CAPITOLO VENTIDUE

 

Livello cinque, Yuriko Corporation,
Newport News, Stato della Virginia,
Ore 11.47 Pm, Mercoledì 17 Set.
 
La sala era immensa.
Una lunga passerella metallica, correva fra file di contenitori, sferici, e sembrava non avere mai fine.
Le file erano alte almeno cinque metri.
Scully rimase senza fiato.

< O mio Dio…>, sussurrò.

I corpi stavano in quelle vasche, immobili.

< Sono la mercanzia….i corpi pronti per servire la nuova razza che dominerà la Terra ! >

Scully chiuse gli occhi, sperando che tutto ciò altro non fosse, che un incubo.

< Che….che servono le cellule dell’agente Mulder ? >

<…sono le chiavi per una nuova, fantastica vita….>

Scully ansimò, scossa.

< Vita ? Chiama questo orrore, vita ? >

Asaky le afferrò le spalle.

< Lei è una scienziata….Possibile che non capisca ? La bellezza straordinaria del progetto… del nostro genio ? Io l’ho voluta qui, perché continui quanto ho fatto, perché comprenda lo scopo per il quale è stata generata ! Vinca con me i pregiudizi della morale….seguirà la mia strada…solo lei ne sarà degna ! >

Dana si divincolò.

< Lei è pazzo ! Crede che l’aiuterò ? L’unica cosa che farò sarà quella di distruggere la vostra follia !! >

Asaky sollevò gli occhi al cielo.

< Non capisci che ti amo, bambina mia ? Ti amo come un padre….perché sono colui che ti ha creata…..che ti ha messo al mondo ! >

Scully indietreggiò, cadendo quasi, sull’esile passerella.

< Che cosa dice ? Cosa vuole dire ? Io non…>

La afferrò per un braccio, portandola ad una diramazione della passerella, su un piccolo ripiano sopraelevato.
Il computer mostrava l’elaborazione grafica di un gene.

< E’ un gene raro….una tremenda disfunzione del patrimonio genetico normale…..Ogni clone ne è affetto…..ogni innestato…non sopravvive per più di dieci…dodici anni….. Forse tu non sai che è la medesima malattia che colpì tua sorella, tanto anni fa…..Io…Ishimaru, e altri medici, la curammo…..>

Scully strinse le labbra, serrandole con forza.

< Lei è solo un pazzo bastardo ! >

< Era una sfida per la nostra intelligenza….ma quel DNA, poteva curare ogni male, se usato in modo esatto ! Era lo strumento di Dio ! Creammo una nuova Eva, pronta per la generazione futura….Un solo meraviglioso parto della scienza…..>

Dana scivolò, reggendosi a stento alla colonna d’acciaio.

< In nome di Dio….basta….>, sussurrò.

Si rialzò, correndo verso l’uscita, sconvolta per tutta quella follia.
Asaky la rincorse, seppure impedito dall’età e dalla malattia.

< Non fuggire ! La chiave è l’esatta identità di Samantha……>

Il cuore gli cedette, con un dolore tremendo, quasi che fosse stato spezzato da una freccia.
Cadde a terra, mentre tutto diventava nero, confuso.
Scully si voltò, chinandosi verso di lui.
Quella tuta…lo costringeva a respirare faticosamente…doveva toglierla…

< Stia calmo…..>, sussurrò.

< E’ stato…tutto…programmato…..per te….e per Fox…..ma lui non è….quel che…ti hanno fatto credere…non è tuo fratello…..>

Scully provò, solo per quell’istante, pietà per quell’uomo.

<…lo so….ho sostenuto diversi esami genetici….ma…che cosa volevate nascondere….>

Asaky morì, con l’ultimo sguardo verso la sua creatura più bella…
Scully rimase inginocchiata, svuotata d’ogni energia.
Si piegò su quel corpo, piangendo.

< Mulder….perdonami….non ti ho saputo aiutare….non sono stata in grado di salvarti ! >

I secondi trascorsero lenti ed interminabili.
D’un tratto la porta di sicurezza si spalancò.
L’aria penetrò, sibilando.
Il killer alieno osservò Scully, svenuta, accanto a quel cadavere.
Si avvicinò a lei, sollevandola, quasi che non pesasse nulla.
Si diresse verso l’uscita, mentre le squadre di eliminazione, distruggevano tutto.
Le tolse la maschera e la poggiò da un alto, osservandola respirare lentamente.
Aprì gli occhi, destata dall’aria fresca della notte.

<…dove….>

Vide il killer alieno allontanarsi, incapace di reagire, scossa e frastornata.
I militari la spinsero su una jeep, che sfrecciò via, nella notte.