CAPITOLO DICIOTTO

 

Casa di Kiro Matsuda, Newport News, Stato della Virginia,
Ore 04.35 Pm, Mercoledì 17 Settembre
 
Dana si massaggiò la pianta dei piedi, sentendo le gambe indolenzite.
Non capiva, come potessero, i Giapponesi, sedere a quel modo…
Ma il disagio non era provocato dalla posizione nella quale giaceva…
Era quanto aveva scoperto, che la inquietava.
Sapeva che se fosse stato presente, Mulder avrebbe immediatamente collegato il fatto dei gemelli adottivi, con una sperimentazione genetica voluta dal governo…e del resto era quella la conclusione più logica…
Se dunque anche lei era stata fatta adottare da quelle persone, era evidente che era stato compiuto su di lei e Mulder, un qualche genere d’esperimento…ma quale ?

<…signora Matsuda…vorrei chiederle una cosa…Di cosa soffriva, suo figlio ? >

La piccola donna orientale, chinò appena il capo, provocando in Scully un senso di angoscia molto profonda…non le piaceva per nulla rovistare a quel modo, nel dolore di una donna colpevole solo d’esser stata usata….
Ma era necessario…

< Uno scompenso genetico….una forma degenerativa dei cromosomi….Mio marito, aveva cercato di…allungargli la vita con delle iniezioni….>

Scully si spostò da un lato, mentre una fitta le attraversò le gambe sinuose.

<…potrei…vedere di che medicinali si tratta ? Sono medico e…>

Nakiko fece un debole cenno con la testa, alzandosi.
Finalmente anche Dana ebbe modo di mettersi in piedi, e non appena fu sola, si massaggiò la schiena, con un debole sospiro di fastidio.
Udì bussare alla porta e fece per chiamare la donna.
Poi andò allo spioncino e guardando fuori, la sua espressione mutò, d’improvviso.
Aprì di scatto l’uscio.

< Agente Willmore ! Credevo d’essere stata abbastanza chiara, l’ultima volta ! >

Lui s’infilò fra lo stipite e la porta, mormorando:

< Anch’io….>

Scully incrociò le mani al petto e disse, nervosa:

< Mi ha seguito …di nuovo ! >

< Purtroppo non posso fare altro….Ma debbo anche ricordarle che il vice-direttore Skinner, non trovandola al cellulare, ha incaricato me di consegnarle dei files….>

Fece per porgerli, ma non appena Scully tentò di afferrarli, li ritrasse.

< Eh, no ! Basta misteri ! Ho il diritto di sapere che cosa c’è sotto…>

Scully si spostò il ciuffo di capelli dietro l’orecchio destro….

< Non so se le riuscirebbe di capire…>, buttò lì, a mo’ di spiegazione.

Nakiko scese le scale, fissandoli con aria curiosa.

<…mi scusi…..signora Matsuda…è l’agente Craig Willmore….il mio…>

Esitò, come se la cosa la ferisse e in effetti, così era.

<…il mio partner di lavoro ! >

Nakiko fece un debole inchino gentile, e Willmore ne replicò uno un poco goffo, ma sincero.
Scully prese fra le mani, una scatoletta di medicinali senza contrassegni né nomi, contenente delle fiale di color verde cadmio.

<…posso….>, fece per chiedere Dana, e Nakiko annuì.

Scully s’infilò la scatoletta in tasca e le porse la mano.

< Non sarà un saluto molto rispettoso….ma senz’altro più comodo ! >, disse, con un leggero sorriso.

Nakiko annuì, spostandosi da un lato, mentre l’agente dell’FBI si calzava le scarpe e si congedò da lei.
Fuori, aveva appena iniziato a piovigginare.
Willmore le si affiancò e lei, nel sentire la sua sagoma camminarle accanto, lo rammentò…
Era così alto, per lei…quasi che la proteggesse, la nascondesse…

< Ora che abbiamo finito i convenevoli…vorrebbe spiegarmi perché si è recata a casa di quella donna ? E’ la moglie di uno dei medici ricercatori della Yuriko Corporation, vero ? >

Scully annuì.

< Io credo….credo che quella società Giapponese, stesse effettuando degli esperimenti illegali… e che l’attentato ad Osaka, sia stato un tentativo di distruggere quanto fatto fino ad ora… O per la chiusura degli esprimenti, o per altri motivi, che adesso ignoro…>

Willmore aprì l’ombrello, proteggendola dalla fine pioggerellina autunnale.

< Se quel che…pensa è esatto….la portata degli esperimenti dev’essere imponente… Credo che i files del vice-direttore Skinner le saranno d’aiuto ! >

Scully annuì, nervosa e contrariata.
Non amava collaborare con un agente che conosceva da poco…se questo era il risultato delle paranoie di Mulder, poco importava….Con Krycek la diffidenza di Fox aveva colpito nel segno.
Ma Willmore aveva i files che potevano aiutarla, e in ogni caso Skinner si fidava di lui, avendolo informato….che altro le restava da fare ?
Salì nell’auto di Craig e lui aprì una cartelletta di pelle nera, sistemata sotto il sedile del guidatore.

< Sono dati che rivelano come la Yuriko Corporation, sia consociata con la una società americana, denominata Rauch…>

Scully sfogliò, interessata quei documenti…
Non aggiungevano nulla a già sapeva, ma erano di certo una prova maggiormente valida, rispetto ai dubbi files dei tre amici di Mulder !

<…ci sono delle cifre…milioni di dollari che sono sovvenzionati direttamente dal Congresso a certi responsabili della Rauch, nel settore ricerche informatiche …>

Pensò, a voce alta, Scully.
Certo….quei microchip…dovevano costare molto, sia in termini di ricerca, sia a livello di materiale.
Willmore la guardò, soddisfatto che lei iniziasse a collaborare.

< Ci sono anche dei riferimenti ad una sede NUFOM d’Oswego….vicino ai grandi laghi, se non rammento male…>

Scully deglutì… dove Mulder era "scomparso"…
Willmore guardò le luci della casa di Nakiko….si accesero per un attimo al piano superiore, per poi spegnersi di nuovo.

< Guardi…>, le indicò.

Scully osservò la casa immersa nella tenue penombra della prima sera, poi vide le luci della rimessa, attivarsi.
Un uomo, un giapponese, uscì dalla porta posteriore, e salì a bordo di una potente Nissan di color verde bottiglia.

< Chi crede sia ? >, domandò lui.

Scully posò la cartelletta nel sedile posteriore, decisa.

< Lo segua….dev’essere il marito di Nakiko….Mi ha mentito, affermando che era scomparso….>

La macchina svoltò, imboccando la corsia opposta.
Nella stanza posta al piano superiore, Nakiko giaceva a terra, con la gola tagliata, in un lago di sangue.