CAPITOLO DICIASSETTE

 

Luogo sconosciuto

Walter Skinner aprì gli occhi a fatica.
Era disteso su un lettino, una branda militare e il dolore alla spalla, lo colpì, non appena tentò di alzarsi.
La porta blindata si aprì ed un paio di militari, entrarono, senza troppi convenevoli.

< Chi siete ? Sapete a chi avete sparato ? >, disse Skinner, per nulla rallentato dalla debolezza delle ferite.

< Si vesta e ci segua….il nostro superiore desidera vederla ! >

Skinner s’infilò una camicia ed una fitta lancinante, gli trafisse il fianco.
Era stato curato, e bene.
Se l’avessero abbandonato in quel sentiero, con quella ferita e quel ramo che l’aveva trapassato, sarebbe morto in poche ore.
Mentre percorreva, scortato dai due fidi angeli custodi, il corridoio, rammentò anche l’ultima figura…Krycek !
Era vivo, dunque !!
Svoltarono per un numero labirintico di corridoi, sino ad arrivare di fronte ad una porta azzurra, con una grossa serratura posta sulla destra, blindata, del tipo che Skinner aveva veduto in certi rifugi nucleari.
I militari si fermarono, di fatto bloccandolo.
Krycek emerse da dietro un corridoio, sempre con la medesima espressione stampata sul volto, quasi che fosse fissa ed immodificabile.
Skinner fece una smorfia di disgusto.

< E’ stato lei a far sparire Mulder, vero ? >

Krycek si accarezzò la mano artificiale, rispondendo con ironia.

< Se fosse dipeso da me…Mulder avrebbe ricevuto una sistemazione….più adeguata ! >

Si avvicinò al vice-direttore dell’FBI, fissandolo con due occhi che sembravano roteare, spinti dalla irrefrenabile forza della follia.

< Gli avrei strappato il cuore e bevuto il sangue….ma qualcuno, anni fa, ha deciso che sia troppo importante, per il progetto….>

Skinner non mutò espressione.

< Che cos’è questo progetto ? Possibile che in nome di esso, si compiano ogni genere d’atrocità ?>

Krycek infilò la tessera magnetica nella fessura.

< Parla d’atrocità….ma non è nulla in confronto a quello che c’è di là di questa porta…. Una serie di verità tanto orrende, da non avere spiegazione per nessuna mente logica….>

Calò un istante d’irreale silenzio.
I soldati fissarono Krycek, come se pendessero dalle sue labbra.

< Mi segua….le mostrerò delle cose…>

< Non mi interessano…..>, disse Skinner.

Krycek sorrise.

< Non le interessa nemmeno Fox Mulder ? >

La porta si spalancò, immettendo in un lungo corridoio, illuminato al neon.
Lo percorsero camminando lentamente, quasi che Skinner faticasse a capire l’immensità di ciò che aveva davanti e Krycek, stesse semplicemente divertendosi ad osservarlo, come un insetto sotto vetro.
Incassati nella parete di color azzurro acqua, stavano centinaia, forse migliaia di vasche di forma sferica, in cui un denso liquido verde, oleoso quasi, gorgogliava senza sosta.
All’interno, corpi umani, in posizione fetale, che galleggiavano grottescamente.
Il ronzio dei macchinari era costante.

< Stupito ? Finalmente ha modo di vedere che Mulder aveva ragione…..>

< Siete stati voi a rapire Mulder ? Dove si trova ? >

Davanti al vice-direttore dell’FBI, due porte…

< Ha la scelta…avanti, faccia testa o croce…>

Skinner strinse i pugni, colpendolo di striscio, rallentato a causa della medicazione al fianco.

< E’ un gioco per lei, brutto bastardo ? Mi dica dove si trova Mulder o…>

Krycek lo colpì con un pugno violentissimo, alla ferita, ed il vice-direttore dell’FBI, cadde in ginocchio, stringendo i denti per non urlare.

< Qui non siamo a Washington, direttore….gli ordini li impartisco io….Vuole vedere che cosa potrei farle, se lo volessi ? >

Fece un rapido cenno, e i militari che li seguivano a breve distanza, sollevarono Skinner, per le braccia.
Fu aperta la porta di sinistra.
Ora, dopo un tortuoso giro in quello che sembrava un corridoio d’ospedale, Skinner fu catapultato in una realtà tanto grottesca e tremenda, da sconvolgerlo per sempre.
Una donna stava sdraiata a terra, in una sorta di cella trasparente, con una grossa massa pulsante e gangliforme, che partiva dal suo ventre.
Il volto, di quella donna, era deformato dal dolore.
Le celle erano tantissime, centinaia….ed egli ebbe la forza di vederne una dozzina al massimo.
Ciò che più lo impressionò, fu un piccolo bimbo, di poco più di tre anni, totalmente privo di braccia e gambe, con una seconda testa non del tutto formata, che usciva dalla sua spalla sinistra.

<…basta…per carità….>, disse distrutto….

Krycek sorrise.

< Non la facevo così…debole….Lei deve capire l’immensità di questo orrore…un orrore tanto meraviglioso, quanto indispensabile….La meravigliosa costruzione di una nuova specie dominante….sul genere umano…>

Skinner osservò bene il viso dei due militari…drogati, senza dubbio….
Forse era il prezzo da pagare, per assistere ogni giorno a quell’abisso di follia…
Follia, come quella che animava Krycek…

<…avete…avete fatto questo a Mulder ? >

Krycek scosse appena il capo, mentre gli occhi si girarono in alto, come a contemplare la maestosità della CREAZIONE.

< Mulder….Mulder…è colui che stavamo aspettando….Il Messia di una nuova era ! >

Skinner udì un rumore. indecifrabile, ma continuo, disgustoso…
Accade, a volte, che certi suoni, benché non si riesca a capirne il senso, ci provochino orrore, quasi che il cervello cercasse di proteggerci dal comprenderli fino in fondo…perché se così fosse, il passo seguente, sarebbe la follia.
Quel suono, e quelle grida, perché erano grida docili, infantili, come d’agnelli condotti al macello, trapassarono Skinner come la pallottola che l’aveva ferito…anzi, forse con maggiore violenza.

< Nessuno è pronto per questo ! >, disse Krycek, spingendolo via.

Il vice-direttore dell’FBI, fu spinto fuori da quel lungo corridoio, senza opporre resistenza…
Meglio l’oblio, che quella verità…