CAPITOLO UNO

Abitazione di Dana Scully,
3170, 53 road/n.35, Annapolis,
Maryland, Ore 01.05 Pm Domenica 14
 
Dana Scully si sedette sul grande divano chiaro, sfogliando con noncuranza le pagine mancanti alla fine del libro.
Si era stupita, di aver dormito tanto, quella mattina.
Abituata dal lavoro, si alzava raramente dopo le nove.
Invece, quella mattina, aveva poltrito fino alle undici.
Si era alzata, si era fatta un bel bagno e si era lasciata avvolgere dall’abbraccio fresco e sensuale della vestaglia di seta, dai disegni orientali.
Quindi aveva iniziato a leggere la seconda metà del libro sul comportamento criminale e a malincuore l’aveva abbandonato per un buon caffè amaro.
Accese lo stereo, avendo cura di scegliere un cd giusto per quella domenica.
La musica di Amstrong si diffuse con armonia.
Scully fischiettò "Summertime", mentre attendeva che il caffè bollisse.
Non le capitava spesso di avere la domenica libera.
Soprattutto adesso, che doveva dirigere la sezione Xfiles da sola.
Tutti i files che lei e Mulder avevano raccolto e catalogato, tutti i rapporti cui casi da loro risolti o affrontati, erano stati cancellati, acquisiti dal bureau dell’FBI, e nonostante la sua richiesta di restituzione, non si era mossa foglia.
Mulder….
Cercò di scacciare quel pensiero.
Si sedette, distendendosi un poco, sul divano, sorseggiando golosa il caffè fumante.
Quella era una domenica ideale. un buon caffè, buona musica e un libro interessante.
Si accarezzò maliziosamente le dita dei piedi, piccoli e aggraziati, mentre il vocione di Louis solfeggiava " Hello Dolly "
Mancava solo un uomo, nella sua vita…
Non che Dana l’avesse cercato con molta insistenza, a dire il vero.
Da ragazzina, bella e timida com’era, aveva avuto molte storie, ma nessuna seria ed impegnativa.
Il lavoro del padre, costretto a cambiare distaccamento e basi operative, le impedì delle vere amicizie e relazioni.
Forse anche a questo, si doveva la sua indole, diffidente e timida.
Poi l’università…il suo mondo tanto diverso e affascinante.
L’impegno dapprima velato, poi sempre più deciso contro la politica d’armamento nucleare e le folli idee di ragazza in fuga per la libertà….Ed il suo ragazzo….Ne aveva ormai scordato anche il nome.
E alla fine.….l’istruttore dell’accademia, Jack Willis.
Era stata come una competizione, fra loro….
Dana si sentiva attratta e allo stesso tempo in lotta, con quell’uomo così importante, per lei.
Era nata una scintilla, divenuta poi una vera storia d’amore, che per lungo tempo, Dana aveva considerato come la più importante della sua vita.
E alla fine la sezione Xfiles, che aveva catturato la sua attenzione, più d’ogni altra cosa al mondo.
E Mulder….
Rimase immersa in quell’atmosfera d’assoluta tranquillità, per parecchio tempo.
Poi il suono del campanello…
Le venne automatico pensare che era prerogativa di Mulder, il disturbarla in ogni momento inopportuno.

< Chi è ? >, chiese con un filo di voce ?

< Dana, sono io….sono Bill !! >

Il suo sguardo divenne duro e serio.
Se avesse guardato nello spioncino, prima di rispondere…
Non aveva intenzione di parlare con suo fratello….con nessuno…

< Vattene, Bill ! Lasciami sola ! >

Si sistemò i capelli rosso Tiziano con nervosismo, con un gesto simile a quello di sua sorella Melissa.

< Voglio solo parlarti ! In nome di Dio….sei svanita da mesi….non una telefonata, non una lettera….niente di niente ! Si piò sapere che ti abbiamo fatto ? >

Scully strinse i pugni.
Aprì la porta di scatto, piantandosi con le gambe larghe, i piedi nudi appena sollevati, come per darsi una statura maggiore.

< Non ti permetto di accusarmi ! Ho scoperto quanto mi è stato nascosto, in questi anni !! Come puoi pensare che tutto possa tornare come prima ? Non pensi che avrei avuto il diritto di sapere della mia adozione ? >

Fece uno sforzo immane, per non piangere.
Bill cercò di abbracciarla, ma lei si ritrasse.

< Credi…credi che cambi qualcosa, per me ? Ti ho vista crescere…diventare donna… ho sofferto con te per la tua malattia…Sei mia sorella ! >

Dana chiuse gli occhi, gettando a terra il libro.

< Ma non lo sono ! Avevo un compagno…che è svanito nel nulla, convinto che fossi sua sorella….ed è stata anche per colpa vostra se questo è accaduto ! Ho saputo solo…perderlo ! Vattene, Bill !! >

Bill la fissò, carico d’astio.

< E’ sempre per colpa sua, vero ? Continua a perseguitarci, nonostante la sua morte ! Che Iddio mi perdoni…ma quando ho saputo di Fox Mulder….sono stato contento ! Contento che fosse morto….almeno saremmo stati in pace ! Ma è evidente che mi sbagliavo ! >

Dana lo fissò con un sentimento che non credeva di poter mai provare per un membro della propria famiglia: odio.

< Vai via ! Sei…solo…un ipocrita ! >

Lui non disse nulla. Chiuse di scatto la porta e se n’andò.
Scully rimase immobile, nella stessa posizione, per parecchi secondi.
Vinse la tentazione di piangere e spense lo stereo con rabbia.
Si tolse con un gesto deciso la vestaglia, rimanendo nuda davanti allo specchio.
Ere bella….
Aveva sempre avuto pudore di considerarsi bella..
Con timidezza e vergogna aveva veduto il proprio corpo diventare adulto….
Ed ora era sola….se fino a meno di un anno prima, aveva potuto contare su sua madre, su Mulder…ora era sola !
Tutto era perduto, forse per sempre !
Si guardò, riflesso nello specchio, il tatuaggio….il serpente che si mordeva la coda.
Doveva…voleva vivere…..
Si tolse le lacrime con dell’acqua fredda.
Poi si gettò a letto, fissando il soffitto….
Solo il silenzio, le teneva compagnia….