CAPITOLO VENTUNO

 

SOGNO DI FOX MULDER ( Part 2 )

Il cielo era pieno di stelle.
Mulder stava davanti al padre e a Dana, sentendosi pieno di rancore e di rabbia.
Da un lato, una grossa bolla contenente un liquido denso, verde.
Dentro, una donna…

< Salvala, Fox ! >, gridò suo padre.

Fox scosse la testa.

< No ! E’ Dana mia sorella ! >.

Scully scosse appena la testa, mentre i suoi rossi capelli erano scompigliati dal vento.
Uno sciame d’api, apparve….erano milioni…
Mulder corse verso Scully.

< Vieni…scappiamo ! >, disse, afferrandola per la mano.

Corsero in un’immensa distesa verde…il cielo era azzurro, le nuvole bianchissime….
Un grosso bisonte bianco, all’orizzonte.
Nessun’ape, nemmeno in lontananza, adesso….
Scully era a terra, in un lago di sangue…..pareva dormisse.
Mulder non sentì la sua mano scivolare via, ma la vide ugualmente a terra.
Cadde in ginocchio, senza più forze….Era morta ! Per lui…per colpa sua….
Smoking Man gli sorrise.

< Fox…poni delle domande…domande cui non è possibile dare delle risposte ! >

Fox rantolò….aprendo gli occhi a fatica.
La bocca era secca, il respiro affannoso, ogni muscolo doleva…..
Ma era vivo !

***

Sede della Yuriko Corporation, Ore 11.22 Pm
Mercoledì 17 Settembre

Non appena l’ascensore si chiuse, Scully si spostò i capelli dietro l’orecchio destro, con un’impercettibile smorfia di fastidio.

< Non si stupisca, agente Scully…in realtà era tempo che desideravo incontrarla ! >

Lei parlò piano.

< Per quale motivo farmi passare…visto che sa benissimo chi sono ? >

Asaky sorrise, spaventandola ancor di più….
Arrivarono al livello cinque, posto sottoterra.

< Lei è medico….più d’ogni altro può comprendere quanto abbiamo fatto ! >

La zona era un bunker compresso fra pareti di cemento armato e lastre d’acciaio spesse diversi centimetri…nemmeno una bomba atomica l’avrebbe scalfito.

< Che cosa custodite, qui dentro ? >

Asaky le fece cenno di seguirlo, in una saletta attigua.
Dana vide che si trattava di una camera di decontaminazione ed iniziò, senza esitare, a spogliarsi per infilare la tuta di protezione.
Uscì, bardata a tutto punto, esaminando la situazione…di lì, non sarebbe potuta più uscire, questo era certo.
Asaky apparve qualche istante più tardi.
Benché lo spogliatoio fosse unico e le regole non facessero distinzione alcuna fra uomini e donne, pensò di lasciarle un poco di privacy.

< Abbiamo prodotto il 75% delle armi chimiche utilizzate nella Guerra del Golfo….Armi tanto

avanzate da sembrare fantascienza…..>

Scully accese il microfono che le permetteva di parlare all’esterno della tuta.

< Non mi vorrà far credere che un genio come lei, si sia ridotto a produrre armi chimiche ? E poi questo è un laboratorio di biogenetica…..>

Asaky annuì…così intelligente, così bella…

< L’esercito scoprì che i soldati di Saddam, possedevano un antidoto alle nostre armi…. Un antidoto che non dovrebbe esistere ! >

S’incamminarono per un lungo corridoio.

< Il servizio di spionaggio della CIA, imputò la cosa ai Russi…ma in realtà era stata la nostra sede del Giappone, che si era staccata dalla direttiva principale, Dana ! Dallo scopo primario ! >

< Come conosce il mio nome ? >, domandò Scully.

< Ho scoperto che la sede di Osaka collaborava con quell’organizzazione di fanatici …>

< Il Mikado ? Vuole dire che…>

< La sede è stata distrutta da un killer che lei conosce bene….L’enclave non tollera tradimenti ! Immagino che intuisca di chi sia stata l’iniziativa….Ho collaborato con lui….>

Scully osservò i laboratori…lindi, puliti, dalle attrezzature all’avanguardia.

< Quell’uomo è morto ! >

Asaky scosse la testa.

< Ho imparato a conoscerlo……il suo gesto è stato impeccabile ! Io stesso avrei agito così, se mi fossi reso conto del tradimento ! >

Scully lo afferrò per le spalle, spingendolo contro il muro.

< Basta giochi ! Lei sa dov’è Mulder, vero ? Che gli avete fatto ? >

< Deve capire il progetto per rendersi conto….>

Scully respirò affannosamente, appannando il plexiglas della tuta.

< Non gli avrete fatto i soliti esperimenti, vero, macellai ? Se…non mi dice dove si trova…>

< Non ci serviva più, ormai….le cellule germinali che c’interessavano erano state prelevate e…>

< Dov’è ! >, urlò Scully.

Asaky scosse la testa.

< Loro l’hanno con se…..>

Scully osservò la porta di sicurezza, di colore rosso.

< Mi apra quella porta, figlio di puttana ! >

Asaky infilò il proprio tesserino personale e la porta si spalancò.
Ciò che Dana vide, rimase impresso nella sua memoria, per sempre.