CAPITOLO DICIANNOVE

 

Cantieri navali, Newport News,
Stato della Virginia, Ore 07.09 Pm,
Mercoledì 17 Settembre
 
La macchina guidata dal professor Matsuda, arrivò davanti ad uno dei numerosi cantieri che in quel punto costeggiavano uno scalo merci.
I binari spuntavano traditori, in tutte le direzioni, e la ruggine rendeva l’aria metallica.
Willmore sterzò, nascondendo l’auto dietro ad un grosso vagone merci, dalla vernice cadente.

< Non sarebbe meglio chiamare i rinforzi ? >, domandò.

Scully scosse la testa.

< Ha paura, forse ? >

Craig Willmore fece una smorfia di fastidio.

< Ritengo la sua ironia fuori luogo…>, disse, scuotendo la testa.

Scully impugnò la pistola.

< Siamo qui senza mandato….e senza nessuna autorizzazione federale…Con una società come la Yuriko alle sue spalle, il professor Matsuda, sarebbe capace di far sparire un UFO, se entrassimo con tutta la cavalleria, sprovvisti di lasciapassare…Mi copra le spalle…>

Willmore armò la propria Beretta e scese anch’egli.

< Non entra lì dentro da sola….Sono pur sempre il suo partner, no ? >

Scully fece un debole sorriso.
Camminarono reggendo l’arma fra le mani, sollevandola all’altezza della testa.
Il suono continuo delle sirene e la luce ridondante del faro, martellavano i loro sensi.
L’odore dell’acqua stantia, si mescolava con quello della limatura di ferro, abrasa dalle rotaie.
Scully sfiorò una pozza colma d’acqua fangosa, sporcandosi appena il bordo del cappotto.
Kiro Matsuda, svoltò dietro dei vagoni merci, fino a dirigersi su di uno nuovo di zecca.
Aveva dei numeri di serie stampati sul tetto ed un’antenna parabolica, in cima.

< Che cosa…>

Scully scosse la testa.

< Non posso spiegarle….dobbiamo cercare di capire che cosa si fa li dentro… Credo che le sorprese non le mancheranno…>

Willmore s’inginocchiò dietro un vagone, tenendo così sotto controllo lo spiazzo, nel quale Scully corse lesta, fino ad arrivare alla scaletta che immetteva all’interno.
Nessuno in vista….sembrava che Matsuda si fosse recato lì, di sua volontà, senza informare gli altri….
Scully fece un cenno deciso a Willmore, con due dita.
Lui scattò salendo e posizionandosi davanti a lei.
Dana iniziò a contare, con le dita, dal tre all’uno.

< Ora ! >

Willmore aprì di scatto la porta, abbassando la maniglia con decisione.
Scully entrò per prima, con la pistola spianata, davanti a se.
Il vagone era sgombro d’oggetti, per la prima parte.
Le luci al neon erano soffuse, leggermente giallognole.
Un paio di lettini chirurgici, sistemati da un lato.
Flaconi, provette, materiale catalogato con cura.
Matsuda, in fondo, poco prima di una porta a vetri, aperta per metà.

< Fermo ! Siamo agenti federali ! Non si muova ! >, urlò Scully.

Il giapponese si girò, non mutando espressione.

< E’ nel luogo sbagliato, agente Scully ! >

Willmore comparve, spianando l’arma.

< E con l’agente sbagliato…>

Scully si guardò attorno.

< Come sa il mio nome ? Che stava facendo qui ? >

Matsuda non rispose.
Willmore si mosse deciso, ammanettandolo.

< Che c’è di là di questa porta ? >. chiese Dana.

< Chi crede che comandi il mondo, agente Scully ? Il Presidente degli Stati Uniti, della Russia… o potenti multinazionali come la Yuriko o la Rauch, che decidono ed influenzano la politica di decine di milioni di persone al mondo ? >

< Non voglio una dissertazione politica…Voglio la verità ! >, disse Scully, dirigendosi verso un lato lontano del vagone, protetto da una porta blindata.

< Non lo faccia ! Non è pronta ad accettare la verità…>

< Zitto ! >, minacciò Willmore, puntandogli la pistola sul viso.

Scully si sporse, per vedere bene dallo spioncino…
Nulla….il ritaglio di vagone, era vuoto.

< E’ arrivato in ritardo ! >, mormorò Scully.

< Tardi per cosa ? >, domandò Willmore.

< Per consegnare…..ciò che era stato creato a quell’organizzazione, il Mikado…lei lavora per loro, vero ? >

Matsuda fece un debole sorriso.

< Le è stata fatta una domanda, risponda ! >, urlò Willmore.

< Credo che lei…sia più interessata a ciò che è accaduto a Fox Mulder…>

Scully impallidì.

A grandi passi si diresse verso il medico giapponese e lo minacciò con la pistola.

< Cosa sa di Fox ? Dove l’avete portato ? Che gli avete fatto ? >

< Questo genere d’esperimenti prosegue da cinquant’anni….In tutto quest’enorme lasso di tempo, il governo…il vostro governo, è stato capace di tutelarsi….creare connivenze… permettervi di sapere ciò che è giusto che sappiate, null’altro…>

Willmore scosse la testa.

< Lei parla per enigmi….>

< Sa cosa sono le cellule germinali, vero ? >

Scully annuì, abbassando un poco la pistola.

< Io..si…sono le cellule che si trovano ancora allo stadio primario…che non hanno iniziato la formazione e che posseggono solo la metà del codice cromosomico completo ! >

Matsuda annuì.

< Una merce preziosa, non trova ? Per raggiungere lo scopo primario ! >

Willmore ascoltò, incapace di comprendere…

< Vuole dire….creare dei cloni…So che lei ed altre famiglie, consapevolmente o meno, avete adottato dei cloni…Ma di chi ? E per quale motivo ? >

< Cloni ? >, domandò Willmore.

< Di chi ? Andiamo…non c’è arrivata da sola ? >

Scully abbassò la pistola, quasi che fosse diventata pesante e le ciondolasse inerte fra le mani.

< …Mulder…>, sussurrò.

< Purtroppo…questi cloni tendono a...morire…ad ammalarsi…a sviluppare una forma degenerativa del DNA…..Fino ad ora esiste un SOLO clone perfetto….>

Lei strinse l’impugnatura della Sig Sauer, sino a farsi male.

< Voglio la verità, prove certe…non le solite menzogne ! >

Il giapponese sorrise. Era quanto si attendeva.

< Posso ? >

S’indicò la giacca e Willmore gliel’aprì.

< Prenda quel tesserino con la striscia magnetica, per favore ! >

Willmore lo lanciò a Scully, che lo prese al volo.

< Si tratta del mio personale lasciapassare per entrare nel livello di sicurezza numero cinque della Yuriko Corporation….Lei è medico, agente Scully….non le sarà difficile spacciarsi per un addetto del settore di ricerca…>

Craig scosse la testa.

< Ci crede così stupidi ? Non cadremo in una sua trappola, tanto volontariamente…>

Scully fissò quel tesserino azzurro.

< Vuole la verità….non è disposta a correre qualche rischio ? >, mormorò sibillino, lo scienziato giapponese.

Scully fece un debole sospiro.
Spinse Matsuda contro dei tubi che sporgevano dal lato destro del vagone ferroviario, proprio accanto alla porta blindata e lo ammanettò ad uno di essi.

< Willmore….chiami l’FBI di zona….le do una decina di minuti per inventarsi una buona scusa che giustifichi il loro intervento e nel caso non le riesca di trovarla, mi dia tutta la responsabilità.. La prego soltanto di non rimanere qui a lungo…..Alla fine arriverà qualcuno…>

< E’ impazzita, forse ? Vuole davvero fare quello che le dice ? >

< E’ l’unica soluzione…mi ascolti: lei non può capire….ci sono troppe cose passate…cose che riguardano la mia vita…Io devo, sapere ! >

< L’indirizzo è stampato sul retro della tessera…>, disse Kiro, con un debole sorriso.

Scully afferrò la mano dell’agente Willmore.

< Lei voleva la mia fiducia….ed io ho sbagliato a non concedergliela…mi aiuti…..la prego ! >

Craig annuì, debolmente.
Era confuso e indeciso……ciò che si apprestava a fare, andava contro ogni procedura dell’FBI….
Ma Scully era la sua partner di lavoro, sebbene per quella sola indagine….e aveva imparato a rispettare le intuizioni di quell’agente…

< E sia ! Buona fortuna, agente Scully….>

Dana uscì, senza voltarsi.
Non sapeva a cosa andava incontro…ma tutto era meglio che il sospettare d’aver potuto salvare Mulder e non aver tentato.
Willmore rimase al centro del vagone, sorvegliando Matsuda seduto a terra, ammanettato a quel grosso tubo.
Prese il cellulare.

< Non le conviene farlo….>

< Zitto ! Non mi minacci, figlio di puttana…..io non so in che diavolo di complotto lei e i suoi soci siete invischiati, ma…>

< Posi quel cellulare ! >, intimò.

Willmore si diresse, deciso, verso di lui, spianando la pistola.

< Vediamo se ha voglia di fare lo spiritoso, anche con una calibro nove puntata in faccia ! >

Matsuda diede uno strattone violento, spezzando la catena delle manette, come fosse di plastica.
Mutò, divenendo il killer alieno.
Willmore rimase impietrito, congelato dallo stupore.
L’alieno lo sollevò, con una mano, gettandolo con violenza contro la parete del vagone.
Craig Willmore cadde a terra, svenendo quasi immediatamente.
Lui raccolse il cellulare, con una smorfia appena intuibile come sorriso.

< Pronto ? Sono io….signore, ho fatto quanto in programma ! Ora l’agente Scully si recherà alla sede prevista ! Pensa che debba scoprire tutto ? >

La voce, dall’altro capo della linea, rispose, senza esitare:

< E’ importante che creda ! Tre persone conoscono la verità…..ed io so che due di loro non parleranno mai…occorre eliminare assolutamente la terza….>

< Di chi parla ? Debbo provvedere io stesso ? >

< Di Margaret Scully, è chiaro ! Il lavoro sarà svolto con maggiore discrezione ! Tu distruggi le prove di quel vagone e recati alla Yuriko Corporation immediatamente…non possiamo permetterle di sapere a che punto del "progetto" sono i giapponesi….E’ troppo onesta perché questo accada ! >

< Ed il problema Krycek ? >

< Alex Krycek è intelligente…saprà chi servire e come….o lo elimineremo ! >

Chiuse il telefonino.
Strughold e gli altri membri dell’enclave, lo guardarono.

< Siamo di fronte ad un bivio….è un grave rischio mettere nel gioco, l’FBI ! >

Smoking Man sorrise, accedendosi una Morley.

< E’ stato ancor più rischioso affidare il ramo esecutivo del "progetto" a Krycek…ma l’avete fatto ! I giapponesi sono inaffidabili, a questo punto…ma i loro studi sono preziosi….Occorre eliminare tutti gli ostacoli…..sapete a chi mi riferisco ! >

< Vuole fare uccidere anche….ma così perderemmo il contatto con la Casa Bianca ! >

< Deve essere eliminato ! Con la sezione Xfiles operativa, il raggiungimento dello scopo primario sarà ancor più sicuro….e rapido ! >

Uno dei membri scosse la testa.

< Se gli studi…..di Asaky dimostrassero che Mulder è inutile….>

< Mulder non è inutile ! Il suo contributo è sempre stato al di sopra di qualsiasi sospetto ! >

Uno dei dodici si guardò il polsino della camicia.

< Ma è anche il nostro peggior nemico…..>

Smoking Man sorrise.

< Non c’è miglior alleato, di colui che cerca la verità….la propria verità….senza dubitare.. che possa esser messa in discussione ! >

Spense la Morley e smise di sorridere.

***

SOGNO DI FOX MULDER ( Parte 1 )

La stanza era linda ed ordinata, nonostante dovesse dividerla con la sorellina.
Un bel poster di Star Trek, stava sulla parete grande.
Fox chiuse la porta alle spalle.
Era felice….aveva terminato l’astronave e l’avrebbe mostrata a papà.
Scese parte della scalinata interna, che lo avrebbe portato dalla camera al salotto.
Samantha stava seduta sui gradini, che le gambe a penzoloni, giù nel vuoto.

< Che fai lì ? >, domandò, sorpreso.

< Sssttt! >, fece lei, portandosi l’indice alle labbra.

Fox si accucciò, vinto dalla complicità con la sorella e dalla curiosità.
Mamma e papà stavano parlando, lei seduta sul divano, mentre lui era in piedi e camminava nervoso.

< Sai che accadrebbe…se ci opponessimo ? >

< Mio Dio !! E’ pur sempre la nostra bambina ! Che le succederà…? Dove la porteranno ? Come puoi chiedermi questo ? >

Samantha sgranò gli occhi.

< Parlano di me ! >

< Credi che sia facile, per me ? Ma dopo quanto accaduto in giardino…giorni fa….. E’ stato necessario…..Sarà necessario…>

Mamma pianse, come Fox e Samantha non avevano mai visto.

< Ho paura, Fox ! >, disse Samantha.

Fox lasciò cadere il modellino a terra….era pesante, adesso.

< Non ti capiterà nulla…te lo giuro ! >

Suo padre stava davanti a lui…niente più casa, niente più Samantha…solo lui e suo padre e l’astronave, divenuta enorme.

< Deluderai tua sorella….lascerai che le sia fatto del male…>

Fox si alzò.

< Non è vero ! E’ tutta colpa tua ! Ero un bambino, allora…non potevo difenderla ! Ma tu… tu potevi impedirlo ! >

Scully era al suo fianco, e gli posava la mano sulla spalla.
Le diede un bacio sulla guancia.

< Tuo padre ha ragione….deluderai anche me….Morirò per causa tua ! >

< No ! >, urlò Mulder.