qualcosa.
All’ibrido umano alieno, fu applicato un braccialetto con due iniziali.
Smoking Man si accese la Morley, scandendo:

< Signori……vi presento Samantha Mulder ! >