CAPITOLO SEDICI

 

Abitazione di Kiro Matsuda,
Newport News, Stato della Virginia,
Ore 03.00 Pm, Mercoledì 17 Settembre
 
Dana percorse il vialetto, lentamente.
Aveva parcheggiato poco lontano, nonostante tutto il viale fosse libero, ma desiderava respirare un poco dell’aria fresca d’autunno.
Per tutta la mattinata, aveva controllato i nomi di quella lista, dal primo, a Washington, in cui non aveva però reperito alcuno, sino all’ultimo, a Baltimora, composto da una coppia di genitori sulla cinquantina, in lutto per la morte del loro figlio adottivo.
L’unica traccia, se si poteva chiamare tale, era che il capofamiglia, aveva lavorato per la Rauch, sul finire degli anni settanta….
Era una strana coincidenza, in fondo….possibile che la Rauch, come la Yuriko C. pensassero a far adottare dei figli, ai loro dipendenti ?
Il nome di Matsuda era il primo della lista, che proseguiva sino alla città di Elizabeth, vicino New York….Il territorio era abbastanza vasto, ma comunque ridotto, rispetto al totale delle adozioni previste nei files che aveva copiato.
Comunque tutte le adozioni, facevano capo ad Asaky….ed era interessante studiarne la relazione, sempre che ve ne fosse una. Quando giunse in prossimità della casetta a due piani, vide degli addobbi funebri, di color bianco, che la ferirono.
Il profumo delle rose, si fuse con quello della sua pelle e Scully avvertì una vertigine, improvvisa.
Non che fosse causata da un sintomo….era come se la sua ricerca avesse finalmente imboccato la strada giusta.
Vide, un istante prima di bussare, una figura minuta, avvolta in un kimono scuro.
Era inginocchiata davanti ad un cespuglio di rose, con degli attrezzi da giardino, sistemati in una cassetta da lavoro, rossa.

< E’ la signora Matsuda ? >, chiese con un filo di voce.

La donna si voltò, guardandola con un viso contrito dal dolore.

< Si…ha notizie di mio marito ? E’ del servizio di sicurezza interno ? >

Dana si morse appena il labbro.

< Sono l’agente speciale Dana Scully…dell’FBI ! Vorrei farle delle domande…riguardo l’adozione di suo figlio ! >

Lei si alzò, lasciando cadere la rosa che aveva fra le mani.

< Sapevo che….mi chiamo Nakiko…si accomodi, agente Scully ! >

Dana entrò e nonostante l’abitazione fosse in stile occidentale, le parve, una volta superata la soglia, di piombare in un mondo antico quanto il Giappone stesso.
Vide la bellezza di certi arredi Giapponesi, che avrebbe voluto fare propri, se non fossero stati troppo costosi, per il suo stipendio d’agente federale.
La donna si sedette su un piccolo divano bianco, mormorando:

< E’ per gli ospiti…voi non siete abituati a sedere a terra…>

Scully fece un sorriso sincero e togliendosi le scarpe, si accovacciò a terra, sul lindo tappeto chiaro, ripiegando le gambe sul lato destro.

< Mi ci farò l’abitudine…>, aggiunse.

Nakiko fece altrettanto, posando un tavolino di vetro verdastro, con sistemate sopra delle tazzine di porcellana.

< Vuole del tè ? L’avevo appena preparato per me, ma poi ho sentito il bisogno d’uscire…. il restare sola qui….mi rammentava mio figlio….è morto ieri sera….>

Dana osservò quella casa, che sembrava ora desolatamente vuota.
Lei, che non poteva avere figli, come aveva scoperto da poco, stentava a capire un dolore lancinante come quello di un madre…..cui fosse tolto parte del grembo….
Ma non era un dolore simile, quello che le era stato causato ?

< Deve…scusarmi…..non sapevo della cosa….la mia è un’indagine personale….e quindi lei non è tenuta a collaborare, se non lo ritiene opportuno…>

Nakiko non disse nulla….Si alzò e prese un libro, dalla copertina di pelle nera.

< E’ stato il giorno più bello della mia vita…quando ho avuto mio figlio a casa, per la prima volta…>

La guardò, sembrando pazza, in quel momento, e forse lo era.
Resa folle da un dolore osceno, come di chi tanto a sospirato ad una vita ed improvvisamente se la veda strappare.
Dana prese il libro, con gesto leggero, quasi che potesse ferire involontariamente, quella minuta donna orientale.
Notò che il bambino era occidentale….tratti regolari, capelli scuri, occhi verdi….

< Mi perdoni….ma lei…ha mai conosciuto personalmente le persone che hanno reso possibile la vostra richiesta ? Intendo, a parte i normali rapporti formali, non è mai stata amica con nessuno di loro ? >

Nakiko si passò la mano fra i capelli nerissimi, intrecciati in una ricercata e complicata, pettinatura.

< No…so solo che mio marito, aveva ricevuto garanzie da parte del responsabile al progetto, nel quale lavorava….il professor Asaky ! La multinazionale nella quale lavora, è influente in molti apparati statali….>

Dana fece un debole sorriso…nulla di più, di quanto non sapesse…
Sfogliò alcune pagine.

< Posso parlare con suo marito, signora Nakiko ? Vorrei porgli delle domande….>

< Credo sia impossibile ! Non ho più sue notizie da due giorni….sono disperata ! Non so cosa possa essergli accaduto ! >

Dana si spostò il ricciolo ribelle dietro l’orecchio.

< Ha inoltrato delle denunzie….Suo marito non si era mai allontanato da casa, senza avvertirla ? >

< No ! Non era mai capitato….stamane sono andata all’ufficio di polizia…ma mi hanno detto che era troppo presto, per iniziare qualsiasi ricerca ! Ho saputo che sono spariti dei documenti, le nostre carte di credito e parte dei liquidi che avevamo nel conto corrente…ma non credo ad una sua fuga ! Sono certa che gli è accaduto qualcosa!>

Scully sfogliò le ultime due pagine del libro, le più recenti….

Si gelò, rimanendo immobile.

< Posso…posso chiederle dove è stata scattata ? >, domandò con un filo di voce.

Nakiko prese l’album di fotografie e disse, candidamente:

< Nel nostro giardino, un mese or sono ! >

Scully divenne pallidissima.
Chiuse gli occhi, cercando di recuperare la razionalità, che andava svanendo.

< si sente bene ? >, le chiese Nakiko.

Scully annuì.
Fece cenno affinché potesse rivedere la fotografia.
Ciò che vedeva era assurdo…quanto e più di un Xfiles…
Prese dalla tasca interna della giacca, la foto di Fox e Samantha, felici ai piedi della grossa quercia del giardino di casa Mulder….Forse era lei, quella con Mulder….
Ma quel bambino adottivo, che sorrideva accanto a Nakiko e Kiro Matsuda, era identico alla foto del necrologio di Baltimora….e sicuramente identico al bimbo di Elizabeth, sempre che fosse ancora vivo….