CAPITOLO UNDICI

 

Stazione di polizia di South Lake,
Stato dell’Ontario, Ore 06.00 Pm
Martedì 16 Settembre
 
La stanza era piccola, asettica e disadorna.
Un tavolo di metallo, con sedie di color arancio smunto.
Al centro del tavolo, una lampada, che Peter comprese bene a quale scopo potesse servire.
Poi un registratore vecchio stampo, dei bloc notes ed una macchina per scrivere, portata dalla guardia che l’aveva "invitato" a presentarsi.
Camminò in lungo ed in largo per quella stanzetta, maledicendo quella giornata.
La porta si aprì, improvvisamente, riempiendo la stanza dei rumori attigui.
Skinner e lo sceriffo, entrarono.

< Si sieda, Peter…>, mormorò Skinner.

< Ancora lei ? Voglio il mio avvocato ! >

Lo sceriffo ritagliò un pezzetto di carta, soffiandoci dentro e producendo un fischio strano.

< Lei non è accusato di nulla ! Volevamo solo farle presente che Ray Maxwell è stato trovato cadavere questo pomeriggio ! >

Peter si alzò di scatto, mostrando i grossi bicipiti da scout e tremando innaturalmente.

< O…Oddio ! >

Poi si rivolse allo sceriffo.

< Non sospetterete di me ? Ray era mio amico e…>

Skinner si sedette di fronte a lui.

< Al contrario, intendiamo proteggerla ! Io credo….che le persone che le persone che hanno ucciso Ray sono le stesse che l’hanno minacciata ! La casa del suo amico era a soqquadro….evidentemente cercavano qualcosa….Ora sta a lei aiutarci…ma se vuole andare via può farlo subito ! Non possiamo trattenerla senza prove o indizi ! >

Peter si alzò, trattenendo le lacrime a fatica.

< E’…è per quel che abbiamo veduto al lago, vero ? Ray aveva scattato delle foto….e si era messo in contatto con un’associazione d’ufologi…. so che aveva ignorato l’avvertimento di alcune persone….Le stesse che sono venute da me… Sapevano tutto, di noi ! >

Skinner annuì….comprese che tipo d’impressione potevano fare ad un semplice ragazzo di periferia, tipi come quelli.

< Vai avanti, Peter…>, disse lo sceriffo.

< Mi hanno ricordato che avrei potuto essere ammazzato in qualsiasi momento…ma io credevo che fossero solo minacce a vuoto ! In fondo avevamo visto un semplice UFO…come capita a mille altre persone, no ? Credo non sapessero delle fotografie…>

Skinner fece un cenno allo sceriffo.

< Hai sete, Peter ? Vuoi da bere ? >

< Si…una coca….ho la gola secca ! >

Lo sceriffo chiamò un agente, che stava di guardia alla porta.

< Vai avanti, Peter…mi stavi dicendo delle fotografie…>, mormorò Skinner.

< Possedevamo delle macchine con della pellicola che permette di fotografare gli uccelli nel bosco… molto potente….abbiamo scattato delle foto alla luce e nella foresta….Ciò ci ha permesso di recuperare dei ricordi che….in qualche modo avevamo rimosso ! >

Bevve lentamente.

< C’era….un gran disco lucente….che volava a pelo d’acqua….Si è diretto verso un costone di roccia a strapiombo…..e…è come se fosse uscita della luce dal disco, per una decina di secondi…ed un suono acutissimo!>

Lo sceriffo sbottò a ridere.

< Credevo che gli scout non si facessero! Ti rendi conto delle assurdità che dici, ragazzo? Chi mai potrà crederti?>

Skinner mescolò il caffè, con il bastoncino di plastica trasparente.

< Io gli credo ! E ora…lo lasci continuare ! >

Peter iniziò a pingere, lentamente. La testa doleva…in bocca un sapore metallico.

< Siamo svenuti, dopo…e non abbiamo alcun ricordo…ma diverso tempo dopo, mentre facevo la doccia, ho visto che avevo due macchie sotto l’ascella destra e sotto lo sterno….Anche Ray ne aveva due simili. E’ stato questo a convincerci a parlarne con il centro ufologi…….>

Skinner bevve piano.

< E le foto ? Le aveva solo Ray oppure…>

Peter ebbe un improvviso spasmo al braccio destro.
Si alzò, sgranando lo sguardo.

< Peter ? >, disse preoccupato Skinner.

Il ragazzo cadde a terra, mentre il corpo era colpito da spasmi violenti.

< Un medico…>, urlò il vice-direttore dell’FBI.

Boyle si agitò, mentre rivoli schiumosi scendevano al lato della bocca.

< Resisti, ragazzo ! >, lo esortò Skinner,

Lui si sforzò di parlare, mentre gli occhi si girarono all’indietro.

<…..NUFOM….N…>

Un medico, con il camice azzurro, si chinò Peter Boyle.

< Sembra un attacco epilettico ! Dobbiamo portarlo in ospedale, subito ! >

Peter Boyle fu caricato su una barella, mentre i paramedici lo aiutavano a respirare.
Skinner si asciugò due gocce di sudore che gli imperlavano la fronte.
Guardò, sconsolato il tavolo.
C’era un solo bicchiere di carta…..quello posato sul bordo dal ragazzo era sparito !
Si precipitò fuori della saletta d’interrogatorio, divenuta una saletta claustrofobica ricolma di agenti che parlottavano fra loro, e afferrò lo sceriffo per un braccio.

< L’agente che ha portato da bere….dov’è ? >

Lo sceriffo scrollò le spalle.

< Non lo so…c’è una tale confusione….forse ha chiamato l’ambulanza…Come crede che sia successo ? Io…>

Skinner si precipitò all’uscita.
Un brulicare continuo di poliziotti in divisa….
Gridò, rivolto allo sceriffo:

< Avvisi i medici…..il ragazzo è stato avvelenato ! >

Lo sceriffo allargò le braccia.

< Avvelenato ? E da chi ? Si rende conto di quello che dice ? >

< Faccia quello che le dico…o il ragazzo morirà…>

Uscì, dirigendosi verso il garage sotterraneo.
Si guardò attorno.
Nessuno….chiunque fosse stato, era stato rapidissimo nello svanire.
Un vero professionista !
Certo……"loro" non commettevano mai errori.